in quiete
Il Sito di Gianfranco Bertagni

 

"La conoscenza di Dio non si può ottenere cercandola; tuttavia solo coloro che la cercano la trovano"
(Bayazid al-Bistami)

"Chi non cerca è addormentato, chi cerca è un accattone"
(Yun Men)

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Un testo critico su René Guénon

 

Personalità

La più grande studiosa dell'autore, Marie-France james, afferma che il suo
carattere era caratterizzato da «nervosismo e sensibilità esasperati alle
quali si aggiungono l'instabilità, l'impulsività e l'irritabilità, temperate
da capacità intellettuale predisposta agli studi filosofici e religiosi. A
tutto ciò occorre aggiungere una suscettibilità esagerata ed una forte
sensualità».

L'infanzia

René Guénon nasce a Blois, il 15 novembre 1886. Di salute cagionevole compie
i suoi primi studi in una scuola cattolica dove, malgrado le numerose
assenze, diviene presto un allievo brillante. Nell'autunno del 1901, avviene
un incidente piccolo in sé, ma molto significativo per quanto riguarda la
sua personalità: René è il primo della classe ma il professor Simon
Davancourt lo classifica secondo in un tema di francese. René ne fa una
tragedia e deve mettersi a letto con una forte febbre, il padre lo ritira
dalla sua scuola e lo iscrive al collegio Augustin-Thierry.

La James commenta:«Vediamo che già in seconda, Guénon ha un bisogno
ossessivo di essere il primo, ed al rientro dalle vacanze il nostro giovane
perfezionista è sempre alle prese con la stessa ossessione, o meglio senso
di colpa, lo stesso annichilimento, di non essere che il quarto. Irritato,
il giovane René reagisce con una grande suscettibilità; ne seguirà una
scenata, che agli occhi di alcuni avrà il suo compimento definitivo circa
trenta anni più tardi, quando Guénon partirà per sempre verso le terre
dell'Islàm».

Il desiderio, anzi il bisogno di arrivare allo ZENITH, è una tendenza
profonda della personalità di Guénon. Essere nella media per lui
significherebbe fallire; essere condannato all'imperfezione lo deprimerebbe.

René Guénon, oramai giovane baccelliere, conobbe il canonico Ferdinand
Gombault, dottore in filosofia scolastica, durante più di trent'anni, fino
alla partenza al Cairo, questi due intellettuali mantennero contatti
regolari (entrambi erano partigiani dell'Action francaise) pur operando in
due campi diversi, anzi opposti: il canonico, tomista stretto, si occupò
dell'apologia del Cristianesimo; Guénon, influenzato da correnti
massonico-occultiste, si volse verso la Gnosi. Secondo la James il canonico,
come tutti gli amici cattolici di Guénon, ignorò almeno fino agli anni
Trenta la sua scelta.

I maestri di Guénon

Verso i vent'anni Guénon è introdotto alla Scuola Ermetica diretta da Papus
(pseudonimo del dottor Encausse) e segue i corsi che vi sono dispensati. È
ricevuto nell'ordine Martinista e nelle diverse organizzazioni
massonico-occultiste annesse.
Nel 1908 collabora alla preparazione del Congresso spiritualista e
massonico, tuttavia tende ad allontanarsi dalla linea generale (qualificata
da lui come materialsita) degli ambienti occultisti del suo tempo; prende
quindi posizione contro alcune idee di Papus.
L'ipotesi più probabile, senza prove determinanti, è che Guénon, al più
tardi nel 1909 (epoca della sua elevazione all'episcopato gnostico sotto il
nome di Palingenius) abbia beneficiato di decisivi contatti indù della
corrente vedantista; sempre in questo anno si affilia alla Loggia massonica
Thébah (Gran Loggia di Francia). Nel 1912 è iniziato al Sufismo e si
sposa... con rito cattolico!
Sempre lo stesso anno conferma la sua affiliazione massonica alla Loggia
Thébah, filiale della Gran Loggia di Francia del rito scozzese antico e
accettato. Dal 1913 al 1914 collabora a La France chrétienne
anti-maçonnique, sotto lo pseudonimo di Sphinx. Svilupperà proprio allora
(da vera "sfinge") una polemica contro Charles Nicollaud e Gustave Bord,
collaboratori della Revue internationale des societés secrètes, attorno alla
questione dei Superiori Incogniti.

Nel 1915 Guénon conosce una giovane studiosa tomista: Noele Maurice-Denis,
che nel 1916 lo presenta a Jacques Maritain. Nel 1916 sospende la
partecipazione attiva ai lavori della sua Loggia, lavori che aveva
continuato a condurre anche durante la sua collaborazione a La France
chrétienne antimaçonnique! Tale sospensione non fu una rottura, ma soltanto
un "mettersi in sonno" tattico, in vista di «CONDURRE IL CATTOLICESIMO A
CAUZIONARE UN'ELITE TRADIZIONALE, CHIAMATA A RITROVARE, A PARTIRE DA UNA
PROSPETTIVA SINCRETISTICA, LA FONTE UNICA PERSA...: LA VERA CONOSCENZA
METAFISICA, D'ESSENZA GNOSTICA. Ed è così che, fino agli inizi degli anni
Trenta, s'asterrà di trattare in maniera diretta ed aperta della Massoneria,
limitandosi a deplorarne la degenerazione e a denunciare le tendenze
anti-tradizionali di cui essa stessa era vittima».

Secondo Guénon il Cattolicesimo non è altro che una delle forme parziali e
velate attraverso le quali la Tradizione primordiale e fondamentale si
manifesta nella sua pienezza. Il Cristianesimo, per lui, ha avuto alle
origini un carattere esoterico-iniziatico «del quale poco si sa perchè le
origini del Cristianesimo sarebbero circondate da un'oscurità quasi
impenetrabile. Oscurità voluta da coloro che hanno guidato la trasformazione
della Chiesa da organizzazione oscura e riservata ad organizzazione aperta a
tutti, prettamente essoterica. Tuttavia questa trasformazione del
Cristianesimo in Religione essoterica, è stata provvidenziale, perchè il
mondo sarebbe rimasto senza alcuna Tradizione se non vi fosse stata la
religione Cristiana, poichè la tradizione greco-romana, allora predominante,
aveva raggiunto una grande degenerazione. Il Cristianesimo raddrizzò il
mondo occidentale, ma a condizione di perdere il suo carattere esoterico».

Nel 1921 Guénon firma un articolo sulla Revue de philosophie d'ispirazione
neo-tomista. Nel 1922 riprende l'insegnamento di filosofia presso un
istituto dei Fratelli delle Scuole cristiane. Nel 1925 inizia a collaborare
alla Revue universelle du Sacré-Coer, Regnabit, ma nel 1927 la
collaborazione cessa, e riprende invece la polemica con la R.I.S.S.

