SAVITRI LEGGENDA E SIMBOLO PRIMA PARTE (LIBRI I-III) TRADUZIONE ITALIANA, INTRODUZIONE E NOTE: PAOLA DE PAOLIS EDIZIONI MEDITERRANEE  LATIN PEN  AUROVILLE "Quando non possiamo pi— spiegare, - Š l'inizio della poesia, forse l'inizio del vero mondo." Satprem A Sri Aurobindo, il poeta del vero mondo, e a MŠre, che ne ha incarnato la poesia. P.D.P. PREFAZIONE Quando, il 29 ottobre 1972, sugli schermi televisivi di RAI 1 and• in onda una trasmissione-dibattito dedicata a Sri Aurobindo in occasione del Centenario della sua nascita, poco o nulla il pubblico italiano, ad eccezione di qualche ricercatore in avanscoperta, sapeva di lui e poco, e arbitrariamente frammentario, poteva allora trovare, di quest'Autore, nella nostra lingua. 1 A quell'epoca (come a tutt'oggi), noi credevamo solo nella Poesia: non nella virtuosit… di certe sue manifestazioni intellettuali che, nella propria autocompiacenza, finiscono per tradire la sacra fonte, n‚ in quelle sue corde pi— facilmente emotive che finiscono per asservirne la Musa a quel fragile aspetto della natura umana che, amando sentirsi cantare, resta innamorato della propria voce e in fondo della propria impotenza. Era l'Assoluto della Poesia ad attirarci, la poesia, per intenderci, del 'Kavi', (il "veggente della Verit…"), quella che i Rishi vedici, pi— di seimila anni fa, avevano vissuto nel mistero della loro esperienza indicibile e i cui echi, in qualche modo captati nelle reperibili traduzioni dal sanscrito, ci lasciavano interdetti come alle soglie d'un grande Segreto, un Segreto d'una concretezza che sembra sfuggire per la sua stessa semplicit… (Š difficile disfare secoli di elaborazione mentale) e che forse valeva la pena di scoprire pi— delle beatifiche o beatificanti meditazioni zen o trascendentali che nulla tolgono all'assurdit… del mondo e all'enigma dell'uomo. Fummo perci• colpiti dalle parole, ripetute in quella trasmissione, che lo yogi Bhaskar Lele, nel 1908, rivolse al giovane Sri Aurobindo il quale, dopo quindici anni dal suo ritorno in India dall'Occidente, di fronte alla situazione estremamente grave in cui versava il suo paese sotto il giogo britannico, voleva iniziare la pratica dello yoga per lavorare, per agire, non per rinunciare al mondo n‚ per il Nirvana: "Per voi non dovrebbe essere difficile, perch‚ siete un poeta." 2 Niente Š pi— concreto della Poesia. Intuimmo (ma l'intuizione non Š "un ricordo della verit…", come dice Sri Aurobindo? 3) che in quel "Poeta" avremmo trovato la chiave di quel Segreto. Segreto che ci sembrava in qualche modo respirare nelle viscere dell'India, una terra che attende solo che i tempi siano maturi per partorirlo. 4 Ben presto, i canali dei mass-media dovevano inesorabilmente richiudersi davanti al minimo tentativo di affrontare alle radici il problema umano, alla luce di qualcosa di pi— profondo che non il solito spettacolo sconvolgente a carezzare sentimenti umanitari, 5 che non la solita politica inconcludente 6 o le solite religioni della morale e del compromesso. 7 Con la somma vinta a un premio nazionale di poesia, acquistavamo intanto il nostro primo biglietto aereo per l'India. Destinazione: Pondicherry, quello che era stato il crogiolo dell'azione di Sri Aurobindo, la sua "grotta di tapasya". 8 Al ritorno, mesi d'impaziente attesa dei vari pacchi da li spediti via mare (il costo per via aerea proibitivo per un "borsista", allora dell'Universit…) contenenti quei trenta volumi di oltre 400 pagine ciascuno in cui avremmo potuto finalmente immergerci alla ricerca della chiave di quel Segreto. Attorno a noi, kali-yuga nel piccolo cerchio del nostro personale oriente, tutto ci sembrava crollare in sordina e nell'indifferenza. Nel '78, dopo mezzo secolo di vita, "La Fiera letteraria", il glorioso ebdomadario ch'era stato capace di aprire le porte ai giovani solo perch‚ fiutava in essi dei poeti, era costretto a chiudere i battenti. Altri battenti si aprivano, ma la poesia non bastava pi— come lasciapassare: occorreva la tessera d'un partito. Imparavamo a vivere in apnea negli ambienti accademici ove l'analisi trionfa dopo essersi accertata che il corpo del potere creativo sia ben morto per poterlo sezionare. L'energia centrifuga votata al frammentarismo ci sembrava sempre pi— incompatibile con la sintesi che Š la qualit… essenziale della Poesia. E in quell'oceano di sintesi che scoprivamo essere Sri Aurobindo, cominciavamo a trovare una visione unificatrice che non si limitava a gettare la giusta luce sul kali-yuga dei nostri giorni, 9 ma preparava concretamente il futuro. La forza spirituale interiore non solo crea il futuro ma crea i materiali per il futuro, scriveva Sri Aurobindo nel 1909. Non Š limitata ai materiali esistenti, dalla loro natura o quantit…. Essa pu• trasformare un cattivo materiale in buon materiale, mezzi insufficienti in mezzi abbondanti. Fu una profonda consapevolezza di questa verit… che dette a Mazzini la forza di creare l'Italia moderna. Il suo sguardo era fisso sullo spirito e il cuore della nazione, pochissimo sulle circostanze esterne e interne dell'Italia. E aggiungeva: non solo le circostanze politiche dell'India saranno cambiate, ma il suo pi— profondo malessere sar… curato e grazie a una piena evocazione delle sue immense riserve di forza morale e spirituale si compir… per l'India quello che Mazzini non riuscŤ a realizzare per l'Italia, porla in prima linea alla guida del nuovo mondo gli spasimi della cui nascita stanno ora cominciando a sconvolgere la Terra. (Karmayogin 2, p. 163-66). E in una lettera del '47: Le difficolt… sono generali (...). Dubbio, scoraggiamento, diminuzione o perdita della fede, diminuzione dell'entusiasmo vitale per l'ideale, perplessit… e frustrazione della speranza per il futuro (...), un aumento generale del cinismo, un rifiuto di credere in qualsiasi cosa, un calo dell'onest…, una corruzione immensa, una preoccupazione per il cibo, il denaro, il confort, il piacere, con l'esclusione delle cose superiori e una generale aspettazione del peggio (...) Tutto ci•, per quanto acuto, Š un fenomeno temporaneo per il quale coloro che conoscono qualcosa delle operazioni dell'energia cosmica e le operazioni dello Spirito erano preparati. Io stesso previdi che questo peggio sarebbe venuto, la tenebra della notte prima dell'aurora; perci• non sono scoraggiato. So che cosa si sta preparando dietro l'oscurit… e posso vedere e sentire i primi segni della sua venuta... (On Himself, 26, pp. 169-70). Sri Aurobindo, il 'kavi', "vedeva". Ma quella visione, che per oltre quarant'anni and• assumendo in Savitri la sua prodigiosa forma poetica, penetrava nel futuro assieme a un'azione 10 che oggi possiamo certo cominciare a decifrare ma che solo le generazioni a venire saranno pienamente in grado di riconoscere. 11 E fu nel '78 che lo straordinario documento de L'Agenda de MŠre, in francese, cominciava a vedere la luce. 12 Quei tredici volumi stampati a ritmo serrato ci sembravano scandire, in quegli anni, le nostre ripetute partenze per l'India (un pendolarismo interiore ci lanciava in una spola che si sarebbe poi stabilizzata con un biglietto di sola andata). Ne L'Agenda, la "visione" di Savitri diveniva "realizzazione" vivente. Con MŠre, la continuatrice dell'opera di Sri Aurobindo, era l'attecchire d'un miracolo, un innestarsi irrefutabile, nel corpo stesso della terra. 13 Una crescita dal di dentro, ancora troppo in profondo per far mostra di s‚ agli increduli, ma che vibra inconfondibilmente per chi Š capace di sentirla perch‚ l'attendeva da sempre. MŠre, che era tutto meno che poeta, (Io non ho doti poetiche ... - nessun dono poetico, in questa vita! 14), affermava: Ô dalla poesia che possiamo accedere pi— direttamente (...) a quella Vibrazione inesprimibile. Vedo l'espressione di Sri Aurobindo nella sua forma poetica, piena di un fascino e di una semplicit… - di una semplicit…, di una dolcezza, di un fascino penetrante - che ci mette in contatto diretto [con la Verit…] molto pi— intimamente che non tutte quelle cose mentali.. Perch‚ c'Š una specie d'assoluto che noi non capiamo, un assoluto d'essere e il Non-manifestato ha un sapore particolare proprio a causa del Manifestato. Sono solo parole, ma Š tutto quello che abbiamo a disposizione. Magari un giorno disporremo di parole e di un linguaggio che potranno esprimere queste cose in modo adeguato... 15 "Un giorno, tutti gli uomini saranno poeti", dichiar• una volta il nostro Eugenio Montale. 16 Da buon poeta, aveva afferrato, a suo modo, qualcosa della Verit…. Forse non tutti si metteranno a scriver poesia, ma acquisiranno quella visione interiore che dal cuore dell'essere va al cuore di tutte le cose, infallibilmente. 17 Perch‚ al cuore di tutto c'Š il Divino, il "pozzo di miele nascosto nella roccia" di cui parlavano i Rishi vedici, "il Tesoro del cielo nascosto nella caverna segreta, come il piccolo dell'uccello - questo Tesoro nella roccia infinita" (Rig-Veda II.24.4; I.130.3). Lo Spirito nel cuore stesso della Materia, come leggeremo in Savitri. Non tutti i Rishi appartengono al passato, scriveva Sri Aurobindo all'inizio del secolo, gli Avatar 18 vengono ancora; la rivelazione ancora continua 19 Auroville, 17 novembre 1994 Paola De Paolis NOTE ALLA PREFAZIONE˙: 1 Usciva in quell'anno, all'Ashram di Pondicherry, la collezione degli "Opera Omnia" di Sri Aurobindo: la Sri Aurobindo Birth Centenary Library o Edizione del Centenario (SABCL), in trenta volumi. Ad essa si riferiranno, in questo libro, le citazioni dall'A., seguite dal n. di volume e di pagina. La trasmissione era diretta da D. Montemurri. 2 Sri Aurobindo, On Himself, 26 p. 279. 3 Cfr. The Syntesis of yoga. 21, p. 785. 4 Il Veda fu l'inizio della nostra conoscenza spirituale; il Veda rester… la sua fine scriveva Sri Aurobindo negli anni '10. La scoperta della perfetta verit… del Veda e non semplicemente un desideratum per la nostra moderna curiosit… intellettuale, ma una necessit… pratica per il futuro della razza umana. Perch‚ (...) una volta interamente scoperto si trover… che il segreto nascosto nel Veda formula perfettamente quella conoscenza e pratica della vita divina verso cui la marcia dell'umanit… dopo lunghe peregrinazioni nella soddisfazione dell'intelletto e dei sensi deve inevitabilmente ritornare. (Sri Aurobindo Archives e Research Dec. 1985, pp. 152 e 168). 5 Non Š con questi mezzi, scriveva Sri Aurobindo negli anni '30 a proposito dell'umanismo, dell'umanitarismo, dell'idealismo etc., che l'umanit… pu• ottenere quel radicale cambiamento dei suoi modi di vita che sta ora diventando imperativo ma solo raggiungendo la roccia di fondo della Realt… che Š dietro - non attraverso semplici idee o formazioni mentali, ma mediante un cambiamento della coscienza, una conversione interiore e spirituale. Ma questa Š una verit… per la quale sarebbe difficile avere ascolto nel rumore attuale... E nel '15: Tagliare i rami dell'albero della sofferenza di un uomo Š bene ma essi crescono di nuovo; aiutarlo a rimuoverne la radici Š di un'utilit… ancora pi— divina. (India's Rebirth pp. 190 e 107). 6 Non si tratta di portare avanti un movimento, n‚ Š questione di alcuni anni, scriveva Sri Aurobindo nel '39: non pu• esserci alcuna reale soluzione a meno che non stabilite la spiritualit… - quale base della vita. Ô chiaro che la Mente non Š stata capace di cambiare radicalmente la natura umana Potete continuare a cambiare le istituzioni umane all'infinito ma l'imperfezione penetrer… attraverso tutte le vostre istituzioni. (Ibid. p. 211) 7 Tutte le religioni hanno salvato parecchie anime scriveva Sri Aurobindo nel '17, ma nessuna Š stata ancora capace di spiritualizzare il genere umano. Per questo non c'Š bisogno di culti o di credi, ma di uno sforzo sostenuto e onnicomprensivo verso la spirituale evoluzione di se stessi. E nel '36: Una vita spirituale non pu• fondarsi su una base morale, deve fondarsi su una base spirituale. Questo non significa che l'uomo spirituale dev'essere immorale - come se non ci fosse altra legge di condotta che la morale. La legge d'azione della coscienza spirituale Š superiore e non inferiore alla morale, - Š fondata sull'unione col Divino e il vivere nella Coscienza divina. La religione Š sempre imperfetta perch‚ Š un miscuglio della spiritualit… Dell'uomo con gli sforzi di questo che intervengono cercando di sublimare ignorantemente la sua natura inferiore. (Thoughts and Glimpses , 16, p. 394 e Letters on Yoga 22, pp. 144 e 139). 8 tapasya: ascesi, sforzo spirituale. 9 La fine di uno stadio di evoluzione Š di solito caratterizzata da una potente recrudescenza di tutto ci• che deve uscire dall'evoluzione scriveva nel 1909. E nel '10: [Dio] non sta solo distruggendo il mondo che fu. Sta cercando il mondo che sar…; Š perci• pi— utile scoprire e aiutare ci• che Egli sta costruendo piuttosto che lamentarsi e stringere fra le braccia ci• che Egli sta distruggendo. (India's Rebirth p. 246 e Sri Aurobindo Archives & Research, Dec. 80, p. 192). 10 Nella storia del mondo Sri Aurobindo non rappresenta un insegnamento e neppure una rivelazione - Š una rivelazione, scrisse MŠre. E Satprem: (Egli) non Š ne un pensatore ne un saggio, ne un mistico ne un sognatore. Ô una forza del futuro che impugna il prescelto per condurci verso il miracolo per cui la nostra vita fu creata" [Sav. II, 12, 56]. (In: L'agenda di MŠre VI, 7 ag. '65. p. 234). 11 Fra cinquant'anni, affermava MŠre nel '72, tutta la parte ricettiva (non dico intellettuale, dico ricettiva) ... del mondo sar… Assorbita dalla potenza del pensiero di Sri Aurobindo. Quelli che lo sono ora hanno il vantaggio di essere i primi (Ibid XIII, 16 febbr. '72). 12 Solo nove anni dopo quest'opera cominciava ad essere pubblicata in lingua italiana. 13 Sri Aurobindo e MŠre come osserva Satprem, e tutta la storia di un nuovo rapporto dello Spirito e della Materia. La scoperta di un terzo dato che modifica sia lo Spirito sia la materia e apre la porta a una nuova specie sulla terra. (MŠre - Il Materialismo Divino p. 112). 14 L'Agenda di MŠre III, 18 sett. '62, p. 392. 15 Ibid. VII, 4 mar. '66, p. 65. 