in quiete
Il Sito di Gianfranco Bertagni

 

"La conoscenza di Dio non si può ottenere cercandola; tuttavia solo coloro che la cercano la trovano"
(Bayazid al-Bistami)

"Chi non cerca è addormentato, chi cerca è un accattone"
(Yun Men)

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Da "La donna. Una nuova visione" di Osho


 

l mio sforzo, malgrado il mondo mi biasimi e mi condanni, è di condurre l'uomo e la donna a una dimensione in cui si possano accettare a vicenda, in quanto polarità complementari e opposte.

Se anche una sola frazione, pur minuscola, della società inizia a rispettarsi vicendevolmente, avverrà un'incredibile rivoluzione.

Ancora non è nato un essere umano integro. Sono esistiti gli uomini e sono esistite le donne, ma ancora non sono esistiti gli esseri umani. Io intendo dar vita a un essere umano globale, che abbia tutte le splendide qualità della donna, unite alle qualità dell'uomo.

L'amore da solo è cieco; la meditazione gli fornisce gli occhi. La meditazione gli dà comprensione. Ε quando l'amore è unito alla meditazione, l'uomo e la donna diventano compagni di viaggio lungo il sentiero della scoperta dei misteri della vita.

Solo nell'incontro di meditazione e amore avviene l'incontro dell'uomo e della donna...".

Osho Rajneesh

 

La sfera femminile visitata in tutte le sue sfaccettature da un essere che ha trasceso l'identificazione più tenace e schiavizzante: quella biologica. Una via oltre l'uomo e la donna, in grado di offrire all'intera umanità un nuovo presente, una armonia nuova, una reale civiltà. Per una liberazione non solo della donna, ma anche dell'uomo: per una vera libertà.

Un libro utile per uscire dalla barbarie che ci circonda ancora, a due passi dal XXI secolo.

 

Collana

"La Via Aurea"

IBIS EDIZIONI

 

 

DEDICATO AL LAVORO Ε ALLA VISIONE DI OSHO RAJNEESH

DA

SWAMI PREM AGAM

MA PREM AΝAΤΤA

MA PREM BARBARA

MA GYAN CHANDRAVIMALA

SWAMI PREM DEEP

MA NADIA

S WAMI ΡRΕΜ NIRGUNO

SWAMI DEVA NIRMALO

MA PREM SHARDA

MA VEDANTA

SWAMI ANAND VIDEHA

MA DEVA WADUDA

 

IN LOVING GRATITUDE

TO OUR BELOVED MASTER

 


 

COLLANA "LA VIA AUREA"

OPERE DI OSHO RAJNEESH

a cura di Swami Anand Videha

 

Osho Rajneesh ha sicuramente un posto nella nostra vita proprio perché è riuscito ad essere e a vivere in quanto semplice essere umano, cosa assai rara e difficile in un mondo costruito su ruoli e su maschere. Le sue parole e il suo pensiero, lungi dal voler formare una scuola, una dottrina filosofica, un sistema, si limitano a far vedere ciò che la vita è già, di per sé: una realtà armonica, una totalità organica, un universo da cui non siamo separati. Ma non è tutto, con il linguaggio Osho riesce ad arrestare il lavorio dei pensieri e a ricondurre l'uomo a se stesso, rimettendolo in contatto con la sua intima natura.

Viste con questi occhi, molte delle problematiche che accompagnano la nostra vita, in questa fine di secolo, mutano di senso e di significato. Ε se si aspira ad una reale evoluzione, non si può non confrontarsi con questa prospettiva sul mondo.

Ecco perché abbiamo deciso di presentare una serie antologica in cui Osho tratta alcune realtà che accompagnano ο condizionano la nostra vita quotidiana. Siamo, infatti, certi che oggi molti aspirano ad uscire alla luce di un sole che sia "esistenziale" e non una semplice chiarezza intellettuale.

Nei suoi discorsi, Osho riesce a soppiantare ogni logica, introducendo uno strumento di percezione nuovo e essenziale, se si vuole entrare nella iperdimensionalità della vita: la logica dell'intuizione.

Dunque, si tratta di una lettura fondamentale, consigliabile a quanti desiderano finalmente vedere la realtà della vita: un mondo del meraviglioso. Ed è una meraviglia che non deve essere creata, indotta, imposta. Esiste già: occorre solo aprire gli occhi e guardare “Ciò che è”! Ε Osho riesce a trasportare il lettore più semplice nel cuore stesso di quella realtà, creando un contatto vivo con lο strumento interiore che ogni essere umano possiede, ma di cui è inconsapevole: la coscienza.

"Io mi limito a vendere acqua, lungo il fiume, a quanti sono addirittura incapaci di immaginare l'esistenza del fiume della vita, nel quale tuttavia esistono!

È un lavoro ingrato, per il quale non ho alcun merito, né mi si deve riconoscenza alcuna: tutti hanno sete, e per questo molti si spingono fino al bicchier d'acqua che io offro loro. Ecco: io li aiuto a bere quel bicchier d'acqua e a non perdercisi dentro... fatto questo, diventa facile per loro acquisire coscienza e vedere la vita per ciò che è, che è sempre stata e sempre sarà, riconoscendo quindi il fiume della vita, in cui sono sempre stati immersi. Non occorre neppure tuffarcisi dentro!"

Osho Rajneesh

A NEW VISION OF WOMEN'S LIBERATION

by OSHO RAJNEESH

Copyright 1987 by neo-Sannyas International

Copyright 1989 by Rajneesh Services Corporation

pubblicato su licenza: Copyright 1989 by Ibis Edizioni - Ι Dioscuri

Via Dante 2/176 -16121 Genova

presso la Litovelox di Trento

Prima edizione italiana: dicembre 1989

Photocopyright 1989 by Sadhana Foundation, Poona

Traduzione di: Ma Deva Waduda, Swami Deva Nirmalo,

Swami Anand Videha, Ma Vedanta, Swami Prem Agam, Ma Prem Sharda

Collana: La Via Aurea

Fotocomposizione: Rajneesh Services Corporation & Fotolito Ρeca

Progetto grafico e design di copertina: Studio Gonfalonieri

Art Director: Swami Prem Nirguno

Printed in Italy

Tutti i diritti riservati
 

 

OSHO RAJNEESH

 

LA DONNA

 

Una Nuova Visione

 

 

Osho Rajneesh è un Maestro illuminato vivente.

Tutte i capitoli di quest'opera

sono tratti da discorsi improvvisati,

da lui tenuti negli anni 1978/1988

di fronte a un pubblico di ricercatori del Vero.

 

 

 

Ιl 7 gennaio 1989 Osho Rajneesh annunciò pubblicamente la sua volontà di abbandonare il nome "Bhagwan Shree", in quanto per troppe persone conserva il significato di "Dio".

Il 27 febbraio 1989 i suoi sannyasin all'unanimità decisero di chiamarlo "Osho Rajneesh".

"Osho" è un termine che risale all' antico giapponese, e venne usato per la prima volta da Eka, nei confronti del suo Maestro, Bodhidharma. "Ο" ha il significato di "profondo rispetto, amore e riconoscenza", anche di "sincronicità" e di "armonia".

"Sho" ha il senso di una "espansione multidimensionale della consapevolezza" e del "riversarsi dell' esistenza da ogni direzione".

 

Ma Prem Hasya, Presidentessa della Rajneesh Foundation Int.

 

IBIS EDIZIONI


 

INDICE

 

Prefazione

Premessa dell'Autore                                                                       25

1.  Se non sai cosa stai perdendo                                                     29

2.  L'orgasmo non ha sessualità                                                        43

3.  Ιl tuo rapporto con il mondo                                                        51

4.  Trascendere il sesso                                                                   59

5.  La vita è un divertimento                                                             61

6.  L'Amicizia                                                                                  67

7.  Uno schiavo non può esserti amico                                               75

8.  La cospirazione maschile                                                             83

9.  Le tue attitudini scioviniste fanno male                                        91

10. Nessuno vuole essere usato                                                         95

11. L'interdipendenza tra l'uomo e la donna                                      99

12. Un fenomeno complesso                                                            107

13. Senza la libertà l'amore muore                                                 111

14. Amore e matrimonio                                                                  115

15. La paura dell'intimità                                                                119

16. La donna soffre nel più profondo del suo essere                       127

17. La paura e il fascino coesistono                                                135

18. Senza anticoncezionali e senza aborto...                                    141

19. Solo un oggetto può essere posseduto                                       143

20. Una società più sana                                                                147

21. L'esistenza è misteriosa                                                            153

22. Hai vissuto molte volte                                                              157

23. L'amore è simile a un uccello in volo                                         161

24. L'atto creativo                                                                         165

25. Fecondato dal divino                                                                173

26. Scendere in meditazione                                                          177

27. Ιl sesso debole                                                                        185

28. Un malinteso                                                                            193

29. Chi ha voglia di essere uomo?                                                   201

30. La tua donna interiore                                                              209

31. Ιl maschile e il femminile                                                          215

32. Sia maschio che femmina                                                          217

33. L'interrogativo reale                                                                223

34. Amore e meditazione                                                                231

35  La consapevolezza                                                                   235

36. Le qualità di un discepolo                                                         237

37. Ιl tantra non è mai stato sciovinista                                          243

38. Lo schiudersi dei petali                                                            251

39. Ιl diavolo e dio                                                                        259

40. La natura di buddha                                                                 267

Appendice: Interviste di Lia Paradiso                                             271

Per Approfondire                                                                           295


 

PREFAZIONE

UN UOMO CHE NON HA NULLA DA DIRE

 

 

 

 

 

Sulla donna in questi anni si è detto molto: cosa può spingere ancora a parlarne? Ε, soprattutto: cosa può dire un uomo, che possa colpire nel segno? Ε ancora: a chi dire queste cose, senza cadere nel rimprovero, già sollevato da qualcuno, che un uomo non ha il diritto di dare alla donna ciò che le spetta di fatto.

Insomma, la donna è cosa da donne. Eppure, questo libro nasce con un intento nuovo. In un certo senso è stato ispirato dalle donne: loro è l'inquietudine, loro la ricerca, loro la lotta, loro il fallimento, loro il tornare a cercare in un'altra direzione, loro la coscienza acquisita che per uscire dall'ingiustizia tremenda, subita per il semplice fatto di essere donne, occorreva spostare il fuoco d'attenzione dalla sfera sociale a quella interiore, e da lì ripartire.

Sono donne le persone che si sono rese conto quanto fosse difficile, se non impossibile, cambiare un'immagine (e un immaginario) femminile in una società, in una civiltà, nella storia dell'uomo.

Sono donne che hanno compreso come, generazione dopo generazione, Penelope rimaneva una realtà, al di là di qualsiasi immaginazione utopica, con gli stessi problemi, gli stessi temi, le stesse battaglie riprese in mano, al termine di ogni frenetico mutamento, fino alla noia.

Ε queste donne hanno voluto provare un'esperienza diversa; hanno voluto lanciarsi in una sfera, quella interiore, in cui le regole e gli schemi del gioco sono diversi, mutano, in quanto il presupposto esistenziale è cambiato.

Uomo/donna è forse la schiavitù più feroce che esista, in termini di identità: uno degli ostacoli più ardui da superare, allorché si aspiri a una reintegrazione che porti a conoscersi in quanto esseri umani. Ε un essere umano non è specificamente uomo ο donna: ha le qualità di entrambi.

Le donne che hanno dato vita a questo libro se ne sono rese conto, dopo aver incontrato un uomo che rifletteva, nella sua presenza, quell'esperienza: Rajneesh. In lui hanno trovato riscontro alla vaga intuizione che le aveva condotte a cercare una liberazione non più esteriore, ma dentro di sé.