Gli ambienti cattolici dopo una breve esitazione, dovuta al carattere di
"quinta colonna" dell'opera guénoniana di quegli anni, ne rifiutano le
teorie, Guénon visto fallito il suo progetto d'infiltrazione emigra al
Cairo. Tuttavia prosegue il suo compito di formare un'élite tradizionale
occidentale nel tentativo di far convergere la metafisica orientale detta
"universale" (o Gnosi esoterica) e il Cattolicesimo, identici nella loro
sostanza (per Guénon). La Gnosi deve appoggiarsi sulla Tradizione
fondamentale, che in sostanza è ovunque la stessa, malgrado le forme diverse
che essa riveste quando si abbassa a religione, per adattarsi ad ogni razza
ed ad ogni epoca. Lo scopo esoterico di Guénon è quindi di reinterpretare,
abbassare, minimizzare e ricondurre il Cristianesimo ad un fondo comune
"tradizionale" d'ispirazione gnostica, in quanto,  se ha alle sue origini un
carattere essenzialmente esoterico e iniziatico, dall'epoca costantiniana e
dal Concilio di Nicea lo ha perso ed è divenuto una Religione nel senso
proprio del termine, con i suoi dogmi, la sua morale universale e i suoi
riti pubblici. Guénon nega perciò la divinità ed indefettibilità della
Chiesa, la sua trascendenza riguardo alle altre culture, il valore
universale del Vangelo, la comprensione immutata della dottrina evangelica
così come è stata rivelata da Cristo. Ma come ha scritto la Denis: «Certo la
sua ignoranza, la sua incomprensione del Cristianesimo erano totali».

Ma si trattava proprio d'ignoranza? Lo vedremo più in là.


Guénon e la "Revue Internationale des Sociétés Secrètes" di Monsignor E.
Jouin

Monsignor Jouin, ultimo di cinque fratelli, nascee il 21 dicembre 1844 ad
Angers. Di salute delicata ed orfano di padre a quattro anni, nel 1862
raggiunge suo fratello Amedeo presso il noviziato dei Domenicani di
Saint-Maximin trasferito in seguito a Flavigny. Nell'agosto 1866 disturbi di
salute l'obbligano a rinunciare all'austera vita domenicana; si reca perciò
nel seminario di Angers, ove sarà ordinato sacerdote nel febbraio 1868. Nel
luglio 1882 è nominato parroco a Joinville-le-Pont (Seine) ove subisce gli
attacchi degli ambienti anticlericali, comincia a conoscere così le prime
lotte antimassoniche, nel 1910 acquista un'importante biblioteca
massonico-occultista di circa 30.000 volumi e nel gennaio 1912 fonda la
Revue internationale des sociétés secrètes, composta da una parte
giudaico-massonica (la parte grigia) e da una parte occultista (la parte
rosa).
«L'abbé Jouin credeva ad una volontà ebraica di dominio universale riassunta
così: "ISRAELE È IL RE, IL MASSONE È IL SUO CIAMBELLANO E IL BOLSCEVICO IL
SUO BOJA". La sua tesi era che Giudecca e Protestantesimo stessero dietro la
Massoneria; che tutti e tre hanno lo stesso fine: la distruzione della
Chiesa cattolica» (James su "Esoterismo, Occultismo, Massoneria e
Cristianesimo")

Mons. Jouin non è il primo a sostenere la tesi dell'ispirazione giudaica
della Massoneria. Nel XIX secolo era stato preceduto dall'abbé Barruel,
Mons. Dechamps, Crétineau-Joly, Gougenot des Mousseaux, Mons. Delassus,
Mons. Meurin. Pertigiano di un Cattolicesimo integrale, era convinto che «i
gruppi nazionalisti e fascisti sono impotenti da sé a guarire il male. La
guerra è religiosa. La nostra conversione è l'unico rimedio».

Lui stesso aveva scritto: «Quando i cattolici non indietreggeranno più,
quando si riforniranno di coraggio mediante la pratica delle virtù, quando
riprenderanno la via del sacrificio per seguire il loro Messia povero e
sofferente, fino al Golgota, quando non mendicheranno più la loro salvezza a
destra e a sinistra, ma formeranno il partito di Dio, come ha domandato Sua
Santità Pio X, la questione ebraica sarà risolta. Ma i cattolici si rendano
ben conto che se danno la mano agli ebrei e se vivono in fondo come loro,
preparano il regno dispotico di un Kahal universale!».

La R.I.S.S. (1912-1939)

La R.I.S.S trattava gli aspetti esterni della Setta infernale nella sua
parte grigia (giudaico-massonica); e quelli interni nella parte rosa (parte
occultista). Era conosciuta nel mondo intero ed alimentata dalle
informazioni di Mons. Umberto Benigni, fondatore del Sodalitium Pianum. Se
nell'ordine cronologico Mons. Jouin poneva prima la critica dell'opera
politica o esterna delle sette segrete, nell'ordine della dignità preferiva
studiare la loro opera interna, esoterica, segreta. Era convinto, a ragione,
che solo un motivo religioso e spesso preternaturale potesse spiegare
completamente la frenesia di distruzione di ogni cosa buona che caratterizza
il processo rivoluzionario, portato avanti dalle società segrete,
all'origine delle quali vi è il Giudaismo post-templare, il cui padre, come
ha rivelato Gesù, è il diavolo.
René Guénon polemizzerà proprio con la parte rosa della R.I.S.S. La tattica
di Guénon nella lunga controversia che ingaggiò con la R.I.S.S , era quella
di discreditare i suoi collaboratori e di cercare di imporsi come l'unico
competente in materia.

Divergenze nel seno del Movimento antimassonico

Tra gli antimassoni vi è però una divisione: da una parte gli anti-massoni
nazionalisti (Copin-Albancelli e Clarin de la Rive), che vogliono combattere
la Setta solo su una base di difesa dei valori nazionali e patriottici; la
lotta antimassonica deve per costoro essere essenzialmente politica o
nazionale. Dall'altra gli anti-massoni religiosi (Nicollaud, Jouin, Benigni)
secondo i quali la Massoneria è una "contro-chiesa", che cerca di
ridicolizzare le ricerche sull'elemento preternaturale nelle retro-Logge (si
veda la manovra Taxill). Secondo Mons. Jouin per essere anti-massoni occorre
essere cristiani, poiché la Massoneria è una scimmia di Dio e della Chiesa;
Mons. Jouin si scontrerà con Copin-Albancelli e Clarin dela Rive, che
secondo lui non erano avversari integrali del nemico; la sostanza della
divergenza era il fatto che gli anti-massoni nazionali si rifiutavano di
studiare l'influsso satanico nella direzione occulta della Massoneria. Fu
così che il progetto di una federazione antimassonica fallì e che le
polemiche tra anti-massoni continuarono, con gravi danni per la buona
battaglia, alimentate da un nuovo venuto: il massone René Guénon, alias
Sphinx.

La collaborazione del massone Guénon a "La France antimaçonnique"

Nel 1896 Clarin de la Rive diventa direttore de La France chrétienne
antimaçonnique, succedendo a Leo Taxil. A partire dal 1913 fino al 1914 il
massone Guénon collabora a tale rivista.

