in quiete
Il Sito di Gianfranco Bertagni

 

"La conoscenza di Dio non si può ottenere cercandola; tuttavia solo coloro che la cercano la trovano"
(Bayazid al-Bistami)

"Chi non cerca è addormentato, chi cerca è un accattone"
(Yun Men)

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Il Denaro (Osho)


 

"Il denaro non è ciò che appare, ha radici molto profonde. Il denaro non è una semplice realtà esteriore, ha a che fare con la tua mentalità e con il tuo atteggiamento interiore. Il denaro è il tuo amore per le cose, la tua fuga dalla gente, la tua sicurezza contro la morte; il denaro è il tuo sforzo di controllare la vita... è mille e una cosa. No, il denaro non si manifesta solo nelle semplici banconote, è il tuo amore per le cose."          Osho

 

 

1997 by News Services Corporation

Via XX Settembre 12 - 28041 Arono (No)

Tutti i diritti riservati

© 1987 per i testi di Osho:

Osho International Foundotion

Bahnhofstrasse 52 - CH 8001 Zurigo, Svizzera

© 1990 Photocopyright:

Osho Commune International

17, Koregaon Park- Pone 411001, India

 

Redazione:                    Swami Anand Videha

Revisione:                     Ma Prem Sharda

Grophic Design:            Swami Veetchitta

Grafica di copertina:    Ma Nishavdo

Impaginazione:             il Lotus, Ispra (Va)

Tipografia:                   AGV, Torino

 

Printed in Italy

 

 

 

                        INDICE

 

 

premessa di osho - presenti eppure assenti

 

nota biografica

 

il denaro è il tuo amore per le cose

 

il denaro è potere

 

il denaro non è un problema

 


 

PREMESSA DI OSHO

PRESENTI EPPURE ASSENTI

 

 

 

Senza contare i tuoi discorsi, venti minuti di meditazione al giorno sono sufficienti perché io mi incammini sul sentiero e giunga all'esperienza di verità, bene e bellezza che tu ci stai indicando con le tue parole?

 

In primo luogo, non ti è permesso non contare i discorsi, in quanto le tue meditazioni non possono avvenire senza di essi: i discorsi sono le fondamenta della tua meditazione.

Io sono pazzo, ma non pazzo al punto da continuare a parlare per quattro ore al giorno, se questo non ti aiutasse a meditare! Pensi forse che io cerchi di distrarti dalla meditazione?

E poi, sei veramente avaro... non avrei mai pensato che tu fossi così avaro da meditare solo venti minuti in ventiquattro ore... neppure ventiquattro minuti!

Hai mancato completamente il mio presupposto fondamentale. lo non voglio che tu pensi alla meditazione in un ambito limitato: voglio che la meditazione diventi la tua stessa vita.

In passato, questo è stato uno degli errori più comuni: si medita venti minuti, oppure si medita tre volte al giorno, oppure si medita cinque volte al giorno, a seconda delle diverse religioni, ma in ogni caso l'idea di fondo è che ogni giorno si dovrebbero dedicare alcuni minuti alla meditazione. E cosa farai nel tempo che resta? In quei venti minuti conseguirai quello che potrai... cosa farai nelle restanti ventitré ore e quaranta minuti? Qualcosa di anti-meditativo; e ovviamente i tuoi venti minuti di sforzo verranno annullati. I nemici sono troppo forti. e tu dai una quantità enorme di energia e di attenzione ai tuoi nemici, mentre dedichi alla meditazione solo venti minuti. No, in passato la meditazione non è riuscita a dar vita ad alcuna ribellione nel mondo, proprio a causa di questo errore.

Visto che ragioni in modo distorto, voglio che guardi la meditazione da un punto di vista totalmente diverso. Puoi imparare a meditare per venti o quaranta minuti l'apprendimento è una cosa - ma poi devi portare con te, per tutto il giorno, ogni giorno, ciò che hai imparato. La meditazione deve diventare simile al battito del tuo cuore.

Non mi puoi dire: “Non è sufficiente respirare venti minuti al giorno?" Non arriveresti mai al giorno dopo!

Perfino mentre dormi, continui a respirare: la natura non ha lasciato nelle tue mani le funzioni essenziali del corpo e della vita: non si è fidata di te, perché se la respirazione fosse nelle tue mani, inizieresti a pensare quanto respirare, oppure a discutere se è giusto respirare mentre dormi. Sembra un po' strano fare due cose nello stesso tempo: dormire e respirare; respirare sembra una sorta di disturbo, durante il sonno. Ma in questo caso, il tuo sonno sarà eterno!

Il battito del cuore, la circolazione del sangue, non dipendono dal tuo controllo; la natura ha tenuto nelle sue mani tutto ciò che è essenziale. Tu non sei affidabile; puoi dimenticartene, e in quel caso non ci sarebbe neppure il tempo di dire: "Mi spiace, mi sono dimenticato di respirare. Dammi un'altra opportunità!" Neppure quel minimo di errore è possibile. non esiste una seconda opportunità.

Ma la meditazione non fa parte della tua biologia, della tua fisiologia, della tua chimica; non appartiene al normale flusso vitale. Se vuoi restare un comune essere umano per tutta l'eternità, puoi restare nello stato in cui ti trovi. Così come sei, la natura ha raggiunto un punto dell'evoluzione in cui non occorre altro: sei perfettamente in grado di procreare, e questo è sufficiente. Tu morirai, e i tuoi figli, a loro volta, perpetueranno la specie, continueranno a fare le stesse idiozie che stai facendo tu. Qualcuno entrerà a far parte di una congregazione, si affilierà a una chiesa; qualche altro idiota terrà prediche, sermoni, e l'intero gioco continuerà... non c'è nulla di cui preoccuparsi.

La natura è arrivata a un punto oltre il quale, a meno che tu non ti assuma una responsabilità individuale, non puoi crescere. Più di così la natura non può fare, ha fatto a sufficienza: ti ha dato la vita, ti ha dato un'opportunità; ora dipende da te come usarla.

La meditazione è una tua libertà, non una necessità biologica. Puoi imparare, usando ogni giorno un po' di tempo, a rafforzare la tua meditazione, a renderla più salda nel tuo essere, ma poi devi portarne con te la fragranza, per tutto il giorno.

Come prima cosa, fallo quando ti svegli: nel momento del risveglio, afferra immediatamente quel filo di coscienza, e persevera nel restare all'erta, perché quello è il momento più prezioso in cui afferrare il filo della consapevolezza.

Molte volte, durante il giorno, te ne dimenticherai: ma nel momento in cui te ne ricordi, inizia immediatamente a stare all'erta. E non pentirti mai, perché sarebbe pura e semplice perdita di tempo. Non pentirti mai, non dire mai: "Mio Dio, me ne sono scordato di nuovo!"