Questo è il motivo che le ha spinte a interrogarlo: non per avere una risposta, ma per veder spuntare, nel loro cuore, un riflesso di quel mondo umano, che esiste oltre i veli e le stoltezze degli uomini e delle donne.

 

Questo libro è dunque il frutto di una ricerca, di una trasformazione. In certi punti sembrerà un po' ripetitivo. Lo è proprio perché si tratta di un'immagine riflessa della realtà, non di un'idea né di concetti ο di teorie: le parole disegnano una situazione, una realtà; le danno toni, sfumature e colori. Non dibattono sul dolore e le ingiustizie, danno loro vita. Ε non solo sulla carta; Rajneesh ha, infatti, la dote eccezionale di introdurre il lettore in ciò che egli dice; di portarlo a sperimentare quanto dice per farlo arrivare, da solo, a trarre una conclusione. Ε di nuovo, non sarà una conclusione comportamentale, puramente esteriore, superficiale. Ιl lettore si troverà, quindi, a rispondere e a lavorare, in cuor suo, sugli elementi che hanno prodotto tante storture nella storia dell'umanità, allargando il processo di consapevolezza che la ricerca primaria, di alcune donne ha stimolato.

Su queste basi possiamo già dire a chi non piacerà questo libro... ma per rispetto non facciamo nomi; così come possiamo dire a chi piacerà: è un libro che parla al cuore, parla a quanti aspirano realmente a uscire da uno stato di cose che sta spegnendo quella fiamma di umanità che ancora ci tiene in vita, nonostante gli sforzi fatti dal diritto e dalla ipocrisia religiosa, per irreggimentare la libertà personale.

Qualcuno, il cosiddetto lettore oggettivo, distaccato, giudice imparziale del pensiero, potrebbe accusare di utopia me, questo libro e quanti hanno tratto spunto dalle parole di Rajneesh per lavorare su di sé e mutare la propria condizione umana.

Rajneesh stesso ha menzionato questa ipotesi, chiarendola: "Chi mi definisce un utopista, ha ragione. È solo sbagliata l'idea che quelle persone hanno di utopia: essi credono che l'utopia sia qualcosa di irrealizzabile: è questo il significato che il termine ha assunto nel corso dei secoli.

Certo, ci sono state rivoluzioni, tentativi di creare società alternative, ma tutti sono falliti. Questo però non vuol dire che siano stati fatti tutti gli sforzi possibili.

Ricordo un aneddoto nella vita di Thomas Alνa Edison: per tre anni consecutivi lavorò per scoprire la lampadina. Tutti i suoi colleghi erano stanchi, disillusi, ma stupivano di fronte a quel vecchietto che ogni giorno entrava in laboratorio prima degli altri, entusiasta, allegro, ricco di speranze, sicuro che quello fosse il giorno tanto atteso... alla fine gli chiesero chiarimenti, e lui disse: "Ι fallimenti non mi abbattono, anzi mi sollevano. Dopo 900 fallimenti, vuol dire che ci stiamo avvicinando al successo. Quanto ancoraci potrà tenere in scacco? È una sfida...". Capisci il suo punto di vista? È certo che quei 900 fallimenti lο stiano portando vicino al successo. Pian piano, amici e colleghi lο lasciarono, ma lui proseguì. Ε un giorno riuscì nei suoi intenti.

Io sono un utopista, e sono un ottimista in senso assoluto: ho fiducia nell'ispirazione e nelle speranze dell'uomo.

Abbiamo solo commesso qualche errore nel realizzare i nostri sogni. Ιl primo, fondamentale, è stato l'aver pensato di poter cambiare la società: comunisti, fascisti, socialisti, fabiani, anarchici, tutti gli utopisti hanno una cosa in comune che ha causato il loro fallimento. Tutti hanno cercato di cambiare la società; ma la società non esiste! Esiste solo l'individuo, la società è solo un nome: l'avete mai incontrata?

L'individuo è il fattore reale... ma tutti gli utopisti hanno sempre cercato di cambiare la società.

Ιl mio sforzo è cambiare l'individuo; la società cambierà di conseguenza: si tratta solo di un nome!

Ε trasformare l'individuo non è affatto difficile: tutti desiderano cambiare, perché nessuno è soddisfatto così com'è. Tutti vogliono essere più consapevoli, più quieti, più in amore, essere più amati. Tutti vogliono una vita ricca di fiori e di fragranze, mentre nello stato attuale vi trovano solo ansie e infelicità, angosce e insignificanza.

All'individuo manca una cosa semplicissima: un metodo che lο renda più centrato, più silenzioso, più sereno, più raccolto in se stesso, più integro.

L'individuo ha bisogno di qualcosa che vada al di là della mente, e questo elemento esiste già nella sua mente. Purtroppo l'uomo è intrappolato dal pensiero, e questo gli impedisce di vedere al di là, là dove dimora il suo vero Sé.

Occorre un piccolo sforzo di osservazione della mente: siedi in silenzio e guarda la tua mente, come se non ti appartenesse... e di fatto non ti appartiene. Tu sei colui che osserva la mente e la mente è la cosa osservata; tu sei colui che guarda, e la mente è la cosa vista. Tu sei il soggetto, e la mente è l'oggetto.

La tua soggettività è la tua liberazione: la liberazione dalla mente. Ε quando sai di esistere al di là della mente, per miracolo in te sorge una profonda padronanza del tuo essere. La mente non è più in grado di dominarti, per cui diventa un tuo umile servo... la presenza del padrone è sufficiente a rendere la mente un servo ubbidiente. Se lo vuoi, puoi usarla; se non lo vuoi, puoi dirle di non disturbarti e ti puoi immergere nella pace e nel silenzio dell'eternità.

La mente è un buon meccanismo, è un biocomputer, ma non è il padrone... questa è la trasformazione che va trasmessa a ogni persona che vive sul pianeta. Ε a quel punto, l'utopia diventa una cosa semplicissima, può essere conseguita e la si deve realizzare.

Chi mi definisce utopista, forse pensava di condannarmi. Si è sbagliato: per me è un complimento. Certo, io sono un utopista, così come lο è la mia gente, e io vorrei che il mondo intero lο fosse". (Rajneesh in un'intervista a Creta, 1986).

 

Ecco in breve enucleato il senso e lο spirito di questo libro, che spero arrivi a toccare il cuore di ogni lettore.

Ma prima di lasciarvi alla lettura, vorrei però dire (ο far dire a Rajneesh) alcune cose, circa le motivazioni che spingono, oggi come ieri, a interrogare un Maestro, qualcuno che non ha, di fatto, nulla da dire: un essere, cioè, che ha trasceso quella sfera di interessi egoici che portano ognuno di noi a pensare e ad agire: "Un Maestro è semplicemente qualcuno che conosce. Ε questo caos, questo caos interiore, per lui non è un caos, è diventato un cosmo, ha un ordine, per cui ti può guidare in quella dimensione.

Essere iniziati da un Maestro, vuol semplicemente dire questo: guardare il mondo interiore attraverso gli occhi di qualcun altro. Senza fiducia sarebbe impossibile, perché non permetteresti che la tua mano sia presa nella mano di un altro, non permetteresti a nessuno di guidarti nell'ignoto. Ε l'altro non ti può dare nessuna garanzia. Nessuna garanzia servirebbe: qualsiasi cosa egli dica, ti devi solo fidare".

 

Inoltre, a costo di allungare ancora questa introduzione, qualcosa va accennato sulla qualità che contraddistingue Rajneesh; su cosa lo caratterizza come Maestro, sul legame (ma meglio sarebbe dire la "comunione") che unisce a lui i suoi discepoli; sulle ragioni che spingono persone sensibili a interrogarlo su una vita che di fatto egli ha trasceso: come può aiutare, intervenire, dibattere qualcosa che rimane "ignoranza" per quanti ci vivono e ci si arrabattono? Come può lui essere così preciso, come può -- qualcuno direbbe: che diritto ha lui di -- consigliare, suggerire? Leggendo ciò che Rajneesh ha da dire in merito, diventa ovvio che la realtà in cui egli vive è ben altro da quanto è stato sbandierato ripetutamente da media malinformati, ο è stato volutamente "alterato" per pregiudizio, presa di posizione, bigottismo, ipocrisia ο per semplice incapacità di comprendere.

 

"Sembra paradossale, ma non lo è, in quanto la comprensione è possibile solo dopo aver trasceso. Mentre vivi in un particolare stato della mente, non lο puoi comprendere; ne sei troppo coinvolto, ne sei troppo identificato. La comprensione ha bisogno di spazio, di una distanza, e in quel caso non esiste distanza. Solo quando trascendi un particolare stato della mente, sei in grado di comprenderlo, perché in quel caso esiste una distanza. Resti in disparte, distaccato. Ora puoi guardare, libero da ogni identificazione. Ora esiste una prospettiva.

Mentre sei innamorato, non puoi capire l'amore. Puoi sentirlo, ma non lo puoi comprendere. Ne sei troppo coinvolto. Per comprendere, è necessario essere distanti, avere una distanza e un distacco. Per comprendere è necessario essere un osservatore, quando sei innamorato, colui che osserva si smarrisce. Sei coinvolto nell'azione: sei un amante. Ε non puoi esserne testimone. Solo quando trascendi l'amore, quando sei illuminato e sei andato al di là dell'amore, sei in grado di comprenderlo.

Un bambino non è in grado di capire cosa sia l'infanzia. Quando l'infanzia è perduta, puoi guardarti alle spalle e capirla. La gioventù non può capire cosa sia la giovinezza. Solo quando sei invecchiato e ti guardi alle spalle, sei distante, distaccato, solo allora sarai in grado di comprenderla. Qualsiasi cosa venga compresa, lo è solo tramite la trascendenza. La trascendenza è la base di ogni comprensione. Per questo ogni giorno accade che tu dia consigli, buoni consigli, a qualcun altro che si trova nei guai. Ma se capitassero a te, non sapresti come uscirne: non saresti in grado di dare a te stesso quegli stessi consigli.

Se qualcun altro è nei guai, tu hai spazio per guardare, per osservare; puoi essere un testimone. Puoi dare un buon consiglio. Ma quando ti trovi nello stesso guaio, non conservi la stessa abilità. Potresti averla, se tu conservassi un distacco. Potresti averla, se anche in quel caso potessi guardare il problema come se tu non ne fossi implicato, dall'esterno, come se tu fossi su una collina e guardassi in basso.

Qualsiasi problema può essere risolto se, anche per un solo istante, tu ti astrai e riesci a guardarlo come un testimone. L'essere testimone risolve ogni cosa. Ma mentre ti trovi profondamente implicato in uno stato qualsiasi dell'essere, è difficile essere un testimone. Sei completamente identificato. Mentre sei in collera diventi la rabbia. Non rimane nessuno in disparte in grado di vedere, di osservare, di guardare, di decidere. Nessuno è lasciato in disparte. Mentre sei coinvolto dal sesso ti perdi completamente. In quel caso non esiste centro, non esiste una sfera distaccata.

Nelle Upanishad è detto che una persona che osserva se stessa è simile a un albero sul quale sono seduti due uccelli: il primo saltella, si diverte, mangia, canta e l'altro è seduto in cima all'albero che osserva il primo.

Se hai un Sé testimone che dall'alto continua a guardare lο spettacolo che accade sotto di lui, nel quale tu sei l'attore, nel quale partecipi, danzi e salti e canti e parli e pensi e che ti coinvolge; se qualcuno nelle profondità del tuo essere è in grado di continuare a osservare quanto accade; se riesci a vivere in modo tale da essere, al tempo stesso, l'attore sul palcoscenico della vita e uno spettatore seduto tra il pubblico; se puoi essere, al tempo stesso, attore e spettatore, in questo caso è entrato in gioco il testimone. Questa testimonianza ti metterà in grado di conoscere, di comprendere, di essere saggio.

