in quiete
Il Sito di Gianfranco Bertagni

 

"La conoscenza di Dio non si può ottenere cercandola; tuttavia solo coloro che la cercano la trovano"
(Bayazid al-Bistami)

"Chi non cerca è addormentato, chi cerca è un accattone"
(Yun Men)

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«Giornale di Brescia»
http://www.giornaledibrescia.it


È morto il grande studioso di filosofie e misticismi
orientali
Zolla, l'intellettuale sciamano


È morto ieri pomeriggio a Montepulciano Elemire Zolla,
filosofo e studioso
delle religioni. Era nato nel luglio 1926 a Torino.
Zolla si era trasferito
a Montepulciano da sei anni (la moglie insegna all'U
niversità di Arezzo).
Venivano a trovarlo sciamani, cultori ed esponenti
delle religioni,
soprattutto orientali, che erano oggetto delle sue
ricerche e dei suoi
studi. Zolla esordì come narratore vincendo nel 1956
il premio Strega con
«Minuetto all'inferno» e fu docente di letteratura
inglese a Genova e poi
anglo-americana a Roma. Del 1959 è il saggio «Eclissi
dell'intellettuale»,
sulla crisi del ruolo dello scrittore impegnato,
pubblicato negli anni
della ricostruzione e del boom economico italiano. È
il libro cui resta
tutt'oggi maggiormente legato il suo nome insieme a «I
letterati e lo
sciamano» pubblicato nel '69, in piena temperie
protestata ria, dedicato al
mito del primitivo negli anni in cui si riscoprono le
culture «altre».
Proprio lo studio delle religioni e delle culture
lontane dall'Occidente
porta gradualmente Zolla ad appassionarsi allo spirito
e alla ricchezza
delle religioni orientali su cui pubblica vari studi
da «Aure» (1985) a «Le
tre vie» (1995) e «Uscite dal mondo» (1992). In
quest'ottica affronta anche
le correnti di pensiero alternative all'interno della
cultura occidentale
(«I mistici dell'Occidente», 1997) o le forme di
pensiero intuitivo
distanti dall'impostazione razionalistica tipica dell'
Occidente («Lo
stupore infantile», 1994). Oltre alle traduzioni dal
francese e dall'
inglese, da Sade a Melville, Zolla partecipò
all'esperienza di «Tempo
presente», la rivista fondata da Ignazio Silone, e
firmò nel '61 un secondo
romanzo, «Cecilia o la disattenzione». L'ultimo libro
uscito in italiano,
da Adelphi, è «Che cos'è la tradizione». La casa
editrice annuncia l'uscita
del nuovo libro, «Discesa agli inferi e resurrezione»
per i prossimi mesi.
Nel lungo saggio «Catabasi e anabasi», che costituisce
il nucleo centrale
di «Discesa agli inferi e resurrezione», è indagato
sul piano teologico e
figurativo il tema duplice del viaggio nel regno dei
morti e della
resurrezione. Emerge, come elemento perturbante, la
biunivocità delle due
dimensioni: da un lato il pensiero mistico-religioso
sente infatti «l'
irruzione dei defunti nel mondo dei vivi» come fonte
di «sgomento ed
orrore», dall'altro, sono i vivi stessi a prolungare
l'Aldiquà nell'Aldilà,
il Sopra nel Sotto. Ma a poco a poco la «vertigine» di
questa coesistenza
si placa, durante il tragitto che Zolla propone,
nell'armonia conoscitiva
della coincidenza degli opposti. «Non avrei mai potuto
estrarre dai libri
ciò che Heschel mi impartì con la danza delle mani
durante i rituali - con
la densità della voce durante le enunciazioni
sacrali». Così diceva Elemire
Zolla di Abraham Heschel, il grande studioso di
Kabbalah. Una
contraddizione - quella di Zolla - amare la parola, la
verità della
filologia e comprendere allo stesso tempo come questo
potesse solo
rimandare ad uno spazio trascendente - «numinoso» - in
cui tutto l'apparato
della coscienza doveva cedere a esperienze esoteriche
e mistiche.

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