16 In un'intervista apparsa su "La Fiera Letteraria", non ricordiamo in quale data. 17 La strada dell'uomo verso la sovrumanit… spirituale scriveva Sri Aurobindo nel '18, sar… aperta quando egli dichiarer… arditamente che tutto ci• che ha finora sviluppato, incluso l'intelletto di cui Š cosŤ giustamente eppure cosŤ vanamente orgoglioso, non gli basta pi—, e che scoprire, manifestare, liberare questa Luce pi— grande dentro sar… d'ora in avanti la sua pervadente preoccupazione. Allora la sua filosofia, la sua arte, la sua scienza, la sua etica, la sua coscienza sociale, le sue occupazioni vitali non saranno pi— un esercizio della mente e della vita, fatte per se stesse, protratte in cerchio, ma un mezzo per la scoperta di una Verit… pi— grande che Š dietro la mente e la vita e per farne entrare il potere nella nostra esistenza umana. (The Human Cycle, 15, p. 230). 18 'Avatar'˙: incarnazione, discesa, manifestazione del Divino nell'umano. 19 Sri Aurobindo Archives & Research Dec. '80. p. 187. NTRODUZIONE Sri Aurobindo Il valore di un uomo non dipende da ci• ch'egli apprende, n‚ dalla sua posizione o fama, n‚ da ci• che fa, ma da ci• che egli Š e diviene interiormente, scriveva Sri Aurobindo ai suoi biografi. La mia vita non si Š svolta in superficie perch‚ gli uomini la vedano. (On Himself, 26, passim).(1) Ora, se Savitri pu• bastare da solo a parlare di Sri Aurobindo al Lettore ideale, quello che salta a pi‚ pari prefazione, introduzione e note per tuffarsi esclusivamente nel suo messaggio poetico, (2) non possiamo tuttavia esimerci dal presentare in qualche modo questa grande epopea che, come sottolinea A.B. Purani, introduce in una nuova era di creazione poetica. (3) A un breve excursus retrospettivo (4) seguiranno quindi alcuni cenni sulla vita dell'Autore. Al Lettore la facolt… di non lasciarsi irretire dalla loro succinta e incompleta trama esteriore. (5) Sri Aurobindo nasce a Calcutta il 15 agosto 1872, in quel Bengala che, all'inizio del secolo scorso, attraverso i canali della nuova influenza inglese, (6) era divenuto un vero e proprio centro propulsore della cultura occidentale: Nella mia casa paterna si parlava solo inglese e hindustani, ricorda Sri Aurobindo. Non conoscevo il bengali, niente dell'India o della sua cultura (p.7). Inviato a sette anni, dal padre medico condotto, a studiare in Inghilterra, a Manchester, Londra e infine Cambridge (dove, come documenta un biografo, vinse tutti i premi per la versificazione greca e latina (7), lettore insaziabile, assimila in breve tempo tutta la cultura europea leggendone i classici, antichi, medievali e moderni, nelle lingue originali, compreso il nostro Dante. La sua ri-nazionalizzazione cominci• solo a vent'anni, al suo rientro in India e avvenne, com'egli stesso precisa, per naturale attrazione verso la cultura indiana (...) C'era un attaccamento al pensiero e alla letteratura inglese, ma non all'Inghilterra come paese (p.7). Nel Bengala intanto (la regione leador da sempre del pensiero e della cultura indiani), l'atteggiamento degli scrittori di fronte all'influsso occidentale era stato vario e discorde e, tralasciando quello meno originale che produsse solo sterili imitazioni, lo possiamo vedere paradigmaticamente rappresentato nelle tre diverse personalit… di Bankim Chandra Chatterji, Madhusudan Dutt e Rabindranath Tagore, che alla vigilia del 'fenomeno Sri Aurobindo' sembrano scandire, con note diverse, le ultime battute di un'ouverture. Bankim (1838-18843, conservatore, ind— ortodosso (anche se formatosi all'Hindu College), fu in realt… un rivoluzionario perch‚, nel clima anglofilo delle classi elevate, promosse il culto della letteratura nazionale con l'espediente di impregnare le forme letterarie inglesi allora in voga col richiamo popolare della letteratura medievale bengalese dando inizio, proprio grazie a questo riaggancio con la tradizione," alla letteratura moderna bengalese e a quel sentimento d'unit… e d'orgoglio nazionale che, in un'India allora non ancora pronta per l'indipendenza, doveva di li a poco esplodere. Dutt (1823-1873), iconoclasta, progressista, incarn• lo spirito dei babu educati all'occidentale provenienti dall'Hindu College, imbevuti del romanticismo di Byron, Scott, Wordsworth, Keats e Shelley. Come Bankim nella prosa, cosŤ egli nella poesia aveva commesso l'errore iniziale di voler eccellere nella letteratura inglese e, come lui, capŤ subito d'aver sbagliato e non ci prova pi—. (9) Anch'egli rivel• i poteri latenti nella letteratura nazionale ma, a differenza di Bankim, oltre al bengali, al sanscrito e all'inglese aveva studiato il greco, il latino, l'italiano, il francese e il tedesco nei rispettivi classici. Tra il conservatorismo di Bankim e il progressismo di Dutt, R. Tagore (1861-1941), uno di quegli spiriti che sembrano compendiare l'intera cultura del loro paese, come afferma J. Boulton, (10) espresse invece la corrente moderata: istruito in bengali, sanscrito ed inglese, se da un lato produsse capolavori che sono stati paragonati ai migliori della letteratura europea (affermandosi in Occidente traducendoli personalmente in inglese), dall'altro innalz• la letteratura bengalese alla pari con quella sanscrita traendo ispirazione dall'antica fonte religiosa (cui tanti modernisti volevano volgere le spalle), ma una fonte ormai espurgata - grazie proprio all'influsso del gusto occidentale - delle pomposit… medievali e ritrovata, possiamo dire, nella purezza della sua essenza. (11) Ci• signific•, a chiusura d'un rapidissimo e fruttuoso ciclo di ricerca sollecitata dall'impatto con l'Occidente, il riemergere delle fonti della tradizione culturale indiana in una luce nuova: quella dello spirito sopravvissuto alla forma. Ô la posizione di Tagore diventa a questo punto emblematica: sembra verificarsi, fra lui e Sri Aurobindo, come un passaggio di consegne e un certo parallelismo di situazioni. Tagore fu un poeta in bengali, ma il primo poeta indiano ad avere larga fama in Occidente, attraendo scrittori di punta come Ezra Pound e S.B. Yeats. Sri Aurobindo Š un poeta in inglese, ma intimamente indiano e in un senso pi— universale - in lui l'India assume pi— che mai quel vero aspetto che, come sottolinea J.E. Ghosh, rivestiva per Tagore: non solo la madrepatria del nazionalista ma un grande principio spirituale, cioŠ la fondamentale unit… umana dei diversi popoli. (12) E la fondamentale scoperta - o ri-scoperta - del segreto dei Veda che sar… alla base della sua ricerca Š frutto di una pi— alta e pi— profonda sintesi che non la semplice immersione nel passato culturale e religioso dell'India: Non si tratta di una semplice riproduzione dell'esperienza del passato: perch‚ Sri Aurobindo ha scoperto nuovi regni dello spirito, scrive A.B. Purani, e 'Savitri' Š carico di un analogo afflato d'ispirazione ma Š allo stesso tempo un lanciarsi nel futuro. (Op. cit., p. 46). In Sri Aurobindo i due movimenti, dell'Occidente e dell'Oriente, s'incontrano per completarsi in un'armonia pi— alta, come osserva J. Masui: egli Š l'uomo del passaggio, il riconciliatore necessario, prima della rimessa in marcia d'un tempo umano riaccordato al tempo cosmico. (13) La sua novit… fu captata da scrittori occidentali come i Nobel P. Buck, G. Mistral e R. Rolland e se l'inglese poi, fino a Tagore, aveva rappresentato in India un veicolo d'unione, un aspetto del movimento d'indipendenza (La patria era un miraggio che rifletteva in lingua inglese i fantasmi di Hurke, Gladstone, Mazzini e Garibaldi (14)), in Sri Aurobindo, e in particolare in Savitri, diventer… qualcos'altro: il Poeta, scevro dei difetti che sono stati rilevati in Tagore, sembra raccogliere tutta quell'eredit… accumulata fin da Bankim, ricca ma ancora confusa, (15) per darle una voce che gi… non si esita a collocare in un futuro appena iniziato. (16) In una lettera del '36, rispondendo a un discepolo a proposito del futuro della poesia indo-inglese, Sri Aurobindo avrebbe scritto: La mente del futuro sar… pi— internazionale di adesso (...) Se il nostro scopo non Š il successo e la fama personale ma di arrivare all'espressione della verit… e dell'esperienza spirituale d'ogni genere in poesia, la lingua inglese Š la pi— ampiamente diffusa ed Š capace di profonde variazioni di espressione mistica che possono renderla mirabilmente adatta allo scopo; e, tra le ragioni per cui valeva la pena di tentare l'esperimento, la prima era che l'espressione della spiritualit… in lingua inglese Š necessaria e nessuno pu• offrire la reale sostanza come gli Orientali e in particolar modo gli Indiani. (The Future Poetry, 9, pp. 455-56). Otto anni prima, Tagore (che gi… nel 1907 aveva dedicato al giovane Sri Aurobindo, allora in piena attivit… politica, la famosa poesia "Namaskar"(17)) testimoniava il suo incontro con lui a Pondicherry scrivendo fra l'altro: Ho sentito che la parola degli antichi Rishi indiani era espressa da lui e quell'equanimit… che d… all'anima umana la libert… di accedere nel Tutto. Gli dissi: "Voi possedete la Parola e noi aspettiamo di accettarla da Voi. L'India parler… al mondo attraverso la Vostra voce... "(18) Nel 1893 dunque, Sri Aurobindo, perfettamente occidentalizzato, rimette piede sul suolo natale (Come misi piede sul suolo indiano (...), cominciai ad avere esperienze spirituali, ma queste non erano separate da questo mondo, avevano anzi un'interiore e infinita relazione con esso: p. 98). Gli basteranno tredici anni per ri-indianizzarsi fino al midollo: apprende il sanscrito, il bengali e molte lingue indiane moderne, assimilando profondamente nel contempo tutto il vasto patrimonio culturale e religioso del suo paese (Aurobindo non Š un uomo di questa terra, commentava Dinendra Kumar Roy, lo scrittore bengalese che in quegli anni lo aiut• a familiarizzarsi con quella che avrebbe dovuto essere la sua madrelingua, Š un dio sceso dal cielo per qualche maledizione!(19)). La sua attivit… Š subito intensissima: oltre a insegnare francese e inglese al College di Baroda (di cui diventa presto rettore), svolge come giornalista, oratore e organizzatore una formidabile attivit… rivoluzionaria per la liberazione dell'India dal giogo britannico (So di avere la forza di liberare questa razza caduta. Non Š una forza fisica - non combatter• con la spada o il fucile - ma la forza della conoscenza, scriveva in una lettera del 1905(20)). Gi… la serie di articoli (New Lamps for Old) che, ventunenne, aveva cominciato a scrivere sul quotidiano di Bombay Hindu Prakash era stata interrotta dalle autorit…. Ma Š soprattutto sulle pagine del quotidiano inglese Bande Mataram (21) ch'egli ispirer… come nessun altro il nascente movimento nazionalista: La pi— grande cosa fatta in quegli anni fu la creazione di un nuovo spirito nel paese (p. 32), in un tempo in cui parlare di completa indipendenza era considerato, come ricorda Nirodbaran, un delirio da pazzi(22). L'India, nella chiara visione di Sri Aurobindo, doveva innanzitutto conquistare la libert… per realizzare in futuro il suo speciale destino: Solo in India si trova auto-trattenuta, dormiente, l'energia e l'invincibile individualit… spirituale che pu• ancora levarsi e spezzare le proprie catene e quelle del mondo, scriveva nella prima decade del '900; in India, la terra scelta, [la Verit… spirituale] Š preservata, (...) essa dorme in attesa di quel risveglio dell'anima, l'anima dell'India leonina, luminosa, nascosta nei petali chiusi dell'antico loto d'amore, di forza e saggezza, non nei suoi deboli, sporchi, transitori e miserabili aspetti esteriori. Solo l'India pu• costruire il futuro dell'umanit…(23). E lo studio della storia, come osserva ancora Nirodbaran (Op. cit., p. 43), lo aveva portato alla conclusione che senza una rivoluzione nessun paese pu• conquistare la libert…: La Pace fa parte dell'ideale supremo, ma dev'essere spirituale o almeno psicologica alla sua base; senza un cambiamento nella natura umana non pu• essere definitiva. Se Š tentata su qualche altra base (principio morale o vangelo di non-violenza o qualunque altra) fallir… e potr… lasciare le cose peggio di prima... (p. 22). Sri Aurobindo mostra insomma fin dall'inizio di non essere n‚ un impotente moralista n‚ un debole pacifista (p. 22). I suoi articoli, di cui lunghi estratti erano riportati nelle colonne del Times di Londra, (24) gli valgono un primo arresto per sedizione nel 1907. Liberato su cauzione, si dimetter… dal College di Baroda ma non dall'attivit… politica. Arrestato di nuovo l'anno dopo per implicazioni indirette nel fallito attentato a un giudice britannico, (25) approfitta del forzato isolamento d'un anno nel carcere di Alipore per approfondire quella dimensione interiore e spirituale le cui porte gli si erano spalancate dopo l'esperienza - ottenuta in soli tre giorni e da allora stabilita per sempre - del silenzio mentale, in seguito al suo incontro con Baskar Lele, uno yogi del Maharashtra che aveva indovinato, dietro l'eroismo del giovane politico, il destino di una grande anima. Come ricorda lo stesso Sri Aurobindo, l'esito finale di quell'incontro fu che una Voce dentro di lui [Lele] lo fece rimettermi al Divino dentro di me imponendomi assoluto surrender [sottomissione] alla Sua Volont… - un principio o piuttosto una Sorza-semenza alla quale mi attenni irremovibilmente e in maniera crescente e che mi fece passare attraverso lutti i meandri di un imprevedibile sviluppo yogico non legato ad alcuna singola regola o stile o dogma o Shastra [insegnamento]...