Per cui, sembra paradossale. Se vai da un Buddha, egli sarà in grado di penetrare nei dettagli più intimi e profondi dei tuoi problemi, non perché egli viva nello stesso problema, ma semplicemente perché non è immerso in quel problema. Può penetrarti. Si può mettere al tuo posto e al tempo stesso restare un testimone.

Coloro che vivono nel mondo, non lο possono comprendere. Solo coloro che l'hanno trasceso, sono in grado di comprenderlo. Per cui, se vuoi comprendere qualcosa, qualsiasi essa sia, vanne al di là. Sembrerà paradossale: devi trascendere qualsiasi cosa tu voglia conoscere, solo in questo caso avverrà una conoscenza. Spostarsi all'interno di qualcosa, in quanto sua parte, può forse portare a raccogliere molte informazioni, ma non ti farà diventare saggio.

Puoi fare pratica a ogni istante. Puoi fare entrambe le cose: essere l'attore e al tempo stesso lo spettatore. Quando sei in collera puoi separare la mente: è un'arte profonda, ma se ci provi, ci riuscirai. Puoi separare la mente.

Per un istante sii in collera. Quindi distaccati, osserva la rabbia, sul tuo stesso volto, riflesso in uno specchio. Guarda cosa stai facendo; guarda cosa accade intorno a te; guarda cosa hai fatto agli altri, come reagiscono. Per un momento guarda, e poi torna a essere in collera, spostati nella rabbia. Ε quindi, di nuovo, torna a essere un osservatore. Lo si può fare, ma in questo caso occorre un esercizio molto profondo.

Provaci. Mentre mangi, per un momento diventa colui che mangia. Goditi il cibo, diventa il cibo stesso, diventa l'atto di mangiare, scorda che esiste qualcuno in grado di guardare ciò che accade. Quando ti sei addentrato a sufficienza in questo spazio, per un istante, distaccati. Continua a mangiare, ma inizia a osservare ciò che fai: il cibo, colui che mangia, mentre tu dall'alto osservi ciò che accade.

Ben presto diventerai abilissimo, e potrai cambiare marcia nella mente, passare dall'attore allo spettatore, dall'essere coinvolto all'osservatore. Ε a quel punto ti verrà rivelato questo semplice fatto: attraverso la partecipazione non si conosce nulla; le cose si scoprono, si conoscono, solo grazie all'osservazione. Per questo, coloro che hanno lasciato il mondo, sono diventate le guide. Coloro che sono andati al di là, sono diventati i Maestri.

Freud era solito ripetere ai suoi discepoli... non era facile, in quanto i discepoli di Freud, gli psicanalisti, non sono uomini che hanno trasceso. Vivono nel mondo. Sono semplici esperti. Ma perfino Freud suggeriva loro, mentre ascoltavano un paziente, qualcuno che aveva dei disturbi, che era malato mentalmente, di restare distaccati: "Non lasciatevi coinvolgere emotivamente. Se rimanete coinvolti, i vostri consigli saranno inutili. Limitatevi a essere spettatori".

Sembra crudele. Qualcuno piange, si dispera, e tu provi qualcosa per lui, in quanto sei un essere umano. Ma Freud disse: "Se lavori come psichiatra, come psicanalista, resta distaccato. Guarda quella persona come se fosse solo un problema. Non guardarla in quanto essere umano. Altrimenti ne rimarresti subito coinvolto; ne diventi partecipe, e non la puoi più consigliare. In questo caso, qualsiasi cosa dirai, sarà pregiudicata, in quanto non sei più estraneo al suo problema".

È difficile, difficilissimo; per questo i freudiani hanno provato molte vie. Lo psicanalista freudiano non guarda mai in faccia il suo paziente, perché quando sei di fronte a una persona, è difficile restare distaccati. Se guardi una persona negli occhi, entri in lei. Per cui, gli psicanalisti freudiani siedono alle spalle del paziente, sdraiato su un lettino.

Anche questo è molto importante, in quanto Freud arrivò a scoprire che se una persona è sdraiata e qualcuno sta in piedi ο è seduto alle sue spalle, senza guardarla, diminuiscono le possibilità di restare coinvolti. Come mai? Una persona sdraiata diventa un semplice problema, è come se fosse sdraiata sul tavolo di un chirurgo. La puoi sezionare. Di solito questo non accade mai: se incontri una persona, non ti parlerà mai dopo essersi sdraiata, con te alle sue spalle. Si sdraia solo se è un paziente, solo se fa una visita medica.

Per cui Freud insisté perché i suoi pazienti si sdraiassero su un lettino. In questo modo lο psicanalista conserva la sensazione che quella persona è un paziente, un malato. Deve essere aiutato. Di fatto non è una persona, ma un problema, per cui non è necessario che tu ti coinvolga. Inoltre, lo psicanalista non dovrà mai stare di fronte al paziente, dovrà nascondersi alle sue spalle, e ascoltarlo. Freud disse anche di non toccare mai il paziente, perché, se lο si tocca, se gli si prendono le mani, è possibile che tu rimanga coinvolto.

Queste precauzioni dovettero essere prese in quanto gli psicanalisti non sono illuminati. Ma se vai da un Buddha, non è necessario che tu ti sdrai, non occorre che egli si nasconda alle tue spalle. Un Buddha non ha bisogno di ricordarsi in continuazione di non restare implicato: non può rimanere coinvolto. Qualsiasi sia la situazione, egli rimarrà distaccato. Potrà provare compassione per te, ma non potrà mai simpatizzare con te: ricordalo. Ε cerca di capire la differenza tra la simpatia e la compassione. La compassione proviene da una fonte superiore. Buddha può provare compassione per te. Ti comprende - sa che sei in difficoltà - ma non simpatizza con te, perché sa che sei in difficoltà a causa della tua stoltezza, è la tua stupidità a metterti in difficoltà.

Buddha prova compassione, farà di tutto per aiutarti a uscire dalla tua stupidità. Ma non proverà mai simpatia per quella stoltezza. Per cui, dal punto di vista della sua compassione ti darà molto calore, mentre sarà assolutamente freddo per ciò che concerne la simpatia.

Ε di solito, se vai da un Buddha, avrai la sensazione che sia freddo, in quanto non sai cosa sia la compassione, e non conosci il calore della compassione. Tu conosci solo il calore generato dalla simpatia, e lui non simpatizzerà mai per te. Sembrerà crudele, freddo. Se piangi e ti disperi, sarà impossibile che da lui ti venga mai un aiuto. Ε lui è nella stessa posizione: non può piangere. Ε tu ti sentirai ferito: "Piango mi dispero e tu resti lì come fossi di sasso, come se non avessi un cuore". Bυddha non può provare simpatia per te. La simpatia scorre da una mente a un'altra dello stesso tipo. La compassione viene da una fonte superiore.

Buddha ti può osservare. Ai suoi occhi sei trasparente, sei completamente nudo; egli sa perché soffri. Tu ne sei la causa, e cercherà di spiegarti quella causa. Se riesci ad ascoltarlo, il semplice ascolto ti aiuterà immensamente.

Sembra paradossale, ma non lο è. Anche Buddha ha vissuto come te. Se non in questa vita, in vite precedenti. Ha vissuto gli stessi conflitti. È stato stupido come lο sei tu, ha sofferto come te, ha lottato come fai tu. Per molte, moltissime vite ha percorso lο stesso sentiero. Conosce tutte le agonie, tutti i conflitti, le lotte, l'infelicità. È consapevole, più di quanto non lo sia tu, perché ora tutte le vite precedenti si stendono davanti al suo sguardo, e questo non vale solo per le sue vite: vede anche le tue. Egli ha vissuto tutti i problemi che qualsiasi mente umana può vivere, per cui sa. Ε ha trasceso tutto questo, per cui ora sa quali sono le cause. Inoltre sa anche come tutto ciò può essere trasceso.

Ε ti aiuterà in tutti i modi per farti capire che tu sei la causa delle tue miserie. È duro. Capire che "iο sono la causa delle mie miserie", è la cosa più difficile che esista. Ti colpisce in profondità: ti senti ferito. Quando qualcun altro è la causa del tuo soffrire, ti senti benissimo. Ε l'altro prova simpatia per te. Se dice: "Sei uno che soffre, una vittima, gli altri ti stanno sfruttando, ti procurano danni, sono violenti", ti senti bene. Ma non è un benessere che durerà a lungo. È una consolazione assolutamente momentanea, ed è pericolosa, ha un costo elevatissimo, perché dà man forte alla causa che produce la tua infelicità.

Per cui, coloro che dimostrano simpatia per la tua condizione, di fatto ti sono nemici, in quanto, proprio la loro simpatia, rafforza la causa che produce la tua miseria. La fonte stessa della tua infelicità acquista radici più solide. Hai la sensazione di andar bene così come sei, mentre il mondo intero sbaglia: la tua infelicità ha altrove la sua origine.

Se vai da un Buddha, da un illuminato, questi sarà inevitabilmente duro, perché ti costringerà a prender nota del fatto che tu sei la causa della tua infelicità. Ε quando inizi a percepire di essere tu stesso la causa del tuo inferno, la trasformazione è già iniziata. Nel momento in cui senti questo, metà del lavoro è già fatto: sei già sul sentiero; ti sei già messo in cammino. In te è avvenuto un profondo cambiamento.

Una volta che comprenderai di essere tu la causa, metà della tua infelicità scomparirà di punto in bianco, perché a quel punto non potrai più darle il tuo sostegno. In quel caso non sarai più così ignorante da contribuire a rafforzare la causa che produce la tua infelicità: verrà meno il tuo apporto. Ε l'infelicità avrà un seguito per un certo periodo, solo a causa delle vecchie abitudini.

Una volta Mυlla Nasrudin venne costretto a presentarsi in tribunale perché veniva continuamente trovato per strada ubriaco fradicio. Ιl giudice disse: "Nasrudin, mi ricordo di averti visto una infinità di volte, e sempre per la stessa accusa. Puoi spiegare come mai ti fai pescare sempre ubriaco fradicio?" Ε Nasrudin disse: "Certo, vostro onore. Posso spiegare benissimo la mia ubriachezza cronica. È semplice: ho una sete cronica!"

Anche quando sarai attento, il tuo comportamento abituale ti costringerà a viaggiare per un po' di tempo nella stessa direzione. Ma non può durare a lungo; l'energia è venuta a mancare. Può proseguire come schema morto, ma pian piano svanirà. Necessita di un nutrimento giornaliero, necessita di essere rafforzato quotidianamente. Ha bisogno del tuo costante apporto.

Quando ti rendi conto di essere tu la fonte di tutta la tua infelicità, viene a cadere la tua collaborazione. Per cui, qualsiasi cosa io ti dico, serve solo a renderti consapevole di un fatto ben preciso: qualsiasi cosa tu sei, tutto ciò che sei, lo sei a causa tua. Ε non diventare pessimista, per questo; anzi, ci sono buone speranze: se qualcun altro fosse la causa della tua infelicità, non si potrebbe fare nulla.

Per questo motivo, Mahavira nega Dio. Mahavira afferma che non esiste Dio, perché se esistesse, non si potrebbe fare nulla. In quel caso diventerebbe la causa di ogni cosa: "cosa potrei fare io? Non avrei più speranze. Egli ha creato il mondo; ha creato anche me. Se lui è il creatore, è il solo a poter distruggere. Ε se io sono infelice, lui è responsabile, io non posso fare nulla".