«A supporre che Clarin de la Rive non abbia avuto occasione di consultare i
registri della Gran Loggia di Francia del 1912, tuttavia non ha potuto
ignorare la conferenza del massone Guénon su L'Insegnamento iniziatico,
pubblicata in Symbolisme del gennaio 1913. La R.I.S.S. Ne ha fatto menzione
nel suo Indice documentario (Febbr. 1913, pag.561)». Allora come spiegare la
collaborazione di Guénon con Clarin de la Rive, proprio sul terreno
antimassonico? Come mai Guénon potrà consultare col permesso di Clarin de la
Rive il dossier sul caso Taxil (ex direttore de La France antimaçonnique) a
partire dal quale argomenterà che asserire l'influsso del Satanismo sulla
Massoneria è della contro-iniziazione, e che se esistono dei gruppi
luciferiani e satanisti, sono ben lungi dalla Massoneria, che è
un'organizzazione tradizionale, che si vuol denigrare ad ogni costo.
Sembrerebbe che Clarin de la Rive e gli amici cattolici di Guénon abbiano
sottovalutato la sua iniziazione alla Setta, quasi che Guénon avesse rotto
del tutto con la Massoneria.

Come molti, Guénon ha sfruttato la campagna anti-taxiliana, presentandosi
come l'uomo della Tradizione che vuol rendere alla Massoneria il suo vero
volto, sfigurato da Taxil, combattendo i massoni contemporanei per il loro
"modernismo", infedele alla vera vocazione iniziatica, affinchè la
Massoneria potesse ridiventare ciò che non aveva mai cessato di essere
virtualmente. Questo subdolo lavoro fu intrapreso su La France
antimaçonnique, con la complicità (o la ingenuità) dei suoi amici cattolici.

Guénon astutamente voleva mutare dall'interno il pensiero antimassonico, ed
inspirare una corrente cattolica favorevole alla Massoneria tradizionale,
rivista e corretta alla luce della metafisica orientale, per cui: «Da una
parte, bisogna riportare i massoni alla comprensione dei loro principii e
alla coscienza delle loro funzioni e dall'altra fare ammettere ai cattolici
che hanno torto a combattere la Massoneria in se stessa e che debbono, pur
lottando contro i massoni degenerati, augurarsi la restaurazione di una
Massoneria autentica». E «dopo aver richiamato l'opinione già espressa da
Joseph de Maistre affermava che: "Tutto annuncia che la Massoneria volgare è
un ramo separato e forse corrotto di un fusto antico e rispettabile", e che
la Massoneria moderna non è che il prodotto di una deviazione». Il colpo gli
riuscì con Clarin de la Rive, ma trovò a sbarrargli il passo Mons. Jouin.

I Superiori Incogniti

Vi fu una lunga polemica tra Guénon, alias Sphinx, per La France
antimaçonnique e Charles Nicollaud assieme a Gustave Bord per la R.I.S.S.
Riguardo alla questionemisteriosa dei Superiori Incogniti, di cui Bord
negava l'esistenza come semplici uomini in carne ed ossa. I Quaderni Romani,
organo dell'agenzia internazionale Roma, di Mons. Umberto Benigni, risposero
(14 e 28 settembre 1913) che il giudizio di Bord era un po' affrettato e che
nessun argomento probante era stato presentato contro il potere centrale
occulto ed umano della setta, che forse consisteva anche in un'intesa
continua tra i capi per dirigere la massa delle differenti sette, la più
conosciuta e diffusa delle quali è la Massoneria. Charles Nicollaud rispose
su la R.I.S.S. Del 20 ottobre 1913, che se il redattore dei Quaderni Romani
intendeva per capi uomini comuni in carne e ossa si sbagliava. I Superiori
Incogniti, per i veri iniziati, esistono, ma vivono nell'Astrale (sono
Angeli decaduti o suppositi di Satana, cioè: uomini che si son votati anima
e corpo al diavolo e che sono perciò il suo strumento privilegiato). Ed è di
là che, mediante la magia, dirigono i capi delle sette, costituendo una
specie di intesa continua tra i capi umani delle diverse sette. Per Gustave
Bord invece, siccome c'è rivalità tra i diversi riti massonici, non vi è
nessun potere centrale umano (il che non esclude una direzione
preternaturale). A questo punto scende nell'arena Guénon, alias Sphinx, ed
asserisce che Nicollaud e Bord sono due anti-massoni ben strani, e attacca
la tesi della "mistica" diabolica come radice della Massoneria. Guénon
riabilita i Superiori Incogniti come gli inspiratori e i custodi
dell'iniziazione e della Tradizione esoterica. Nel 1914 Bord risponde dalle
pagine della R.I.S.S. Che gli anti-massoni sono divisi in due campi: coloro
che credono al potere centrale della Massoneria rappresentato da alcuni capi
in carne e ossa chiamati Superiori Incogniti o membri delle retro-logge; e
coloro secondo i quali la Massoneria sarebbe condotta da un'idea nefasta, i
Superiori Incogniti essendo il diavolo o i suoi suppositi.
E lui si schiera con questi ultimi. Bord aggiunge che non ha mai trovato
traccia di Capi umani supremi e conosciuti di tutta la Massoneria, anzi ha
constatato l'esistenza del contrario: obbedienze massoniche in lotta tra
loro, fondate da persone conosciute. Guénon ribatte che tale questione non
può esser risolta da storici che pretendono di basarsi soltanto sui fatti
positivi, provati da documenti scritti, che i Superiori Incogniti hanno
lasciato tracce ben precise della loro azione in parecchie circostanze, ma
non dice quali e dove. Essi sarebbero degli enti liberi da questa vita,
affrancati da ogni limite, stabiliti in uno stato incondizionato ed
assoluto, in contatto diretto col Principio primordiale dell'Universo, degli
enti in carne ed ossa che sono giunti alle più alte vette della
realizzazione spirituale, dotati, secondo la Tradizione dell'estremo
Oriente, di longevità, posterità, grande scienza e perfetta solitudine! I
Superiori Incogniti sono i veri maestri del mondo e non uomini qualsiasi o
comuni.

In breve, mentre Nicollaud scorge un influsso preternaturale e diabolico
della Massoneria, Guénon vi vede al contrario l'azione di un Principio
trascendente che concorre alla piena realizzazione spirituale. Per
Nicollaud, Satana riassume il Potere occulto settario, mentre Guénon,
mediante la teoria degli "stati molteplici dell'essere" (una sorta di interm
ediari astrali di derivazione cabalistica come le Sefirot) complica tutto,
relativizzando la nozione d'individuo e soprattutto le categorie del bene e
del male e fornisce una maschera al diavolo.

Di fronte a questa massa di argomenti il povero lettore di La France
antimaçonnique non sapeva più dove sbattere la testa... Sphinx aveva
ottenuto il suo risultato, aveva confuso le acque, seminato la zizzania tra
antimassoni (servendosi persino dei Quaderni Romani e cercando di metterli
contro la R.I.S.S.); in breve aveva fatto opera di depistaggio.