(26) Gli Inglesi, che credevano allora di poter finalmente mettere a tacere l'uomo pi— pericoloso con cui avevano fino a quel momento avuto a che fare, come dichiar• l'allora vicer‚ dell'India Lord Minto, (27) lo videro di nuovo libero nel 1909, dopo un clamoroso processo. Il Bande Matararn era stato soppresso, la maggior parte dei leader nazionalisti imprigionati, deportati o in esilio. Dopo le cruciali esperienze spirituali vissute in carcere, la visione che Sri Aurobindo aveva della vita era radicalmente cambiata e il suo lavoro v•lto ormai Š superare di gran lunga il servizio e la liberazione del paese, fissandosi in uno scopo precedentemente solo intravisto, che era universale nella sua portata e interessato a tutto il futuro dell'umanit… (p. 34). Egli inizia un nuovo settimanale in inglese, il Karmayogin, ed uno in bengali, il Dharma, ma tanto i suoi scritti quanto i suoi discorsi, che riaccendono di vita lo spirito d'indipendenza in folle crescenti, fluiscono ormai da un assoluto silenzio della mente. Nel 1910, un nuovo mandato d'arresto per sedizione cade in sua assenza: Sri Aurobindo, in seguito a un preciso e potente Adesh [comando divino] (28) era partito clandestinamente (un viaggio avventuroso e miracoloso) per Pondicherry, allora colonia francese, dove sarebbe restato ininterrottamente per quarant'anni, concentrato in una sadhana [disciplina spirituale] senza precedenti - fatta non per se stesso, ma per la coscienza terrestre: per aprire una via affinch‚ la coscienza terrestre cambi (...) Lungi dal mio scopo propagare qualche religione, nuova od antica, per l'umanit… in futuro. C'Š una via da aprire che Š ancora bloccata, non una religione da fondare... (pp. 147 e 125). Il ritiro di Sri Aurobindo dall'attivit… politica, com'egli stesso precis• in seguito (parlando di s‚, impersonalmente, alla terza persona), non signific•, come i pi— supposero, ch'egli si era ritirato in qualche altezza spirituale, privo d'ogni ulteriore interesse per il mondo o il destino dell'India. (...) ch‚ il principio stesso del suo yoga non era solo realizzare il Divino e raggiungere una completa coscienza spirituale, ma far anche entrare tutta la vita e l'attivit… del mondo nell'orizzonte di questa coscienza e azione spirituale e basare la vita sullo Spirito e darle un significato spirituale (p. 38): (29) uno yoga destinato ad essere una base non per un ritiro dalla vita, ma per la trasformazione della vita umana (p. 435). Il seme dell'indipendenza dell'India era stato gettato ed egli la "vedeva" gi… libera: il suo personale intervento non era pi— indispensabile. (30) Inoltre, la grandezza del lavoro spirituale che l'attendeva gli diveniva sempre pi— chiara e si rese conto che era necessaria la concentrazione di tutte le sue energie su questo (p. 37). In una lettera del '20 al fratello Barin troviamo gi… espressa in sommi capi la peculiarit… del suo yoga: .... Lo Spirito, il S‚, il Divino Š sempre presente. Quel che il Divino vuole Š che l'uomo Lo incarni qui, nell'individuo e nella collettivit… - realizzare Dio nella vita. L'antico sistema di yoga non Š riuscito a conciliare o unificare lo Spirito e la vita; ha congedato il mondo come un 'illusione o un gioco passeggero di Dio. Il risultato Š stata una diminuzione del potere di vita e il declino dell'India (...) Che sorta di perfezione spirituale Š se alcuni asceti, rinunciatari, santi ed esseri realizzati raggiungono la liberazione, se alcuni devoti danzano in un delirio d'amore, d'ebbrezza e beatitudine divina, e un'intera razza, priva d'intelligenza e solo apparentemente viva, affonda in abissi d'oscurit… ed inerzia? Si deve anzitutto ottenere ogni specie di esperienza parziale al livello mentale, inondando la mente di delizia spirituale e illuminandola di luce spirituale; in seguito si sale in alto. Se non si compie quest'ascesa, quest'elevazione al livello sovramentale, non Š possibile conoscere l'ultimo segreto dell'esistenza cosmica; l'enigma del mondo Š insoluto. LŤ [a livello sovramentale] l'ignoranza cosmica che consiste nella dualit… del S‚ e del mondo, dello Spirito e della vita, Š abolita. Allora non c'Š pi— bisogno di considerare il mondo come un'illusione: il mondo Š un eterno gioco di Dio, la perpetua manifestazione del S‚. Allora Š possibile conoscere e realizzare Dio pienamente, (...) "conoscerMi ed entrare in Me completamente' come dice la Gita. (In: Sri Aurobindo Archives & Research, Apr. '80, pp. 12-13). Se il mondo non Š una creazione di Maya [Illusione], n‚ un ciclo di nascite nell'ignoranza dal quale dobbiamo fuggire (in un Nirvana o qualche Aldil…), ma un campo di manifestazione in cui c'Š una progressiva evoluzione dell'anima e della natura nella Materia, e dalla Materia, attraverso la Vita e la Mente, a ci• che Š al di l… della Mente fino a raggiungere la completa rivelazione di Satcitananda [l'Uno nel suo triplice aspetto di pura esistenza-coscienza-beatitudine] nella vita (p.126), la vita umana acquista un nuovo significato e far discendere nella coscienza "fisica" la verit… sovramentale Š lo scopo dello yoga "integrale" di Sri Aurobindo, uno yoga in cui tutti i piani dell'essere (nella cui esplorazione, fra l'altro, Savitri ci conduce) sono coinvolti, in quanto la loro trasformazione Š la realt… dinamica di questa discesa: il nostro yoga non Š un ripercorrere vecchi cammini ma un'avventura spirituale (p. 109). (31) Dal'14 al '21 pubblica Arya, un mensile in inglese ove le sue esperienze interiori andranno costituendo il corpo fondamentale di quegli scritti che Š forse improprio definire 'filosofici' nel senso corrente (Ci• che scrissi fu il lavoro dell'intuizione e dell'ispirazione operanti sulla base della mia esperienza spirituale. Non ho un'altra tecnica come i moderni filosofi, la cui filosofia considero solo intellettuale e quindi di valore secondario, affermava nel '4032) Escono cosŤ La vita divina, La sintesi degli yoga, il segreto dei Veda, le traduzioni e i commenti alle Upanishad, L'ideale dell'unit… umana, i Saggi sulla Bhagavad-Gita, La psicologia dello sviluppo sociale (pi— tardi pubblicata come il ciclo umano), La poesia futura, I fondamenti della cultura indiana. Alla base di tutta questa prodigiosa produzione, (33) cui si affiancher… un'altrettanto prodigiosa produzione letteraria, poetica e teatrale, Š considerata sotto tutti i possibili aspetti, dal metafisico allo yogico, dallo psicologico al sociale -, la verit… essenziale del Sanatan Dharma (la 'Religione eterna': la tradizione religiosa e spirituale dell'India), di cui Sri Aurobindo aveva avuto un'esperienza fondamentale nel carcere di Alipore, nel 1908 (Sri Rrishna mi fece realizzare la verit… centrale della religione indiana (34). In un manoscritto risalente ai primi anni del suo ritiro a Pondicherry, annotava: Credo che il Veda Š il fondamento del Sanatan Dharma; credo ch'esso sia la divinit… nascosta all'interno dell'Induismo, - ma un velo dev'essere scostato, una cortina dev'essere sollevata. Credo che esso sia conoscibile e scopribile. Credo che il futuro dell'India e del mondo dipende dalla sua scoperta e dalla sua applicazione non per la rinuncia della vita, ma per la vita nel mondo e fra gli uomini. (In: Sri Aurobindo Archives & Research, April '83, p. 38). (35) E in una lettera del '22: .... La vera base della vita e del lavoro Š spirituale, cioŠ una nuova coscienza che deve svilupparsi solo mediante lo Yoga. Sempre pi— chiaramente vedo che l'uomo non arriver… mai ad uscire dalla futile ronda che la nostra specie continua a seguire, finche non si sar… elevato fino alla nuova base. Credo anche che la missione dell'India e di riportare questa grande vittoria per il mondo (p. 437). La vera teocrazia Š il regno d'Iddio nell'uomo, non il regno d'un papa, d'una chiesa o d'una casta sacerdotale. ("The Human Cycle", 15, p. 166). La scoperta di un potere reale dello Spirito sulla Materia, e non di una verit… teorica ("Ch‚ verit… e conoscenza sono un raggio inutile, / se la Conoscenza non apporta il potere di cambiare il mondo", leggiamo in Sav. X, 4, 823-24) Š il Segreto pragmatico che Sri Aurobindo andava a poco a poco ritrovando, sperimentalmente, avendo il coraggio di saltare, ad un tempo, oltre la sua cultura occidentale e oltre la tradizione religiosa induista, come osserva Satprem: tant'Š vero che l'essenziale emerge quando si Š dimenticato tutto: (36) Le tradizioni del passato sono grandissime al loro posto, nel passato, ma non vedo perch‚ dovremmo semplicemente ripeterle e non andare oltre. Nello sviluppo spirituale della coscienza sulla terra il Brande passato dovrebbe essere seguito da un pi— grande futuro (p. I 22). (37) Nel 1914, MŠre, allora Mirra Alfassa, francese, espressione vivente del fiore pi— raffinato della cultura europea assieme alle affiliazioni spirituali con l'Oriente, come scrive Nirodbaran (Op. cit., p. 151), sbarca in India e incontra a Pondicherry Sri Aurobindo: Poco importa che ci siano migliaia di esseri immersi nella pi— densa ignoranza, Colui che abbiamo visto ieri Š sulla terra; la sua presenza basta a provare che verr… un giorno in cui l'ombra sar… trasformata in luce e in cui il Tuo regno sar… effettivamente instaurato sulla terra, ella registra nel suo diario spirituale. (38) Sri Aurobindo, interrogato pi— tardi da un discepolo a proposito di quell'incontro il cui significato, come osserva Nirodbaran, Š incommensurabile e si riveler… progressivamente nel tempo, affermer…: Fu la prima volta che seppi che il perfetto surrender fino all'ultima cellula fisica era umanamente possibile; fu quando MŠre venne e s'inchin• che vidi quel perfetto surrender in azione. (39) Tutte le mie realizzazioni, dichiarer… in seguito, sarebbero rimaste per cosŤ dire teoriche per quel che concerne il mondo esteriore. Ô MŠre che ha mostrato la via verso una forma pratica. (40) A MŠre, che torner… nel '20 per restare definitivamente, Sri Aurobindo affider… l'incarico materiale dell'Ashram che si era intanto venuto formando attorno a lui, malgrado non gli piacesse che 'la sua casa' fosse cosŤ chiamata (poich‚ la parola ha assunto per la mente moderna il senso di un'istituzione pubblica...). Dei molti che venivano a lui come api in cerca di miele, alcuni ottenevano infatti di restare per praticare la sadhana sotto la sua guida diretta. (41) Ma presto MŠre avrebbe dovuto assumere l'intero incarico, materiale e spirituale, di quello che Sri Aurobindo chiamava un "laboratorio" di yoga sovramentale; (42) egli infatti si sarebbe ritirato in completa esclusione dopo il 24 novembre 1926, data di una delle tappe decisive del suo yoga, quella della discesa di Krishna nel suo corpo: la discesa della luce surmentale nel fisico che preparer… la discesa della Sovramente. (43) Come osserva R. Th‚pot, oltre la zona degli Dei, che Sri Aurobindo ha chiamato la Surmente, da cui provengono durante la storia le pi— alte intuizioni umane, egli ha scoperto e fanno discendere nel suo corpo, la Sovramente, che apre la possibilit… finora rifiutata d'unificare lo Spirito e la Materia, poli apparentemente opposti, e dunque la possibilit… di trasformare il corpo. L'uomo, o l'essere che succeder… all'uomo, potr… un giorno vivere sulla terra una vita divina, proprio perch‚ il Divino, il Supremo, Š dissimulato nelle pi— segrete profondit… della Materia. (In: Sri Aurobindo, Savitri, traduction fran‡aise, vol. I, p. II). Nel suo ritiro assoluto, durante il quale altre sue opere vedono la luce, salvo Savitri, su cui lavor• fino all'ultimo, Sri Aurobindo Š pi— che mai in contatto con le forze in gioco nel mondo: Noi non Š con l'Empireo che sono impegnato; magari lo fosse. Ô piuttosto con l'estremo opposto, scriveva in una lettera del '36, Š nell'Abisso che ho dovuto immergermi per costruire un ponte fra i due. Ma anche questo Š necessario per il mio lavoro e lo si deve affrontare (p. 153). L'impresa tremenda di aprire le cellule fisiche alla Luce divina significa affrontare la formidabile resistenza dell'Incosciente terrestre: (44) Ô solo l'Amore divino che pu• sopportare il peso che devo sopportare, che devono sopportare tutti coloro che hanno sacrificato tutto il resto all'unico scopo di sollevare la terra dalle sue tenebre verso il Divino (p. 152) Occorre gettare un ponte sull'abisso fra Mente e Sovramente, aprire i passaggi chiusi e creare vie per salire e discendere lŤ ove ora non esiste che vuoto e silenzio, aveva scritto, quindici anni prima, in The Life Divine (19, p. 891); un "lavoro da dio" (45) perch‚ il terreno sia pronto per la prossima manifestazione: So con assoluta certezza che l'avvento della Sovramente Š, nella natura stessa delle cose, inevitabile, scriveva nel '34 (p. 167). E la discesa della Sovramente significa che il Potere [sovramentale] sar… nella coscienza terrestre come forza vivente proprio come ci sono gi… la mente pensante e il mentale superiore. (. .) La discesa di questa Verit… che apre (a vi a uno sviluppo della coscienza divina cui sulla terra Š il senso finale dell'evoluzione terrestre (pp. 146 e 143). Il contatto di Sri Aurobindo col mondo esterno Š spiritualmente attivo (La mia vita Š stata una battaglia dai primi anni ed Š ancora una battaglia: il fatto che la conduca ora, da una stanza del piano di sopra e con mezzi spirituali (...) non fa alcuna differenza per il suo carattere: p. 153): se egli intervenne silenziosamente ogni volta che fu necessario (46) (la storia molto raramente registra le cose che furono decisive ma che avvennero dietro il velo...: p. 49), da ricordare Š almeno l'uscita dal suo riserbo durante la seconda guerra mondiale: quando il Nazismo minacciava di dominare il mondo, egli si dichiar• apertamente dalla parte degli Alleati, ponendo interiormente la sua forza spirituale su di essi dal momento di Dunkirk e incoraggiando in pi— modi aiuti concreti in loro favore quando l'opinione pubblica indiana, ancora amaramente anglofoba, considerava la vittoria di Hitler come la propria vittoria." (47) Il contatto coi discepoli Š mantenuto in forma epistolare: pi— di duemila pagine di corrispondenza (48) che costituiranno "uno strumento efficace verso il suo scopo centrale": una canalizzazione [della Forza che andava crescendo nella sua pressione sulla natura fisica] era necessaria, e questo servŤ allo scopo (p. 180). Savitri il 15 agosto del '47 l'India conquista l'indipendenza. Ô il senantacinquesimo compleanno di Sri Aurobindo: Considero questa coincidenza, non come un incidente fortuito, ma come la sanzione e il sigillo della Forza divina che guida i miei passi sul lavoro con cui cominciai la vita, l'inizio del suo completo adempimento... (p. 404), scrive fra l'altro, per l'occasione, in un memorabile messaggio. (49) Il 10 dicembre 1950 Sri Aurobindo lascer… il corpo. (50) il Divino deve velarsi per incontrare l'umano, si legge in una sua lettera degli anni '30 (p. 450). Ritorner• solamente in un corpo sovramentale (...) Tu devi rimanere... Tu continuerai, andrai fino al fondo del lavoro..., aveva comunicato a MŠre. (51) E MŠre rester… sola ("Tu porterai tutte le cose perch‚ tutte possano