Per cui, Mahavira afferma che se esiste Dio, l'uomo non può essere aiutato. Ε di conseguenza dice: "Non credete in Dio". Ιl motivo non è filosofico: è assolutamente psicologico. Ιl motivo è questo: in quel caso non puoi rendere nessuno responsabile per ciò che sei. Non importa che Dio esista ο meno.

Mahavira dice: "Voglio che tu capisca che tu stesso sei la causa di qualsiasi cosa tu sia". Ε questo aumenta le tue speranze: se tu ne sei la causa, puoi cambiare la situazione. Se sei in grado di creare l'inferno, puoi creare il paradiso. Tu sei il padrone.

Quindi non sentirti senza speranza. Più rendi gli altri responsabili della tua vita, e più sei uno schiavo. Se dici: "Mia moglie mi fa imbestialire", vuol dire che tu sei uno schiavo. Se dici che tuo marito ti procura solo guai, vuol dire che sei schiava. Se anche è lui a procurarti guai, sei tu ad averlo scelto come marito. Sei tu ad aver voluto questi guai, questo tipo di guai, è una tua scelta. Se tua moglie ti fa vivere in un inferno, tu hai scelto questa moglie.

Qualcuno chiese a Mυlla Nasrudin: "Come hai conosciuto tua moglie? Chi vi ha presentati?" Ε lui rispose: "È successo. Non posso incolpare proprio nessuno!"

Nessuno può incolpare qualcun altro. Ε non è un semplice accadere, è una scelta. Un tipo particolare di uomo sceglie una donna di un tipo particolare. Non è un caso. Ε la sceglie per motivi ben precisi. Se questa donna morisse, tornerebbe a sceglierla. Se divorziasse, di nuovo si sposerebbe con lo stesso tipo di donna.

Potete continuare a cambiare mogli, ma se il marito non cambia, non potrà esistere un vero cambiamento - cambieranno solo i nomi - in quanto quest'uomo ha una preferenza. Gli piace un volto in particolare, un certo naso, occhi e un comportamento ben precisi.

Ed è una cosa complessa. Se ti piace un tipo di naso... un naso non è mai solo un naso: si porta dietro rabbie, un ego, silenzio, quiete, ogni naso porta con sé moltissime cose. Se ti piace un naso di tipo particolare, forse ami una persona che ti spinge ad andare in collera. Un egoista avrà il naso di una forma ben precisa, che potrà sembrarti bella. Ti sembrerà bella solo perché stai cercando qualcuno che crei intorno a te un inferno. Ε prima ο poi le conseguenze verranno da sole: forse tu non sarai in grado di collegarle, di metterle in relazione, ma la vita è complessa, e tu ne sei così coinvolto da non riuscire a collegare due fatti tra loro. Ci riuscirai solo quando trascenderai.

È come se volassi sopra Bombay in aereo. Vedrai l'intera città, l'intero schema della città. Se vivi a Bombay e ti aggiri per le sue strade, non ne vedrai l'intera topografia. Gli abitanti di Bombay non ne potranno mai vedere l'insieme. Possono vederlo solo quanti la sorvolano. In quel caso l'intera topografia diventa evidente. In quel caso le cose rientrano in uno schema visibile. Trascendenza significa andare al di là dei problemi umani. In quel caso li puoi approfondire e vedere.

Ho scrutato in molte, moltissime persone. Nessuna di loro è consapevole di ciò che fa, qualsiasi cosa sia. Se ne accorgono solo quando arrivano le conseguenze. Continuano a seminare lo stesso seme, senza esserne consapevoli. Ma quando viene il tempo del raccolto, se ne accorgono. Ε non riescono a collegare il fatto di essere al tempo stesso la fonte di quel raccolto, e i fruitori di quelle conseguenze.

Quando comprendi di essere tu la causa, ti sei incamminato sul sentiero. A questo punto è possibile fare molte cose: ora puoi fare qualcosa per il "problema" che la tua vita è diventata. La puoi cambiare. Semplicemente cambiando te stesso, puoi cambiare la tua vita.

È venuta da me una donna. Appartiene a una famiglia molto ricca, colta, raffinata, istruita. Mi ha chiesto: "Se inizio a meditare, il rapporto con mio marito verrà a essere disturbato?"' Ε da sola ha proseguito, prima che potessi rispondere: "So che non accadrà, perché se io miglioro -- se sono più in silenzio, più colma d'amore -- come può tutto questo disturbare il mio rapporto?"

Ma io le ho detto: "Sbagli. Ιl tuo rapporto verrà disturbato. Non importa se migliorerai ο peggiorerai. Tu cambi, e se un partner cambia, il rapporto verrà disturbato. Ε questo è il miracolo: se peggiori, il tuo rapporto non ne sarà molto disturbato. Ma se migliori, il rapporto verrà sconvolto, perché uno dei partner precipiterà e diventerà peggiore, in quanto l'altro in confronto a lui si sentirà migliore. Ε questo non ferisce l'ego; al contrario, lo soddisfa moltissimo".

Per cui, la moglie si sente benissimo se il marito si mette a bere, perché in quel caso può diventare una benefattrice. Ε può dominare l'altro. Ora, ogni volta che il marito torna a casa, assumerà l'aria del criminale. Ε per il semplice fatto che è un ubriacone, qualsiasi cosa farà, sarà sbagliata. Quel fatto è sufficiente alla moglie per risollevare la questione in continuazione, per qualsiasi inezia. Per cui, ogni suo gesto viene biasimato.

Ma se un marito ο una moglie diventano meditativi, i problemi saranno più profondi che mai, in quanto l'ego dell'altro si sentirà ferito: uno dei due diventa superiore, e a quel punto l'altro farà di tutto perché questo non accada. Creerà ogni sorta di guai. Ε se anche accade, egli cercherà di non crederci, fingerà che non sia successo nulla. Dimostrerà che ancora non è successo nulla. Continuerà a dire: "Sono anni che mediti, ma non ti è successo nulla. A che serve continuare? È inutile. Ancora vai in collera, ancora fai questo e quest'altro, non sei cambiato minimamente! " L'altro cercherà in tutti i modi di dimostrare che non è successo niente. È una consolazione.

Ε se è accaduto veramente qualcosa, se la moglie ο il marito sono veramente cambiati, in quel caso il rapporto non potrà più proseguire. È impossibile, a meno che anche l'altro non sia pronto a cambiare. Ed è difficilissimo che qualcuno sia disposto a cambiare se stesso, perché ferisce l'ego. Vorrebbe dire che qualsiasi cosa sei ora, sei sbagliato. Solo in questo caso esisterebbe la necessità di cambiare.

Per cui, mai nessuno ha la sensazione di dover cambiare: "Ιl mondo intero deve cambiare, non io. Io ho ragione, ho assolutamente ragione, e il mondo intero è sbagliato perché non si adatta a me". Ogni sforzo fatto da tutti i Buddha è semplicissimo: tende a renderti consapevole che ovunque tu sia, qualsiasi cosa tu sia, tu ne sei la causa."

(Tratto da: "Yoga: The Alpha and the Omega", vol. Ι, cap. 10).

 

Detto questo, non mi sembra si possa aggiungere altro. A tutti auguro buona lettura.

 

Swami Anand Videha

primavera 1989

 

NOTA: di Rajneesh è stato detto molto. Due testi, in particolare raccolgono notizie biografiche e autobiografiche utili al lettore interessato a saperne di più: "La Bibbia di Rajneesh", edito da Bompiani e "Bagliori di un'Infanzia Dorata", edito dalle Edizioni Mediterranee.

 

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PREMESSA DELL'AUTORE

 

Amato Maestro,

mi sembra che tu sia il primo uomo su questo pianeta che capisca veramente le donne e che le accetti. Puoi dire qualcosa in merito?

 

 

Prem Bubula, vi ho detto che una donna deve essere amata, non capita. Questa è la prima cosa che si deve comprendere. La vita è così misteriosa che le nostre mani non sono in grado di toccarne le vette, né i nostri occhi possono penetrare il suo mistero più profondo. Capire una delle qualsiasi espressioni dell'esistenza - uomini, donne, alberi, animali ο uccelli - è compito della scienza, non di un mistico. Io non sono uno scienziato. Per me la scienza stessa è un mistero, e ora gli scienziati iniziano ad ammetterlo: stanno abbandonando la vecchia convinzione, caparbia e superstiziosa, di arrivare a sapere, un giorno, tutto lo scibile.

Con Albert Einstein l'intera storia della scienza ha cambiato corso, perché più Einstein si addentrava nel cuore della materia, più rimaneva stupito e perplesso. Doveva lasciarsi alle spalle ogni forma di logica, ogni razionalità. Non è possibile imporre qualcosa all'esistenza, in quanto l'esistenza non segue la tua logica. La logica è un prodotto dell'uomo.

Ci fu un momento nella sua vita, in cui Einstein ricorda di aver messo in dubbio se continuare a essere razionale... ma sarebbe stata una sciocchezza. Sarebbe stato umano, non intelligente! Anche se persisti, l'esistenza non cambierà per uniformarsi alla tua logica, alla tua razionalità; è la tua logica che dovrà cambiare in funzione dell'esistenza. Ε più scenderai in profondità, più l'esistenza diverrà misteriosa.

Arriva un momento in cui devi lasciare logica e razionalità, per ascoltare semplicemente la natura. Io la chiamo "l'ultima comprensione", ma non nel senso comune della parola. Lo sai, lo percepisci, ma è impossibile parlarne.

L'uomo è un mistero, la donna è un mistero, tutto ciò che esiste è un mistero, e tutti gli sforzi per decifrarlo sono destinati a fallire.

Mi viene in mente quell'uomo che voleva comprare un regalo di Natale per il figlio. Entrò in un negozio di giocattoli e, poiché era un famoso matematico, ovviamente il negoziante gli mostrò un puzzle. Subito l'uomo volle provarlo... era un puzzle molto bello. Provò e riprovò e riprovò ancora... si mise a sudare... la situazione stava diventando imbarazzante: i clienti, i commessi, il negoziante stesso lo stavano guardando, e lui non riusciva a trovare la soluzione.

Alla fine ci rinunciò e rivolto al proprietario del negozio, urlò: "Sono un matematico, e se non riesco a risolvere io questo puzzle, come potete pensare che ci riesca un bambino?"

Ε il commerciante: "Lei non capisce: è costruito in modo da non poter essere risolto!"

Ιl matematico chiese il motivo e finalmente il commerciante spiegò: "È un gioco educativo: insegna al bambino, fin dall'infanzia, che la vita è un mistero irrisolvibile!"

 

Puoi viverlo, ti puoi fondere con quel mistero, ma non è possibile comprenderlo in quanto osservatore distaccato.

Io non capisco me stesso: per me, il più grande mistero sono io stesso. Ma vi posso dare qualche spunto:

 

Lo psichiatra è una persona che vi fa un mucchio di domande facendovi pagare somme incredibili, la moglie vi chiede le stesse cose senza farvi spendere una lira.

 

La chiave per la felicità: puoi parlare di amore, dolcezza e passione, ma la vera estasi è scoprire di non aver perso le chiavi di casa, in quel turbinio.

 

Le donne partono opponendo una ferma resistenza agli attacchi degli uomini, e finiscono bloccandogli ogni via di ritirata.

 

Se vuoi cambiare le opinioni di una donna, devi essere d'accordo con lei.

 

Se vuoi sapere cosa una donna voglia veramente dire, guardala, non ascoltare le sue parole.

 

Una signora si rivolge a un poliziotto: "Agente, quell'uomo sull'angolo mi infastidisce".

"Ma signora", replica il poliziotto, "è un'ora che osservo, e quell'uomo non l'ha neppure guardata!"

"Beh!", replica la donna, "e non le sembra una cosa fastidiosa?"

 

L'uomo, con sguardo languido, chiede alla sua bella: "Sono il tuo primo uomo?"