Nei miei insegnamenti non c'è spazio alcuno per il pentimento. Qualsiasi cosa sia accaduta, è finita, ora non è più necessario perdervi un solo attimo di tempo... torna ad afferrare il filo della consapevolezza. Pian piano, sarai in grado di stare sveglio e all'erta per l'intero arco della giornata. Sarà una corrente sotterranea che accompagna ogni tua azione, ogni tuo gesto, tutto ciò che farai o che non farai. Qualcosa di sotterraneo continuerà a scorrere.

Anche quando vai a dormire, abbandona quel filo solo all'ultimo momento, quando non puoi fare più nulla, perché stai cadendo nel sonno: l'ultima cosa che fai prima di addormentarti, sarà sempre la prima cosa che affiorerà in te, quando risvegli: provaci. Basterà un qualsiasi esperimento per verificarlo.

Mentre ti stai addormentando, prova a ripetere il tuo nome; sei già mezzo addormentato, ma persisti, ripeti il tuo nome. Pian piano ti dimenticherai di ripeterlo perché il sonno ti sopraffà, e tu perderai il filo della coscienza. Lo perdi solo perché sei addormentato, ma al di sotto del sonno, persiste; ecco perché, al mattino, quando ti svegli e ti guardi intorno. la prima cosa che ricorderai sarà il tuo nome. Stupirai: come mai? Cos'è successo? Hai dormito otto ore, ma è rimasta una costante e continua corrente sotterranea.

Man mano che le cose diventeranno più profonde e più chiare, perfino nel sonno potrai ricordarti che stai dormendo. Il sonno diventerà qualcosa di fisiologico. mentre il tuo spirito, il tuo essere, diventeranno una fiamma di consapevolezza, separata da esso. Questa nuova situazione non disturberà affatto il tuo sonno, semplicemente lo renderà più leggero. Non sarà più il sonno di un tempo, quando la tua casa poteva bruciare, ma tu non ti svegliavi, tanto eri inconsapevole: quello era praticamente uno stato di coma.

Il tuo sonno diventerà sottile, uno strato leggerissimo, e il tuo essere rimarrà sveglio. Così come è rimasto all'erta per l'intera giornata, lo sarà ancor di più nella notte, e finalmente, poiché sarai immerso nel più profondo silenzio, nel più intimo rilassamento. Di notte, tutto il turbinare frenetico del mondo si acquieta.

Patanjali, il primo uomo al mondo che ne ha scritto, dice che la meditazione è un sonno senza sogni, con un'unica differenza: nel sonno senza sogni non sei consapevole, nel samadhi, nello stato di meditazione supremo, esiste questa piccolissima differenza: sei consapevole.

Certo, puoi continuare a imparare, a rinvigorirti con venti minuti al giorno, dando così più energia e più radici alla tua meditazione, ma non accontentarti, non pensare che basti... è così che l'intera umanità ha fallito. Sebbene l'intero genere umano ci abbia provato, in un modo o nell'altro, pochissime sono le persone che hanno avuto successo, al punto che la maggioranza, col tempo, ha abbandonato ogni tentativo, perché ogni possibilità di successo sembra essere del tutto remota. Ma il motivo è semplicemente questo: venti minuti, o dieci minuti al giorno, non serviranno a nulla.

Posso capire che tu abbia molte cose da fare, per cui trova il tempo per impratichirti nella tecnica. Ma quel tempo non è meditazione, serve solo a rinfrescarti. Poi, di nuovo, dovrai lavorare, guadagnarti da vivere, fare il tuo lavoro e mille altre cose... in tutto questo, resta semplicemente attento, osserva se quello spazio di meditazione permane dentro di te, oppure è scomparso.

Allora questa continuità diventa come una ghirlanda di luce che ti accompagna nell'arco delle ventiquattro ore. E solo allora sarai in grado di sperimentare la verità, il bene, la bellezza, non prima.

 

Un leone stava gironzolando per la foresta, deciso a stabilire chi era il più forte tra gli animali. Sul suo cammino incontrò un ippopotamo e gli chiese: "Chi è il re della foresta?"

Senza esitazione alcuna l'ippopotamo rispose: "Sei tu!"

Il secondo incontro fu una giraffa: “Chi è il re della foresta?" le chiese.

"Sei tu," rispose la giraffa.

Fu poi la volta di un elefante. Il leone diede al possente animale una sonora botta su un ginocchio e poi gli chiese: "E dimmi, chi è il re della foresta?"

L'elefante lo afferrò con la proboscide, lo sollevò da terra e senza degnarlo di uno sguardo lo scaraventò contro gli alberi.

Mentre scivolava a terra, tutto ammaccato, il leone borbottò: "Non è il caso di imbestialirsi così, solo perché non conosci la risposta giusta!"

 

Sfortunatamente, io conosco la risposta giusta, ma non darò in escandescenze... di certo ti dirò dove sbagli e quando sei sul sentiero giusto.

Quindi, come prima cosa, stare seduto con me ai miei discorsi non è che un modo per creare in te uno spazio sempre più ampio di meditazione. Io non parlo per insegnarti qualcosa, io parlo per creare in te qualcosa. Queste non sono conferenze: si tratta di semplici espedienti per aiutarti a diventare silenzioso, perché se ti venisse detto di diventare silenzioso senza fare alcuno sforzo, ti sarebbe oltremodo difficile.

È ciò che i Maestri Zen hanno sempre ripetuto ai loro discepoli: "Siate in silenzio, ma non fate alcuno sforzo." In questo modo si mette la persona in una situazione estremamente difficile: non fare alcuno sforzo ed essere in silenzio... se fa uno sforzo, sbaglia, ed è impossibile essere in silenzio senza fare alcuno sforzo. Se fosse stato possibile essere in silenzio senza fare alcuno sforzo, non sarebbe stato necessario l'aiuto di un Maestro, non sarebbe stato necessario insegnare la meditazione. La gente sarebbe diventata silenziosa senza sforzo alcuno.

Ho analizzato a fondo gli sforzi dello Zen: dall'epoca di Bodhidharma essi hanno lavorato per quattordici secoli. È uno dei gruppi più numerosi al mondo a essersi dedicato totalmente a una sola cosa, e cioè alla meditazione. In nessun'altra parte del mondo esiste un esperimento simile, protratto senza alcuna interruzione per così tanto tempo. Tuttavia, i Maestri Zen non sono molti.

Certo, esistono più Maestri nella corrente dello Zen che non in qualsiasi altra corrente spirituale del mondo, eppure sono comunque pochi, se paragonati alla gente che si è impegnata in questa ricerca. Ho cercato di individuare quale fosse l'errore di fondo, e ho scoperto che era questo: quei Maestri Zen dicevano ai loro discepoli la cosa giusta, ma nel modo sbagliato. Io vi sto rendendo consapevoli dei silenzi, senza che voi dobbiate fare alcuno sforzo. Per la prima volta nella storia, il mio parlare viene usato quale strategia per creare silenzio dentro di voi.

