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È la prova evidente che anche
nel nostro tempo è possibile vivere una vita intensamente spirituale, senza
abbandonare il mondo, rispondendo anzi alle sue drammatiche istanze.
Un certo dolorismo tipicamente weiliano forse non è obbligatorio accettarlo
completamente, ma le sue riflessioni sulla decreazione dell'io, sul rapporto tra
cristianesimo e le altre spiritualità, il suo grandioso tentativo di scoprire
quella geometria dell'anima che possiamo leggere nei suoi Quaderni costituiscono
un nutrimento importante.
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