cambiare", dir… il Supremo a Savitri: Sav. XI, 1, 1032), per quasi un quarto di secolo, fino all'et… di novantacinque anni, a portare fino in fondo, al di qua del velo, quello yoga delle cellule, o della trasformazione del corpo, di cui nessuna mappa era mai stata tracciata ma il cui compimento erompe profeticamente in Savitri. La poesia, ancora una volta, assume il compito di trasmetterci l'indicibile: Il Potere duale incarnato aprir… la porta di Dio, la sovramente eterna toccher… il Tempo terrestre Lo Spirito guarder… attraverso gli occhi della Materia e la Materia il volto riveler… dello Spirito. ...... Abbracciando la vasta terra, una beatitudine infinita attendeva. (Sav. XI, 1,1241-1377)53 Savitri La leggenda e il simbolo La leggenda di savitri (la passione di una donna sola nel suo terribile silenzio e la sua forza, che si oppone alla Morte, [il dio] che separa le anime (54) Si trova nel Mahabharata, l'antica epopea indiana dell'era vedica. Al re Aswapati che, senza discendenza, aveva praticato lunghe austerit… e offrono numerosi sacrifici, appare la dea Savitri ad annunciargli la nascita d'una figlia. A questa egli dar… il nome della dea. Giunta all'et… di sposarsi, e la forza della sua personalit… allontanando ogni pretendente, il padre la invita a trovare lei stessa, viaggiando per il mondo, il suo compagno. E Savitri sceglier… Satyavan, figlio di Dyumatsena, il re cieco spodestato dai suoi nemici che vive in eremitaggio nella foresta. Narad, il poeta e veggente che si trova alla corte del re Aswapati proprio al ritorno di Savitri, rivela che la scelta Š funesta perch‚ Satyavan Š destinato a morire di lŤ ad un anno. Ma Savitri resta fedele alla propria scelta: sposa Satyavan e va a vivere con lui nell'eremitaggio, nascondendo in cuor suo l'angoscia dell'attesa del giorno del fato. Quando la morte verr… a prendere il suo sposo, lei, che lo ha accompagnato a far legna nella foresta, affronter… Yama, il dio della Morte, dal quale riuscir… ad ottenere diversi favori e, in ultimo, il ritorno di Satyavan alla vita. Sri Aurobindo, che definŤ il suo poema "una leggenda e un simbolo", (55) annotava in uno dei suoi taccuini: La leggenda di Satyavan e Savitri Š raccontata nel Mahabharata come una storia d'amore coniugale che conquista la morte. Ma questa leggenda Š, come indicano gli aspetti della storia umana, uno dei tanti miti simbolici del ciclo vedico Satyavan Š l'anima che porta in s‚ la divina verit… d'essere, ma che Š discesa nella stretta della morte e dell'ignoranza; Savitri Š la Parola Divina, la figlia del Sole, la dea della suprema Verit… che discende e nasce per salvare; Aswapati, il Signore del Cavallo, padre umano di lei, Š il Signore della Tapasya, l'energia concentrata dello sforzo spirituale che ci aiuta a sollevarci dai piani mortali a quelli immortali; Dyumatsena, il Signore degli Eserciti Splendenti, padre di Satyavan, Š la Mente Divina divenuta quaggi— cieca, che perde il suo regno celeste di visione e, a causa di questa perdita, il suo regno di gloria. Comunque, non si tratta semplicemente d'una allegoria, i personaggi non sono delle qualit… mostrargli il cammino che va dal suo stato mortale a una coscienza divina e una vita immortale (p 265). Naturalmente, solo la trama essenziale dell'episodio narrato nel Mahabharata resta in Savitri. In questa nuova favola di Orfeo ed Euridice i cui protagonisti si sono scambiate le parti - o nuovo mito di Iside e Osiride -, troveremo infatti tutta la conoscenza dei mondi invisibili (56) e, come dice Satprem, una favolosa geografia di quella che gli uomini chiamano "la morte". (57) CosŤ, fra l'altro, MŠre parlava di Savitri a un discepolo: Ô la pi— bella cosa ch'Egli abbia lasciato per l'uomo, la pi— alta possibile. (...) Ho studiato le migliori opere in greco, in latino, in inglese e naturalmente in francese, anche in tedesco, e tutte le grandi creazioni dell'Occidente e dell'Oriente, comprese le grandi epopee; ma ripeto, non ho trovato da nessuna parte qualcosa di comparabile a Savitri. Tutte queste letterature mi sembrano vuote, piatte, vane, senza alcuna realt… profonda - a parte delle rare eccezioni. e anch'esse non rappresentano che una piccola frazione di ci• che Š Savitri. (...) Ô una cosa immortale ed eterna ch'Egli ha creato. ( .) Non c'Š niente d'analogo nel mondo intero. Se lasciamo da parte la visione della realt…, cioŠ la sostanza essenziale che Š il fondo dell'ispirazione, e teniamo conto solo dei versi in se stessi, li troveremo unici, del pi— elevato genere classico. Ci• ch'Egli ha creato, Š qualcosa che l'uomo non pu• immaginare Perch‚ c'Š tutto, tutto. Si pu• dire che Savitri Š una rivelazione, Š una meditazione, Š una ricerca dell'infinito, dell'Eterno. Se lo si legge con questa aspirazione verso l'immortalit…, la lettura stessa servir… da guida verso l'immortalit… Leggere Savitri Š in effetti fare dello yoga, della concentrazione spirituale; ci si pu• trovare tutto quello di cui si ha bisogno per realizzare il Divino. Ogni passo dello yoga Š segnato qui, compreso il segreto di tutti gli altri yoga (..) c'Š tutto: il misticismo, l'occultismo, la filosofia, la storia dell'evoluzione, la storia dell'uomo, degli dei della creazione, della Natura. Come l'universo Š stato creato, perch‚, per quale fine, quale destino. Tutto Š lŤ. Li dentro potete trovare tutte le risposte a tutte le vostre domande Tutto Š spiegato, anche l'avvenire dell'uomo e dell'evoluzione, tutto ci• che nessuno sa ancora Egli l'ha formulato in parole belle e chiare perch‚ gli avventurieri spirituali che vogliono risolvere i misteri del mondo possano comprenderlo pi— facilmente. Ma il mistero Š ben nascosto, dietro le parole e i versi e occorre salire fino al livello voluto della vera coscienza per scoprirlo. Tutte le profezie, tutto ci• che avverr… Š presentato con una chiarezza precisa e meravigliosa. Sri Aurobindo vi d… qui la chiave per trovare la Verit…, per scoprire la Coscienza per risolvere il problema di ci• che Š l'universo. Ha anche detto come aprire la porta dell'incoscienza affinch‚ la luce possa penetrarvi per trasformarla. Ha mostrato il cammino per liberarsi dall'ignoranza e salire fino alla sovracoscienza; ogni tappa, ogni piano di coscienza, come si possono scalare, come si pu• anche superare la carriera della morte e arrivare all'immortalit…. Troverete tutto il percorso in dettaglio, e avanzando potrete scoprire cose del tutto sconosciute dell'uomo. Ecco che cos'Š Savitri e altre cose ancora. Ô una vera esperienza leggere Savitri. Tutti i segreti che l'uomo possedeva, Egli li ha rivelati; cosŤ come tutto ci• che l'attende nel futuro: tutto questo si trova al fondo di Savitri, ma occorre avere la conoscenza per scoprirlo, L'esperienza dei piani di coscienza, L'esperienza della Sovramente, l'esperienza anche della conquista della Morte. Egli ha indicato tutte le tappe, marcato ogni passo per avanzare d'una maniera integrale nello Yoga Integrale. (...) chiunque voglia praticare lo yoga se prova sinceramente e ne sente la necessit…, potr… con l'aiuto di Savitri salire al pi— alto grado della scala dello yoga, potr… trovare il segreto che rappresenta Savitri. E questo senza l'aiuto di alcun guru. (...) perch‚' tutto quello di cui avr… bisogno lo trover… in Savitri. (...) Insomma, Savitri e qualcosa di concreto, di vivente, Š tutto riempito di coscienza, e la conoscenza suprema al di sopra di tutte le filosofe, di tutte le religioni umane. Ô la via spirituale, e lo yoga, la tapasya - sadhana, tutto, in un corpo unico. Savitri ha un potere straordinario, proietta vibrazioni per colui che pu• riceverle, le vere vibrazioni di ogni tappa della coscienza. Ô incomparabile, Š la Verit… nella sua pienezza, quella che Sri Aurobindo ha fatto discendere sulla terra. (...) bisogna cercare di trovare il segreto che rappresenta Savitri, il messaggio profetico che Sri Aurobindo vi rivela per noi (Notes de LumiŠre, pp. 22-34). Il lavoro di Sri Aurobindo Savitri, concepito fin dagli anni di Baroda, (58) costituŤ il lavoro assiduo e la preoccupazione incessante di tutta la vita dell'Autore (Mi sono lanciato in una barca senza timone sulla vastit… dell'infinito, aveva detto in proposito a MŠre (59)): infinite revisioni, ritocchi, aggiunte e cambiamenti portarono il poema alla sua forma finale di oltre 24.000 versi (dodici libri in tutto, come nelle epopee classiche). Nella sua nuova forma, scriveva Sri Aurobindo nel '46, sar… una specie di filosofia poetica dello Spirito e della Vita molto pi— profonda nella sua sostanza e pi— vasta nel suo orizzonte di quanto fosse intesa nel poema originale. (Letters on 'Savitri', 29, pp. 731-32). Se egli mirava a una "perfezione perfetta" era perch‚ Savitri era da lui utilizzato "come un mezzo d'ascesa": Cominciai con esso su un certo livello mentale, scriveva in una lettera del '36, e ogni volta che potevo raggiungere un livello pi— alto, lo riscrivevo da quel livello. Inoltre sono stato esigenze - se una parte mi sembrava venire da livelli inferiori, lasciarla perch‚ era della buona poesia non mi soddisfaceva. Tutto doveva avere, per quanto possibile, la stessa impronta. In effetti, non ho considerato Savitri come un poema da scrivere e terminare, ma come un campo di sperimentazione per vedere fino a che punto si potesse scrivere poesia partendo dalla propria coscienza yogica e come ci• potesse esser reso creativo. (Ibid., pp. 727-28). Sri Aurobindo modificava insomma Savitri a mano a mano che si modificava la sua esperienza, come ricorda MŠre, e lo riscriveva anche in funzione delle esperienze da lei vissute: (60) In verit…, l'intera forma di Savitri Š discesa in massa dalla regione pi— alta e Sri Aurobindo col Suo genio sistemava semplicemente i versi - in uno stile superbo e magnifico. Talvolta interi versi sono stati rivelati ed Egli li ha lasciati intatti; ha lavorato molto, senza stancarsi, perch‚ l'ispirazione venga dalla pi— alta vetta possibile. (...) Ogni mattina, Lo udivo leggere Savitri, la notte lo scriveva e al mattino me lo leggeva. E ho notato una cosa curiosa, che di giorno in giorno le esperienze ch'Egli mi leggeva il mattino, io le avevo avute la notte precedente, parola per parola. (...) Sono le mie esperienze ch'Egli ha rappresentato dall'inizio alla fine ed erano anche le Sue esperienze. E d'altra parte l'immagine della nostra avventura insieme verso l'ignoto o piuttosto verso la Sovramente. (Notes de LumiŠre, pp. 25 e 29-30). La poesia surmentale Se la suprema fusione di Verit… e Bellezza esiste solo a livello sovramentale (a quel livello il vero Š sempre bello e il bello Š sempre vero: Letters on 'Savitri', 29, p. 812), quella che Sri Aurobindo chiama l"aesthesis' surmentale Š uno degli elementi costanti del Poema. (61) Alle sue vette, la Surmente, [intermediaria fra il piano sovramentale e la mente illuminata], trae abbastanza luce sovramentale per vedere ci• che la Sovramente vede e fare ci• che la Sovramente fa, anche se in una chiave inferiore e con una verit… e un potere meno assoluti, scriveva l'A. nel '46: a un livello inferiore, la Surmente pu• servirsi del linguaggio dell'intelletto per trasmettere, nella misura in cui quel linguaggio Š capace, il proprio significato e messaggio pi— grande, ma alle sue vette la Surmente usa il suo proprio linguaggio e d… alle proprie verit… la loro suprema espressione, e nessuna favella intellettuale, nessuna poesia mentalizzata pu• eguagliare od anche avvicinarsi a quel potere e a quella bellezza. (...) LŤ risiede e da lŤ scaturisce il mistero della parola inevitabile, del supremo ritmo immortale, del significato assoluto e dell'espressione assoluta. (Ibid., p. 813). Spiegando a un corrispondente quella che in The Future Poetry egli chiama la "nota - o aesthesis - surmentale" in poesia, Sri Aurobindo, dopo aver ricordato che Š qualcosa che va sentito e non spiegato e che richiede una sensazione intuitiva, un riconoscimento di qualcosa di familiare alla propria personale esperienza e alla propria percezione pi— profonda della sostanza e del ritmo, afferma che a costituire questo genere di poesia Š qualcosa che non appartiene n‚ alla coscienza mentale, n‚ a quella vitale n‚ a quella fisica, e, insieme, una certa qualit… o potere nel linguaggio e nel ritmo che aiuta a rivelare quel qualcosa di pi— profondo. E aggiunge che se dovesse scegliere il verso che nella poesia europea pi— suggerisce questo, potrebbe venire per primo il verso di Virgilio: "Sunt lacrimae rerum et mentem mortalia tangunt"(Aen. I, 462). Ponendolo sullo stesso piano del "In the dark backward and abysm of Time" di Shakespeare, del "Those thoughts that wander through eternity" di Milton o del "The winds come to me from the fields of sleep" di Wordsworth, rileva come non si tratti in questi casi di una coscienza trascendente, bench‚ trascenda la mente umana ordinaria, ma piuttosto di una "coscienza cosmica": li lettore ordinario di poesia che non abbia quell'esperienza non sar… in genere capace di distinguere ma sentirebbe al massimo che c'Š qualcosa di straordinariamente bello, profondo, sublime o insolito - oppure potrebbe allontanarsene come da qualcosa di troppo acuto ed eccessivo (...) Chi abbia la linea di comunicazione aperta potrebbe d'altro canto sentire che cosa c'Š e distinguere, anche se non possa adeguatamente caratterizzarlo o descriverlo ... (Ibid., pp. 802-04). Attraverso le lettere ai suoi corrispondenti, il Poeta stesso ci parla del suo poema epico che mira a una esposizione esaustiva della sua visione cosmica: Savitri Š la registrazione di una visione, di un'esperienza che non Š del tipo comune ed Š spesso molto lontana da quel che la mente umana ordinaria vede e sperimenta Non dovete aspettare apprezzamento o comprensione dal pubblico comune o anche da molti, al primo impatto;(...) dev'esserci una nuova estensione di coscienza ed aesthesis per apprezzare un nuovo genere di poesia mistica. (62) (..) Š un esperimento in poesia mistica, poesia spirituale messa in forma simbolica. Fatta su questa regola, Š realmente un nuovo tentativo e non pu• essere intralciata da vecchie idee di tecnica se non quando siano assimilabili. Tanto meno da un criterio pertinente a una poesia puramente intellettuale