Vita e frammenti di Eraclito
  in quiete
Il Sito di Gianfranco Bertagni

 

"La conoscenza di Dio non si pu˛ ottenere cercandola; tuttavia solo coloro che la cercano la trovano"
(Bayazid al-Bistami)

"Chi non cerca Ŕ addormentato, chi cerca Ŕ un accattone"
(Yun Men)

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I Frammenti di Eraclito
 

Panta rhei

[12 Diels-Kranz ]
A chi discende nello stesso fiume sopraggiungono acque sempre nuove.

[49a Diels-Kranz ]

Noi scendiamo e non scendiamo nello stesso fiume, noi stessi siamo e non siamo.

[ 91 Diels-Kranz ]

Non si pu˛ discendere due volte nel medesimo fiume e non si pu˛ toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato, ma a causa dell'impetuositÓ e della velocitÓ del mutamento si disperde e si raccoglie, viene e va.

 


Přr

[90 Diels-Kranz ]
Tutte le cose sono uno scambio del fuoco, e il fuoco uno scambio di tutte le cose, come le merci sono uno scambio dell'oro e l'oro uno scambio delle merci.

[30 Diels-Kranz ]

Quest'ordine, che Ŕ identico per tutte le cose, non lo fece nessuno degli Dei nÚ gli uomini, ma era sempre ed Ŕ e sarÓ fuoco eternamente vivo, che secondo misura si accende e secondo misura si spegne.

[31 Diels-Kranz ]

Mutazioni del fuoco: in primo luogo mare, la metÓ di esso terra, la metÓ vento ardente.

[32 Diels-Kranz ]

L'uno, l'unico saggio, non vuole e vuole anche essere chiamato Zeus.

[41 Diels-Kranz ]

Esiste una sola sapienza: riconoscere l'intelligenza che governa tutte le cose attraverso tutte le cose.

[64 Diels-Kranz ]

Il fulmine governa ogni cosa.

[66 Diels-Kranz ]

Il fuoco sopraggiungendo giudicherÓ e condannerÓ tute le cose.

[78 Diels-Kranz ]

La natura umana non ha conoscenze, la natura divina sý.


 

Lˇgos

[1 Diels-Kranz ]
Di questo lˇgos che Ŕ sempre gli uomini non hanno intelligenza, sia prima di averlo ascoltato sia subito dopo averlo ascoltato; benchŔ infatti tutte le cose accadano secondo lo stesso lˇgos, essi assomigliano a persone inesperte, pur provandosi in parole ed in opere tali quali sono quelle che io spiego, distinguendo secondo natura ciascuna cosa e dicendo com'Ŕ. Ma agli altri uomini rimane celato ci˛ che fanno da svegli, allo stesso modo che non sono coscienti di cio che fanno dormendo.

[2 Diels-Kranz ]

Bisogna dunque seguire ci˛ Ŕ comune. Ma pur essendo questo lˇgos comune, la maggior parte degli uomini vive come se avesse un propria e particolare saggezza.

[8 Diels-Kranz ]

L'opposto concorde e dai discordi bellissima armonia.

[10 Diels-Kranz ]

Congiungimenti sono intero e non intero, concorde discorde, armonico disarmonico, e da tutte le cose l'uno e dall'uno tutte le cose.

[16 Diels-Kranz ]

Come potrebbe uno nascondersi a ci˛ che non tramonta mai?

[17 Diels-Kranz ]

La maggior parte degli uomini non intende tali cose, quanti, in esse s'imbattono, e neppur apprendendole le conoscono, pur se ad essi sembra.

[21 Diels-Kranz ]

Morte Ŕ quanto vediamo stando svegli, sonno quanto vediamo dormendo.

[29 Diels-Kranz ]

Rispetto a tutte le altre una sola cosa preferiscono i migliori: la gloria eterna rispetto alle cose caduche; i pi¨ invece pensano solo a saziarsi come bestie.

[33 Diels-Kranz ]

La legge Ŕ anche ubbidire alla volontÓ di uno solo.