Questo non è un insegnamento, non è una dottrina, non è una professione di fede; ecco perché posso dire qualsiasi cosa: io sono la persona più libera che sia mai esistita, perciò che riguarda la libertà di espressione. Posso contraddirmi nell'arco dello stesso discorso centinaia di volte, poiché non si tratta di una conferenza, quindi non deve affatto avere una coerenza logica. Ciò che sto facendo è una cosa del tutto diversa, e ci vorrà tempo perché il mondo riconosca l'incredibile esperimento da me tentato.

In un istante, quando io divento silenzioso, anche voi lo diventate... ciò che resta è solo un'attesa allo stato puro. Voi non state facendo alcuno sforzo, né lo sto facendo io... a me piace parlare, non è uno sforzo. E mi piace vedervi in silenzio, mi piace vedervi ridere, mi piace vedervi danzare. Ma in tutte quelle attività, l'elemento fondamentale resta la meditazione.

Eccovi una barzelletta... del tutto fuori contesto!

 

Hymie e Becky Goldberg si trovano in vacanza in California col loro figliolo di quattordici anni, Herschel.

Herschel sta facendo jogging sulla spiaggia quando vede un uomo che sta annegando, poco distante dalla riva. Agguanta il suo surf, e corre in aiuto del poveretto: con sua sorpresa constata che si tratta nientedimeno che di Ronald Reagan.

Il presidente si siede sulla sabbia, e quando finalmente riesce a prendere fiato, dice: "Giovanotto, il tuo è stato un gesto eroico. Nella situazione critica in cui si trova il nostro Paese, con la crisi del Medio Oriente che incombe, il mondo di certo non può fare a meno di me... dimmi, figliolo, c'è qualcosa che io possa fare, quale segno di gratitudine?"

Herschel ci pensa su qualche minuto, poi dice: "Una cosa ci sarebbe!"

"Non hai che da dirla," lo incalza Ronald Reagan.

Ebbene, vorrei essere seppellito qui, in California, nel paradiso del surf, con il mio amato surf!”

La richiesta sorprende Reagan: “Non capisco,” commenta, “mi sembri in perfetta salute.”

“Certo,” replica Herschel, “ma quando mio padre, Hymie Goldberg scoprirà a chi ho salvato la vita, mi ucciderà!”

 

Tratto da: Satyaw, Shivam, Sundram

pagina 332

 

 

Nota. Il testo che segue la Nota Biografica è raccolto su un’audiocassetta, non in vendita, se non è accompagnata da questo libretto.


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NOTA BIOGRAFICA

 

 

Osho (1931-1990) è un Maestro del pensiero che ha dedicato la vita allo studio dell'uomo e della sua struttura caratteriale, delle identificazioni e dei condizionamenti sociali e religiosi, del programma biologico implicito nella natura umana. Ha quindi delineato un processo di coscienza capace di aprire alla vita coloro che si sentono troppo stretti in quegli abiti ideologici e tradizionali da cui pare impossibile uscire, essendo consolidati nella psiche e istituzionalizzati nelle strutture sociali e di relazione in cui viviamo.

Sperimentando su di sé le sue intuizioni, Osho visse, all'età di 21 anni, la realizzazione esistenziale che l'Oriente conosce come "illuminazione" e che può essere descritta come "l'erompere dell'individuo fuori da ogni mappa mentale nel libero territorio della realtà della vita".

Riconosciuto negli anni con sempre maggior lucidità come "Maestro di Realtà", intorno a Osho si è andato creando un prezioso laboratorio di crescita che ha preso la forma di una Multiuniversità dell'Essere e di un "Club Med" (inteso come "Meditazione"), a Pune, in India, in cui ancor oggi si lavora e dove è possibile risiedere per periodi più o meno lunghi, per sperimentare strumenti vitali indispensabili a una vera realizzazione del proprio "potenziale umano".


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Il Denaro è il Tuo Amore per le Cose

 

 

Il denaro non è ciò che appare. Il denaro è un fenomeno con radici molto profonde. Il denaro non è una semplice realtà esteriore che si manifesta in banconote, ha a che fare con la tua mentalità e con il tuo atteggiamento interiore.

Il denaro è il tuo amore per le cose, il denaro è la tua fuga dalle persone, il denaro è la tua sicurezza contro la morte, il denaro è il tuo sforzo di controllare la vita, il denaro rappresenta mille e una cosa. Il denaro non si manifesta solo nelle banconote, altrimenti le cose sarebbero molto facili.

Il denaro rappresenta il tuo amore - amore per le cose, non per le persone. L'amore per le cose è più rilassante, perché le cose sono morte, puoi possederle con estrema facilità. Puoi possedere una grande casa, un palazzo - ti è facile possedere il palazzo più lussuoso - ma non puoi possedere nemmeno il bambino più piccolo; perfino quel bambino si oppone, anche quel bambino lotta per la sua libertà. Un bambino piccolo, per quanto piccolo, è pericoloso per l'uomo che vuole possederlo. Si ribellerà, diventerà un ribelle, ma non permetterà a nessuno di possederlo.

Coloro che non riescono ad amare le persone, cominciano ad amare il denaro, perché il denaro è un mezzo per possedere le cose. Più denaro hai, più cose puoi possedere; e più oggetti riesci ad avere, più sei in grado di dimenticare le persone.

Possiederai molte cose, ma non proverai alcuna soddisfazione, perché solo amando una persona raggiungi una profonda contentezza. Il denaro non si ribellerà, ma non può nemmeno corrisponderti, questo è il problema. Ecco perché gli avari diventano molto brutti. Nessuno ha mai corrisposto il loro amore.

Come puoi essere bello, se l'amore non si posa su di te? Se l'amore non diffonde in te la sua fragranza come un fiore, come puoi essere bello? Diventi brutto. Chiuso. Un uomo che possiede denaro, o cerca di possederne, è avaro, e avrà sempre paura degli individui e della gente, perché se permette loro di avvicinarsi, essi potrebbero condividere i suoi averi.

Se accetti la vicinanza di qualcuno, devi permettere anche qualche condivisione. La gente che ama gli oggetti diventa simile a un oggetto spento, chiuso. In loro non vibra nulla, niente danza né canta in loro, i loro cuori non battono più, vivono una vita meccanica. Si trascinano stancamente, appesantiti, appesantiti da molti oggetti, ma non hanno nessuna libertà, perché solo l'amore può darti libertà; ma l'amore può darti libertà solo se tu dai libertà all'amore.