e astratta che fa della "ragione e del gusto" gli arbitri supremi (...) il tentativo di poesia mistico-spirituale del tipo a cui miro richiede soprattutto un'oggettivit… spirituale, un'intensa concretezza psicofisica. (...) Ogni parola dev'essere quella giusta (...) proprio come ogni suono al suo posto e la totalit… dei suoni insieme devono rivelare il significato imponderabile che Š al di l… dell'espressione verbale. (Ibid, pp. 750 e 752). Se la poesia di Savitri (frutto di un'infinita capacit… di attendere e di ascoltare la vera ispirazione: Ibid, p. 795) raggiunge il piano surmentale, la sua espressione, rivelatrice di quella pi— alta delle sfere della mente spirituale, Š sostanzialmente mantrica. (63) Come osserva Satprem, se arriviamo a fare una poesia o una musica cosciente, che sia il prodotto d'un uso cosciente delle vibrazioni superiori, creeremo grandi opere aventi un potere iniziatico. Invece d'una poesia che Š una fantasia dell'intelletto e una "baiadera della mente" secondo Sri Aurobindo, potremmo creare una poesia o una musica mantrica per "far discendere gli dei nella vita" Perch‚ la vera poesia Š un atto, funzione delle esperienze da lei vissute: (60) In verit…, l'intera forma di Savitri Š discesa in massa dalla regione pi— alta e Sri Aurobindo col Suo genio sistemava semplicemente i versi - in uno stile superbo e magnifico. Talvolta interi versi sono stati rivelati ed Egli li ha lasciati intatti; ha lavorato molto, senza stancarsi, perch‚ l'ispirazione venga dalla pi— alta vetta possibile. (...) Ogni mattina, Lo udivo leggere Savitri, la notte lo scriveva e al mattino me lo leggeva. E ho notato una cosa curiosa, che di giorno in giorno le esperienze ch'Egli mi leggeva il mattino, io le avevo avute la notte precedente, parola per parola. (...) Sono le mie esperienze ch'Egli ha rappresentato dall'inizio alla fine ed erano anche le Sue esperienze. Ô d'altra parte l'immagine della nostra avventura insieme verso l'ignoto o piuttosto verso la Sovramente. (Notes de LumiŠre, pp. 25 e 29-30). La poesia surmentale Se la suprema fusione di Verit… e Bellezza esiste solo a livello sovramentale (a quel livello il vero Š sempre bello e il bello Š sempre vero: Letters on 'Savitri', 29, p. 812), quella che Sri Aurobindo chiama l''aesthesis' surmentale Š uno degli elementi costanti del Poema. (61) Alle sue vette, la Surmente, [intermediaria fra il piano sovramentale e la mente illuminata], trae abbastanza luce sovramentale per vedere ci• che la Sovramente vede e fare ci• che la Sovramente fa, anche se in una chiave inferiore e con una verit… e un potere meno assoluti, scriveva l'A. nel '46: a un livello inferiore, la Surmente pu• servirsi del linguaggio dell'intelletto per trasmettere, nella misura in cui quel linguaggio Š capace, il proprio significato e messaggio pi— grande, ma alle sue vette la Surmente usa il suo proprio linguaggio e d… alle proprie verit… la loro suprema espressione, e nessuna favella intellettuale, nessuna poesia mentalizzata pu• eguagliare od anche avvicinarsi a quel potere e a quella bellezza. (...) LŤ risiede e da lŤ scaturisce il mistero della parola inevitabile, del supremo ritmo immortale, del significato assoluto e dell'espressione assoluta. (Ibid., p. 813). Spiegando a un corrispondente quella che in The Future Poetry egli chiama la "nota - o aesthesis - surmentale'' in poesia, Sri Aurobindo, dopo aver ricordato che Š qualcosa che va sentito e non spiegato e che richiede una sensazione intuitiva, un riconoscimento di qualcosa di familiare alla propria personale esperienza e alla propria percezione pi— profonda della sostanza e del ritmo, afferma che a costituire questo genere di poesia Š qualcosa che non appartiene n‚ alla coscienza mentale, n‚ a quella vitale n‚ a quella fisica, e, insieme, una certa qualit… o potere nel linguaggio e nel ritmo che aiuta a rivelare quel qualcosa di pi— profondo. E aggiunge che se dovesse scegliere il verso che nella poesia europea pi— suggerisce questo, potrebbe venire per primo il verso di Virgilio: "Sunt lacrimae rerum et mentem mortalia tangunt" (Aen. I, 462). Ponendolo sullo stesso piano del "In the dark backward and abysm of Time" di Shakespeare, del "Those thoughts that wander through eternity" di Milton o del "The winds come to me from the fields of sleep" di Wordsworth, rileva come non si tratti in questi casi di una coscienza trascendente, bench‚ trascenda la mente umana ordinaria, ma piuttosto di una "coscienza cosmica": il lettore ordinario di poesia che non abbia quell'esperienza non sar… in genere capace di distinguere ma sentirebbe al massimo che c'Š qualcosa di straordinariamente bello, profondo, sublime o insolito - oppure potrebbe allontanarsene come da qualcosa di troppo acuto ed eccessivo (...) Chi abbia la linea di comunicazione aperta potrebbe d'altro canto sentire che cosa c'Š e distinguere, anche se non possa adeguatamente caratterizzarlo o descriverlo ... (Ibid., pp. 802-04). Attraverso le lettere ai suoi corrispondenti, il Poeta stesso ci parla del suo poema epico che mira a una esposizione esaustiva della sua visione cosmica: Savitri Š la registrazione di una visione, di un'esperienza che non Š del tipo comune ed Š spesso molto lontana da quel che la mente umana ordinaria vede e sperimenta Non dovete aspettare apprezzamento o comprensione dal pubblico comune o anche da molti, al primo impatto; ( . ) dev'esserci una nuova estensione di coscienza ed aesthesis per apprezzare un nuovo genere di poesia mistica. (62) (...) Š un esperimento in poesia mistica, poesia spirituale messa in forma simbolica. Fatta su questa regola, Š realmente un nuovo tentativo e non pu• essere intralciata da vecchie idee di tecnica se non quando siano assimilabili Tanto meno da un criterio pertinente a una poesia puramente intellettuale e astratta che fa della "ragione e del gusto" gli arbitri supremi (...) il tentativo di poesia mistico-spirituale del tipo a cui miro richiede soprattutto un'oggettivit… spirituale, un'intensa concretezza psicofisica (...) Ogni parola dev'essere quella giusta (...) proprio come ogni suono al suo posto e la totalit… dei suoni insieme devono rivelare il significato imponderabile che Š al di l… dell'espressione verbale. (Ibid., pp. 750 e 752). Se la poesia di Savitri (frutto di un'infinita capacit… di attendere e di ascoltare la vera ispirazione: Ibid. p 795) raggiunge il piano surmentale, la sua espressione, rivelatrice di quella pi— alta delle sfere della mente spirituale, Š sostanzialmente mantrica. (63) Come osserva Satprem, se arriviamo a fare una poesia o una musica cosciente, che sia il prodotto d'un uso cosciente delle vibrazioni superiori, creeremo grandi opere aventi un potere iniziatico. Invece d'una poesia che Š una fantasia dell'intelletto e una "baiadera della mente" secondo Sri Aurobindo, potremmo creare una poesia o una musica mantrica per far discendere gli dei nella vita" Perch‚ la vera poesia Š un atto, apre brecce nella coscienza - noi siamo murati, barricati! - attraverso cui il Reale pu• entrare: 'Š un mantra del Reale', una iniziazione. Ô quello che hanno fatto i Rischi vedici e i veggenti delle Upanishad nei loro mantra, che hanno il potere di comunicare un 'illuminazione a chi Š pronto; Š quello che Sri Aurobindo ha spiegato nella sua Poesia futura ed Š quello che ha fatto in Savitri. Sri Aurobindo ou l'aventure de la conscience, p. 250). Non dimentichiamo che Sri Aurobindo prevedeva un futuro allargamento del campo della creazione poetica, dove l'espressione della vita spirituale interiore dell'uomo (la sua conoscenza ed esperienza ora occulte o mistiche dell'intera sfera nascosta del suo essere e dell'essere del mondo) trover… vasto spazio e non sar… limitata come in passato; dove l'espressione delle sconfinate e innumerevoli ricchezze che restano nascoste e inesplorate, come tenute in disparte sono lo sguardo diretto dell'infinito, sar… altrettanto molteplice e integrale di quella trovata in passato per la visione ed esperienza superficiali e finite che l'uomo ha di s‚ e del mondo materiale in cui ha vissuto sforzandosi di conoscere meglio possibile questo e se stesso con una mente e dei sensi limitati. La porta che Š stata chiusa a tutti pu• essere tuttavia aperta da qualcuno; il regno dello Spirito pu• essere stabilito non solo nell'essere interiore dell'uomo ma nella sua vita e nelle sue opere. Anche la Poesia pu• avere il suo ruolo in questa rivoluzione e divenire parte dell'impero spirituale. (Letters on 'Savitri', p. 801). Ci giunge allora l'eco di un discorso ch'egli pronunciava negli anni'10: .... i pi— grandi Mantra son quelli pronunciati all'interno, e che il veggente sussurra o d… in sogno o in visione ai suoi discepoli. Quando il Mantra finale Š praticato anche da due o tre, allora la Mano chiusa di Dio comincer… ad aprirsi; quando l'upasana l'adorazione Š seguita da molti, la Mano chiusa si aprir… completamente. (64) La traduzione: "non per fare una traduzione..." Nessuno pu• tradurre Savitri, affermava MŠre a proposito di un tentativo di traduzione in hindi da parte di un discepolo, ma cercare di tradurre Savitri Š per lui il modo migliore di fare la sadhana. (65) Voler tradurre un tale concentrato di coscienza senza avere la stessa esperienza dell'Autore Š infatti un'ambizione assurda. Ma cercare di tradurlo pu• essere un'esperienza a s‚, di cui MŠre stessa (la sola che avrebbe potuto tradurlo) ha parlato riferendosi ai propri tentativi di versione francese: Lo faccio esclusivamente per la gioia di stare in un mondo d'espressione surmentale (...), un'espressione luminosa, meravigliosa, attraverso cui uno pu• afferrare la Verit… (...) Savitri non Š per fare una traduzione, Š per VEDERE. Fare una prova. (...) Per mia soddisfazione personale. (...) per restare nell'atmosfera...(66) Se Sri Aurobindo notava come molti dei pi— bei versi del Rig-Veda, tradotti direttamente in inglese, perdono quella sorta di "felicit… inevitabile" che ha il potere d'imporre alla mente "un senso pi— profondo" (precisamente perch‚ si tratta di forme nuove e appropriate nel linguaggio originale, scoperte di un'espressione inaspettata e assoluta, che sfidano la traduzione: Op. cit., p. 805), che cosa dire di tutto quel che va perduto in una traduzione di Savitri? Noi ci auguriamo solo che questa nostra sadhana possa invitare il Lettore italiano ad affrontare quanto prima il testo originale inglese. La struttura dei versi originali del poema Š quella del blank verse (pentapodie giambiche non rimate), ma di tipo a s‚ e di sistema differente dal blank verse comunemente usato nella poesia inglese, come specifica il Poeta (Ibid., p. 793). Il verso sciolto pentametro, che modula perfettamente, con l'alternanza variabile dei suoi cinque accenti, la gamma tonale della lingua inglese, ci suggerŤ all'inizio una resa poetica in endecasillabi sciolti, essendo l'endecasillabo il verso italiano per eccellenza che meglio d'ogni altro si presta alla tipica musicalit… della nostra lingua. Ma dovevamo presto abbandonare quell'esperimento perch‚ ci costringeva a non rispettare il taglio dei versi originali, (67) cosŤ importante in Savitri: Ciascun verso dev'essere abbastanza forte da stare da solo, adattandosi allo stesso tempo armoniosamente nella frase (...) come pietra aggiunta a pietra, scriveva il Poeta parlando del suo tentativo di cogliere qualcosa del movimento upanishadico e kalidasiano, fin dove Š possibile in inglese. (Ibid., pp. 794 e 727). E MŠre, a proposito della sua "prova" di traduzione in francese: C'Š una necessit… di mantenere ogni verso come se fosse solo nell'universo. Mai fare confusione nell'ordine dei versi, no, no e no! Perch‚, quando l'ha scritto, lui l'ha VISTO cosŤ. (L'Agenda di MŠre IV, 30 genn. '63, pp. 46-47). E dovevamo in seguito trovare conferma al nostro cambiamento di rotta nel criterio adottato da Raymond Th‚pot, alle prese, allora come oggi, con la sua traduzione francese di Savitri. (68) Ogni libert… deve avere in s‚ una verit… e un ordine, scriveva Sri Aurobindo nel '46 (Op. cit., p. 746), e se Š per lo pi— alla cadenza endecasillaba che abbiamo accordato la preferenza nella presente traduzione, altri versi classici sono venuti allora a concatenarsi liberamente seguendo, per quanto Š stato possibile, l'unica regola di essere ritmicamente giustificati, regola cui Sri Aurobindo mai derogava: il plesso solare dev'essere soddisfano e, finch‚ non lo Š, revisione deve seguire a revisione. Posso aggiungere, rispondeva l'A. nel '36 a un corrispondente preoccupato della 'tecnica' adottata in Savitri, che la tecnica non segue alcuna regola mentale stabilita - perch‚ l'oggetto non Š la perfetta eleganza tecnica secondo la norma, ma il significato sonoro che amplifica il significato verbale. Se ci• si pu• fare rompendo le regole, beh, tanto peggio per la regola. (Ibid., p. 730). 1 Nel '25 osservava: Non solo nel mio caso, ma in quello di poeti, filosofi e yogi Š inutile sforzarsi di fare una biografia, perch‚ essi non vivono nella loro vita esteriore. La loro vita reale Š interiore e come pu• qualcun altro conoscerla? (In: A. B. Purani, The life of Sri Aurobindo, p.205). 2 Savitri Š il suo Messaggio - tutto il resto Š preparatorio, ma Savitri Š il Messaggio, dichiarava MŠre. (L'Agenda di Mere IV, 13 mar. '63 p. 97). 3 Cfr. Sri Aurobindo's 'Savitri' ,an approach and a study, pp.62-120, passim. 4 In parte gi… apparso nel nostro breve saggio Fortuna di Virgilio in Sri Aurobindo (in: Studi latini e italiani, Roma, 1986 pp. 43-65). 5 Per una panoramica pi— esauriente rimandiamo a Satprem, Sri Aurobindo o l'avventura della coscienza; A.B. Pulam, The Life of Sri Aurobindo; Nirodbaran, Sri Aurobindo for all pages, e agli scritti dell'A. stesso raccolti in On Himself, vol. 26 della SABCL da cui sono tratte tutte le citazioni qui in corsivo seguite dal solo riferimento di pagina. 6 Come il College Fort Williams fondato nel 1800 dalla Compagnia delle Indie, l'opera missionaria e, soprattutto, l'Hindu College di Calcutta, la prima scuola inglese per indiani, fondata nel 1817, i cui programmi traducevano le speranze borghesi dell'Inghilterra vittoriana incarnate dal Macauley. 7 G.M. Langley, Sri Aurobindo, London 1949, p. 14. 