Guénon e l'Istituto cattolico di Parigi

Nel 1915 Guénon consegue la licenza in lettere alla Sorbona, in autunno si
iscrive assieme al suo intimo amico Pierre Germain (affiliato anch'esso alla
chiesa gnostica) al corso di filosofia delle scienze del professor Milhaud.
Ivi come ho già detto, conosce una giovane tomista di diciannove anni,
formata dal Padre Sertillage O.P. E da Maritain. Noele Maurice-Denis (più
tardi in Boulet), che introduce Guénon presso Maritain nel 1916. Durante
l'estate Germain, che aveva ritrovato la Fede a Lourdes, informa Noele
Maurice-Denis sul passato di Guénon. Le da la collezione completa de La
Gnose. La Maurice-Denis anche se non condivide le idee di Guénon, ammira la
sua chiarezza d'esposizione e la serietà del suo pensiero. Il fatto che
fosse stato consacrato vescovo gnostico a ventitrè anni non la stupisce! Vi
vede soltanto un errore di gioventù... la giovane tomista ignora, come il
Germain, la "confermazione" o "cresima" massonica di Guénon presso la Gran
Loggia di Francia e la sua iniziazione al Sufismo del 1912. Sa che Guénon
non utilizza più l'oppio e l'aschisch come aiuto alla... "contemplazione" e
questo le basta...

Nel dicembre 1916, Maurice-Denise tenta di far pubblicare nella Revue de
philosophie la tesi di Guénon: Padre Peillaube, direttore della rivista, era
favorevole, ma Maritain no. Conosceva Guénon da sei mesi ed aveva capito
quale fosse il suo orientamento filosofico, ma tutto ciò non scoraggiava la
giovane e naive Noele Maurice-Denis.

Introduzione allo studio delle dottrine indù

Nel giugno 1920 Guénon termina la redazione dell'Introduction générale à
l'Etude des doctrines Hindoues e si mette alla ricerca di un editore. A tale
scopo si mette in contatto con l'ebreo Levy-Bruhl. Porta quindi il
manoscritto da Marcel Rivière che accetta di pubblicarlo. Nel febbraio 1921
Noele Maurice-Denis pubblica un articolo sulla natura della Mistica, ma in
una lettera del 27 marzo Guénon riaffermerà la sua posizione secondo la
quale la "metafisica" è qualcosa di più soprannaturale della Mistica. La
Maurice-Denise attribuisce la posizione guénoniana ad una ignoranza
sostanziale della dottrina cattolica, malgrado l'educazione religiosa che
Guénon aveva ricevuto, minimizzando ancora una volta la portata del suo
errore, non attribuibile alla semplice ignoranza del Cristianesimo, quanto
all'ostilità verso il Vangelo e lo spirito cristiano, come asserì più tardi
anche Henry de Lubac. Noele Maurice-Denis rispose con due articoli apparsi
sulla Revue universelle (15 luglio 1921), dal titolo Les Doctrine Hindoues;
e Maritain vi prese parte poiché desiderava che l'autrice asserisse che la
"metafisica" guénoniana è radicalmente inconciliabile con la Fede cattolica.
E scrisse lui stesso l'ultima frase della conclusione del primo articolo
della Denis: «René Guénon vorrebbe che l'Occidente degenerato andasse a
domandare all'Oriente lezione di metafisica e di intellettualità. Invece è
soltanto nella sua Tradizione e nella Religione di Cristo, che l'Occidente
troverà la forza di riformarsi...».

Inoltre «se Guénon, nonstante tutte le sue critiche conserva alla Grecia una
certa reputazione, al contrario Roma non gli ispira che disprezzo».

La reazioen di Guénon, dato il suo carattere, fu assai risentita. Ma
cerchiamo di vedere il contenuto dell'articolo di Guénon. La "metafisica"
indù è per lui uno Gnosticismo perfetto ed assoluto (anche se Guénon non
cita mai la parola Gnosi, impiega tuttavia il termine sanscrito jnana che ne
è l'equivalente e preferisce servirsi del termine "metafisica" che
guènonianamente significa "conoscenza" o... Gnosi), infatti la "metafisica"
indù sfocia nel Panteismo. Per Guénon la morale va esclusa dalla filosofia
"la morale fa male"... Mentre per la metafisica aristotelica la morale
naturale o filosofia esiste e da essa deriva l'etica. Inoltre la
contemplazione può farsi con tecniche umane senza il soccorso della Grazia -
cosa che per un cristiano è inammissibile - ; infine la Religione è una
tendenza "sentimentale" o devozionistica alla quale si ricollega la morale,
mentre per la teologia cattolica la Religione non è una pura emozione della
sensibilità ma una disposizione della volontà e dell'intelletto, mediante i
quali l'uomo, conoscendo che vi è un Principio primo, s'inclina a volergli
rendere il culto che gli è dovuto a causa della sua eccellenza.

Nell'autunno 1922 Guénon aveva perso ogni speranza di iniziare la sua
giovane amica, perchè la giudicava incapace di ricevere la filosofia perenne
al di fuori della forma specificamente cristiana.

Collaborazione di Guénon alla rivista Regnabit

Nel 1925 (agosto-settembre) Guénon cura un articolo intitolato Le Sacré-Cour
et la légende du Saint Graal, apparso sulla rivista Regnabit, con lo scopo
di mostrare il perfetto accordo della Tradizione cattolica con le altre
forme della Tradizione universale, ovvero l'unità trascendente e
fondamentale di tutte le religioni, sulla base omogenea della Tradizione
Primordiale. Nel 1925-26 in tre articoli successivi formula l'ipotesi che i
documenti massonici anteriori al 1717 (distrutti da Anderson e Désaguiliers)
contenessero la formula di fedeltà a Dio, alla Chiesa ed al Re, e invita
perciò i lettori di Regnabit a scorgere l'origine cattolica della Massoneria
originaria (!) e a combattere le tendenze della Massoneria attuale religiosa
ma filo-protestante nei paesi anglofoni; e
addirittura antireligiosa in quelli latini. L'ostilità di alcuni ambienti
neo-scolastici nel 1927, impedisce che Guénon continui a scrivere sulla
rivista Regnabit.