La gente che ha paura di amare, diventa possessiva rispetto al denaro. La gente che ama, diventa non-possessiva, non dà molta importanza al denaro. Se ce n'è, benissimo, lo si può adoperare; se non ce n'è, va bene lo stesso, perché l'amore è un regno così vasto, che nessuna somma potrà mai acquistarlo.

L'amore è un appagamento profondo: puoi essere un mendicante in mezzo alla strada e tuttavia, se hai l'amore nel cuore, puoi cantare. Se hai amato e sei stato amato, l'amore ti incorona, fa di te un re. Il denaro non fa altro che abbruttirti.

Io non sono contro il denaro. Non sto dicendo: "Vai e buttalo via", perché quello è un altro estremo. Anche quello è l'ultimo passo di una mente avara. Un uomo che ha sofferto troppo a causa del denaro, che si è aggrappato ai soldi, senza riuscire ad amare nessuno, né ad aprirsi agli altri, alla fine diventa così frustrato che getta via tutti i suoi soldi, rinuncia a tutto e va sull'Himalaya, entra in un monastero tibetano e diventa un lama.

Quest'uomo non ha compreso.

Se capisci, il denaro può essere usato, ma coloro che non capiscono, o sono avari e non riescono ad usare il denaro, oppure rinunciano ai soldi, perché anche con la rinuncia salvano la stessa vecchia mente. Ora non ci sono più problemi su come usarlo: rinunci a tutto e scappi. Ma non sono in grado di usarlo, hanno paura di usarlo.

Sono in grado di rinunciare, ricordati di questo. Ho visto avari rinunciare completamente a tutto. L'uomo che fondò l'università di Sagar, in India... io studiavo lì. Quest'uomo era un tipo più unico che raro, si chiamava Dr. Hari Singh Gaur. Non, ho mai incontrato un avaro più avaro di lui, né ho mai incontrato qualcuno che abbia rinunciato così tanto.

In entrambe le situazioni era perfetto. Per tutta la vita non ha mai dato un solo paisa a nessuno, nessun mendicante ha mai ricevuto qualcosa dalla sua villa. Se nella sua città, Sagar, si veniva a sapere che qualche mendicante voleva andare a elemosinare nella casa di Hari Singh, tutti scoppiavano a ridere, dicendo: "Sembra nuovo del posto."

Nessuno ha mai ricevuto niente. Non donò mai una singola rupia per alcuna causa umanitaria, o di altro genere. Non donò mai un singolo paisa per il Movimento Nazionale di Liberazione Indiano - no, non era nel suo stile. Era un perfetto avaro, ed era uno dei più grandi avvocati del mondo. Aveva tre uffici, uno in India, uno in Cina e uno in Inghilterra, ed esercitava per quattro mesi in Inghilterra, per quattro mesi in India, e per quattro mesi in Cina. Era uno dei migliori avvocati del mondo.

Aveva accumulato un'enorme fortuna, e alla fine donò tutti i suoi averi. L'intera università di Sagar è stata creata con la donazione di una persona sola. È una delle università più belle. Ma quando si decise a donare, donò tutto ciò che aveva.

Vi sorprenderà sapere che donò proprio tutto, e non lasciò un solo paisa ai propri figli. Ora essi si sono rivolti ai tribunali, non hanno niente, sono mendicanti per la strada. L'avaro rimane avaro fino alla fine, anche quando rinuncia. Non è riuscito a dare ai suoi figli un solo paisa, eppure ha potuto rinunciare a ogni cosa.

Prima ti metti ad accumulare soldi come un pazzo, poi un giorno capisci che hai sprecato tutta la tua vita. Quando lo capisci, cominci ad aver paura, eppure la vecchia abitudine persiste. Puoi dare via tutto, dimenticartene e scappare, ma non sei in grado di condividere con gli altri.

Se un uomo di comprensione ha denaro, lo condivide con gli altri, perché il denaro non è funzionale a se stesso, ma alla vita. Egli lo può gettare al vento, se sente che la vita lo richiede, che l'amore lo richiede, ma non si tratta di una rinuncia: anche in questo caso, lo sta usando. L'amore è la sua meta; il denaro non è mai lo scopo, è il mezzo.

Per la gente che rincorre il denaro, i soldi sono lo scopo, l'amore diventa un semplice mezzo. Perfino le loro preghiere sono funzionali al denaro; perfino la preghiera diventa un mezzo per far soldi.

Il denaro è un fenomeno molto complesso. Perché tanta gente ne è così attratta? E perché così tante persone? Il denaro ha un fascino particolare, un fascino magnetico. Il denaro nasconde in sé un fascino ipnotico, e il suo fascino è la possibilità di possederlo in modo assoluto. Il denaro è molto docile, diventa uno schiavo; e l'ego si sente molto soddisfatto.

L'amore non è docile, l'amore è un ribelle. Non puoi possedere l'amore. Puoi possedere una donna, puoi possedere un uomo, ma non potrai mai possedere l'amore. Se possiedi una donna, quella donna diventa denaro, un oggetto; se possiedi un uomo, l'uomo è diventato denaro, un oggetto, uno strumento.

Un uomo è un uomo, e una donna è una donna, solo quando sono fini in se stessi, non mezzi per raggiungere altri scopi. Il denaro è il mezzo, ed essere ossessionati dai mezzi è la più grande follia che possa capitare a un uomo, e la più grande disgrazia.

Il denaro non dovrebbe diventare una meta, e con questo non intendo dire che dovreste rinunciarvi e darvi all'accattonaggio - usatelo, è un ottimo strumento. Io non sono contrario al denaro, non ho niente da dire a suo sfavore.

Sto parlando di te e della tua possessività, non del denaro. Il denaro può essere meraviglioso - se non viene posseduto, se non ne sei ossessionato, può essere stupendo. Il denaro è simile al sangue che circola nel corpo: nel corpo della società circola il denaro, ne è il sangue. Aiuta la società ad arricchirsi, a essere viva - ma assomiglia al sangue.

Avrete sentito parlare di malattie in cui il sangue si ferma e non può più circolare, si formano grumi di sangue e diventano ostacoli, per cui il sangue non può più circolare nel corpo. In questo caso rimani paralizzato, e se i grumi si formano nel cuore, muori.

Se il denaro circola, passa da una mano all'altra, continua a circolare: più scorre, meglio è, in questo caso il sangue circola a perfezione, e la vita è salute. Ma quando compare un avaro, si genera un grumo; in un punto del percorso, qualcuno sta accumulando, non spartisce, e questo genera un grumo nella circolazione sanguigna.

Quell'uomo è d'intralcio, egli stesso non è vivo e, a causa del suo ostruzionismo, non permette ad altri di vivere. Il denaro ha smesso di circolare. Il sangue che circola è vita, il sangue rappreso, fermo, è morte. Il denaro che circola è vita, il denaro rappreso, fermo, è morte.

