Principi della respirazione ologrofica (Stanislav e Christina Grof)

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Principi della respirazione ologrofica (Stanislav e Christina Grof)


La teoria della Respirazione Olotropica abbraccia una visione ampia della
psiche umana e comprende aspetti Biografici, Perinatali e Transpersonali
I fenomeni che si riferiscono a tutti questi ambititi sono considerati come
costituenti naturali e normali del processo psicologico; sono accettati e
spiegati senza preferenze.
Si riconosce che le condizioni considerate Non Ordinarie della coscienza
indotte dalla Respirazione Olotropica, così come condizioni simili che
emergono spontaneamente; mobilitano forze salutari di guarigione
intrinseche nella psiche e nel corpo.
Via via che il processo si sviluppa , questo guaritore interno manifesta
una saggezza terapeutica che oltrepassa la conoscenza che può derivare
dalle capacita conoscitive di un professionista individuale o da ogni
specifica scuola di psicoterapia o di lavoro sul corpo.

Approccio Pratico:

Gli elementi di base della Respirazione Olotropica sono: Respirazione
accelerata e profonda; musica evocativa; e facilitazione del rilascio di
energia attraverso una forma particolare di lavoro sul corpo.
Questa fase è completata prima, dall'espressione creativa, quale il disegno
di “mandala” poi, dalla condivisione dell'esperienza .
La Respirazione Olotropica può essere praticata da singoli individui, o
preferibilmente in una situazione di gruppo,dove i partecipanti si alternano
nel ruolo di coloro che effettuano l’esperienza e coloro che la assistono.
Precedentemente all'esperienza di respirazione i partecipanti ricevono una
preparazione teorica e metodologica che include una descrizione dei
principali tipi di fenomeni che possono accadere durante le sedute di
Respirazione (di carattere psico-fisio-energetico, biografico, perinatale e
transpersonale) ed istruzioni tecniche sia per coloro che effettuano
l’esperienza di respirazione, sia per coloro che la assistono. Vengono
prese in esame controindicazioni fisiche ed emotive (precedentemente
comunicate ). Il “Facilitatore” chiarisce ai partecipanti che non dovranno
danneggiare o mancare di rispetto in nessun modo e misura a persone o
cose ;e non dovranno assumere comportamenti a carattere sessuale con 69
altri durante una seduta di Respirazione Olotropica; e che dovranno
partecipare e completare possibilmente l’intera seduta. La Respirazione
Olotropica è più veloce e profonda di quella usuale; generalmente
nessun’altra istruzione specifica viene impartita prima o durante la seduta
circa la frequenza, il modo e la natura del respiro. L’esperienza è del tutto
interiore ed espressamente non verbale, senza interventi esterni, a meno
che siano richiesti.
Costituiscono eccezione un senso di compressione alla gola, difficoltà
nella conduzione dell’esperienza, dolore o timore che mettono a rischio la
continuazione della seduta ed esplicite richieste da parte di chi sta
effettuando la respirazione. La Musica (o altre forme di stimolazioni
acustiche come percussioni o suoni che imitano rumori della natura, ecc.)
sono parte integrante del processo olotropico.
Generalmente, la scelta della musica segue un modello caratteristico che
riflette il comune svolgimento delle esperienze olotropiche: all’inizio è
evocativa e stimolante, in seguito diventa sempre più drammatica e mossa
fino a raggiungere un culmine; Una volta raggiunto il culmine,
l'andamento musicale scivola gradatamente ad una sequenza più tranquilla
per finire con brani pacati, fluenti e meditativi. Anche se ciò dovrebbe
statisticamente rappresentare la media, si dovrebbe cambiare l'andamento
musicale,se l’energia presente nel gruppo suggerisce come più indicato un
altro modello. Il ruolo dell'assistente sitter) in tutte le situazioni che lo