Il Re del mondo
Nello stesso momento in cui Regnabit pubblica il suo ultimo articolo, Guénon
scrive Le Christ, prêtre et roi, sulla rivista Christ-Roi (maggio-giugno
1927) e Le Roi du monde, dove «sviluppa il tema ispirandosi alla teoria
degli "stati molteplici dell'essere" essa stessa imparentata alla teoria
cabalistica degli "intermediari celesti"» (26). Guénon ci presenta la sua
versione del misterioso
centro iniziatico "Agartha", centro del mondo reale e simbolico allo stesso
tempo, sotterraneo e invisibile ove troneggia il "Re del Mondo". La teologia
cattolica vede nel "Re del Mondo" guénoniano il "Principe di questo Mondo"
di cui ci parla il Vangelo e che non è altro che il diavolo.
La crisi del mondo moderno Nel 1927 Guénon pubblica La Crise du Monde
Moderne, in cui riprende il processo alla civiltà occidentale e rilancia l'
appello per la costituzione di un'"élite tradizionale" sensibile alla vera
intellettualità sempre conservatasi in Oriente che, solo, potrà restituire
all'Occidente la sua Tradizione specifica, una sorta di "Cristianesimo"
rivisto e corretto. L'errore e la degenerazione è iniziata in Occidente,
perciò tocca proprio ad esso rigenerarsi alla
fonte delle dottrine "metafisiche" orientali. Autorità spirituale e potere
temporale In questo libro Guénon afferma, in parte giustamente (l'errore
assoluto non esiste), che l'Autorità spirituale (o sacerdotale) è superiore
a quella temporale (o regale). Ma in tutta la Tradizione cattolica si
considera Gesù Cristo come il Signore dell'Universo, mentre Guénon «non ha
mai considerato la concezione medievale che fa del Papa il Vicario di
Cristo, e il titolare dello stesso potere temporale in modo diretto o
indiretto» (27). Pio XI nell'Enciclica Quas Primas asserisce che vi è
speranza di pace duratura solo se gli individui e le Nazioni riconoscono la
Regalità sociale di Gesù Cristo. Solo Lui, in quanto vero Dio e vero uomo, è
il nostro supremo Re e Signore, sia nelle cose spirituali che in quelle
temporali; tuttavia Egli non ha voluto esercitare il potere in queste
ultime, lasciandole all'autorità temporale, mentre ha esercitato il potere
spirituale. Con la sua Ascensione in Cielo ha lasciato su questa terra un
Vicario che facesse le sue veci, il Papa, che ha il potere nelle cose
spirituali e lo esercita; mentre in quelle temporali, come Cristo, non vuole
esercitarlo (tranne in
alcuni casi e luoghi particolari) e lo lascia all'Autorità temporale. Quest'
ultima però lo deve esercitare per il bene comune e subordinatamente al
conseguimento del fine ultimo soprannaturale dell'uomo. Qualora l'Autorità
temporale abusi del suo potere, il Papa può intervenire per richiamarla all'
ordine e se non si corregge può destituirla. Ma questa non è affatto la
concezione di Guénon. «Per la Chiesa cattolica il Re del mondo è sempre e
soltanto Cristo. (...) Dunque, siamo ben lontani dalla concezione di Guénon
che riconosce nel Re del mondo colui che impersona il legislatore
primordiale, ed è il depositario della tradizione primordiale. Guénon
riconduce a lui con
una filiazione simbolica l'ortodossia tradizionale del Cattolicesimo, e
vede, bensì, in questo una tradizione legittima, ma sempre una tra le molte
derivate dalla sempre vivente tradizione primordiale. (...) Le visioni di
Guénon e della chiesa cattolica sul re del mondo sono nettamente
separate» (28).
In breve, per Guénon l'Autorità spirituale è quella di Satana, superiore a
quella dei re temporali. per la Chiesa cattolica l'Autorità spirituale è
Cristo e il suo Vicario in terra, il Romano Pontefice. Il libro di Guénon
Autorità spirituale e potere temporale va perciò visto alla luce di quanto
era stato detto sul Re del Mondo e sui Superiori Incogniti.

La triplice prova del 1928, la partenza per il Cairo e la morte

Nel gennaio del 1928 muore la moglie di meningite, e dopo nove mesi anche
una sua zia, Madame Duru, che viveva con loro. Guénon resta solo con la
nipote di quattordici anni, Francoise Bélile, la cui madre, vedova e con
molti figli a carico, ne reclama però il ritorno a casa. «L'attaccamento
profondo a sua nipote e l'impossibilità in cui si trovava Guénon di
prendersi cura della propria
vita materiale, ebbero come effetto di scatenare le più vive reazioni in
lui» (29). Nel 1928 traversa una serie di prove che lo scuotono; fa
trasmettere dai suoi amici una domanda di matrimonio che non viene accolta e
in seguito a questo rifiuto, stringe una relazione con Madame Dina, nata
Marie W. Shillito, figlia del re delle ferrovie canadesi e vedova del
ricchissimo Hassan Farid Dina, ingegnere egiziano, che aveva un certo
interesse per le questioni occulte. Ammiratrice entusiasta di Guénon, ella
offre di mettere la sua ricchezza al servizio della causa dell'Esoterismo
"tradizionale".

Tra le piramidi e la Mecca

Il 5 marzo del 1930, Guénon parte per il Cairo con Madame Dina, ma dopo soli
tre mesi la sua mecenate se ne ritorna in Francia e poco dopo sposa l'
occultista Ernest Britt, membro di un gruppo a lui ostile. In Egitto,
Guénon, che già dal 1912 si fa chiamare dagli iniziati Sceicco Abdel Wahed
Yahia, conduce una vita modesta e discreta e passa anche essotericamente all
'Islàm: la sua conversione si ricollega ad un'intenzione segreta di cui non
ha mai lasciato traccia scritta; d'altra parte dando una grande importanza
ai riti della "tradizione" essoterica, rispetterà sempre scrupolosamente il
suo essoterismo islamico. La sua apostasia si spiega piuttosto con una
ragione di convenienza spirituale che come vera e propria conversione,
perché per lui tutte le forme tradizionali sono equivalenti. L'Islàm gli
appare come una cerniera tra Oriente ed Occidente; ha il pregio di sembrare
(superficialmente) conciliabile con il Cristianesimo, perché rispetta Gesù
Cristo come un profeta (ma ne nega la divinità). Perciò per il guénoniano si
può diventare musulmani e pretendere di restare cristiani. Per Guénon, l'
Islàm nel XX secolo avrebbe dovuto giocare il ruolo che la Massoneria aveva
giocato nel XVIII: essere il rifugio dei cristiani che volevano sottrarsi
alla disciplina gerarchica della Chiesa, pur mantenendo qualche legame con
un certo vago (e falso) misticismo e ad una "tradizione" spuria e
"primordiale". Nel frattempo Guénon apprende la lingua
araba e già nel 1931 pubblica una serie di articoli in arabo e frequenta le
riunioni dello Sceicco Salama Radi. Nel luglio 1934 sposa la giovane Fatma
Hanem Ibrahim, che gli darà quattro figli, l'ultimo dei quali nascerà nel
1951 dopo la sua morte.
Nel 1939 «un ricchissimo ebreo inglese passato all'Islàm, suo ammiratore,
gli offerse una villa ben ammobiliata» (30). Il 7 gennaio 1951 nonostante le
cure prodigategli dall'amico ebreo dottor Katz, muore pronunciando due volte
il nome di Allah.

Si può essere guénoniani e cattolici?