Io sono favorevole a una società in cui il denaro circola velocemente, nessuno vi si aggrappa, tutti lo usano, e ricordate la legge fondamentale del denaro: più lo si usa, più acquista valore. Per esempio, noi siamo seduti qui: se voi tutti avete in tasca cento rupie... se dieci persone hanno in tasca cento rupie, e le tengono per sé, queste dieci persone hanno solo mille rupie morte. Ma quando queste rupie entrano in circolazione, se fanno due giri, diecimila sono diventate ventimila, se fanno tre giri diventano trentamila; e se fanno quattro giri... più circolano, più denaro c'è, perché quando cento rupie sono proprietà di un solo uomo, queste cento rupie sono morte. Se egli le usa e le passa a qualcun altro, esse torneranno a lui, perché anche gli altri le stanno usando; ora lui possiede duecento rupie, e poi trecento, quattrocento, cinquecento... più le usi, più il denaro passa dall'uno all'altro, più circola, maggiore è la ricchezza della società.

L'America è ricchissima, perché l'America è il Paese meno avaro del mondo. Il denaro circola velocemente; ognuno usa tutti i soldi che possiede, e perfino il denaro che guadagnerà in futuro, anche quello viene usato. È inevitabile che il Paese diventi ricco.

Ed è inevitabile che un Paese come l'India rimanga povero: la gente si aggrappa al denaro. Se ti aggrappi al denaro, il Paese resterà povero. Quando nessuno lo usa, il denaro diventa simile a grumi nel sangue. In India esistono due tipi di persone: gli avari e coloro che rinunciano. Entrambi questi personaggi sono anormali, nevrotici, malati.

Si dovrebbe avere denaro, guadagnare denaro, produrre denaro - e usarlo. Si dovrebbe guadagnare soldi, solo per usarli, e usarli solo per poi averne ancora; diventa un circuito. In questo caso, una persona è allo stesso tempo un avaro e uno che rinuncia. Quando sei contemporaneamente un avaro e uno che rinuncia, non sei né un avaro, né uno che rinuncia: ti limiti a godere qualsiasi cosa il denaro possa darti.

Il denaro può darti molte cose, e allo stesso tempo non può darti molto; se lo usi, scopri quello che il denaro può darti. Il denaro può fornire tutto quanto è esteriore - le cose di questo mondo, e in esse non c'è nulla di male.

Non c'è niente di male nel possedere una casa meravigliosa; non c'è niente di male nel possedere un bellissimo giardino, il denaro te li può dare. Ma il denaro non può darti l'amore, sarebbe aspettarsi troppo dal povero denaro.

Ci si deve aspettare solo ciò che è possibile aspettarsi, non ci si dovrebbe spingere nell'impossibile. Chiedere al povero denaro di darti l'amore - poveri soldi: non lo possono fare. Ma non c'è nulla di sbagliato, non arrabbiarti coi soldi! Non bruciarli, non gettarli via per rifugiarti sull'Himalaya.

Hai chiesto qualcosa che un uomo di comprensione non si sarebbe mai sognato di pretendere - sei solo stato un folle. Il denaro non c'entra.

Un monaco girovago due o tre anni fa, venne a trovarmi: era un acerrimo antagonista del denaro. Non lo avrebbe mai neppure toccato - questa è una nevrosi. Esistono persone che per tutto il giorno non fanno che contare soldi, e anche la notte nelle loro menti continuano a contare.

Il denaro è l'unica cosa che toccano con mani amorose, non sono in grado di toccare nient'altro con tanto amore. Osserva i loro occhi quando guardano le banconote - luccicano. Sono ipnotizzati. Sono persone nevrotiche. Ma esistono anche altri tipi di nevrotici... questo monaco itinerante che venne da me, non avrebbe mai toccato una lira. Dunque gli chiesi: "Deve essere ben difficile per te: come hai fatto ad arrivare fino a Bombay, per venire a trovarmi?"

Mi rispose: "Non ci sono affatto difficoltà." Mi mostrò due uomini, i suoi discepoli: "Loro lo possono toccare, non sono esseri molto evoluti."

Che follia! Loro potevano comprare il biglietto, avere soldi, ma lui diceva: "Io non lo tocco, sono andato al di là."

Ma che senso ha? Non solo usi il denaro, ma usi altre due persone come se fossero le tue tasche. Hai ridotto due persone, due esseri viventi, alla condizione di tasche; hai commesso un assassinio. Che cosa c'era di male a tenerlo nelle tue tasche?

E l'uomo commentò:" Sembra che tu sia favorevole al denaro. Ma cosa può offrirti il denaro? Può il denaro donarti l'amore? Può il denaro darti Dio?"

Ribattei: "Sei uno stupido a chiedere l'amore e Dio a queste povere lire, le tue aspettative sono false. Il denaro non ti ha mai promesso questo, ma tutto ciò che il denaro promette, può dartelo. Non ti ha mai promesso che ti avrebbe dato l'amore. Se te lo aspetti, sei un idiota."

Le persone che si sono aspettate troppo dal denaro, un giorno diventano nemiche del denaro. Allora lo sfuggiranno, allora non lo toccheranno più. Perfino Vinoba chiude gli occhi se gli porti dei soldi, non vorrà vederli. Che assurdità! Che c'è di male nei soldi? Qualcosa dentro di lui sembra conservare ancora la vecchia avarizia, la ferita sembra non essersi ancora rimarginata, altrimenti perché chiudere gli occhi? Che c'è di male in una banconota? È solo un foglio di carta, e queste persone spirituali insistono nel dire che non è altro che carta. Se metti in mano loro un comune foglio di carta, lo toccano, ma quando dai loro una banconota, la gettano via, come fosse uno scorpione o una malattia mortale.

La nevrosi può spostarsi da un estremo all'altro!

Usa i soldi. Il denaro è meraviglioso, preso nei suoi limiti, e questi sono sufficientemente ampi! Per quanto riguarda il mondo, raggiunge distanze remote, ma non aspettarti amore, perché l'amore appartiene alla sfera interiore, all'essere interiore, e non chiedere Dio, perché Dio è trascendentale.

Usa ogni cosa in base alle sue capacità, non in base ai tuoi sogni. Così sarai un uomo sano, ed essere sani vuol dire essere sacri.

Non essere anormale, da nessun punto di vista. Sii normale, ordinario, crea solo una comprensione maggiore, così potrai vedere.

Il denaro può essere usato, dovrebbe essere usato, può darti un mondo meraviglioso. Altrimenti, prima o poi, se sei contro il denaro, creerai un Paese sporco come l'India: tutto è sporco - ma gli indiani pensano di essere grandi spiritualisti. Tutto è diventato brutto, ma essi pensano di essere grandi anime, perché hanno rinunciato. Per questo le cose si trovano in un tale stato di bruttura. Essi pensano che la cosa da farsi sia chiudere gli occhi, e non guardare all'esterno.