8 Come sottolinea Sri Aurobindo, furono Bankim e Dutt a rompere la tirannia della tradizione sanscrita˙; ma si sente quanto immensamente il lavoro di Bankim fu semplificato da un uso raffinato e originale della sua conoscenza sanscrita. 9 Entrambi fecero la stessa falsa partenza, osserva Sri Aurobindo. Essere originali in una lingua acquisita Š difficilmente possibile. (Ibid p. 89). 10 "Letteratura bengalese moderna". in: O. Botto, Storia delle letterature d'Oriente, vol. III, Milano 1969, p. 414. 11 La poesia religiosa di Rabindranath fu lavata nelle acque delle Upanishad, osserva J.E. Gosh, Bengali litterature London 1976, p. 21. 12 Ibid p. 180. In questo senso S. Sivananda definŤ Sri Aurobindo "La Perfetta Espressione dello Spirito indiano di Sintesi (in: AA.VV. The Integral Philosophy of Sri Aurobindo, London 1950, pp. 257-98). 13 Sri Aurobindo et l'universalisation de la pens‚e indienne in: "Conferenze tenute all'ISMEO", VII 2, Roma, 1955 p. 156. 14 R. Tagore, La civilt… occidentale e l'India, trad. di J. Pinna-Pintor, Torino, 1961 p. 178. 15 Bankim e Tagore, come osserva Sri Aurobindo, mostrano un ritorno crescente allo spirito indiano in forme nuove, entrambi sono voci dell'alba, cercano pi— che trovare, suggeriscono ed invocano pi— che evocare realmente... (The Renaissance in India, 14, p. 423). 16 K.D. Sethna, spiegando perch‚ definisce Sri Aurobindo "il poeta dell'integralimo" afferma˙: l'integralismo poetico consisterebbe in un'espressione che scaturisce dalla pi— alta, pi— vasta e pi— profonda fonte dell'esperienza e visione spirituale invece di formarsi nella pura mente o anche in prevalenza nei piani intermedi le cui luci ed ombre giocano nel consueto universo della Poesia. (In: AA.VV. The Integral Philosophy... pp. 257-58). 17 La poesia, in lingua bengalese, ("Saluto"), che si apriva con: "O Sri Aurobindo Rabindranath s'inchina davanti a Te! (...) O voce incarnata, libera, dell'anima dell'India!", fu pubblicata in Bande Mataram sept. 8, 1907. 18 Aurobindo Ghosh, in: "Modern Review", vol. XLIV, N. I (July 1928), p. 60. 19 Aurobindo Prasanga, p. 9. Come osserva Satprem: a Sri Aurobindo occorsero tredici anni per percorrere il cammino occidentale; gliene occorreranno, quasi altrettanti per percorrere il cammino dell'India e giungere al 'culmine' della relizzazioni yogiche tradizionali. ossia all'inizio del suo proprio lavoro. (Sri Aurobindo ou l'aventure de la conscience, p. 29). Ricordiamo che se il primo risultato radicale del suo yoga fu il raggiungimento del Nirvana, che venne non richiesto, non cercato (la mia aspirazione era infatti proprio per l'opposto, il potere spirituale per aiutare il mondo e fare in esso il mio lavoro), questo rappresent• solo l'inizio della sua realizzazione, non la culminazione finale: cfr. Letters on Yoga, 22, pp. 49-50. Vd. anche, in fine di volume, la nota a Sav. III, 2, 62-64. 20 In: A.B. Purani, the Life of sri Aurobindo p. 82. 21 Il titolo bengalese ("Inno alla Madre Patria") era quello di una famosa poesia di Bankim Chatterji pubblicata nel 1883. 22 Sri Aurobindo for all ages, p. 43. Sri Aurobindo fu il primo politico in India che ebbe il coraggio di dichiararsi apertamente per la completa e assoluta indipendenza dell'India in un clima ove fino ad allora l'agitazione politica peccava di ipocrisia e la visione obliqua era di moda (vd. Sri Aurobindo, On Himself, 26, p. 29 e New Lampsfor Old, p. 6). Egli non si limit• alla propagazione dell'idea rivoluzionaria, ma organizz• praticamente in pi— settori la strategia della sua attuazione. 23 In: India 's Rebirth pp. 84 e 88. 24 [Il Bande Mataram] era nel paese una forza che nessuno osava ignorare, per quanto la si potesse temere o odiare..., ricorda Bepin Pal in: Nirodbaran, Op.. cit.,. p. 61. 25 Sri Aurobindo non c'entrava per nulla nell'attentato fallito: come ricorda Satprem, l'organizzazione della rivolta non aveva nulla a che vedere con gli atti di terrorismo individuali. (Op.. cit.,., p. 185). 26 In: Nirodbaran Op.. cit.,. p. 84. 27 Cfr.. Manoj Das, Sri Aurobindo in the First Decade of the Cenhry, p. 134. 28 Il Divino ci parla in molti modi, e non Š sempre l'Adesh imperativo che viene. Quando viene, Š chiaro e irresistibile, la mente deve obbedire e non c'Š alcun problema possibile, anche se ci• che viene Š contrario alle idee preconcette dell'intelligenza mentale. Fu un simile Adesh che ebbi quando venni a Pondicherry. (Sri Aurobindo, Letters on Yoga, 2:2, p. 40). 29 La perfezione divina Š sempre presente al di sopra di noi; ma per l'uomo, ci• che s'intende per 'spiritualit…' scrive Sri Aurobindo, Š divenire divino nella coscienza e agire e vivere interiormente et esteriormente nella vita divina - tutti i significati minori dati alla parola sono approssimazioni inadeguate o imposture. ("The Human Cycle", 15, p. 247). 30 Primo di ritirarsi dall'attivit… politica, Sri Aurobindo sapeva dal di dentro, come gli stesso afferm• pi— tardi, che il lavoro che aveva lŤ cominciato era destinato ad essere portato avanti, sulle linee che aveva previsto da altri, e che il trionfo del movimento che aveva iniziato era sicuro senza la sua azione o presenza personali (p. 55). 31 Questo Yoga non fu prancato prima, affermava Sri Aurobindo nel '24, tutti gli sforzavano come movimenti preparatori perch‚ la Verit… pu• essere stata cercata ma non fu mai rasa un fattore dinamico nel mondo. La difficolt… nel far discendere la Verit… non Š tanto negli strati fisici superiori quanto nella Materia grezza - il piano pi— materiale. La legge terrestre dev'essere cambiata e una nuova atmosfera dev'essere creata... (In: A.B. Purani, Op.. cit.,., p. 193). 32 In: Evening Talks recorded by AB. Purani, 1, p. 127. Lasciate che vi dica in confidenza, scriveva Sri Aurobindo in una lettera del '34, che mai e poi mai fui un filosofo - bench‚ abbia scritto di filosofia il che Š tutta un 'altra storia ... ( p. 374). 33 Queste Opere, che Sri Aurobindo considerava il lato intellettuale del suo lavoro per il mondo (Early Letters, 27 p. 456), furono scritte, come ricorda A.B. Purani per l'intelletto ma non mediante l'intelletto (Op.. cit.,., p. 156); fin dal 1908 infatti, egli scriveva da un assoluto silenzio della mente (p. 163). N‚ sarebbe stato altrimenti possibile, in soli sei anni, produrre una tale mole di scritti per la quale non basterebbe una vita in condizioni ordinarie. Vi troviamo quella visione di cristallo in cui tutto Š al suo posto, in cui non esistono pi— contraddizioni, come dir… MŠre, una visione veramente sovramentale, cristallina, perfetta, anche dal punto di vista della comprensione e della conoscenza (L'Agenda di MŠre I, 2 lug. '58, p. 193). 34 "Uttarpara Speech", 2, p 4 Questo Sanatan Dharma ha molte scritture, egli scriveva negli anni '10 Veda, Vedanta, Gita, Upanishad Darshana, Purana, Tantra, n‚ potrebbe rigettare la Bibbia o il Corano, ma la sua reale, pi— autorevole scrittura e nel cuore in cui l'Eterno ha la Sua dimora. Ô nelle nostre interiori esperienze spirituali che troveremo la prova e la fonte delle Scritture del mondo, la legge di conoscenza d'amore e condona (Karmayogin, 2, p. 19). 35 A proposito della religione induista ("religione eterna" in quanto religione universale che abbraccia tutte le altre) e del passaggio dalla religiosit… alla vita spirituale aveva scritto negli anni ' 10: L'uomo non arriva immediatamente a quella suprema elevazione interiore (...). Ha bisogno all'inizio di supporti inferiori e stadi di ascesa; cerca qualche Impalcatura di dogma, venerazione, immagine, segno, forma, simbolo, una certa indulgenza e permissione di motivo misto, a met… naturale, su cui possa tenere mentre costruisce in se il tempio dello spirito. Solo quando il tempio Š completo i supporti possono essere tolti; l'impalcatura scomparire. La cultura religiosa che va ora sotto il nome di induismo non solo ha realizzato questo scopo, ma, diversamente da certe altre religioni che riposano su un credo, conosceva il suo scopo Non si deve alcun nome perch‚ non si pose alcun limite settario non rivendica alcuna adesione universale non asserŤ alcun dogma unico infallibile, non mise in posizione di preminenza alcuna stretta via o porta di salvezza; pi— che un credo o un culto Š stata una tradizione, in continua espansione, dello sfondo dello spirito umano verso Dio (The Foundations of Indian Culture, 14, p. 122) 36 Sri Aurobindo ou l'aventure de la conscience, p. 28. Induismo e occidentalismo si incontreranno infatti in lui in qualcosa che non e ne l'uno ne l'altro, nemmeno la loro sintesi ma quella che potremmo chiamare con MŠre una terza posizione. un"'altra cosa" di cui aggiunge Satprem, abbiamo tenacemente bisogno noi che non siamo ne' gretti materialisti ne spiritualisti esclusivi. (Ibid. p. 12). 37 Lo yoga "integrale" di Sri Aurobindo diversamente dagli antichi yoga, dopo aver realizzato Satcitananda nel piano della mente spiritualizzala, non se ne va nell'unita eternamente statica di questo (pura Esistenza - o Non-Esistenza: l'universo e dinamismo movimento - l'esperienza di Satcitananda separata dal dinamismo e movimento e statica) ma procede per realizzarlo nel piano sovramentale: solo la Sovramente pu• infatti afferrare la piena verit… dinamica di Satcitananda e dell'universo e la sua conseguenza perch‚ la strumentazione in tutti gli altri piani [pi— bassi] e inferiore e c'Š perci• una disparit… fra la pienezza dell'esperienza statica e l'incombenza del potere e della conoscenza dinamici risultato della luce e del potere inferiori degli altri piani. Questa Š la ragione per cui la coscienza degli altri piani spirituali anche se discende nella coscienza terrestre non pu• realizzarvi alcun cambiamento radicale: pu• solo modificarla o arricchirla. La trasformazione radicale richiede la discesa di un potere e una natura sovramentali. (...) Solo la Sovramente pu• trasformare la natura inferiore. (Letters on Yoga, 22 pp. 241 e 239). Ô solo quando la Sovramente si manifesta nel mentale corporale che la sua presenza Š permanente, affermer… pi— tardi MŠre. (L'Agenda di MŠre XIII, 9 febbr. '72). 38 Prieres et Meditations 30.3.1914, p. 99. Mirra lo riconobbe subito come il "Krishna" che cosŤ spesso aveva incontrato in visione. 39 In: Nirodbaran, Op.. cit.,., p. 151. 40 Ibid., p 152. Ricordiamo in proposito una nota scritta da MŠre nel '35: Senza di lui io non esisto, senza di me egli non si manifesta 41 Cfr. A.B. Purani, Op. cit.,. p 222 42 Cfr.Nirodbaran, Op. cit., p 193. 43 A.B. Purani, uno dei 24 discepoli che allora costituivano l'Ashram, testimonia la grandezza, la poesia e l'assoluta bellezza dell'avvenimento (in: Op. cit., pp. 216-17). Nell'agosto dello stesso anno, Sri Aurobindo aveva accennato che solo nel caso di un'apertura, da parte dell'uomo d'una connessione diretta col mondo degli Dei la resistenza della Materia (del mondo materiale sottile) non avrebbe pi— rappresentato un ostacolo insuperabile alla discesa della Verit… sovramentale (cfr. A.B. Purani, Evening Talk, II, pp. 329-30). Vd., in proposito, L'Agenda di MŠre II, 2 ag. '61, p. 343: Si trattava soltanto di una partecipazione di Krishna. Ma per Sri Aurobindo come persona non faceva alcuna differenza: semplicemente. una formazione del passato accettava di partecipare alla creazione attuale - nient'altro Era la discesa di un Supremo di qualche tempo fa, che acconsentiva a partecipare alla nuova manifestazione 44 Come osserva Satprem, il lavoro 'erculeo' di ripulimento del terreno intermedio Š tutta la storia di Sri Aurobindo e Mere (Op. Cit., p. 341). 45 "A God's Labour" s'intitola una sua poesia del '35. Questo lavoro non e mio, ma di Dio, scriveva nel '20 (in: Sri Aurobindo Archives & Research, Apr. '80, p. 13). E nel '15: Il risultato non mi appartiene, e a malapena, se mai mi appartiene. il lavoro (p 424). Un lavoro fatto perch‚ le cose diventino facili per quelli che vengono dopo di me, il che e ci• che s'intende per realizzazione di uno in tutti. (In: A.B. Purani Evening Talks, III, p. 4) MŠre, parlando di Savitri spiegava pi— tardi a un discepolo: Sono esperienze vissute da Lui realt…, verit… sovracosmiche Egli ha provato tutto questo come si prova la gioia e il dolore in modo fisico. Ha camminato nelle tenebre dell'incosciente, anche in prossimit… della morte, (...) traversato tutti questi regni, subŤto le conseguenze, sofferto e sopportato fisicamente quel che non si pu• immaginare. Nessuno finora ha sofferto come Lui Ha accennato la sofferenza per trasformare la sofferenza nella gioia di unirsi al Supremo. Ô qualcosa di unico e d'incomparabile nella storia del mondo. Ô una cosa che non Š mai avvenuta, Egli Š il primo ad aver tracciato il cammino nell'ignoto perch‚ possiamo avanzare con certezza verso il Sovramentale. Ha reso facile il lavoro per noi Savitri, Š tutto il Suo yoga della trasformazione, e questo yoga, e la prima volta che lo si vede apparire nella coscienza terrestre. (Notes de LumiŠre. pp. 30-31). 46 (...) dietro le forze e attivit… ordinarie della mente, della vita e del corpo nella Materia, scrive Sri Aurobindo, esistono altre forze e poteri che possono agire e agiscono da dietro e dall'altro; esiste anche un potere spirituale dinamico che pu• essere posseduto da coloro che sono avanzati nella coscienza spirituale (...) e questo potere Š pi— grande di qualunque altro e pi— efficace (...) La Forza invisibile che produce risultati tangibili sia interiormente sia esteriormente Š tutto il significato della Coscienza yogica (pp. 38 e 197). 47 Sri Aurobindo sapeva infatti che il successo nazista avrebbe significato la schiavit— del genere umano alla tirannia del male e un regresso per il corso dell'evoluzione, specialmente per l'evoluzione spirituale dell'umanit… (...). La schiavit— non solo dell'Europa ma dell'Asia, e in essa dell'India una schiavit— ancora pi— terribile di qualunque altra questo paese abbia mai sopportato, e la rovina di tutto il lavoro ch'era stato fatto per la sua liberazione (p. 39). 48 Apparse poi come Letters on Yoga (Lettere sullo Yoga in 6 voll. nella nostra traduzione italiana). 