"Potresti esserlo... per i volti non ho una gran memoria!"

 

Nel Giardino dell'Eden, Eva stava come al solito martoriando Adamo: "Τi ho visto l'altra notte! Te la spassavi con un'altra donna sotto l'albero della conoscenza!", sbraitava.

"Ma Eva", diceva Adamo, "lο sai che nell'Eden ci siamo solo io e te!"

"Non raccontarmi storie! Io lο so quando non mi dici la verità!", piagnucolava Eva.

"Eva cara, ascolta! Sono solo fantasie da menopausa!"

"Non voglio stronzate psicologiche! So benissimo cosa ho visto!", si inviperiva Eva.

"Okay, okay, allora, se non ci credi, contami pure le costole!"

 

Un uomo andò a fare un safari con la moglie e la suocera. Un giorno era sdraiato nella sua tenda, indispettito, quando sentì la moglie urlare. Corse fuori e vide la suocera agitare il pugno di fronte a un enorme leone che, a meno di due metri da lei, si stava preparando a balzarle addosso.

"Fa' qualcosa!" Implorò la moglie sconvolta.

perché dovrei?" ribatté il marito frustrato, "quel leone si è messo da solo nei guai... adesso se la cavi da solo!"

 

Tutto è misterioso, è meglio godersi il mistero che cercare di capirlo. Alla fine l'uomo che cerca in continuazione di capire la vita dimostra di essere uno stupido, mentre l'uomo che si gode la vita diventa saggio, e continua a godersela, perché diventa sempre più consapevole del mistero che ci circonda.

La comprensione più alta è riconoscere che non si può capire nulla, tutto è misterioso: è un miracolo. Per me questa è la prima scintilla di religiosità nella vita di un essere umano.

 

 

Tratto da "The Great Pilgrimage"

7 settembre 1987, mattina. Poona, India 28

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CAPITOLO PRIMO

SE NON SAI COSA STAI PERDENDO...

 

 

Ti ho sentito dire che il 99% delle donne in Oriente non sa cosa sia l'orgasmo. Come mai allora esse hanno un'attitudine tanto armoniosa e per nulla frustrata, al contrario delle donne occidentali?

 

È uno dei paradossi della vita, ma è molto facile comprenderlo. In Oriente il 99% delle donne non sa cosa sia l'orgasmo. Tu mi chiedi: come mai allora esse hanno un'attitudine tanto armoniosa e per nulla frustrata, al contrario delle donne occidentali? Proprio per questo! Se hai avuto la possibilità di sperimentare qualcosa che poi ti viene negato, questo fa scattare il meccanismo della frustrazione. Se non avessi mai neppure sospettato l'esistenza dell'orgasmo, non correresti alcun rischio di sentirti frustrata. Fino al secolo scorso, anche in Occidente esisteva una situazione simile, e anche allora la donna non si sentiva frustrata.

Per più di un millennio abbiamo vissuto credendo che la donna potesse avere un orgasmo di tipo vaginale; poi grazie alla psicanalisi e ad altre ricerche sulle energie umane, si è scoperto che non è affatto vero che la donna abbia un orgasmo di tipo vaginale. In realtà, la vagina della donna è un organo piuttosto insensibile. Ιl suo orgasmo viene dal clitoride e non ha niente a che fare con la vagina. La donna può riprodurre senza avere alcun orgasmo; può fare all'amore senza avere l'orgasmo; ed è per questo che sia in Oriente che in Occidente, essa era appagata nel diventare madre. Anzi, generalmente era contraria al sesso, perché non le dava alcuna gioia, ma solo gravidanze.

Per secoli le donne hanno vissuto come macchine per fare figli. L'uomo le ha usate come macchine da riproduzione, non come esseri umani, poiché su 10 figli ne morivano 9, quindi se un uomo voleva 2 ο 3 figli, la donna doveva produrne 2 ο 3 dozzine. Quindi, per tutta la durata della sua vita sessuale, da quando ciοè era in grado di procreare, la donna passava da una gravidanza all'altra, e continue gravidanze portano molte sofferenze.

La donna non è mai stata a favore del sesso. Lo ha dovuto accettare, lo ha tollerato. Lo ha accettato solo perché era suo dovere; ma dentro di sé ha sempre odiato il marito, perché di fatto per lei era solo un animale. Perché le donne hanno sempre venerato i santi? La ragione più profonda è la loro castità, che li rende esseri superiori: una donna non può certo provare lo stesso rispetto per suo marito. Una volta che hai avuto una relazione sessuale con una donna, lei non può più provare rispetto per te. Questo è il prezzo che ogni uomo ha sempre dovuto pagare, perché la donna sa di essere stata usata. In tutte le lingue, l'espressione che viene usata correntemente lο dimostra con chiarezza: è l'uomo a "scopare" la donna, non viceversa. È strano, fanno l'amore insieme, l'uno con l'altro, ma in ogni lingua si dice sempre che è l'uomo "che fa l'amore": la donna è solo un oggetto. La donna lο può tollerare solo perché è stata condizionata ad accettarlo come parte del suo dovere; il marito è come un Dio e il compito della moglie è di rendergli la vita il più piacevole possibile.

Ma il sesso di per sé non le ha mai dato nulla. Ed è stata tenuta all'oscuro... perché, sin dai tempi più antichi, quando ancora non esisteva il matrimonio e l'uomo e la donna erano liberi come uccelli, devono essersi resi conto entrambi della capacità della donna di avere orgasmi multipli. È estremamente pericoloso per il marito dare via libera all'energia orgasmica della donna. Ιl fatto che lei possa avere orgasmi multipli appare come un'ingiustizia, un errore della natura.

Per questo l'uomo ha cercato di dimenticare completamente che la donna è in grado di avere l'orgasmo.

Ed ecco perché, ancora oggi, questa è la situazione in Oriente, e in particolare nelle regioni interne della nazione, escludendo le città più moderne. Lì alcune donne, attraverso l'educazione, hanno forse trovato una fonte maggiore d'informazione; forse hanno sentito parlare di nomi come Masters e Johnson, pionieri nello scoprire la capacità della donna di avere orgasmi multipli.

In Occidente invece, questo è diventato un problema, poiché la scoperta dell'orgasmo multiplo e dell'inganno subìto da secoli da parte delle donne sono avvenuti simultaneamente.

Proprio quando, con il sorgere del movimento di liberazione della donna, cresceva l'esigenza di comprendere tutti i torti subiti dalle donne, ecco che improvvisamente apparve questo nuovo fenomeno, questa nuova scoperta. Ε le donne più fanatiche tra quelle del movimento di liberazione divennero lesbiche, creandosi l'alibi che solo una donna può essere in grado di aiutare un'altra donna ad avere orgasmi multipli, dato che l'orgasmo non ha niente a che fare con la vagina.

Ι corpi dell'uomo e della donna sono molto simili, eccetto che l'uomo ha solo i capezzoli, mentre la donna ha seni veri e propri. Ιl clitoride è il correlativo, in misura minimale, del pene maschile, ed è esterno alla vagina.

Ι bambini nascono tramite la vagina e l'uomo non ha bisogno di toccare il clitoride per procreare. Senza giocare con il clitoride, la donna non può avere l'orgasmo; perciò è sempre stato molto semplice evitarlo. La donna in Oriente sembra più contenta semplicemente perché non sa ciò che perde. È più armoniosa perché non ha mai neanche lontanamente pensato alla propria liberazione. Tutto l'Oriente, d'altro canto, ha subìto l'ideologia della rassegnazione: alla povertà, alla schiavitù, alla malattia, alla morte; e questo vale sia per gli uomini che per le donne. L'idea stessa di rivoluzione era inconcepibile per la mente orientale, perché il condizionamento è molto forte e antico: gli orientali credono che qualsiasi cosa tu sia, questo è il prodotto delle tue azioni in vite passate. Non c'entrano né le strutture sociali, né il sistema, né la divisione in classi della società, e neppure la dominazione sulla donna da parte dell'uomo. Ιl condizionamento è così vecchio, che ci segue fin dalla nascita, e viene favorito dall'intero ambiente.

In Oriente, tutte le religioni sostengono che la donna nasce come tale, a causa delle sue azioni nelle vite passate; l'uomo è un essere superiore e la donna un essere inferiore. Questo è stato accettato in maniera inconfutabile. Se sei povero, non è a causa dello sfruttamento capitalista, ma perché hai commesso degli errori nelle vite precedenti.

La mente dell'uomo è stata distolta dalla realtà e indirizzata verso spiegazioni immaginarie: non puoi far nulla per cambiare la tua vita passata; devi far buon viso a cattivo gioco. In Oriente, si sono sviluppate sette religiose incredibili, che nessuna persona con un minimo di buon senso accetterebbe, ma con milioni di seguaci.

Ad esempio, i giainisti credono che la donna non possa raggiungere l'illuminazione, perché un corpo femminile non può essere veramente celibe. Non può eliminare il suo ciclo mestruale, e perciò rimane un essere sessuale. Quindi può raggiungere uno stato di appagamento, di grazia, di preghiera, solo nell'accudire il marito e nell'accettare tutto come destino, altrimenti non sarà in grado di rinascere sotto forma maschile, nella prossima vita. In questo momento non si può fare altro che accettare il proprio destino ed esserne soddisfatti. Qualsiasi tipo di ribellione finirà persino col distruggere un'eventuale possibilità futura; ogni insoddisfazione, qualunque tipo di frustrazione, non solo distruggerà il vostro presente, ma ostacolerà anche il vostro futuro. Per cui la via più facile, la soluzione più intelligente, è di rimanere in silenzio. Nessuno può aiutarti, perché hai commesso degli errori nelle vite precedenti. In realtà, il tuo essere povero non ha niente a che vedere con le tue vite passate... ma questa è solo una scoperta recente, non è ancora penetrata nella mente orientale.

Un'altra scoperta recente è questa: come le donne, anche gli uomini hanno un ciclo mestruale. Per cui, se il ciclo mestruale viene considerato un impedimento all'illuminazione della donna, di conseguenza lo sarà anche per l'uomo, anche se, nel suo caso, si manifesta in maniera meno percettibile. Nella donna è una manifestazione fisica, puoi notarlo attraverso la perdita di sangue che avviene ogni mese; ma se l'uomo conservasse un diario, rimarrebbe sorpreso: ogni mese, dopo 28 giorni, per 4 ο 5 giorni, diventa insopportabile, di cattivo umore, esattamente allo stesso modo in cui diventa irritabile la donna, e anche lui viene disturbato da piccole cose. La stessa persona non si sarebbe irritata per certe cose in un periodo diverso... ma lο è durante questi 4 ο 5 giorni... il suo ciclo mensile ha un carattere più psicologico, mentre quello della donna è principalmente fisiologico; questa è l'unica differenza. Ed è un bene per tutte le coppie sapere esattamente quando la donna è nel suo ciclo mestruale, così l'uomo può essere più comprensivo, poiché quello che le sta succedendo è al di là della sua volontà. La donna sarà più irritabile, si infastidirà più facilmente, sarà più irascibile, più brontolona.

In Oriente, per risolvere il problema, è stato escogitato un sistema molto strano: durante il suo ciclo mestruale, la donna è costretta a rimanere in una stanza piccola e buia della casa. Non può uscire e non può incontrarsi con nessuno, poiché si crede che persino la sua ombra riesca a contaminare qualsiasi cosa. Non può preparare il cibo personalmente, deve assumere un atteggiamento di riservatezza e provar vergogna di se stessa. Da un certo punto di vista, il fatto che rimanga isolata dagli altri per 4 ο 5 giorni può considerarsi positivo, poiché elimina la possibilità di ulteriori conflitti. Ma questo è un modo di vedere a senso unico e come tale resta ingiustificato, poiché in questo caso si dovrebbe tenere in considerazione anche il ciclo dell'uomo.