Guénon esercita un'influenza innegabile e, purtroppo talvolta assai
profonda, anche in ambienti legati alla Tradizione cattolica. Abbiamo visto
come la questione si sia posta già durante la vita del Nostro, che collaborò
a riviste cattoliche e monarchiche di tendenza antimassonica e tradizionale.
Tuttavia si ebbe ben presto la reazione di cattolici integrali (la R.I.S.S.)
che costrinsero Guénon a battere in ritirata in Egitto (non senza aver fatto
prima vari danni). Oggi molti guénoniani, come ammette anche la rivista Le
sel de la terre dei Domenicani di Avrillé, si sono infiltrati negli ambienti
della Fraternità San Pio X di Monsignor Lefebvre.
Purtuttavia vi è una radicale inconciliabilità tra guénonismo (ed ogni forma
di Esoterismo in genere) e Cattolicesimo; non per nulla Guénon si presenta
come un autore "spirituale", apportatore di una saggezza orientale superiore
anche a quella della Chiesa cattolica! Egli disprezza l'idea di salvezza o
dannazione eterna, propria del Cattolicesimo e si fa assertore di una Gnosi
o "metafisica" che conduce all'identificazione suprema con l'Assoluto
indifferenziato (noti il lettore che gli iniziati devono nascondere con
delle parolone, come dietro una cortina fumogena, il nulla della loro
spiritualità).

La natura della spiritualità guénoniana

Per vedere più da vicino in cosa consista la spiritualità guénoniana mi baso
sull'interessante articolo di Antoine de Montreff, un exguénoniano
convertitosi al Cattolicesimo (34), secondo il quale la via spirituale
proposta da Guénon, comprende tre condizioni che formano come tre tappe. Per
Guénon: «l'iniziazione implica tre condizioni successive...:

1°) la qualificazione, costituita da certe possibilità inerenti alla natura
propria dell'individuo, e che sono la materia prima sulla quale il lavoro
iniziatico dovrà effettuarsi;
2°) la trasmissione (mediante l'appartenenza ad una organizzazione
tradizionale) di un'influsso spirituale che conferisce all'ente l'
illuminazione che gli permetterà di ordinare e sviluppare le possibilità che
porta in lui;
3°) il lavoro interiore mediante il quale, con l'aiuto di ausiliari o di
supporti esterni..., questo sviluppo si realizzerà gradualmente, facendo
passare l'ente... sino al termine finale della Liberazione o dell'Identità
Suprema».

In breve, nella prima tappa vi è una differenza profonda tra Mistica
cristiana, che è passiva e Iniziazione che è attiva e nella seconda, che è
la più importante, si riceve l'influsso spirituale
durante l'iniziazione. Potrebbe accadere che le organizzazioni iniziatiche,
a causa di una degenerazione, possano conferire soltanto un'iniziazione
virtuale, tuttavia continueranno ad essere il supporto di questo influsso
spirituale ed il lavoro iniziatico potrà dirsi compiuto. L'importante è che
la catena non sia interrotta. Nell'iniziazione vi è anche trasmissione di un
insegnamento, ma la trasmissione dell'influsso spirituale resta l'elemento
principale.
In terzo luogo viene l'iniziazione effettiva e per arrivarvi occorre la
meditazione dei simboli. Un altro mezzo per progredire verso l'iniziazione
effettiva è l'incantazione, ben distinta dalla preghiera: infatti essa «Non
è una domanda e non suppone neanche l'esistenza di una realtà esterna: si
tratta di un'aspirazione dell'ente verso l'Universale per ottenere un'
illuminazione interiore. Il fine ultimo da cogliersi è sempre la
realizzazione in sé dell'Uomo Universale».

«Uno dei fini che Guénon stesso ammetteva di avere, era quello di permettere
ai massoni (che trasmettevano ancora un'iniziazione virtuale) di arrivare
all'iniziazione effettiva».

Necessità di essere collegati ad una organizzazione iniziatica

«L'iniziazione propriamente detta consiste nella trasmissione di un influsso
spirituale, trasmissione
che non può effettuarsi che mediante un'organizzazione tradizionale regolare
di modo che non si potrebbe parlare di iniziazione al di fuori di un legame
con tale organizzazione iniziatica». Ma quali sono le organizzazioni
iniziatiche ancora valide nell'Europa odierna? Secondo Guénon ne restano
due: la Massoneria e le Compagnonnage: «Tra tutte le organizzazioni che si
pretendono iniziatiche e che sono sparse attualmente in Occidente, ve ne
sono soltanto due che possono rivendicare
una origine tradizionale antica ed una trasmissione iniziatica reale; esse
all'inizio non erano che una sola cosa, e sono le Compagnonnage e la
Massoneria» . Mediante la catena iniziatica, l'iniziato riceve un'influsso
spirituale la cui origine non è umana. «L'individuo che trasmette l'
iniziazione...è unicamente un anello della catena il cui punto di partenza è
al di fuori e al di là dell'umanità» . L'influsso spirituale non ha nulla di
magico, in quanto per Guénon l'iniziazione si realizza ad un livello
spirituale superiore a quello della magia, che invece avviene a livello
animale o psichico. Per questo Guénon disprezza coloro che ricercano poteri
magici, difetto degli occidentali troppo attaccati ai fenomeni. La magia ci
lascia allo stato individuale, mentre l'iniziazione ci fa passare dall'
individualità all'Universale. Tuttavia l'iniziato deve prendere coscienza
poco a poco di questo influsso spirituale, ed in questo la via iniziatica è
diversa da quella religiosa: «Nel campo essoterico, non vi è nessun
inconveniente a che l'influsso ricevuto non sia mai percepito coscientemente
poiché non si tratta di ottenere uno sviluppo spirituale effettivo; al
contrario quando si tratta di iniziazione le cose sono assai diverse,
infatti a seguito del lavoro interiore compiuto dall'iniziato, gli effetti
di questo influsso devono essere conosciuti, ed è ciò che costituisce il
passaggio all'iniziazione effettiva».
La Religione, per Guénon, mira ad assicurarci la Salvezza eterna e quindi ci
mantiene nello stato individuale umano; mentre l'iniziazione è senz'altro
superiore, poiché tende a farci cogliere l'Identità Suprema con l'Assoluto
incondizionato o la Realizzazione, e ciò suppone il sorpasso dello stato
individuale e la presa di possesso di stati superiori allo stato umano. E
non si tratta soltanto di entrare in comunicazione con tali stati superiori,
ma addirittura di prenderne possesso. Così anche l'unione trasformante della
terza via dei perfetti (la Mistica) è inferiore alla Liberazione che è il
fine dell'iniziazione. Perciò il fine della via esoterica è assai superiore
a quello della via religiosa o essoterica, e il Paradiso cristiano per l'
iniziato è troppo stretto, quasi una prigione.

Non è possibile seguire la via iniziatica senza essere collegato ad un
Essoterismo

«Questo punto è molto importante e spesso è poco conosciuto. Per Guénon non
è questione di restare soltanto nella via iniziatica.  Bisogna nello stesso
tempo praticare un Essoterismo, mediante una pratica religiosa. Guénon
stesso praticò negli ultimi suoi anni la Religione musulmana». Afferma
infatti: «È ammissibile che un essoterico ignori l'Esoterismo... ma al
contrario è inammissibile che chiunque pretenda di essere iniziato all'
Esoterismo voglia ignorare l'Essoterismo, infatti il più comprende il meno».
Ed è per questo che i guénoniani s'infiltrano anche negli ambienti cattolici
tradizionalisti.