[34 Diels-Kranz ]

Assomigliano a sordi coloro che, anche dopo aver ascoltato, non comprendono, di loro il proverbio testimonia: ź Presenti, essi sono assenti ╗.

[40 Diels-Kranz ]

Sapere molte cose non insegna ad avere intelligenza: l'avrebbe altrimenti insegnato ad Esiodo, a Pitagora e poi a Senofane e ad Ecateo.

[42 Diels-Kranz ]

Omero Ŕ degno di essere scacciato dagli agoni e di essere frustato, ed egualmente Archiloco.

[45 Diels-Kranz ]

Per quanto tu possa camminare, e neppure percorrendo intera la via, tu potresti mai trovare i confini dell'anima: cosý profondo Ŕ il suo lˇgos.

[48 Diels-Kranz ]

L'arco ha dunque per nome vita e per opera morte

[49 Diels-Kranz ]

Uno Ŕ per me diecimila, se Ŕ il migliore.

[50 Diels-Kranz ]

Ascoltando non me, ma il lˇgos, Ŕ saggio convenire che tutto Ŕ uno.

[51 Diels-Kranz ]

Non comprendono come, pur discordando in se stesso, Ŕ concorde: armonia contrastante, come quella dell'arco e della lira.

[53 Diels-Kranz ]

Pˇlemos Ŕ padre di tutte le cose, di tutte re; e gli uni disvela come dŔi e gli altri come uomini, gli uni fa schiavi gli altri liberi.

[54 Diels-Kranz ]

L'armonia nascosta vale di pi¨ di quella che appare.

[57 Diels-Kranz ]

Maestro dei pi¨ Ŕ Esiodo: credono infatti che questi conoscesse molte cose, lui che non sapeva neppure che cosa fossero il giorno e la notte; sono infatti un'unica cosa.

[59 Diels-Kranz ]

Una e la stessa Ŕ la via dritta e quella curva per la vite nella gualchiera.

[60 Diels-Kranz ]

Una e la stessa Ŕ la via all'in s¨ e la via all'in gi¨.

[61 Diels-Kranz ]

Il mare Ŕ l'acqua pi¨ pura e pi¨ impura: per i pesci essa Ŕ potabile e conserva loro la vita, per gli uomini essa Ŕ imbevibile e esiziale.

[62 Diels-Kranz ]

Immortali mortali, mortali immortali, viventi la loro morte e morienti la loro vita.

[67 Diels-Kranz ]

Il dio Ŕ giorno notte, inverno estate, guerra pace, sazietÓ fame, e muta come il fuoco, quando si mescola ai profumi e prende nome dall'aroma di ognuno di essi.

[72 Diels-Kranz ]

Da questo lˇgos, con il quale soprattutto sono continuamente in rapporto e che governa tutte le cose, essi discordano e le cose in cui ogni giorno si imbattono le considerano estranee.

[80 Diels-Kranz ]

Bisogna per˛ sapere che la guerra Ŕ comune, che la giustizia Ŕ contesa e che tutto accade secondo contesa e necessitÓ.

[88 Diels-Kranz ]

La stessa cosa sono il vivente e il morto, lo sveglio e il dormiente, il giovane e il vecchio: questi infatti mutando son quelli e quelli mutando son questi.

[89 Diels-Kranz ]

Unico e comune Ŕ il mondo per coloro che sono desti.

[93 Diels-Kranz ]

Il signore, il cui oracolo Ŕ a Delfi, non dice nŔ nasconde, ma indica.

[101 Diels-Kranz ]

Ho indagato me stesso.

[103 Diels-Kranz ]

Comune infatti Ŕ il principio e la fine nella circonferenza del cerchio.

[104 Diels-Kranz ]

Qual Ŕ infatti la loro mente e la loro intelligenza? Danno retta agli aedi popolari e si valgono della folla come maestra, senza sapere che ź i molti non valgono nulla e solo i pochi sono buoni ╗.

[113 Diels-Kranz ]

Il pensare Ŕ a tutti comune.