La combinazione peggiore si ha quando entrambi hanno il mestruo nello stesso periodo. Allora la situazione rasenta il limite della guerra. Ma questo non succede quasi mai: il marito ha il suo ciclo in un certo periodo, la moglie in υn'altro. Ma se il marito riuscisse a tenere un diario per 4 ο 5 mesi, potrebbe cercare di rintracciarvi il giorno di inizio e di fine del proprio ciclo; in questo modo potrebbe incoraggiare sua moglie e la sua famiglia ad assumere, durante questi 4 ο 5 giorni, un atteggiamento di maggior tolleranza e compassione nei suoi confronti, visto che anche lui finirà per trovarsi nella stessa situazione. Uomini e donne non fanno parte di specie diverse. Possono differire, ma di fatto appartengono alla stessa specie. Quindi quella vecchia idea che la donna non possa illuminarsi nel suo corpo... per colpa del ciclo mestruale, che diviene una prova inconfutabile della sua incapacità a rimanere casta... è solo un'assurdità. L'uomo può fingere di essere celibe, solo perché il suo "ciclo" non presenta sintomi visibili.

In India esiste una setta, i Terapanth. Una delle loro credenze è questa: anche se dovessi passare accanto a un pozzo e sentire qualcuno che grida: "Aiuto, aiuto...", dovresti continuare a camminare per la tua strada come se non lο avessi sentito, poiché quella persona sta semplicemente subendo una punizione per qualche azione sbagliata compiuta nella sua vita passata. Se tu intervieni, le toccherà nuovamente cadere in un pozzo. Perché crearle delle complicazioni inutili? Tu pensi di aiutarla, ma in realtà non stai facendo altro che rimandare la situazione. È meglio che subisca la punizione e la faccia finita, piuttosto che accettare il tuo aiuto ed essere poi obbligata dal destino a ricadere nel pozzo. Se intervieni, in primo luogo interferisci del tutto inutilmente con il destino di un uomo, e nessuno può cambiare il corso del proprio destino, nessuno può cancellare il proprio passato; ognuno deve subirne le conseguenze. In secondo luogo, il tuo interferire potrebbe causarti indirettamente delle conseguenze negative.

Tu salvi quest'uomo e magari lui domani commette un omicidio... probabilmente tu non verrai arrestato e non subirai alcun processo, ma la legge del Karma, in cui tutte le religioni orientali credono, non ti dimenticherà. Dovrai subirne le conseguenze, poiché se tu non lo avessi salvato, quell'uomo non avrebbe potuto commettere un omicidio. Certo, sei stato solo un complice involontario, inconsapevole, ma questo non cambia nulla agli occhi della legge. La legge deve essere soddisfatta comunque. Questa è la conclusione logica della teoria della legge del Karma, la legge delle azioni e delle reazioni.

Ecco perché in Oriente non ci sono mai state rivoluzioni. Ed è anche il motivo per cui le donne appaiono così armoniose e non frustrate come le donne occidentali. È facile da capire: esse hanno accettato il loro destino. Le donne occidentali, per la prima volta nella storia, si stanno ribellando contro tutta una serie di idee fittizie sul destino, sulla legge del Karma, sulle vite passate. È un'idea talmente ridicola: credere che per qualcosa che hai fatto nelle tue vite passate, l'intera esistenza stia pazientemente lì ad aspettare il momento buono per darti una punizione. Chi mai si prenderà la briga di conservare un elenco con i nomi di milioni di persone, in attesa di essere punite? Ε sappiamo com'è nella vita: una volta, a un monaco giainista con cui stavo discutendo sulla legge del Karma, dissi: "È molto semplice risolvere il problema. Metti la mano sul fuoco e vediamo cosa succede, se si brucia ora ο nella tua prossima vita". Le conseguenze seguono immediatamente l'azione. Gli dissi: "Dai, metti lì la mano...", e vedendolo esitare aggiunsi: "Perché esiti? Ce ne vorrà del tempo... visto che brucerà nella prossima vita." "Questo è uno strano modo di discutere", mi rispose, "la mano si brucerà adesso!"

Allora gli dissi: "Questo servirà a farti capire che in natura, nella vita, le azioni sono immediatamente seguite dalle conseguenze, proprio come tu sei seguito immediatamente dalla tua ombra. Non c'è nessun intervallo di tempo: la tua ombra non arriva adesso, solo perché tu hai camminato nelle tue vite precedenti, per cui semplicemente vedendo la tua ombra noi possiamo dedurre che qualcuno deve essere passato di qui in un'altra vita."

Ma la donna occidentale ha dovuto attraversare un periodo di grande rivoluzione che ha distrutto il suo appagamento e la grazia che le appartenevano da sempre. Questo l'ha portata a un estremo. La donna ha cominciato a comportarsi in modo sgradevole e duro. Non è una ribellione nata da una comprensione, ma un semplice atteggiamento reazionario. Tra le cause che hanno portato a una diversità tra le donne occidentali e quelle orientali, la prima è dovuta a Carlo Maτx. Egli propose, e riuscì a convincere di questo gli intellettuali di tutto il mondo, che la povertà non ha niente a che fare con alcuna vita passata, con il fato ο con il destino, che non è Dio a decidere chi sarà povero, e che questa struttura può essere cambiata perché non è stata fatta da Dio, ma è voluta dall'uomo, poiché Dio, come entità, non esiste.

La rivoluzione russa ha provato sperimentalmente che Carlo Marx aveva ragione, le strutture potevano essere cambiate, al punto che i re potevano diventare miserabili e i miserabili potevano diventare re. E Dio non è certo andato in giro a dire: "Fermi! Ho scritto il loro destino sulle loro fronti e perciò non si può cambiare." In Russia l'intera famiglia dello zar fu massacrata: 19 persone tra cui uomini e donne, vecchi, giovani e bambini, persino un'infante di appena sei mesi e un vecchio di 95 anni. Furono tutti fatti a pezzi e Dio non intervenne dicendo: "Cosa state facendo a questa famiglia? Cosa volete fare a coloro che io ho reso padroni del mondo intero? State andando contro una mia decisione." A quei tempi l'impero russo era il più vasto e lo zar era l'uomo più ricco del mondo.

Dunque, il primo colpo è venuto da Carlo Marx. Ιl secondo da Sigmund Freud, poiché dichiarò uomini e donne uguali e appartenenti alla stessa specie e disse che qualsiasi teoria ο filosofia che condanni le donne, è semplicemente inumana e maschilista. La terza e ultima stangata, viene dalle ricerche di Masters e Johnson, che hanno portato alla luce il fatto che la donna è stata privata dell'orgasmo per secoli. Essi hanno dimostrato che l'uomo è stato veramente inumano nel suo comportamento. Ha usato la donna perle sue esigenze sessuali, ma non le ha permesso di provare alcun piacere.

Queste tre idee hanno completamente cambiato l'atmosfera in Occidente, ma non sono ancora penetrate nella mente orientale che è tuttora profondamente legata alla tradizione. Hanno invece avuto un risultato diverso per le donne occidentali, che ora sono sul sentiero di guerra. Ma si tratta solo di un fenomeno reazionario, ed è per questo che io non sono favorevole a ciò che sta succedendo ora nel mondo, sotto il nome di femminismo: voglio che le donne siano libere, ma non che vadano a finire all'estremo opposto.

Ιl movimento di liberazione della donna sta raggiungendo l'altro estremo: sta cercando di far subire all'uomo esattamente ciò che l'uomo ha fatto subire alla donna. Ε questa è pura stupidità. Il passato è passato: non esiste più, e gli errori che l'uomo ha commesso sono stati commessi inconsciamente. Non si è trattato di una cospirazione consapevole contro le donne. Né l'uomo né la donna sono stati consapevoli. Il movimento di liberazione della donna si dichiara contro qualsiasi tipo di relazione con gli uomini: proclama l'annullamento totale di rapporti. Esso sostiene che la donna dovrebbe amare solo altre donne e boicottare gli uomini, promuovendo così il lesbismo. Questa è pura perversione.

Ε per reazione le donne fanno all'uomo tutto ciò che l'uomo ha fatto loro: comportarsi male, maltrattare, dire parolacce, fumare sigarette, tutto ciò che l'uomo ha sempre fatto. Naturalmente, agendo così e anche vestendosi come gli uomini, esse perdono la loro grazia, la loro bellezza.

È uno strano fenomeno osservare in che misura il modo in cui ti vesti può cambiarti. Ιl modo di vestire della donna orientale ha una sua armonia e dona grazia a tutto il suo corpo. La donna occidentale sembra invece che voglia competere con i cow-boy: blue jeans, vestiti sbrindellati, pettinature terribili. Forse in questo modo le donne pensano di vendicarsi, mentre in realtà stanno solo distruggendo se stesse. La vendetta ti distrugge sempre.

Mi piacerebbe vedere le donne comportarsi da ribelli. Ιl ribelle sa che "errare" è umano ι che perdonare è ancora più umano. Ιl passato è stato colmo di errori di ogni tipo. Rompi i ponti con il passato, ricomincia da capo: questo vale anche per i rapporti tra uomo e donna, alla luce delle nuove scoperte. Trovate insieme modi in cui la vita può essere una bella esperienza, una danza d'amore senza tutti gli errori commessi nel passato. Non ripeteteli di nuovo.

La situazione assomiglia al movimento del pendolo: l'uomo ha commesso degli errori idioti, ora è la donna che commette errori idioti. Ma l'umanità nel suo complesso continua a subirne le conseguenze. Non importa chi commette idiozie, ma è il caso di realizzare che in questo mοdο l'umanità non potrà evolversi.

L'uomo e la donna devono giungere a un accordo. Devono perdonare ciò che è accaduto nel passato e allo stesso tempo dimenticarlo. Ed entrambi devono ricominciare da capo fondandosi sulle nuove scoperte, ricordandosi però una cosa: la donna non deve imitare l'uomo, poiché la sua capacità di attrazione, la sua bellezza, hanno una dimensione diversa. Se imita gli uomini, la donna non sarà altro se non una "brutta copia" dell'uomo e perderà così la sua identità. Ε la sta già perdendo. Ιl corpo, in maniera invisibile, segue la mente. Il corpo della donna occidentale sta perdendo la sua antica grazia, le sue forme di un tempo. Le donne occidentali non hanno più seni belli come un tempo. Per quale ragione? Ιl corpo segue la mente: le donne avevano curve meravigliose, ora stanno diventando piatte come tavole. Ε una donna senza seni, simile a una linea diritta, priva di curvature, è una cosa brutta da vedere. È antiestetica. Ma come i suoi vestiti influenzano il corpo, lo stesso fanno le sue abitudini mentali. Non deve diventare una brutta copia dell'uomo, deve invece diventare perfetta come donna, e creare più distinzione possibile tra sé e l'uomo. Maggiori sono le differenze, più ci sarà attrazione, più ci saranno bellezza e grazia. La donna deve trovare una identità propria. Sono totalmente in favore della liberazione: liberazione per entrambi, uomini e donne.

È un meccanismo semplice: lo schiavista diventa schiavo dei suoi stessi schiavi. L'uomo ha schiavizzato la donna, ma ne è anche divenuto schiavo. Ed è per questo che è impossibile trovare un marito che non sia succube della moglie, ο perlomeno io non sono ancora riuscito a trovarlo.

Ho sempre cercato un marito che non sia succube. Fuori di casa sono tutti leoni, ο per lο meno sono membri del "Lions Club". In casa non sono altro che topi. Se se ne rendessero conto, dovrebbero aprire un "Club dei Topi." Ε questo rifletterebbe la verità: un club dei mariti "comandati a bacchetta."