49 Il messaggio, richiestogli da All India Radio venne da questa diffuso. Ricordiamo una lettera di Sri Aurobindo del '32: Non ho mai constatato alla fine il fallimento di un solo mio volere al riguardo di un solo momento importante nella gestione degli affari di questo mondo; bench‚ per realizzarlo, le forze cosmiche e possano mettere un bel po' di tempo. (In: L'Agenda di MŠre VIII 5 ag. '67, p. 283). 50 ...mi aveva detto che se ne andava ... di sua volont… confider… MŠre a Satprem dodici anni dopo, perch‚ era 'necessario' per il lavoro... 'il mondo non Š ancora pronto' (...) Questo ha moltiplicato la sua azione (...) Ô stata davvero una sua SCELTA (...) Riteneva che a quel punto lasciare il corpo era il modo migliore di proseguire il lavoro. Era necessario. Ma non e ancora venuto il momento di dire tutto di dirne tutti i motivi - e probabilmente non verr… ancora per un pezzo. (L'Agenda di MŠre III 17 nov. '62, p. 469; X 21 mag. '69, p. 213; III, 8 dic. '62, p. 502). 51 Ibid. X 26 lug. '69, p. 292 e I, 10 mag. '58, p. 175. 52 Uno yoga le cui esperienze (registrate da Satprem durante quasi vent'anni nel documento de L'Agenda di M‚re) continuano a trovare conferma nelle pi— recenti scoperte scientifiche. La scienza 'materialista' da un lato e quella 'spirituale' dall'altro sembrano dover incontrarsi, alla fine di un ciclo evolutivo, dopo aver completato i loro apparentemente opposti cammini, all'alba di una nuova era. bisogna scendere fin dentro la materia, afferma MŠre, che la perfezione nella manifestazione sia una perfezione materiale, altrimenti il cerchio non Š completo. Ecco cosa Spiega l'errore di quelli che per realizzare la Volont… divina scelgono la fuga... (L'Agenda di MŠre I, 10 ott. '58, p. 230). 53 Satprem, in seguito a una conversazione con MŠre a proposito della storia narrata in Savitri, aveva chiesto: Ma Savitri va a cercare Satyavan nella morte! ... Quindi MŠre andr… a riprendere Sri Aurobindo? E MŠre avrebbe risposto: Qualcosa del genere. (In: L'Agenda di Mere X, 26 lug. '69, p. 295). Ricordiamo le parole di Savitri: "Un giorno ritorner•, la Sua mano nella mia, / e tu vedrai il volto dell'Assoluto." (Sav. VII, 4, 647-48). 54 Sri Aurobindo, "Early Letters", 27, p. 154. 55 Ô stato lui a farne un simbolo, dir… MŠre; e la storia dell'incontro di Savitri, principio d'Amore, con la Morte; ed Š sulla morte che lui riporta la vittoria (...) Nella vita non poteva riportarla se non aveva vinto prima la Morte (L'Agenda di MŠre VI, 8 sen. '65, p. 257). Cfr. anche, in fine di volume, la nota a Sav I, 2, 359 e sgg. 56 Sri Aurobindo Š passato attraverso tutti i mondi osserva MŠre in qualsiasi passo [di Savitri] c'Š un accumulo di conoscenza, un concentrato di conoscenza straordinaria (L'Agenda di MŠre IV, 31 dic. '63 p. 471 e VI, 30 nov. '65, p. 337). Ha fatto entrare lutto l'universo in un solo libro (Notes de LumiŠre, p 24) 57 MŠre - Il Materialismo Divino p. 295 58 Un primo abbozzo del poema, di circa cinquanta pagine, intitolato Un Racconto e una Visione, risale al 1916. Ma esistono versioni che risalgono al 1899, prima ancora che sri Aurobindo entrasse nell'azione rivoluzionaria. 59 In: Notes de lumiere, p. 25. 60 Vd. L'Agenda di MŠre II, 23 sett. '61 p. 382. 61 Pa 'aesthesis' l'A. intende una reazione della coscienza (mentale, vitale e anche corporea) che invece qualcosa che si pu• chiamare il 'gusto' (Rasa) delle cose che pu• d'altro canto risvegliare l'anima in noi a qualcosa di ancora pi— profondo e pi— fondamentale del semplice godimento vitale (Bhoga) a qualche forma della spirituale delizia d'esistenza (Ananda): L'Aesthesis e l'essenza stessa della poesia, come lo Š di ogni arte. Ma non Š l'unico elemento (...) Ô superamento quell'arte o poesia che pu• portarci qualcosa del tono supremo dell'estasi (Cfr. Letters on 'Savitri', pp. 809-10). 62 Ibid. p. 794 Se avessi dovuto scrivere per il lettore comune aggiunge il Poeta in una lettera del '46, non avrei potuto affatto scrivere Savitri. Ô in realt… per me che l'ho scritto, e per quelli che possono prestarsi al contenuto, alle immagini, alla tecnica della poesia mistica. (Ibid., p 735). Non Š attraverso la mente che si pu• comprendere Savitri, spiegava MŠre. Occorrono esperienze spirituali per comprenderlo e assimilarlo. Pi— si avanza nel cammino dello yoga, pi— uno assimila e maglio. Ô una cosa che si potr… apprezzare solo nell'avvenire, Š la poesia di domani, di cui Egli ha parlato in The Future Poetry. (Notes de Lumiere, p. 31). 63 Ogni verso di Savitri Š come un mantra rivelato che oltrepassa tutto ci• che l'uomo possedeva come conoscenza dir… MŠre, le parola sono enunciate e sistemate in tal modo che la sonorit… del ritmo vi porta all'origine del suono, che Š OM... (Notes de LumiŠre p. 22) A proposito del 'mantra', vd. in fine di volume la nota a Sav. I, 4, 321 e sgg.. terzo paragrafo. 64 Il discorso (riportato poi come articolo, "The New Mantra", nello Standard Bearer del 22 ag. '20, ora in: Karmayogin, 2 p. 431), auspicava un nuovo mantra dopo il "Bande Mataram" (vd. nota 21) per il risveglio dell'India. 65 In: Vignettes of Sri Aurobindo and the Mother by Shyam Kumari, p. 52. 66 L'Agenda di MŠre IV, 19 febbr. 63, p. 62 e III, 18 sett. 62, pp. 391-92. 67 L'esperimento apparve in parte in "Agor…", Rapallo, apr., magg., giu. '82. A causa dell'esemplare sinteticit… della lingua inglese, un endecasillabo italiano basta a volte appena a tradurre un emistichio di Savitri... 68 Il comune lavoro, che ci ha portati ad unire la nostra esperienza di vita, Š divenuto una quotidiana e reciproca collaborazione. (Il primo volume della traduzione francese di Savitri Š uscito ad Auroville nel 1991). Per i passaggi pi— controversi del Poema non abbiamo esitato a consultare l'equipe di Archives and Rescarch dell'Ashram di Pondicherry, cui va il nostro ringraziamento. AVVERTENZA L'impaginazione della traduzione che segue, relativa alla Prima Parte di Savitri (Libri I-III), che costituisce da sola all'incirca la prima met… dell'Opera, corrisponde a quella del testo originale nell'Edizione del Centenario (Sri Aurobindo Birth Cehtenary Edition) e nelle edizioni correnti di Savitri. Le eventuali modificazioni corrispondono alle correzioni contenute nel Supplement to the Revised Edition of 'Savitri' (Pondicherry, 1994). Due lunghe varianti. riportate nel Supplement, sono state qui inserite alla fine dei rispettivi canti (II, 6 e II, 7) e lasciate fuori numerazione di pagina. In fine di volume si trova un'appendice di Note e un Glossario Le Note non intendono avere un carattere esplicativo (qualunque esegesi, per un testo come Savitri. sarebbe inadeguata: non si pu• 'spiegare' l'Himalaya, ma solo respirarne l'aria delle cime!): esse indicano solo qualche pista di ricerca al Lettore eventualmente interessato a ulteriori letture. Il Glossario comprende i termini meno comuni che ricorrono nel Poema. Le citazioni sul retro di copertina sono tratte da L'Agenda di MŠre (rispettivamente, vol. VII, p. 192; II, p. 382; XI, p. 254; II, p. 383). La traduzione delle citazioni da testi inglesi e francesi Š nostra. Segnaliamo comunque nella Bibliografa l'eventuale edizione italiana. Il secondo volume della traduzione italiana di Savitri, contenente la Parte Seconda (Libri IV-VIII) e Terza (Libri IX-XII), Š in corso di preparazione. SAVITRI Leggenda e Simbolo Canto Primo L'Aurora Simbolica Era l'ora che precede il risveglio degli Dei. Attraverso il cammino del divino Evento, l'immenso, presago spirito della Notte, solo nel suo tempio d'eternit… senza luce, giaceva immobile sull'orlo del Silenzio. Si sentiva quasi, opaco, impenetrabile, nel cupo simbolo del suo cieco sognare, il baratro dell'Infinito incorporeo; uno zero insondabile occupava il mondo. 10) Il potere d'un illimitato s‚ caduto, sveglio tra il primo e l'ultimo Niente, ricordando il grembo tenebroso da cui era venuto, si distoglieva dall'insolubile mistero della nascita e dal lento processo della mortalit…, bramando d'arrivare alla sua fine nel vacuo Nulla. Come in un oscuro inizio di tutto, un'indistinta parvenza muta dell'Ignoto, ripetendo in eterno l'atto inconscio, prolungando in eterno la volont… che non vede, 20) cullava l'assopimento cosmico della Forza ignorante il cui sonno creativo, animato, accende i soli e nel suo vortice sonnambulo porta le nostre vite. Solcando la vana, enorme trance dello Spazio, informe il suo stupore senza mente n‚ vita, ombra roteante in un Vuoto senz'anima, rigettata una volta ancora in sogni privi di pensiero, la terra girava abbandonata nei cavi abissi, dimentica dello spirito suo e del suo destino. Gli impassibili cieli erano vuoti, immobili, neutrali. 30) Qualcosa allora s'agit• nell'ombra inscrutabile; un movimento senza nome, un'Idea impensata, insistente, insoddisfatta, senza uno scopo, qualcosa che voleva esistere ma non sapeva come, tormenta l'Incosciente per risvegliare l'Ignoranza. Uno spasimo che venne e lasci• una traccia vibrante permise a un antico, stanco bisogno inappagato, in pace nella sua caverna subcosciente illune, d'alzare il capo in cerca d'una luce assente, forzando occhi chiusi di svanita memoria, 40) come chi ricerchi un s‚ passato e incontri solo il cadavere del suo desiderio. Era come se nel profondo stesso di questo Nulla, nel cuore stesso di quest'ultima dissoluzione, si celasse un'entit… smemorata, superstite d'un passato ucciso e sepolto, condannata a riprendere lo sforzo e la pena rivivendo in un altro mondo di frustrazione. Una coscienza non formata desider• la luce e una vuota prescienza anel• a un remoto mutamento. 50) Quasi dito di bimbo posato sulla gota della distratta Madre dell'Universo a ricordarle il bisogno infinito nelle cose, (I) una voglia infante afferr• la cupa Vastit…. Impercettibile, una breccia s'aprŤ da qualche parte: una lunga linea solitaria, di colore incerto, come un vago sorriso che tenti un cuore deserto, fece tremare l'orizzonte lontano del sonno oscuro della vita. Giunto dall'altra riva del senza-limite, l'occhio d'un dio penetr• i muti abissi; 60) esploratore in ricognizione dal sole, sembrava, in mezzo a una pesante stasi del cosmo e al torpore d'un mondo malato e stanco, cercare uno spirito solo e desolato, troppo abbattuto per risovvenirsi della perduta beatitudine. Intervenendo in un immemore universo, il suo messaggio s'infiltr• nel riluttante silenzio chiamando l'avventura della coscienza e della gioia, (II) e, conquistando il seno disilluso della Natura, impose il rinnovato assenso a vedere e a sentire. 70) Un pensiero attecchŤ nell'insondato Vuoto, un senso nacque nel fondo della tenebra, palpit• nel cuore del Tempo una memoria come se un'anima, morta da tanto, fosse sospinta a vivere; ma l'oblio che succede alla caduta cancellato avea le fitte iscrizioni del passato, e ogni cosa distrutta era da ricostruire e l'antica esperienza da elaborare ancora una volta. Tutto Š possibile se c'Š il tocco divino. Una speranza che appena osava esistere s'insinu• 80) nella triste indifferenza della Notte. Come una meraviglia errante senza un luogo per vivere, lasciata orfana e cacciata a cercare un asilo, che mendichi in un mondo straniero con timida e azzardata grazia istintiva, entr• in un angolo di cielo remoto l'indistinto richiamo d'un gesto lento e miracoloso. Il persistente trasalimento d'un contatto trasfigurante persuase la nera quiete inerte e bellezza e prodigio turbarono i campi di Mo. 90) Una mano vagante di pallida luce incantata ch'ardeva lungo il margine d'un momento in dissolvenza, fiss• con pannello d'oro e cardine opalescente una porta di sogni socchiusa sulla soglia del mistero. Un solo angolo lucente ch'apriva una finestra sulle cose nascoste costrinse la cieca immensit… del mondo a vedere. SvanŤ l'ombra, scivolando come una veste che cade dal corpo reclinante d'un dio. Allora dal fioco spiraglio che sembrava dapprima bastare appena a distillare i soli, 100) sgorg• la rivelazione e la fiamma. Riapparve, in alto, il breve segno eterno. Malia dalle trascendenze non raggiunte, iridescente della gloria dell'Invisibile, messaggio della sconosciuta Luce immortale in fiamme sul confine vibrante della creazione, l'alba costruŤ la sua aura di tinte magnifiche seppellendone il seme di grandezza nelle ore. Balena, visita d'un istante, la natura divina: per un poco, alla frontiera sottile della vita la Visione si tenne 110) e s'inclin• sulla curva della fronte assorta della terra. Interpretando una recondita bellezza e beatitudine in geroglifici di colore dal senso mistico, tracci• le linee d'un simbolico mito che narrava una grandezza d'aurore spirituali, codice radioso scritto sulla pagina del cielo. Quel giorno quasi fu svelata l'epifania i cui luminosi segnali sono i nostri pensieri e le speranze. Un solitario splendore che giungeva dalla meta invisibile fu quasi gettato sul Vuoto opaco. 120) Ancora una volta un passo turb• le Distese deserte; un Volto di calma estatica, centro dell'infinito, schiuse le eterne palpebre ch'aprono il cielo; una Forma da lontane beatitudini sembr• appressarsi. Ambasciatrice fra eternit… e mutamento, la Dea onnisciente si chin• attraverso le distanze che avvolgono i viaggi predestinati delle stelle e vide preparati gli spazi al suo piede. Guard• appena indietro, una volta, in cerca del suo sole velato, poi intraprese, pensosa, il suo lavoro immortale. 130) La terra sentŤ vicino il passaggio dell'Imperitura: l'orecchio insonne della Natura udŤ i suoi passi e la vastit… volse a lei il suo sguardo immenso; diffuso sulle segrete profondit…, il suo sorriso luminoso si accese a infiammare il silenzio dei mondi. Tutto divenne una consacrazione, un rito. L'aria un vibrante anello fu tra la terra e il cielo; a larghe ali spiegate, l'inno d'un grande vento sacerdotale si sollevava e moriva sull'altare dei monti; gli alti rami pregavano in un cielo di rivelazione. 