L'influsso spirituale non è una grazia gratuita che viene da Dio

Se l'influsso spirituale non è una grazia che viene da Dio, o è
auto-suggestione, o è un influsso
che viene da un Angelo. Infatti al di sopra dell'uomo vi sono solo Dio o gli
Angeli. «La prima soluzione è possibile in teoria, e ci si può augurare che
molti di coloro che si sottomettono alla cerimonia d'iniziazione non
ricevano nulla. Ma è molto più probabile che l'iniziato riceva
effettivamente un "influsso spirituale di origine non umana". È l'opinione
dei migliori conoscitori della Massoneria, come Charles Nicollaud, autore de
L'initiation maçonnique, (Perrin, Paris, 1931), con prefazione di Mons.
Jouin: "Questi fatti straordinari [la presenza sentita di Satana] sono il
triste
privilegio di pochi. Essi sono i Superiori Incogniti, come li chiamava la
setta nel XVIII secolo. Agenti diretti di Satana, sono i suoi strumenti
abituali, ed è mediante essi che penetra e influisce nel seno delle società
segrete. Sono i preti della Contro-Chiesa. La Chiesa di Cristo ha i suoi
santi, Satana, la scimmia di Dio, ha i suoi iniziati" (pag. 145). Si
obietterà che tale influsso spirituale potrebbe provenire da un Angelo. Ma
gli Angeli sono i ministri di Dio. Se agiscono sugli uomini, è per condurli
a N. S. Gesù Cristo e alla sua Chiesa.

Ora la lotta contro la Chiesa è una costante della Massoneria; il caso di
Guénon ci ha mostrato che l'iniziazione, lungi dal condurlo a conoscere
meglio la SS. Trinità, N. S. Gesù Cristo e la sua Chiesa, l'aveva condotto
ad una specie di ebetudine intellettuale nei loro riguardi e all'Apostasia».

La causa dell'Apostasia di Guénon

S. Tommaso insegna che «L'infedeltà nasce dalla superbia». Essa è il più
grave dei peccati dopo l'odio di Dio. La vera ragione di una scelta erronea
riguardo al Fine ultimo, va ricercata dunque nelle opere cattive, nella
vita, nell'atto della volontà che può essere anche soltanto interno, ad
esempio l'orgoglio intellettuale. Le opere cattive non sono soltanto l'
immoralità grossolana, ma
anche l'immoralità sottile: l'esaltazione del proprio "Io", la ricerca della
gloria umana e dell'onore del mondo. Come il ladro fugge la luce ed ama le
tenebre per poter agire indisturbato, così l'orgoglioso odia la luce, la
dottrina pubblica ed ama le tenebre, la dottrina e la pratica esoterica. Le
tenebre servono a coprire la sua dottrina ìnfera e la sua condotta perversa;
egli odia la luce perché smaschererebbe la sua perversità interna e
nascosta. Si può quindi concludere che la vita cattiva è la
causa di ogni incredulità e soprattutto di quella degli eresiarchi e dei
"grandi iniziati", quale fu certamente René Guénon. Come il diavolo è
diventato un Angelo decaduto per la sua cattiva volontà (con la quale ha
preferito affermare se stesso, pur dannandosi, che sottomettersi alla
volontà di Dio che gli domandava un atto di obbedienza e di umiltà), così il
"grande iniziato" ha preferito rifiutare la dottrina pubblica di Gesù, per
poter compiacersi nella sua oscura e confusa "Tradizione primordiale e
comune che si perde nella notte dei tempi..." e che tanto gratifica il suo
orgoglio di poter essere chiamato: Maestro! Mentre Gesù ci ha ammoniti: "Non
vogliate essere chiamati Maestri. Uno solo è Maestro: il Padre vostro che è
nei Cieli".

Il diavolo può influire sull'uomo?

Secondo S. Tommaso e i teologi cattolici il diavolo non può agire
direttamente sull'intelletto e la volontà dell'uomo, ma soltanto sui sensi
esterni ed interni (memoria e immaginazione) e mediante i sensi può cercare
d'influire indirettamente sull'intelligenza e la volontà. La cerimonia d'
iniziazione
potrebbe benissimo essere il punto di partenza di tale azione diabolica.
«Dio lascia al diavolo una certa libertà d'azione in tali cerimonie a causa
del loro carattere superstizioso: vi è infatti un'invocazione almeno
implicita al diavolo ogni volta che si attende un effetto spirituale da una
causa che da sé non può produrlo... Tali cerimonie producono i loro effetti
solo nella misura in cui Dio lo permette, come punizione del peccato di
superstizione.
(...) Il fatto di riallacciarsi ad una organizzazione iniziatica regolare
rende il peccato di superstizione ancora più grave. Ma nulla impedisce al
diavolo di agire anche al di fuori di tale catena iniziatica [...] tuttavia
l'iniziazione, procura un'atmosfera favorevole all'attività del diavolo».
Concludiamo questo articolo con le parole di Antoine de Montreff che
spiegano bene i pericoli che: «L'analisi che Guénon fa dell'iniziazione è in
parte esatta: essa può produrre un influsso spirituale d'origine non umana,
poiché costituisce un patto (almeno implicito) col demonio. Questo influsso
s'esercita sull'immaginazione [...] Vi è dunque una sorta d'"illuminazione"
demoniaca [...] che può permettere all'iniziato di conoscere certe cose che
non potrebbe conoscere naturalmente. Tuttavia questa conoscenza avrà come
effetto di allontanare da Dio, da Gesù e dalla sua Chiesa [...] Moralmente
parlando tale iniziazione costituisce un peccato mortale contro la virtù di
Religione».

Note

- È sintomatico il rapporto che collega Guénon ad una pensatrice ebrea, che
si cerca di presentare come prossima alla conversione al Cattolicesimo:
Simone Weil. In realtà nel suo pensiero si ritrovano parecchi elementi della
Càbala spuria e del sistema talmudico. «Essa probabilmente non ha conosciuto
Guénon, al quale non fa mai riferimento, ma alcune sue note, riflessioni e
meditazioni si ricollegano singolarmente al pensiero di Guénon, e un libro
come Lettre à un religieux prova che la giovane filosofa considerava per lo
meno come probabili molte cose che Guénon considerava certe» (P. SÉRANT,
René Guénon. La vita e l'opera di un grande iniziato, Convivio, Firenze,
1990, pag. 29). Il religioso che rispose alla lettera della Weil fu Padre
Guérard des Lauriers o.p., il quale scrisse che date le affermazioni della
Weil non avrebbe potuto concederle
né il Battesimo né l'assoluzione!