Guardare l'esterno va bene, perché l'esterno è una creazione di Dio; ed è bene guardare all'interno, perché all'interno è seduto il Creatore. Entrambi sono perfetti. Gli occhi sono fatti per battere; non si presuppone che stiano sempre aperti, né si prevede che stiano chiusi per sempre. Sono fatti per battere - aprirsi e chiudersi, aprirsi e chiudersi. Questo è il ritmo - fuori e dentro, fuori e dentro.

Guarda all'esterno - lo splendore della creazione; guarda all'interno - lo splendore di Dio. E col tempo vedrai che l'interno e l'esterno si incontrano e si fondono e diventano uno.

  

Tratto da: Tao: discorsi sul Tao-Te-Ching

Discorso numero 6, quinta domanda, vol. 3


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Il Denaro è Potere

 

Il denaro rappresenta il potere, col denaro puoi comprare il potere.

Anche i vostri santi pensano ai soldi - lo chiamano “virtù”. Con la virtù puoi comprare una dimora migliore in paradiso, una macchina più bella, una donna più bella. Qualcuno non è così avido, non è troppo avido: pensa solo ai soldi che girano in questo mondo. Qualcuno è più avido, pensa all'altro mondo. E se pensi alla virtù per raggiungere il paradiso, cos'altro è se non denaro?

Un uomo smette di pensare al denaro solo quando inizia a vivere nel presente. Il denaro è il futuro; il denaro è la sicurezza per il futuro, è una garanzia per il futuro. Se hai un buon conto in banca, il tuo futuro è garantito. Se hai un buon carattere, perfino la vita dopo la morte ti è garantita.

Il mondo intero pensa in funzione ai soldi. Coloro che pensano in termini di potere politico, stanno pensando in funzione dei soldi, perché il denaro non è altro che un simbolo di potere. Ecco perché puoi continuare ad accumulare sempre più soldi, ma il desiderio di averne ancora di più non ti lascia mai - perché la sete di potere è illimitata, non conosce fine.

E la gente ha sete di potere perché in profondità, dentro di sé, è vuota. In un modo o nell'altro vuole colmare quel vuoto con qualcosa -può essere denaro, potere, prestigio, rispettabilità, carattere, virtù. Qualsiasi cosa andrà bene; vuole riempire il proprio vuoto interiore.

Al mondo esistono solo due tipi di persone: coloro che cercano di riempire il proprio vuoto interiore, e gli esseri molto rari e preziosi che cercano di vedere il vuoto interiore. Coloro che cercano di riempirlo restano vuoti, frustrati. Continuano ad accumulare immondizia, tutta la loro vita è futile e arida. Solo l'altro tipo, solo le persone estremamente preziose che cercano di guardare nel proprio vuoto interiore, senza alcun desiderio di riempirlo, diventano meditatori.

Meditazione è guardare nel proprio vuoto, accoglierlo, goderne, fondersi con lui, senza alcun desiderio di riempirlo- non è affatto necessario, perché è già pieno. Sembra vuoto perché non possiedi la giusta prospettiva da cui vederlo. Lo vedi attraverso la mente; quello è il modo sbagliato. Se metti la mente in disparte e guardi nel tuo vuoto, questo possiede un'incredibile bellezza, è divino, straripa di gioia. Non occorre altro.

Solo in questo caso una persona smette di pensare al denaro, smette di pensare al potere, smette di pensare al paradiso - perché è già in paradiso, perché è già ricco, perché è già potente.

Ma di solito, non sei il solo: tutti, in un modo o nell'altro, pensano ai soldi.

 

Due madri stavano chiacchierando. La prima disse all'altra: "Non ti vedo da tempo. Come sta tuo figlio e cosa fa?"

L'altra rispose: "Mio figlio è un famoso attore di Hollywood e guadagna una fortuna. Ha appena costruito una casa nuova che vale trecentomila dollari. E tuo figlio cosa fa?"

La prima madre disse: "Mio figlio sta anche meglio. È un omosessuale e vive a Hollywood; ed è appena andato ad abitare con un attore che possiede una casa da trecentomila dollari!"

 

Una giovane sposina decise di mettere da parte un po' di denaro per i periodi grami, e disse al marito che avrebbe dovuto mettere cinque dollari nel maialino salvadanaio, ogni volta che facevano l'amore.

Quella notte, non appena lui iniziò a stuzzicarla, lei gli ricordò il patto. Lui scoprì di avere solo quattro dollari nel portafoglio, per cui la moglie accettò di fare l'amore per quattro quinti... tuttavia, travolta dalla passione, si offri poi di prestargli un dollaro fino al giorno dopo!

 

Rachele è incinta e Sammy, suo marito, un uomo molto focoso, soffre le pene del celibato.

Rachele, che amministra la casa, ne ha pietà e gli dà cento lire, perché vada a fare una visitina nel quartiere a luci rosse. Quando Sara, la vicina, vede Sammy correre fuori di casa, lo chiama: "Dove stai correndo? Sembri felice!"

Sammy le mostra i soldi e le dice che li spenderà con una bellissima giovincella.

"Dai a me quei soldi!" gli propone l'avvenente Sara. 'Non li rimpiangerai, vedrai!"

In breve Rachele lo viene a sapere. Indignata, esplode: "Strega! Quando lei era incinta, l'anno scorso, ho fatto la stessa cosa con Isacco, suo marito... gratis!"

 

La gente pensa continuamente ai soldi, ai soldi, ai soldi. Non è una tua qualità speciale, sei una persona normalmente anormale, nevrotico come chiunque altro. Ma per favore, esci da questa nevrosi.

Vivi il momento, non pensare al futuro, e il denaro perde ogni attrattiva. Vivi il momento con totalità e abbandono, come se non esistesse un momento successivo, come se non ti dovesse più accadere nulla, come se questo fosse l'ultimo momento. Allora, ogni desiderio di denaro e potere ti abbandona semplicemente. Se all'improvviso vieni a sapere che oggi morirai, cosa accadrà? Sarai ancora interessato al denaro? All'improvviso ogni desiderio di soldi ti lascerà. Se questo è l'ultimo giorno, non lo puoi sprecare pensando al domani, ad avere più soldi nel mondo; non ci sarà domani alcuno.

Poiché viviamo nei domani, il denaro è diventato importantissimo. E poiché noi non viviamo, ci limitiamo a imitare gli altri, il denaro è diventato importantissimo. Qualcuno costruisce una casa, e subito tu ti senti estremamente inferiore. Solo pochi giorni prima non eri per nulla scontento della tua casa, ma quest'uomo ha costruito una casa più grande: ecco insorgere il confronto, e ti senti ferito, ferisce il tuo ego. Vorresti avere più soldi. Qualcuno ha fatto qualcos'altro, ed ecco che il tuo ego è infastidito.

