La retta conoscenza (Sammditthi Sutta)

  in quiete
Il Sito di Gianfranco Bertagni

 

"La conoscenza di Dio non si pu ottenere cercandola; tuttavia solo coloro che la cercano la trovano"
(Bayazid al-Bistami)

"Chi non cerca addormentato, chi cerca un accattone"
(Yun Men)

  home page   cerca nel sito   iscrizione newsletter   email   aggiungi ai preferiti   stampa questa pagina    
 

 

  SU DI ME
 Vita       
 Pubblicazioni

 Corsi, seminari, conferenze

 Prossimi eventi
 
  DISCIPLINE
 Filosofia antica       
 Mistica
 Sufismo
 Taoismo
 Vedanta              
 Buddhismo              
 Zen
 Filosofia Comparata
 Musica / Mistica
 Filosofia Critica
 Meditazione
 Alchimia
 Psich
 Tantrismo
 Varia
 
  AUTORI
 Mircea Eliade       
 Raimon Panikkar
 S.Weil e C.Campo
 Ren Gunon, ecc.
 Elmire Zolla     
 G.I.Gurdjieff  
 Jiddu Krishnamurti
 Rudolf Steiner
 P. C. Bori       
 Silvano Agosti
 Alcuni maestri

 

Majjhima Nikaya 9

Sammditthi Sutta

La retta conoscenza

 

 

Riscrittura a partire dall'italiano di De Lorenzo, da Pier Antonio Morniroli.
Per distribuzione gratuita esclusivamente.

 

 


Questo ho sentito. Una volta il Sublime soggiornava presso Svatthi, nella Selva del Vincitore, nel parco di Antapindiko. L l'onorevole Sriputto si rivolse cos ai monaci: ""La retta conoscenza, la retta conoscenza", di questo si parla, fratelli. Ma fino a che punto un nobile uditore ha la retta conoscenza, la sua conoscenza giusta, il suo amore alla dottrina provato ed egli appartiene a questa nobile dottrina?"

 

"Verremmo dall'onorevole Sriputto persino da lontano per avere su ci un chiarimento: se egli vorr spiegare ci i monaci conserveranno le sue parole."

"Allora, fratelli, ascoltate con attenzione. Se il nobile uditore conosce ci che dannoso e ne conosce la radice, egli ha retta conoscenza, la sua conoscenza giusta, il suo amore per la dottrina provato, egli appartiene a questa nobile dottrina. Ma cos' dannoso, cos' la radice del dannoso, cos' salutare e qual la radice del salutare? Uccidere dannoso e tutte quest'altre cose sono dannose: rubare, darsi a stravizi, mentire, dire male, parlare aspramente, ciarlare, bramare, infuriarsi, avere falsa conoscenza.

La radice di ci che dannoso poi sono la brama, l'avversione e l'errore.

E cosa salutare? Astenersi da tutte le cose dannose. E qual la radice del salutare? Mancanza di brama, di avversione e di errore la radice del salutare.

Se ora il nobile uditore conosce ci che dannoso, ci che la radice di quello, ci che salutare e ci che la radice del salutare, e se ha completamente rinnegata l'agitazione del bramare, fugata quella della ripugnanza, schiantata l'agitazione dell'Io, se ha perduta l'ignoranza e acquistata la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore."

"Bene, fratello, ma vi anche un altro modo per il nobile uditore per raggiungere tutto ci?"

"Certo, fratelli, se l'uditore conosce il nutrimento e l'origine del nutrimento, conosce la sua distruzione e la via che conduce alla distruzione del nutrimento, egli ha retta conoscenza, giusta conoscenza, il suo amore per la dottrina provato, egli appartiene a questa nobile dottrina. Ma che cos' il nutrimento, qual la sua origine, come lo si distrugge e qual la via che conduce a ci? Vi sono quattro specie di nutrimento: primo, cibo elementare, grosso o fino; secondo, contatto fisico; terzo, percezione spirituale; quarto, coscienza. L'origine della sete di vivere determina l' origine del nutrimento; la sua distruzione determina la distruzione del nutrimento. La via che conduce a ci il nobile sentiero ottopartito, cio: retti conoscenza, intenzione, parola, azione, vita, sforzo, sapere, raccoglimento.

Se ora il nobile uditore conosce il nutrimento, la sua origine, la sua distruzione e la via che conduce a ci, e ha completamente vinto la brama e l'avversione, se ha schiantata l'agitazione dell'Io, se ha perduto l' ignoranza e acquistato la sapienza, egli gi in questa vita mette fine al dolore."

