in quiete
Il Sito di Gianfranco Bertagni

"La conoscenza di Dio non si può ottenere cercandola; tuttavia solo coloro che la cercano la trovano"
(Bayazid al-Bistami)

www.gianfrancobertagni.it
  Home Page   Cerca nel Sito   Iscrizione Newsletter   Email   Aggiungi ai Preferiti   Stampa questa pagina   Struttura del Sito


 

SU DI ME
> Vita       
> Interessi
> Libri
> Articoli
> Recensioni              
> Corsi
> Seminari
> Conferenze
> Progetti
 
DISCIPLINE
> Filosofia antica       
> Mistica
> Sufismo
> Taoismo
> Vedanta              
> Buddhismo              
> Zen
> Filosofia Comparata
> Musica / Mistica
> Filosofia Critica
> Meditazione
> Alchimia
> Psiché
> Varia
 
AUTORI
> Mircea Eliade       
> Raimon Panikkar
> S.Weil e C.Campo
> René Guénon, ecc.
> Elémire Zolla     
> G.I.Gurdjieff  
> Jiddu Krishnamurti
> Rudolf Steiner
> Silvano Agosti
> Alcuni maestri
 
LA MIA GUIDA SUPEREVA

 

 

Che cosa accade nell'attimo in cui la coscienza si estingue

di Elémire Zolla

 

Pubblichiamo quattro "pensieri" di Elémire Zolla che faranno parte dei "Quaderni" che la vedova, la studiosa di estetica Grazia Marchianò, sta raccogliendo fra le sue carte: riflessioni e intuizioni che Zolla annotava periodicamente sui suoi taccuini personali.

"L'estinzione"

Fino a qual punto la coscienza si estingue? O, che cosa avviene della propria persona nel corso di allucinazioni che portano al deliquio? Insufficienti le risposte consuete.

Si vorrebbe dare una replica netta, e si parla di manifestazioni distinte: la consapevolezza rimane intatta in mezzo a ogni specie di travedimenti ovvero sparisce e dopo non resta nessun ricordo della trance subìta. E' vero, sussistono questi due estremi, ma quasi sempre trepida e fluttuante è la realtà, il suo ricordo tremula, è arbitrario sempre, la ricostruzione degli eventi d'una visione.

Già un semplice sogno è difficile da rammentare salvo allo scatto del risveglio: assumerlo nel linguaggio, vuol dire falsificarlo. E' arduo dire fino a che punto un evento di sogno fa un'immagine e fino a che punto una parola commossa.

Occorre accettare il più delle volte l'esistenza onirica, la trance e in genere l'allucinazione sciamanica come più vera del vero, un universo sottratto alle nostre classificazioni, impervio alle nostre categorie, oscillante, svanente ma nello stesso tempo fulgido e chiaro, contradditorio, atteggiato nell'uno e nell'altro senso che durante la veglia si escludono. In sanscrito esiste una parola che lo denota: vikalpa .

E' fiabesco, ma connette verità che eludono la nostra attenzione di veglia, di cui forse il nostro inconscio o certi animali si avvedono. Si estende come un velo trepido, ma può imporsi come più netto del vero.

 

Da: http://lgxserver.uniba.it/lei/rassegna/020526k.htm

                                                                                                                                           TORNA SU  

 

  Home Page   Cerca nel Sito   Iscrizione Newsletter   Email   Aggiungi ai Preferiti   Stampa questa pagina   Struttura del Sito
www.gianfrancobertagni.it
  www.gianfrancobertagni.it

"Chi non cerca è addormentato, chi cerca è un accattone" (Yun Men)