Abbandona il confronto, e la vita è incredibilmente bella. Abbandona il confronto e puoi godere la vita nella sua pienezza. E la persona che gode la propria vita non ha alcun desiderio di possedere, perché sa che le vere cose della vita, che vale la pena godere, non possono essere acquistate.

L'amore non può essere comprato. Certo, il sesso può essere comprato. E quindi, chi sa cos'è l'amore, non sarà interessato ai soldi. Ma chi non sa cos'è l'amore, resterà inevitabilmente interessato ai soldi, perché il denaro può comprare il sesso, e il sesso è tutto ciò che lui conosce.

Non puoi comprare la notte stellata. Colui che sa come godersi la notte piena di stelle, non si preoccuperà molto dei soldi. Non puoi comprare un tramonto.

Certo, puoi comprare un Picasso - ma chi sa come godersi un tramonto, non sarà affatto interessato all'acquisto di un dipinto. La vita è un quadro così bello, uno spettacolo incredibile, un dipinto vivo!

Ma le persone che non sanno come vedere un tramonto sono pronte ad acquistare un Picasso, per milioni di dollari. Non sanno neppure come appenderlo - se è a testa in giù, oppure è dritto - ma vogliono mostrare agli altri di avere un dipinto di Picasso.

 

Ho sentito raccontare che una volta un ricco andò da Picasso; voleva due quadri, immediatamente, ed era pronto a pagare qualsiasi cifra gli fosse stata chiesta. Picasso chiese un prezzo astronomico - pensando che non lo potesse pagare - perché aveva pronto solo un quadro. Ma il ricco accettò di pagarlo, per cui Picasso andò nel suo studio, tagliò la tela in due, e il ricco pensò che fossero due quadri.

Ho sentito un altro aneddoto. A una mostra, una mostra di Picasso, la gente stava apprezzando i suoi quadri. Tutti i critici si riunirono intorno a un dipinto in particolare, che sembrava il più assurdo, e dunque era il più interessante - visto che, quando una cosa è assurda, diventa una sfida per il vostro intelletto, e ogni critico cerca di dimostrare che capisce di cosa si tratta...

A quel punto arrivò Picasso e disse: "Aspettate! Qualche sciocco lo ha appeso a rovescio. Fatemelo raddrizzare!" Ed essi stavano facendo apprezzamenti su quel dipinto!

 

Se sai come godere una rosa, un albero rigoglioso nel tuo giardino, le montagne, il fiume, le stelle, la luna, se sai come goderti le persone, non sarai tanto ossessionato dal denaro. L'ossessione nasce perché abbiamo dimenticato il linguaggio della celebrazione. Per questo il denaro è diventato l'unica cosa di cui vantarsi - la tua vita è così vuota...

Non vi dirò di rinunciare al denaro. Ciò vi è stato detto nel corso dei secoli; non vi ha cambiato. Vi dirò qualcos'altro: celebrate la vita, e l'ossessione per il denaro scomparirà automaticamente. E quando se ne va spontaneamente, non lascia alcun segno, non si lascia alle spalle alcuna ferita, non si lascia dietro alcuna traccia.

Tratto da: The Book of Wisdom

Discorso numero 28, sesta domanda


 

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Il Denaro non è un Problema

 

 

Il denaro non è affatto un problema - a meno che tu non lo voglia far diventare un problema. Nel corso dei secoli, le cosiddette persone religiose si sono preoccupate molto del denaro. Non esiste inezia più grande! Né più grande preoccupazione. Giocaci! Se ne hai, godine; se non ne hai, godine. Cos'altro puoi fare, se non ne hai? Godine! E quando ne hai, cos'altro puoi fare? Godine! Non creare inutili problemi: il denaro è un giocattolo. A volte lo possiedi - giocaci.

Ma la mia sensazione è che le persone incapaci di giocare col denaro, rinunciano ai soldi - sono troppo serie in merito. Per questo si preoccupano troppo dei soldi, perché in profondità vi sono aggrappate.

Lo sapevi? Il primo discepolo del Mahatma Gandhi, Vinoba Bhave, non può guardare i soldi. Se gli porti una banconota da una rupia - qualcosa di insignificante, che non ha alcun valore economico - chiude gli occhi... ebbene, che attitudine è mai questa? E lo si ritiene un atteggiamento da grande santo; è elogiato in tutto il Paese, perché è libero dal denaro.

Se sei veramente libero dal denaro, perché chiudi gli occhi? Quella rupia è forse così attraente da farti chiudere gli occhi? Hai forse paura di saltare addosso a quell'uomo, se non chiudi gli occhi? Una ragione deve esserci; sembra un po' ossessivo. Esiste una profonda paura - altrimenti perché chiudere gli occhi? Ti passano davanti un'infinità di cose, e tu non chiudi gli occhi - solo col povero denaro!

E il denaro non è nulla - è solo un espediente per scambiarsi delle cose. Ma la gente veramente avara in profondità, che si aggrappa, a causa di questo aggrapparsi, della propria avarizia, vive una profonda disperazione, è infelice. Essi pensano che il denaro ne sia responsabile. Non è il denaro a causare la loro infelicità, come può il denaro generare la tua infelicità? È l'avarizia che crea la tua infelicità.

Pensando che sia il denaro a causare infelicità, rinunciano al denaro, fuggono dal mondo del denaro. E a quel punto vivono nella paura costante; allora, nei loro sogni, di certo entrano nelle banche e aprono tesori, o cose simili - fanno l'amore coi soldi. È inevitabile che accada.

Il denaro non è un problema! Può essere usato! Se ne hai, usalo; se non ne hai, allora usa la libertà che nasce dal non averne. Questo è il mio approccio. Se sei ricco, godine; la ricchezza porta con sé cose che nessun povero potrà mai godersi. Io sono stato sia ricco che povero, e in tutta onestà ti dico: ci sono alcune cose che solo i ricchi possono godersi. Godine quando sei ricco. E di nuovo ti dico, sono stato sia ricco che povero, e ci sono alcune cose che solo i poveri possono godersi. E non c'è modo di goderle entrambe contemporaneamente.

Quindi, in ogni caso, qualsiasi cosa accada, godine. Un povero ha una sorta di libertà. La povertà implica una forma di pulizia, di rilassamento, di appagamento. La mente non è molto preoccupata; non c'è nulla di cui preoccuparsi. Puoi dormire benissimo; per un povero l'insonnia è impossibile. Quindi, dormi bene e russa, e godi la libertà che la povertà porta con sé.