"Bene, fratello, ma vi ancora un altro modo per il nobile uditore per raggiungere tutto ci?"

"Certamente, fratelli. Se egli conosce il dolore, l'origine del dolore, l' annientamento del dolore e la via che conduce a ci, egli ha la conoscenza giusta, provato il suo amore alla dottrina ed egli appartiene ad essa. Ma cos' il dolore, qual la sua origine, cos' il suo annientamento, e cosa la via che porta all'annientamento del dolore? Nascita dolore, vecchiaia dolore, lo la malattia, lo il morire e cos pure sono dolore i guai, l 'afflizione, la pena, lo strazio, la disperazione, non ottenere ci che si desidera.; in breve, sono dolore i cinque elementi dell'attaccamento alla vita. E qual l'origine del dolore? E' questa sete di vivere, che produce nuova esistenza, alimentata dalla soddisfazione che si nutre qua e l; l' attaccamento al sesso, l'attaccamento all'esistenza e al benessere. E l' annientamento del dolore? E' il completo, totale annientamento, allontanamento, respingimento; la soppressione, il rinnegamento di questa sete di vivere. Ma qual la via che porta all'annientamento del dolore? E ' questo nobile ottuplice sentiero, cio: retti conoscenza, intenzione, parola, azione, vita, sforzo, sapere, raccoglimento.

Se ora il nobile uditore conosce tutto ci, e pi non brama, pi non ha repulsione, ed ha schiantato il turbamento dell'Io, se, perduta l'ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore."

"Bene, fratello! Ma vi forse anche un altro modo?"

"Certo, fratelli. Se il nobile uditore conosce vecchiaia e morte,(jar-marana), e la loro origine; se ne conosce l'annientamento e la via che a ci conduce, allora egli ha retta e giusta conoscenza. Ma cosa sono la vecchiaia e la morte, qual il loro annientamento e qual la via che lo consente? Vecchiaia per ognuno il consumarsi del corpo, il divenire fragili, grigi, pieni di rughe, il decadere delle forze, l' appassire dei sensi. (chiedete a Pam. ;-) E la morte? E' il disfarsi, il dissolversi, il decomporsi, il tramontare, l'estinguersi di ciascun essere, il separarsi degli elementi, il putrefarsi del cadavere. L'origine della nascita (jti) determina l'origine della vecchiaia e della morte, l' annientamento della nascita prova il loro annientamento. E la via che porta a ci il nobile ottuplice sentiero.

Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io, se, vinta l'ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' la nascita, la sua origine, il suo annientamento e la via che porta al suo annientamento? Nascita, formazione, germinazione, concepimento di ciascun corpo in ogni essere, l'aggregarsi degli elementi, l'entrare in contatto col mondo esterno: questo la nascita. L'origine dell'esistenza (bhava) determina l'origine della nascita, il suo annientamento produce l' annientamento dell'altra. E la via che porta a ci il nobile sentiero ottopartito.

Se ora il nobile uditore conosce tutto ci, e pi non brama, pi non ha repulsione, ed ha schiantato il turbamento dell'Io; se, perduta l'ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' l'esistenza, qual la sua origine, qual il suo annientamento e quale la via che conduce a ci? Vi sono tre specie di esistenza, fratelli: esistenza sessuale, esistenza formale ed esistenza senza forma. L'origine dell'attaccamento alla vita (updna) determina l'origine dell'esistenza, e il suo annientamento provoca l'annientamento dell'altra. E la via che conduce a ci il nobile sentiero ottopartito. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io; se, vinta l'ignoranza, ha acquistato la sapienza, alloraegli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' l'attaccamento alla vita, da cosa originato, cos' il suo annientamento, e qual la via che provoca il suo annientamento? Ci sono quattro specie di attaccamento alla vita: attaccamento alla sessualit, alla multiscienza (i Veda), all'ascesi come scopo a se stessa, l'attaccamento al perdurare personale. L'origine della sete di vivere (tanh) determina l' attaccamento alla vita, e il suo annientamento determina l'annientarsi dell' attaccamento alla vita. E la via che conduce a ci il nobile ottuplice sentiero. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci, ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io; se, vinta l' ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' la sete di vivere, qual la sua origine e la sua distruzione, e quale la via da percorrere?