Non è possibile rendere schiavo qualcuno, senza diventare schiavi a propria volta. Ciò che dai, ricevi. Dai amore e riceverai amore. Dai schiavitù e sarai a tua volta reso schiavo. Qualsiasi cosa tu dai, in una forma ο l'altra, ti ritorna. Sia l'uomo che la donna hanno bisogno di liberazione: liberazione dal passato, liberazione da tutti gli errori, da tutte le orribili ideologie del passato. Ε devono creare un nuovo mondo, un uomo nuovo, una nuova donna.

Ma niente di simile sta succedendo da nessuna parte. Vorrei che la "mia gente", e specialmente le donne, creasse un autentico movimento di liberazione delle donne, che non sia reazionario, che non nasca dalla rabbia e dall'odio, ma che sia frutto di uno stato di consapevolezza, di comprensione, di amore, di meditazione. In questo modo, le donne occidentali non perderanno la loro grazia, la loro pienezza. Infatti, anche l'uomo può avere più grazia se lascia alla donna la possibilità di essere più aggraziata. Anche l'uomo può essere più bello, se lascia alla donna la possibilità di esprimere la propria bellezza. Questo implica una distanza maggiore: più sono distanti e più forte è il richiamo, maggiore è l'attrazione, maggiore l'avventura.

Quando vedo una donna fumare sigarette... semplicemente non credo ai miei occhi! Quale sarà la sua prossima mossa? Forse farà pipì stando in piedi! Sembra che debba fare tutte le sciocchezze che ha fatto l'uomo. La donna deve mantenersi al di sopra delle reazioni e creare tanta grazia e tanta bellezza intorno a sé da contagiare l'uomo, che a sua volta inizierà ad avere una individualità più bella, una personalità più aggraziata. Ε il loro incontro non dovrà più essere destinato a diventare matrimonio; essi dovrebbero avere la capacità di essere amici, al di là del vecchio concetto di amicizia. La parola "friendship" (amicizia), ci fa ricordare una "relationship" (relazione). Questa "ship" (nave) è affondata portando con sé l'intera umanità. Ora non ci sono più navi si cui viaggiare: esiste l'affetto, accompagnato da una profonda comprensione del fatto che nella vita nulla è permanente.

Anche l'amore è solo una rosa: al mattino la vedi danzare nel vento, sotto il sole, come se dovesse vivere in eterno, con magnificenza, con sicurezza, con autorevolezza: così fragile e allo stesso tempo così forte contro il vento, contro la pioggia, contro il sole. Ma al calar della sera i suoi petali sono caduti, e con loro è svanita anche la rosa.

Questo non significa che sia stata un'illusione, significa semplicemente che nella vita tutto cambia. Ed è il cambiamento che mantiene le cose sempre nuove, fresche.

Ιl giorno in cui il matrimonio scomparirà, la vita di entrambi, uomini e donne, diventerà più sana e sarà certamente più lunga di quanto tu possa immaginare. Forse tu non riesci a capire quale relazione esista tra questo e il matrimonio. Ιl fatto è che il matrimonio, in un certo senso, è contrario ai cambiamenti della vita, e crea qualcosa di permanente, di monotono, di noioso. La vita perde interesse. Infatti due coniugi devono distruggere i propri interessi, altrimenti ci sarà un conflitto continuo. Ιl marito non può interessarsi a un'altra donna, la donna non può scherzare con un altro uomo. Diventano prigionieri l'uno dell'altra; la vita diventa una routine noiosa.

Chi ha voglia di vivere così? La voglia di vivere si indebolisce. Questo porta a disturbi, malattie, perché queste persone non hanno più alcuna resistenza verso la morte, anzi pensano a come farla finita con questo circolo vizioso; nel profondo del loro cuore cominciano a chiedere di morire. Sorge un desiderio di morte. Sigmund Freud fu il primo a scoprire che nell'inconscio dell'uomo esiste il desiderio di morire. Ma io non sono d'accordo con Sigmund Freud. Questo desiderio di morte non è un fenomeno naturale: è un prodotto del matrimonio, la conseguenza di una vita noiosa. Quando si incomincia a sentire che vivere non è più un'avventura, che non c'è più niente da esplorare... non ci sono nuovi pascoli, che senso ha vivere? In questo caso un eterno riposo nella tomba sembra più confortevole, molto più lussuoso, ed immensamente più piacevole.

In nessun animale esiste il desiderio di morte. In natura nessun animale ha il desiderio di suicidarsi. Ma stranamente è stato osservato che negli zoo gli animali commettono suicidi. Se Sigmund Freud facesse delle ricerche solo sugli animali dello zoo, concluderebbe che negli animali esiste un desiderio di morte così come esiste un desiderio di vita. Ma gli animali dello zoo non sono veri animali e il matrimonio trasforma tutti in animali da zoo, relegati ed incatenati in mille modi invisibili. Sigmund Freud non aveva alcuna idea di cosa fossero gli animali selvaggi ο gli esseri umani selvaggi.

Io voglio che gli esseri umani abbiano in loro qualcosa di selvaggio Questo è il mio ribelle.

Egli non farà parte dello zoo, rimarrà un essere naturale; non andrà in nessun modo contro la vita, ma riuscirà a fluire con lei. Se l'uomo e la donna arriveranno a questa comprensione, cosa non tanto difficile, anzi la soluzione più facile, non saremo più animali da zoo, ci libereremo dallo zoo Questo è ciò di cui abbiamo bisogno: liberarci dal matrimonio. Se la donna riesce a crescere nella sua naturale spontaneità e l'uomo a mantenere la propria natura primitiva e come due sconosciuti si incontreranno in forma amichevole, allora il loro amore avrà una profondità incredibile e produrrà una gioia immensa, una danza di beatitudine. Senza bisogno di alcun contratto sotto alcuna legge: il loro amore sarà una legge di per sé.

Ε quando l'amore scomparirà saranno in grado di dirsi addio, ringraziandosi per i bellissimi istanti trascorsi insieme, per tutte le canzoni cantate insieme, per tutti gli incantevoli momenti passati in riva al mare. Porteranno con loro questi ricordi preziosi e saranno eternamente riconoscenti all'altro Ma non ostacoleranno la libertà l'uno dell'altra: il loro stesso amore glielo impedirà, perché dovrebbe dare più libertà, mentre in passato ha dato solo schiavitù.

In Occidente le donne hanno un bisogno enorme di far sorgere un nuovo movimento di liberazione della donna, perché le leader di adesso non meditano, non sono sane di mente. Sono pazze, e lottano contro degli uomini a loro volta impazziti.

Occorre un ρο' di salute mentale. È necessario avere una profonda compassione, persino verso coloro che ti hanno fatto del male in passato a causa della loro incoscienza, perché questa non era intenzionale. Viceversa ora il movimento di liberazione della donna cerca di far del male all'uomo in maniera del tutto consapevole e questo è ancora più orribile; fortunatamente non ha ancora superato i limiti e non ci sono molte donne che appoggiano queste reazionarie. La nascita di un nuovo movimento di liberazione della donna può attirare milioni di donne intelligenti e consapevoli. Questo tipo di movimento potrà avere tutto l'aiuto possibile da parte dell'uomo, perché non si tratta di lottare contro l'uomo, ma di lottare contro il passato, in cui tu hai sofferto, in cui l'uomo ha sofferto, in cui tutti hanno sofferto

La ribellione non è rivolta contro l'uomo, ma contro il passato di entrambi e questo tipo di ribellione avrà la fragranza della religiosità, porterà grazia e gratitudine alla gente. Spero che ora vi sia chiaro come mai è sorta la differenza tra le donne occidentali e le donne orientali. Non esisteva prima di questo secolo.

 

Ho sentito dire... il presidente Ronald Reagan sta fissando il cratere di un famoso vulcano greco Alla fine esclama: "Sembra proprio l'inferno! "

"Ah, voi americani siete proprio stati dappertutto!" Commenta la guida.

 

La donna occidentale è diventata più colta: è stata dappertutto!

Ed è divenuta consapevole di cose delle quali la donna orientale è completamente all'oscuro Nella sua innocenza esistono una grazia e una bellezza che sono al di fuori di questo mondo: ti danno un barlume dell'aldilà. Questo dovrebbe essere il caso di tutte le donne del mondo Ogni donna ha la capacità di diventare una freccia diretta verso la divinità: la sua grazia, la sua bellezza, il suo amore, la sua devozione, possono indicarti la strada per una dimensione più elevata dell'essere e per stati più elevati di consapevolezza.

La donna non è solo capace di procreare, è anche in grado di dar vita a se stessa, in quanto ricercatrice di verità. Ma questo lato della donna non è stato ancora per nulla esplorato Vorrei che la mia gente, che è ribelle, esplorasse anche questo aspetto

 

Tratto da "The Rebel"

15 Giugno 1987 mattino

(ritorna all'indice)


 

CAPITOLO SECONDO

 

L'ORGASMO NON HA SESSUALITA' ALCUNA

 

 

Amato Maestro,

cos'è l'orgasmo riferito alla meditazione e ai piani più alti della consapevolezza?

Il sentirsi orgasmici in un profondo stato di meditazione non è forse assenza assoluta di sessualità?

 

 

In sé l'esperienza dell'orgasmo è sempre non sessuale. Anche quando la si consegue attraverso il sesso; in sé l'orgasmo non ha sessualità alcuna.

Puoi arrivare all'orgasmo tramite il sesso È una fusione delle polarità negativa e positiva, una fusione così profonda che l'uomo non è più uomo, la donna non è più donna. Essi non sono più due entità, esiste solo un'energia che li avvolge entrambi. Essi si sono fusi in quell'energia.

Può durare un istante, non ha importanza; ma in sé quell'esperienza non ha nulla a che vedere con il sesso

Ιl primo orgasmo sarà inevitabilmente raggiunto tramite il sesso Ε la mia comprensione mi dice che la meditazione si è evoluta partendo dall'esperienza dell'orgasmo.

Coloro che posero le basi della meditazione, in particolare Shiva, erano conosciuti anche come grandi amanti. Shiva nel suo "Vigyana Bhairava Tantra" ha descritto, con formule scientifiche, centododici metodi di meditazione: ogni meditazione è racchiusa in un aforisma. Quei centododici sutra sono come semi. In essi Shiva ha condensato tutto ciò che si riferisce al metodo.

Forse Shiva fu il primo uomo a scoprire la meditazione. Ε si può dedurre, in maniera estremamente scientifica, che chiunque abbia sperimentato l'orgasmo, se è provvisto di un briciolo di intelligenza, si è accorto che si tratta di un'esperienza non sessuale, anche se vi si arriva tramite il sesso

Questo serve a farci intuire che possono esserci altre vie per arrivarci, utilizzando strumenti non sessuali; visto che in sé quell'esperienza non è sessuale, è ovvio che il sesso non sia la sola strada per arrivarci.

Se si sperimenta l'orgasmo, non occorre molta intelligenza per capirlo: diventa evidente. Forse la sessualità crea lο sfondo in cui accade. Ma l'esperienza dell'orgasmo non vi offre nessun richiamo sessuale: è pura spiritualità.

Chiunque l'abbia sperimentato, deve aver concluso che devono esserci altre vie per arrivarci, visto che il sesso non è necessariamente un elemento portante. Per cui, quelle persone devono aver osservato come accade. Ε le cose sono diventate evidenti: nell'istante dell'orgasmo, il tempo si arresta, ti scordi del tempo. La tua mente si arresta, non pensi più. Esiste una profonda quiete e un'intensa consapevolezza.