E a volte, quando ti ritrovi ricco, godi la ricchezza, perché ci sono alcune cose che solo un ricco può godersi. Puoi possedere i quadri migliori sui tuoi muri; un povero non li può avere. Puoi avere in casa tua la musica migliore; il povero non può averla. Puoi creare un giardino Zen intorno alla tua casa; un povero non lo può avere. Puoi leggere poesia, puoi dipingere, puoi suonare la chitarra, puoi cantare, puoi danzare, puoi meditare - ti si aprono mille e una opportunità.

Il mio approccio è: in qualsiasi situazione, guarda semplicemente cosa ne puoi trarre. Se è la povertà, diventa un Buddha, inizia a vagabondare; prendi una ciotola per elemosine - e goditi la bellezza che solo un povero può avere. Non ha fissa dimora, oggi è qui, domani se n'è andato. È un flusso; non si aggrappa a un posto, non ha casa. Non si deve preoccupare perché le piogge stanno arrivando e il tetto dev'essere riparato. Non si deve preoccupare del fatto che qualcuno possa rubargli qualcosa - non ha nulla.

Goditi la povertà, quando sei povero, e goditi la ricchezza - in quel caso diventa un janaka, un imperatore, e goditi tutte le bellezze che con il denaro diventano raggiungibili.

Il mio approccio è globale. Non ti insegno a scegliere. Dico semplicemente: qualsiasi sia la situazione, la persona intelligente ne trarrà qualcosa di bello. La persona priva di intelligenza soffre: se ha soldi, soffre perché il denaro porta con sé preoccupazioni; non gode la musica che il denaro rende accessibile, la danza che il denaro rende accessibile, la pittura. Se ha soldi, non va sull'Himalaya per riposarsi, per meditare e cantare e urlare nelle valli e parlare alle stelle. Si preoccupa, perde il sonno, perde l'appetito - quando ha soldi fa la scelta sbagliata. E quest'uomo, se gli succede di diventare povero, se grazie a Dio diventa povero, ecco che soffre la povertà. In quel caso continua a preoccuparsi perché "Non ho questo e non ho quest'altro." Hai la povertà! Godine!

Ma ci sono persone che in ogni situazione sbagliano: ovunque si trovino, scelgono sempre la parte negativa, e soffriranno. E ci sono persone - e io definisco intelligenti quelle persone, e vorrei che la mia gente fosse intelligente... ovunque vi trovate, cercate di godervi la situazione.

 

Nella mia infanzia è successo: una volta mio padre era molto in collera, per cui mi chiuse a chiave nel bagno. Io meditai! Che altro fare...? Dopo tre, quattro ore, lui si preoccupò. Era nel negozio, ma a disagio. Si preoccupò di cosa mi fosse successo, e da casa non era arrivata alcuna notizia - la mamma non aveva mandato alcun messaggio, nessun servitore era venuto a dirgli cosa mi era accaduto. Ero scomparso? O cos'altro? Oppure qualcuno aveva aperto la porta del bagno? Per cui non riuscì a lavorare, dovette venire a vedere.

Si avvicinò e ascoltò e c'era silenzio. Bussò e io gli dissi: "Non disturbarmi." Quella fu l'ultima volta che mi punì a quel modo. Non aveva senso! Disse: "Ero così preoccupato che non riuscivo a stare in negozio - sono dovuto venire."

Dissi: “Che assurdità! lo mi stavo divertendo."

 

Nella mia scuola, durante l'infanzia, nella seconda elementare, il mio insegnante era molto severo e aveva l'abitudine di punire ordinando: "Fai sette giri di corsa intorno alla scuola, svelto!" E mi diede questa punizione - fai sette giri - dissi: "Perché non diciassette?" Chiese: "Sei matto?'' Dissi: “Un esercizio così bello... lo vorrei fare ogni mattina!"

E iniziai a farlo tutte le mattine. Mi vedeva e si dava dei colpi in testa - diceva che avevo distrutto la sua punizione, facendone un esercizio. L'avevo usato! A quel punto smise di punirmi.

Perché non usare un'opportunità, qualsiasi essa sia? E se sei attento, puoi cogliere opportunità ovunque - perfino la prigione, puoi usarla come una grossa opportunità. Viceversa, ci sono persone libere sotto il cielo che non usano quell'opportunità.

Denaro o non denaro, casa o non casa... ciò che conta non è ciò che dovresti avere: l'importante è ciò che dovresti fare, qualsiasi cosa tu abbia.

Lo vedi? La mia enfasi è del tutto diversa. Tu scompari... e poi lasci che le cose accadano. Se ti senti bene a vivere nel mondo degli affari, allora questo sarà naturale, perché esistono negozianti nati. Non pensare che esistano solo poeti nati - è sbagliato. Ci sono anche negozianti nati. Qualsiasi cosa tu faccia di loro, diventeranno negozianti; ovunque si trovino, apriranno un negozio. È inevitabile!

 

Non hai sentito di quell'ebreo?

Una nave era in viaggio e fu attaccata da un coccodrillo - un grosso coccodrillo, veramente gigantesco. E la gente iniziò a lanciargli in bocca di tutto - sedie e oggetti, tavoli e una borsa di aranci, e alla fine l'ebreo. Ma ogni volta il coccodrillo tornava all'attacco. Alla fine si resero conto: "Tutto questo non servirà. Continuiamo a dargli cose; per qualche istante il coccodrillo si distrae, poi torna all'attacco." Per cui, tutti insieme decisero di attaccarlo e gli squarciarono la pancia - e cosa videro? Ci crederesti? L'ebreo era seduto sulla sedia, il tavolo era di fronte a lui, aveva aperto la borsa di arance e le stava vendendo alle persone che erano state mangiate dal coccodrillo prima di lui!

È inevitabile... dove potrai mai andare? Ci sono negozianti nati. Pertanto, se sei un negoziante nato, anche quando sarai scomparso, rimarrai nel mondo degli affari. Ma allora la cosa avrà una qualità del tutto diversa - ne godrai. È il mondo di Dio! Un bellissimo sogno. Saprai che quei clienti sono clienti sognati, e le cose che tu darai loro sono solo sogni, e il denaro che fai è solo un sogno - ma perché non goderne? Quella gioia non è un sogno.

Lascia che te lo ricordi ancora: tutto è sogno, ma se riesci a goderne consapevolmente, quella gioia non è sogno - quella gioia è la meta di tutte le religioni. E se tutto è sogno, puoi goderne di più. In questo caso, non c'è nulla di cui preoccuparsi. Se il arriva il successo, bene; se arriva il fallimento, bene.

 

 Tratto da: Take it Easy

Discorso numero 8, settima domanda, vol. 1


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Da: http://gianobifronte.it/2_ARGOMENTI/2o_religioni/2o6_Meditazione/d6_45_il_denaro.htm

 

 

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