- Alla fine del XIX° secolo, durante il pontificato di Leone XIII, un certo
Léo Taxil uscì dalla Massoneria e ne rivelò i riti segreti e le cerimonie
sataniche in un libro che fece molto scalpore e venne spesso citato negli
ambienti cattolici antimassoni. Successivamente, o perché aveva
effettivamente mentito o a causa delle minacce ricevute, Léo Taxil ritrattò
tutto, gettando così il discredito sugli ambienti cattolici che gli avevano
prestato fede. Bisogna tuttavia aggiungere che alcuni autori seri come Mons.
Antonino Romeo e il prof. Giovanni Vannoni asseriscono che Taxil si era
realmente convertito, ma a causa delle minacce di morte da parte dei
massoni, aveva dovuto rimangiarsi le sue rivelazioni; il caso Taxil si
presta ancora a discussioni.



René Guénon . Le opere

Introduzione generale allo studio delle dottrine indù
(Introduction générale à l'étude des doctrines hindoues, 1921)

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Il Teosofismo, storia di una pseudo-religione
(Le Theosophisme, histoire d'une pseudo-religion, 1921)

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Errore dello spiritismo
(L'Erreur spirite, 1923)

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Oriente e Occidente
(Orient et Occident, 1924)

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L'uomo e il suo divenire secondo il Vêdânta
(L'Homme et son devenir selon le Vêdânta, 1925)

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L'esoterismo di Dante
(L'ésotérisme de Dante, 1925)

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Il Re del Mondo
(Le roi du monde, 1927)

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La crisi del mondo moderno
(La crise du monde moderne, 1927)

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Autorità spirituale e potere temporale
(Autorité spirituelle et pouvoir temporel, 1929)

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San Bernardo
(Saint Bernard, 1929)

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Il Simbolismo della Croce
(Le Symbolisme de la Croix, 1931)

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Gli stati molteplici dell'essere
(Les états multiples de l'être, 1932)

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La Metafisica orientale
(La Métaphysique orientale, 1939)

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Il regno della quantità e i segni dei tempi
(Le règne de la quantité et les signes des temps, 1945)

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Principi del calcolo infinitesimale
(Les principes des calcul infinitésimal, 1946)

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La Grande Triade
(La Grande Triade, 1946)

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Considerazioni sulla via iniziatica
(Aperçus sur l'Initiation, 1946)

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Opere postume


Iniziazione e realizzazione spirituale
(Initiation et réalisation spirituelle, 1952)

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Considerazioni sull'esoterismo cristiano
(Aperçus sur l'ésotérisme chrétien, 1954)

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Simboli della Scienza sacra
(Symboles fondamentaux de la Science sacrée, 1962)

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Studi sulla Massoneria e il Compagnonaggio
(Études sur la Franc-Maçonnerie et le Compagnonnage, 1964)

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Forme tradizionali e cicli cosmici
(Formes traditionnelles et cycles cosmiques, 1970)

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Recensioni
(Comptes Rendus, 1973)

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Studi sull'esoterismo islamico e il Taoismo
(Aperçus sur l'ésotérisme islamique et le Taoïsme, 1973)

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Mélanges
(Mélanges, 1976)

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Studi sull'induismo
(Études sur l'Hindouisme, 1976)

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Precisazioni necessarie
(1988)

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Lettere a Julius Evola
(1996)


Sull'autore

ANDRUZAC CHRISTOPHE,
René Guénon, Paris, Dervy-Livres, 1980.

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CHACORNAC PAUL,
La vie simple de René Guénon, Paris, Editions Traditionnelles, 1958.

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COGNETTI GIUSEPPE,
L'Arca perduta. Tradizione e critica del moderno in René Guénon, Firenze,
Pontecorboli, 1996.

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D'ANNA NUCCIO,
René Guénon e le forme della Tradizione, Rimini, Il Cerchio, 1989.

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DI VONA PIERO,
Evola e Guénon. Tradizione e civiltà, Napoli, S.E.N., 1985.

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DI VONA PIERO,
René Guénon contro l'Occidente, Rimini, Il Cerchio, 1998.


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DI VONA PIERO,
René Guénon e la metafisica, Borzano (RE), Sear, 1997.


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EVOLA JULIUS,
Un maestro dei tempi moderni: René Guénon, Roma, Fondaz. J. Evola, 1984.

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LAURANT JEAN-PIERRE,
Le sense caché dans l'oeuvre de René Guénon, Lausanne, Editions l'Age
d'Homme, 1975.

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MÉROZ LUCIEN,
René Guénon ou la Sagesse initiatique, Ed. Plon, 1962.

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NUTRIZIO PIETRO e altri,
René Guénon e l'Occidente, Milano, Luni Editrice, 1999.


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PACILIO MASSIMO,
Conoscenza tradizionale e sapere profano. René Guénon critico delle scienze
moderne, Padova, Edizioni di Ar, 1998.


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ROBIN JEAN,
René Guénon. Témoin de la Tradition, Paris, Guy Trédaniel, 1978
Edizione italiana:
René Guénon. Testimone della Tradizione, Catania, Il Cinabro, 1993, pagg.
399. Traduzione di Giulia Ferrari.

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SERANT PAUL,
René Guénon,
Paris, La Colombe, 1953
Paris, Le courrier du livre, 1977.
Edizione italiana:
René Guénon. La vita e l'opera di un grande iniziato, Firenze,
Convivio/Nardini Editore, 1990.

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TERENZONI ANGELO,
Lessico di René Guénon, Genova, Alkaest, 1983.

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TOURNIAC JEAN,
Propos sur René Guénon, Paris, Dervy-Livres, 1973.

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VALSÂN MICHEL,
La fonction de René Guénon,
Edizione italiana:
La funzione di René Guénon, Parma, Edizioni all'Insegna del Veltro, 1985.

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AA. VV.,
René Guénon, numero speciale di Arthos, nn.31-32, 1987-88
Con scritti di:
Di Vona (I rapporti dottrinali fra Evola e Guénon), Consolato (René Guénon e
la tradizione romana), del Ponte (Zavorre occultistiche), d'Anna (René
Guénon e la Qabbalah), Incardona(La funzione di René Guénon
nell'insegnamento dello Shaykh 'Abd Al Wâhid Pallavicini), Verzotti
(Tradotto il "Teosofismo" di Guénon), Ragazzoni (Guénon e il mormonismo).

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AA. VV.,
L'Homme et son message. René Guénon, numero speciale di Planète Plus, nuova
serie, n. 15, aprile 1970
Con scritti di:
Frère (Une vie en esprit), Schuon (L'esprit d'un ouvre), de Wendel (Vive la
Résistance), Serant (Ce monde condamné), intervista ad Abellio(Guénon, oui.
Mais...), During (Rien sans l'Initiation), Baylot (Guénon Maçon?), Filliozat
(Rien sans l'Orient), intervista al cardinale Daniélou (Réticences chrétiennes).

 

Da: http://groups.google.it/groups?q=%22(R%C3%A9ticences+chr%C3%A9tiennes)
%22&hl=it&lr=lang_it&ie=UTF-8&output=search&selm=lQPmb.354773%
24R32.11695533%40news2.tin.it&rnum=1

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