Non sei addormentato Non sei caduto in un sonno ipnotico. Tutto è chiaro. La mente non funziona come al solito: il processo del pensiero si è arrestato. Non esiste più la sensazione del tempo; sembra esservi un'assenza di tempo.

In seguito penserai che è durato solo pochi secondi, ma questo lο penserai solo dopo: nell'esperienza, sembra un'eternità. Ε sei pienamente consapevole, come mai lo sei stato: sei consapevole come mai prima, sei sveglio!

Qualsiasi osservatore, vivendo questa esperienza, penserà: "Se si riesce ad attivare questi elementi - consapevolezza, assenza di pensiero, assenza di tempo - si arriverà a una condizione orgasmica, evitando la sessualità".

Ε io ho capito questo: è così che l'uomo deve aver scoperto la meditazione, la prima volta; perché altrimenti, non essendo la meditazione qualcosa di biologico ο di naturale, non si potrebbe semplicemente arrivare a scoprirla col tempo. Tuttavia la biologia ti ha fornito un'esperienza; se cerchi di capirla, inevitabilmente cercherai altri metodi per realizzarla. Sai che ti è accaduta; hai sperimentato l'assenza di pensiero, di tempo, e la presenza di una consapevolezza totale; per cui è una cosa possibile.

Non vai più a tentoni nel buio, non si tratta di teorie ο ipotesi: sai che è una cosa possibile. Ne sei venuto a conoscenza attraverso la via biologica. Ora, se quei tre elementi possono essere conservati senza l'elemento sessuale, l'orgasmo avviene di nuovo.

La differenza è questa: l'orgasmo sessuale è assolutamente momentaneo. Sebbene sembri eterno, mentre si verifica, non lo è: quella sensazione è prodotta dalla sua intensità. Viceversa, tramite la meditazione può essere lungo quanto si vuole, in quanto la meditazione non dipende da un'altra persona, sia essa uomo ο donna, ο da una particolare sintonia tra le due menti, ο da un ritmo tra le due energie. L'orgasmo sessuale dipende da molte cose, e in particolare dalla presenza dell'altra persona.

La meditazione è indipendente dall'altro; occorri solo tu per creare la situazione. Se ne deduce che devi partire dalla consapevolezza, perché non conosci altro modo per arrestare i pensieri. Non hai il potere di fermare i pensieri ο di arrestare il tempo Rimane, quindi, una sola cosa: la consapevolezza. Cioè, tu puoi essere più consapevole, ο lο puoi essere meno.

Lo sai. Se all'improvviso questa casa si incendiasse, saresti più all'erta. Tu sai che la tua consapevolezza ha alti e bassi. In certi momenti sei più consapevole, in altri lo sei meno. Per cui è possibile creare situazioni in cui si è più coscienti.

Ecco perché la consapevolezza diventò il fondamento della meditazione. Ε con la consapevolezza avrai una sorpresa: più diventi consapevole, più i pensieri scompaiono. Quando sei pienamente consapevole, non ci sono più pensieri, e all'improvviso il tempo si arresta. Ιl tempo può esistere in te, solo grazie al movimento dei pensieri.

Di fatto, il tempo può essere misurato solo tramite il movimento. Ad esempio, come misuri lo scorrere del tempo su un orologio? Grazie al movimento delle lancette; altrimenti sarebbe impossibile.

Se ogni cosa è immobile, ti sarebbe impossibile pensare all'esistenza di qualcosa come il tempo. Ma sai che è passata un'auto, un treno, e tra questi movimenti esiste un intervallo.. quell'intervallo presuppone il tempo Ad un certo punto senti il rumore di un aereo... questo è movimento, questo ti fa scoprire il movimento intorno a te.

Dentro di te esiste solo un movimento, quello dei pensieri. Quando il pensiero si arresta, all'improvviso il tempo scompare: non esiste più un movimento che permetta di misurarlo. Ecco perché, se nella notte sogni molto, al mattino penserai che sia stata una notte molto, molto lunga: la causa sta nel movimento avvenuto in te. Viceversa, se non hai sognato affatto, avrai solo la sensazione di esserti semplicemente addormentato, e subito dopo di esserti svegliato. La notte è trascorsa in un lampo.

Quando sei ansioso, infelice, quando soffri, il tempo passa lentamente, a causa del tuo soffrire. Vorresti che tutto passasse velocemente, ma a causa della tua aspettativa la sofferenza non passa mai, e il tempo scorre lentamente.

Ma quando incontri un amico dopo anni, scopri che le ore sono trascorse senza che te ne accorgessi, e sembra che vi siate incontrati solo poco fa. Quando sei felice, ο quando sei triste, immediatamente influenzi con i tuoi stati d'animo la velocità del tempo. Ma quando non sei né l'una né l'altra cosa, sei semplice silenzio, il tempo non ha possibilità alcuna di muoversi.

Quindi, man mano che si diventa consapevoli, come prima cosa si vedono diminuire i pensieri, e questi alla fine si arrestano. A quel punto si scopre che il tempo è svanito: in questo modo si sarà scoperta la chiave della meditazione elementare. Ε tutti i vari metodi non saranno altro che una diversificazione del primo, combinazioni diverse dello stesso metodo base. Le combinazioni variano, ma fondamentalmente saranno solo consapevolezza e testimonianza.

Ε non sembra esserci altro modo per trovare la meditazione che non sia l'orgasmo, poiché è la sola esperienza che la natura offre che si avvicini alla meditazione. Ε la cosa triste è che milioni di persone non hanno esperienza alcuna dell'orgasmo, poiché tutte le religioni impediscono da sempre di farne esperienza.

È una cosa ridicola, perché se la gente non ha nessuna esperienza dell'orgasmo, la meditazione rimane pura fantasia; oppure qualcosa di accessibile solo a dei giganti: "Ma noi siamo semplici esseri umani, e non possiamo essere più consapevoli. Come potremmo? Facciamo del nostro meglio, ma come fare ad arrestare i pensieri?"

La responsabilità di aver tenuto la gente lontana dalla sfera della meditazione è tutta delle religioni, in quanto sono tutte fermamente nemiche del sesso. Esse hanno impedito alla gente, non di sperimentare il sesso, bensì l'orgasmo, in quanto il sesso è stato avvelenato dal senso di colpa.

Non riuscendo a vietare il sesso, hanno impedito alla gente di giocare con la propria sessualità; hanno impedito alla gente di rispettare il sesso e di viverlo in profondità.

Ιl sesso è diventato un peccato, e questo fa sentire in colpa la gente. L'υοmο ha fretta di concludere il più velocemente possibile, perché non si può peccare a lungo. Sapendo di fare qualcosa di sbagliato, si ha fretta di finire.

Ε se l'uomo ha fretta, non può arrivare a nessun orgasmo; si limiterà ad eiaculare; cosa che dimostrerà come tutti gli insegnanti di religione avessero avuto ragione: stai sprecando la tua energia. In quel caso, infatti, l'uomo avrà la sensazione di non aver ottenuto nulla: è stato uno spreco, oltretutto stancante.

Il giorno dopo forse avrà il mal di testa, si sentirà intontito, privo di vivacità. Penserà che forse i preti hanno ragione, e sentirà di essere stato già punito.

È una cosa stranissima: i preti hanno creato l'idea della colpa, e questo senso di colpa riesce a dimostrarti che stai facendo qualcosa di sbagliato.

La donna è rimasta immobile, facendo all'amore, in quanto le è stato detto che goderne, ο giocare, ο anche solo muoversi, non è una cosa da signora, lο fanno solo le prostitute. Le signore stanno semplicemente sdraiate, come dei cadaveri, pensando: "Lasciamo che faccia ciò che vuole e che finisca al più presto possibile", e si comportano così perché il fare all'amore non dà loro nulla di nulla.

Per lo meno l'uomo troverà un sollievo all'energia che lο stava appesantendo, ma la donna non ottiene neppure quel sollievo. Per cui è naturale che le donne siano più contrarie al sesso degli uomini. E ogni donna, in cuor suo, pensa che gli uomini siano solo degli animali: desiderano solo il sesso.

Queste sono conseguenze di tutti gli insegnamenti religiosi. In questo modo, anche se non si è riusciti a vietare il sesso... altrimenti l'umanità sarebbe già scomparsa - si è vietato l'orgasmo: alla procreazione non è necessario! In questo modo la biologia non ha posto problemi: è rimasta, privata dell'orgasmo.

L'orgasmo non era un elemento necessario alla riproduzione, era un elemento capace di aprire una finestra su un'evoluzione superiore della consapevolezza.

Ma quegli idioti di leader religiosi e di preti hanno sbarrato quella finestra. Hanno sempre spronato le persone a meditare; ma quando queste fallivano, quando non riuscivano a raggiungere la sfera della meditazione, i preti dicevano loro: "Peccatori! Come potreste? Prima di tutto dovete essere celibi, digiunare, mortificarvi". Tutte cose che impediscono di vivere un'esperienza orgasmica, la sola via naturale a una prima intuizione di cosa sia la meditazione.

A questo punto siete in grado di capire la difficoltà in cui mi trovo. Se dico alla gente: "Ι vostri preti vi hanno impedito di diventare religiosi", nessuno riuscirà a capire cosa dico. Ma ciò che dico ha prove assolutamente scientifiche.

Deve esistere qualcosa nella natura dell'essere umano che apra una finestra verso un'evoluzione superiore; altrimenti, come lο si potrebbe convincere che esistono esperienze più elevate? Come ci arrivò il primo uomo? Perché si mise a meditare, e come scoprì la via alla meditazione?

Qualcuno, in un passato lontano, deve aver trovato delle analogie nella sua natura, e deve aver visto che, sebbene ci arrivasse grazie al sesso, si raggiungeva un punto in cui il sesso non c'entrava affatto: il sesso si limitava ad aprire una porta su una realtà nuova. Ε quella porta poteva essere aperta senza il sesso, in maniera di gran lunga più semplice, senza dipendere da altri.

Ιl fatto che il sesso sia diventato un tabù, che sia stato vietato, rifiutato, criticato, è una sfortuna tra le più grandi che abbiano colpito l'umanità. Non si è riusciti a impedirlo, ma di certo si è ottenuto il risultato di avvelenare la crescita spirituale dell'uomo.

Per concludere: non è solo l'orgasmo che esperimenti in meditazione a essere non sessuale, lo è anche quello sperimentato tramite il sesso L'orgasmo è di per sé un'esperienza non sessuale.

La via naturale, la via più facile, la prima è arrivarci tramite il sesso, ed è una cosa più che buona. Segue le intenzioni della natura. A quel punto arrivi a capire che quell'esperienza è alla tua portata: allora ci puoi giocare, e puoi trovare diverse vie per raggiungerla. Tutte quelle vie sono diventate meditazioni. Ε non ti impediscono certo di utilizzare la via sessuale, perché è stato proprio il sesso a darti la prima esperienza orgasmica, a darti la prima intuizione di cosa sia l'illuminazione, ti ha allontanato dalla biologia e dalla natura.

Per questo si deve essere riconoscenti alla propria sessualità. Ιl problema di sentirsi in colpa non dovrebbe neppure esistere.

Se le religioni avessero insegnato alla gente a essere riconoscente nei confronti della sessualità, avremmo prodotto un tipo di essere umano tοtalmente diverso: non la creatura infelice e sofferente che si vede oggi in tutto il mondo.

Avremmo prodotto persone veramente allegre ed estatiche; la gente avrebbe scordato completamente l'infelicità, la sofferenza e l'angoscia, in cui oggi sta vivendo.

 

 

Tratto da: 'Light οn the Path"

31 gennaio 1987, mattino. Katmandu, Nepal.

Da: http://gianobifronte.it/1_AUTORI/1d_osho/e_1_28_la_donna_una_nuova_visione.htm

 

 

 

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