richiedano (incluso aiuto fisico, aiuto durante le pause al bagno, portare
abiti o un bicchiere d’acqua, ecc.) durante la seduta, deve essere di
risposta e non intrusivo a tutti i livelli al fine di assicurare l’effettiva
interiorizzazione dell'esperienza ; assicurare protezione , rispettando così e
favorendo il naturale svolgimento del processo esperienziale. É importante
per i sitter rimanere lucidi e vigili nel fronteggiare l’intera gamma delle
possibili emozioni e reazioni di colui che sta respirando. La Respirazione
Olotropica non si avvale di alcun tipo di intervento che derivi dall’analisi
intellettuale o si basi su costruzioni teoriche a priori. È importante lasciare
il tempo necessario per le sedute, di solito dalle due alle tre ore; Come
regola generale, si consente al processo di giungere ad una naturale
conclusione; in casi eccezionali,questo può richiedere alcune ore. Il
“facilitatore” se la respirazione non ha risolto tutte le tensioni fisiche ed
emotive attivate durante la seduta, propone un lavoro di liberazione di
energia attraverso una particolare tecnica di bodywork,.
Il principio di base di questo particolare intervento di body-work è trarre
spunto dall’esperienza e creare una situazione in cui i sintomi emersi
durante la respirazione siano amplificati; Finché l’energia e la 70
consapevolezza sono mantenute in quest’ambito il soggetto è incoraggiato
ad esprimere compiutamente la sua reazione, qualsiasi forma essa prenda.
Questa forma del lavoro di liberazione di energia è una parte essenziale
dell’approccio alla Respirazione Olotropica e gioca un ruolo importante
nel completamento e nell’integrazione dell’esperienza stessa.
I “Facilitatori” della Respirazione Olotropica dovrebbero riconoscere e
ricordare che, quando utilizzano una tecnica che evoca uno stato non
consueto in un cliente, si crea un potenziale di proiezioni
straordinariamente intense, inclusi desideri rimossi di maternità, di
contatto sessuale, di comunione spirituale,ed altro. Queste proiezioni sono
spesso focalizzate sul “facilitatore"; In tali casi il “facilitatore” dovrebbe
essere sensibile allo squilibrio di potere tra i ruoli del “facilitatore” stesso
e del cliente; e dovrebbe aver cura di assistere i clienti tenendo conto di
quei sentimenti a cui essi danno vita. I “facilitatori” prendono accordi per
condurre la loro pratica di Respirazione Olotropica in modo eticamente
corretto. I Gruppi di condivisione hanno luogo lo stesso giorno dopo una
lunga pausa. Durante queste sedute di condivisione il facilitatore non
fornisce interpretazioni circa il vissuto espresso, utilizzando uno suo
specifico sistema teorico .
È preferibile incontrare in un altro momento coloro che fatta l’esperienza
desiderano riflettere al fine di un’ulteriore elaborazione e chiarimento
circa i contenuti dell'esperienza stessa.
L’amplificazione Junghiana nelle forme di riferimenti mitologici o
antropologici può essere molto utile nella discussione delle esperienze
olotropiche, come pure per i “mandala”. Occasionalmente riferimenti a
passate esperienze personali del “facilitatore” o di altre persone possono
essere opportuni. Ci sono molti approcci che completano la Respirazione
Olotropica: strategie pratiche della Gestalt, il “Sandplay” di Dora Kaleff,
la Bioenergetica, varie forme di Respirazione e massaggo, Tecniche
psico-corporee, ecc..ecc...
Comunque, ogni volta che queste pratiche vengono usate, si dovrebbe dire
chiaramente che esse non sono parte della Respirazione Olotropica. Se la
pratica di conduzione della seduta stessa prende significativamente le
mosse dalle suddette tecniche, l’espressione “Respirazione Olotropica”
non dovrebbe essere usata per una tale procedura.
In questi casi noi chiediamo che sia sostituita da una diversa terminologia
e non associata ai nostri nomi .


 

Da: www.esolibri.it

 

 

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