[114 Diels-Kranz ]

╚ necessario che coloro che parlano adoperndo la mente si basino su ci˛ che Ŕ comune a tutti, come la cittÓ sulla legge, ed in modo ancora pi¨ saldo. Tutte le leggi umane infatti traggono alimento dall'unica legge divina: giacchŔ essa domina tanto quanto vuole e basta per tutte le cose e ne avanza per di pi¨.

[115 Diels-Kranz ]

╚ proprio dell'anima un lˇgos che accresce se stesso.

[116 Diels-Kranz ]

Ad ogni uomo Ŕ concesso conoscere se stesso ed essere saggio.

[119 Diels-Kranz ]

Per l'uomo il carattere Ŕ il demone.

[121 Diels-Kranz ]

Bene farebbero gli efesi ad arrampicarsi tutti, quanti sono nell'etÓ adulta, e a consegnare la cittÓ ai fanciulli imberbi, essi che hanno esiliato Ermodoro, il pi¨ capace di tutti loro, con queste parole: tra noi nessuno sia eccellente per capacitÓ, ma se vi Ŕ, vada altrove in mezzo ad altri.

[123 Diels-Kranz ]

La natura delle cose ama celarsi.

 

Biografia

Membro di una famiglia aristocratica di stirpe regale, originaria della cittÓ ionica di Efeso, Eraclito visse tra il IV e il V secolo ed ebbe un carattere austero e scontroso che lo mise in opposizione coi suoi concittadini e fece fiorire pi¨ tardi maligne leggende sul suo conto. Si hanno di lui circa 140 frammenti , che si presentano come sentenze lapidarie, aforismi spesso oscuri che ricordano gli enigmatici enunciati degli oracoli. Non sappiamo se questi frammenti fossero brani di un'unica opera oppure massime autonome destinate ad essere mandate a memoria. Non possiamo pertanto ordinarli secondo l'originaria successione e affrontarne la lettura cercandovi lo svolgimento di una riflessione organica; possiamo per˛ individuare alcuni temi ricorrenti che si intrecciano fra loro costituendo il numero pi¨ profondo della filosofia eraclitea.Come tutti i filosofi anteriori a Socrate E. sentý fortemente il problema cosmologico e in esso inserý la sua indagine sull'uomo: egli avvertý una prima opposizione tra la parola e la cosa. La parola rivela la veritÓ e si presenta come sempre uguale. Il fiume ha sempre lo stesso nome, ma la realtÓ cui tali nomi si riferiscono Ŕ molteplice e in perpetuo movimento: l'acqua del fiume scorre sempre. La parola e la cosa esprimono due realtÓ in contrasto tra loro. Proprio dalla consapevolezza di questa opposizione nasce un altro contrasto: quello tra i desti e i dormienti. I dormienti non riescono ad abbracciare il fluire continuo delle cose e ne restano prigionieri, ciascuno avvolgendosi in un proprio mondo.
Invece chi ha inteso il contrasto tra la parola-veritÓ e la cosa ha inteso l'armonia profonda che Ŕ legge del contrasto. źCi˛ che Ŕ opposizione Ŕ accordo, e dalle cose discordi sgorga bellissima armonia, e tutte le cose nascono per legge di contesa╗(fr.8). Il divenire Ŕ dunque la legge della vita, non semplice apparenza. E tuttavia questo divenire neppure Ŕ l'ultima parola sull'universo. L'unitÓ degli opposti tra loro in tensione Ŕ il lˇgos , la ragione profonda dell'universo: il Dio. Manifestazione concreta di questo logos Ŕ il fuoco, che trasforma e si trasforma negli altri elementi del mondo. Stabile ed eterna Ŕ invece l'unitÓ, un Uno divino, che Ŕ l'anima e l'essenza di tutte le cose. Il lˇgos Ŕ guerra (pˇlemos) che domina lo scontro tra le parti rivali, arco (biˇs) la cui apparente immobilitÓ governa l'opposta tensione di corda e legno, fuoco (přr) che trasforma il legno in cenere, strada (odˇs) che Ŕ sempre una, sia che si veda in essa una salita o all'opposto una discesa.

 

 

Da: http://www.espande.it/cultura/Uoministra/eraclito.html

 

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