Vi sono sei specie di sete di vivere: sete delle forme, dei suoni, degli odori, dei sapori, dei contatti e delle cose. L'origine della sensazione (vedan) determina l'origine della sete di vivere, il suo annientamento ne determina l'annientamento, e la via che vi conduce il nobile ottuplice sentiero. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci, ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io; se, vinta l' ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma che la sensazione, da cosa origina, cosa la distrugge e qual la via che lo consente? Vi sono sei specie di sensazioni: sensazioni prodotte da contatto visivo, uditivo, olfattivo, gustativo, tattile, intellettivo. L' origine del contatto (phassa) determina l'origine della sensazione, il suo annientamento determina quello della sensazione. E la via che conduce a ci il nobile santiero ottopartito. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci, ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall 'Io; se, vinta l'ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' il contatto, da che originato, cosa lo annienta e qual la via per annientarlo? Vi sono sei specie di contatti: quelli legati ai rispettivi sei sensi compreso quello mentale. L'origine della sestupla sede (salytna) determina l'origine del contatto, e il suo annientamento annienta il contatto. E la via per annientarla il nobile sentiero ottuplice. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci, ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io; se, vinta l' ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' la sestupla sede, cosa la origina, cosa l'annienta e quale via conduce a ci? Vi sono sei sedi dei sensi compresa la sede del senso del pensiero. L'origine di immagine e concetto, di nome e forma (nma-rpa) determina l'origine delle sei sedi dei sensi, la sua distruzione conduce alla loro distruzione, e la via che conduce a ci l'ottuplice sentiero. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci, ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io; se, vinta l'ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' immagine e concetto, cosa ne l'origine, cosa produce il suo annullamento e con quale via lo si ottiene? Per concetto si intende la sensazione, la percezione, la comprensione e la riflessione. Le quattro materie principali e ci che esiste come forma di esse ci che si chiama immagine. L'origine della coscienza (viana) determina l'origine di immagine e concetto, il suo annientamento ne determina l'annientamento. E la via che conduce a ci l'ottuplice sentiero. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci, ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io; se, vinta l'ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' la coscienza, qual la sua origine, cosa l'annienta e quale viaporta a ci? Vi sono sei specie di coscienza che coinvolgono i sei sensi compreso quello mentale. L'origine delle distinzioni che predispongono (samkhra) determina l'origine della coscienza, il loro annientamento annienta la coscienza. E la via che conduce a ci il sentiero ottopartito. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci, ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io; se, vinta l' ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cosa sono le distinzioni, qual la loro origine, come annientarle e qual la via per farlo? Vi sono tre specie di distinzioni: quella fisica, quella verbale e quella spirituale. L'origine dell'ignoranza (avijj) ci che determina l'origine delle distinzioni, il suo annientamento le annienta, e la via che permette ci il nobile ottuplice sentiero. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci, ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io; se, vinta l'ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' l'ignoranza, cosa la origina, cosa la distrugge, e quale via lo consente? Non conoscere il dolore (dukkha), non conoscerne l'origine, non conoscere come annientarlo, e non conoscere la via che lo permette; ci, fratelli, si chiama ignoranza. L'origine della mania (sava) determina l' origine dell'ignoranza, il suo annientamento ne determina l'annientamento.

E la via che conduce a ci il nobile ottuplice sentiero. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce tutto ci, ed lontano da brama, repulsione, non pi turbato dall'Io; se, vinta l'ignoranza, ha acquistato la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore.

Ma cos' la mania, qual l'origine della mania, cos' l'annientamento della mania, qual la via che porta all'annientamento della mania? Vi sono tre specie di mania, fratelli: mania di desiderio (kma-sava), mania d' esistenza (bhava-sava), mania d'ignoranza (avijj-sava). L'origine dell' ignoranza determina l'origine della mania, l'annientamento dell'ignoranza determina l'annientamento della mania. Ma la via che conduce all' annientamento della mania il nobile ottuplice sentiero, cio: retta parola, retta azione, retta vita, retto sforzo, retto sapere, retto raccoglimento. Se ora, fratelli, il nobile uditore conosce cos la mania, cos la sua origine, cos il suo annientamento, cos la via che conduce al suo annientamento, e ha completamente rinnegata l'agitazione del bramare, fugata l'agitazione del respingere, schiantata l'agitazione dell'Io; se ha perduta l'ignoranza, acquistata la sapienza, allora egli gi in questa vita mette fine al dolore. Pertanto, fratelli, un nobile uditore ha la retta conoscenza, la sua conoscenza giusta, il suo amore alla dottrina provato, egli appartiene a questa nobile dottrina."

 

Cos parl l'onorevole Sriputto. Contenti si rallegrarono quei monaci per la sua parola.

 

 

Da: http://membres.lycos.fr/zenmontpellier/majjhimait.html

 

TORNA SU