140)Qui, dove la penombra della nostra ignoranza rasenta abissi sul muto seno della terra ambigua, qui, dove neppure il passo successivo si conosce e la Verit… ha il trono sull'ombroso dorso del dubbio, su quest'angosciato e precario campo di lavoro dispiegato sotto qualche ampio sguardo indifferente, testimone imparziale delle nostre gioie e pene, il nostro suolo prostrato sostenne il raggio del risveglio. Anche quaggi— la visione e il bagliore profetico accesero di miracolo le comuni forme insensate; 150) poi l'afflato divino, alla fine, si ritrasse, indesiderato, svanendo dalla sfera dei mortali. Sulla sua traccia indugi• un sacro anelito, l'adorazione d'una Presenza e d'un Potere troppo perfetti per dimorare in cuori legati alla morte, il presagio d'una nascita a venire meravigliosa. Solo un poco la luce divina pu• restare: la spirituale bellezza che illumina l'umana visione riveste della sua passione e il suo mistero la maschera della Materia e dissipa l'eternit… in un battito del Tempo. Come, quando un'anima s'accosta alle soglie del nascere congiungendo il tempo umano al Senza-Tempo, scintilla di divinit… perduta nella cripta della Materia, il suo splendore scompare nei piani incoscienti, cosŤ quell'ardore passeggero di magico fuoco si dissolveva ora nella chiarezza consueta dell'aria. Cess• il messaggio e la messaggera scomparve. Il Richiamo unico, il Potere senza compagni, ricondusse in qualche lontano mondo segreto il colore e la meraviglia del raggio superno: lei non guard• pi— la nostra esistenza mortale. L'eccesso di bellezza, naturale alla specie divina, non pot‚ mantenere la presa su occhi nati nel tempo; di realt… troppo mistica per abitare lo spazio, il suo corpo di gloria fu radiato dal cielo: pi— non viveva la rarit… e il prodigio. Ci fu la luce ordinaria del giorno terrestre. Scioltosi dalla pausa concessa alla sua fatica, una volta ancora il rumore della corsa della Vita insegui i cicli della sua accecata ricerca. 180) Tutti si precipitarono ai quotidiani atti invariabili; i mille esseri del suolo e dell'albero obbedirono all'impulso dell'istante avventato, e in prima fila, qui, con la sua mente incerta, solo a fissare il volto coperto del futuro, l'uomo il peso sollev• del suo destino. Ed anche Savitri si svegli• in mezzo a queste trib— che raggiungevano in fretta il canto del brillante Convocatore e, sedotte dalla bellezza delle vie apparenti, plaudivano alla loro porzione di gioia effimera. 190) Imparentata all'eternit… da cui veniva, lei non prese parte a questa esigua felicit…; potente straniero nel campo umano, non rispondeva l'Ospite interiore incarnato. L'appello che suscita lo slancio della mente umana, il suo appassionato e fortunoso moto d'inseguimento, la sua illusione di desiderio dalle tinte cangianti, visit• il Suo cuore come una dolce nota aliena. (III) La breve luce del messaggio del Tempo non era per lei. In lei era l'angoscia degli dei 200) imprigionati nella nostra forma umana transeunte, l'angoscia degli immortali vinti dalle morte delle cose. Sua era stata una volta la gioia d'una Natura pi— vasta, una gioia che non poteva conservare a lungo il suo aureo colore divino o mantenersi su questa fragile base terrestre. Movimento angusto sul profondo abisso del Tempo, la piccolezza inferma della vita rifiut• il potere, l'ampiezza fiera e cosciente e la felicit… da lei portati nella forma umana, la calma delizia che sposa un'anima a tutte le anime, 210) la chiave delle fiammanti pone dell'estasi. La semenza terrestre ch'esige la linfa del piacere e le lacrime respinse il dono del rapimento eterno: alla figlia dell'infinit… offri il suo fior-della-passione: amore e fato. Vano sembrava ora il sacrificio splendido. Prodiga della Sua ricca divinit…, avea prestato agli uomini il Suo s‚ e tutto ci• ch'ella era, sperando di radicare il Suo essere pi— vasto e acclimatarlo nella loro vita corporea 220) perch‚ il cielo potesse crescere innato sul suolo mortale. Difficile Š persuadere la natura terrestre a cambiare; la condizione umana mal sopporta il tocco dell'eterno: teme la pura, divina intolleranza (IV) di quell'assalto d'etere e di fuoco; Mormora contro la sua felicit… che non conosce tristezza, quasi con odio rifiuta la luce ch'esso porta; trema al suo nudo potere di Verit…, alla forza e dolcezza della sua Voce assoluta. Infliggendo alle cime la legge dell'abisso, 230) sporca col suo fango i messaggeri del cielo: le sue spine di natura caduta volge a difesa contro le mani redentrici della Grazia; ripaga i figli di Dio con la mone e il dolore. Lampi di gloria che attraversano la scena terrestre, i loro pensieri solari eclissantisi, oscurati da menti ignoranti, il loro lavoro tradito, il loro bene converso in male, la croce il compenso per il dono d'una corona, essi non lascian dietro a s‚ che lo spendore d'un Nome. Un fuoco Š giunto, ha sfiorato il cuore degli uomini e se n'Š andato; 240) pochi si sono accesi e elevati a una vita pi— nobile. Troppo diversa dal mondo che veniva a soccorrere e a salvare, la Sua grandezza pesava su quel petto ignorante e dai baratri foschi scaturŤ una risposta terribile, porzione della sua pena, della sua lotta e caduta. Vivere con il dolore, affrontare la morte sulla Sua strada, - la sorte del mortale venne condivisa dall'Immortale. Presa cosŤ nella trappola dei destini terrestri, dimorava attendendo l'ora della Sua prova, bandita dalla Sua innata felicit…, 250) accettando l'oscura veste terrena della vita, celandosi a quelli stessi che amava, la divinit… resa pi— grande da un umano destino. Una cupa prescienza la divideva da tutti quelli di cui era la stella e il sostegno; troppo grande per sparire il pericolo e la pena, nell'intimo Suo lacerato serbava il dolore a venire. Essendo colei che vegliando su uomini ciechi e abbandonati raccoglie il peso d'una razza incosciente, ospitando un nemico da nutrire col Suo cuore, 260) ignorata la Sua azione, ignorato il destino che affrontava, senz'aiuto doveva prevedere, temere ed osare. Era giunto il fatale mattino previsto da tanto, portando un meriggio simile agli altri meriggi. Ch‚ la Natura segue la sua via possente senza badare all'anima, alla vita che spezza; lasciando dietro le sue vittime, prosegue il suo cammino: solo l'uomo s'accorge, e l'occhio onniveggente di Dio. Perfino in tale momento di disperazione dell'anima, al macabro incontro di questa con la mone e la paura, 270) non un lamento proruppe dalle Sue labbra, nessuna invocazione d'aiuto; a nessuno disse il segreto della Sua sventura: calma era in volto, muta di coraggio. Ma soffriva e lottava solo il Suo s‚ esteriore; anche la Sua umanit… era semi-divina: il Suo spirito aprivasi allo Spirito in tutto, la Sua natura sentiva l'intera Natura appartenerle. In disparte, vivendo interiormente, sosteneva tutte le vite; distante, ponava in S‚ il mondo; il Suo terrore era lo stesso che il grande terrore cosmico, 280) la Sua forza era fondata sulle potenze cosmiche, il Suo amore era quello della Madre universale. Contro il male che affligge la vita alle radici, di cui la Sua propria sventura era il segno personale, lei fece dei Suoi tormenti una mistica spada acuminata. Mente solitaria, cuore vasto come il mondo, era all'altezza del lavoro incondiviso ch'Š del solo Immortale. All'inizio la vita non si dolse sul Suo petto oppresso: sul grembo dell'originaria sonnolenza della terra, inerte, abbandonata nell'oblio, 290) essa riposava prona, inconscia al limite della mente, ottusa e tranquilla come la pietra e la stella. In una profonda fessura di silenzio fra due regni, lei giaceva lontana dall'angoscia, non straziata da affanni, (V) nulla ricordando della tristezza di qui. Lenta si mosse allora una memoria pallida come un'ombra, ed ella, sospirando, si pose una mano sul petto e riconobbe il dolore intimo e persistente, profondo, calmo, antico, connaturato al suo luogo, ma ignorava perch‚ ci fosse o da dove venisse. 300) Ritirato era ancora il Potere che accende la mente: pesanti, riluttanti erano i servitori della vita come operai cui manchi il salario della gioia; imbronciata, la fiaccola dei sensi rifiutava di ardere; il cervello, privo d'aiuto, non trovava il proprio passato. Solo una vaga natura terrestre manteneva la forma d'insieme. Ma ora lei si animava e la Sua vita condivideva il peso del cosmo. All'invito del richiamo muto del Suo corpo, il Suo spirito forte, uso a voli lontani, riand• indietro, indietro, 310) verso il giogo dell'ignoranza e del fato, verso la fatica e la tensione dei giorni umani, illuminando un sentiero mediante strani sogni simbolici attraverso il riflusso dei mari del sonno. La Sua dimora di Natura sentŤ un influsso invisibile, presto le ottenebrate stanze della vita si rischiararono, i battenti della memoria s'aprirono sulle ore e i piedi stanchi del pensiero s'accostarono alle Sue porte. Di tutto si risovvenne: la Terra, l'Amore e il Fato, antichi avversari, la circondarono, gigantesche figure in lotta nella notte: 320) le divinit… nate dall'oscuro Incosciente si risvegliarono al conflitto e al tormento divino, e all'ombra del Suo cuore in fiamme, al centro cupo della feroce contesa, un guardiano dello sconsolato abisso, erede dell'agonia lunga del globo, forma pietrificata del sublime Dolore d'un dio, fiss• lo spazio con occhi senza sguardo che vedevano profondit… infinite di pena ma non lo scopo della vita. Afflitto dalla sua rude divinit…, 330) legato al suo trono, egli attendeva inappagato la quotidiana oblazione delle lacrime Sue non versate. Tutta la fiera questione delle ore dell'uomo torn• a vivere. Il sacrificio della sofferenza e del desiderio che la terra offre all'Estasi immortale ricominci• sotto la Mano eterna. Lei sopport•, ridesta, la marcia serrata dei momenti, guard• questo mondo verde che sorrideva pericoloso e udŤ il pianto delle cose viventi. In mezzo ai suoni insignificanti e alla scena immutabile, 340) l'anima Sua si lev• affrontando il Tempo e il Destino. Immobile in se stessa, raccolse la Sua forza. Era il giorno in cui Satyavan doveva morire. Fine del Canto Primo NOTE SPECIALI I Inversione dei versi 51 e 52 del testo originale. II "gioia" (comparata con "felicit…" e "beatitudine"): vedi Glossario. III Per evitare ambiguit…. utilizziamo la maiuscola per tutti i pronomi e aggettivi possessivi riferentisi a Savitri. IV A proposito del significato di "intolleranza", vd. nota relativa in fine di volume. V "lei": Savitri. Canto Secondo La Posta in Gioco Per un poco, ritirata nei campi segreti del pensiero, la Sua mente si mosse nel multiplo riflesso d'un passato (I) che riviveva e vedeva la sua fine appressarsi: morente, viveva in lei imperituro; dileguandosi, effimero, sotto occhi effimeri, invisibile, ombra fatidica d'un s‚, portava il futuro sul suo petto fantasma. Risalendo indietro, lontano, la traccia dell'evento fuggevole, la corrente delle ore pressanti regrediva, 10) e sulla riva del flusso misterioso popolato di beneamate forme ora scomparse e di sottili immagini di cose che furono, il Suo spirito stava testimone rivisitando il Tempo. Tutto quel che sperato e sognato lei aveva una volta, quel ch'era stata, le passava accanto a volo d'aquila, attraverso i cieli della memoria. Come in una variopinta, ardente aurora interiore, le ampie strade della Sua vita coi dolci sentieri solitari si dispiegavan solcando la chiarezza solare della Sua visione, dalla campagna luminosa dei giorni della Sua infanzia, 20) le montagne azzurre della Sua giovinezza che in alto libravasi, i boschetti paradisiaci e l'ali di pavone dell'Amore, fino alla gioia afferrata all'ombra silenziosa del destino ad un'ultima svolta, dove il cielo correva a gara con l'inferno. Dodici mesi di passione portarono a un giorno fatale. Un'assoluta, soprannaturale tenebra cade a volte sull'uomo quand'egli s'avvicina a Dio: giunge un momento in cui vengon meno tutte le risorse della Natura; strappato alla protezione dell'Ignoranza e rigettato nel suo nudo bisogno primitivo, egli deve alla fine liberarsi dell'anima di superficie e divenire la svelata entit… interiore: quel momento s'era adesso abbattuto su Savitri. Era arrivata a un punto in cui o la vita doveva essere vana, oppure, desta nel Suo elemento non nato, il Suo volere doveva annullare il destino del Suo corpo. Ch‚ solo il potere atemporale dello Spirito non nato pu• sollevare il giogo imposto dalla nascita nel Tempo. Soltanto il grande S‚ che costruisce quest'aspetto ch'Š il s‚, pu• cancellare la linea fissa, interminabile 40) che unisce questi nomi mutevoli, queste innumerevoli vite, queste nuove personalit… immemori, la linea che tiene ancora celata nei nostri atti coscienti la traccia di antichi pensieri, di antiche azioni dimenticate; solo lui pu• ripudiare il lascito dei nostri s‚ sepolti, la gravosa condizione d'erede delle nostre forme svanite ciecamente accettata dal corpo e dall'anima. Episodio d'un racconto obliato, l'inizio perduto, il tema e la trama nascosti, una storia che un tempo fu viva ha preparato e creato 50) il nostro presente destino, figlio di trascorse energie. La fissit… delle sequenze cosmiche legate da misteriose connessioni inevitabili lei doveva spezzare, rimuovere con la forza dell'anima il Suo passato, ostacolo sulla strada dell'Immortale, fare tabula rasa e foggiare di nuovo il Suo destino. Colloquio fra gli Dei delle origini incontrantisi ai confini dell'ignoto, la disputa fra la Sua anima ed il Niente incarnato doveva svolgersi su uno sfondo oscuro e pericoloso: 60) il Suo essere doveva affrontare la sua Causa senza forma, far valere contro il peso dell'universo il suo singolo s‚. Sulla nuda cima dove il S‚ Š solo col Nulla e la vita non ha senso e nessun posto ha l'amore, lei doveva perorare la Sua causa all'orlo dell'estinzione, sostenere nella caverna di morte del mondo la richiesta impotente della vita e far valere il Suo diritto a esistere e ad amare. Da cambiare era l'impietosa economia della Natura; lei doveva ottenere remissione dal vincolo del Suo passato, esaurire un vecchio conto di sofferenza, 70) radiare dal Tempo il lungo, complesso debito dell'anima e le pesanti servit— agli Dei del karma, la vendetta lenta della legge implacabile, la profonda necessit… dell'universo dolore, del duro sacrificio e la tragica conseguenza. Doveva erompere da una barriera intemporale, penetrare con le Sue profondit… pensanti il mostruoso silenzio del Vuoto, guardare dentro agli occhi solitari della Morte immortale e misurare col Suo spirito nudo la notte dell'Infinito. Il grande, penoso momento era vicino, adesso. 80) Schiera corazzata in marcia verso la disfatta, gli ultimi lunghi giorni sfilarono con calpestio pesante, lunghi ma troppo brevi a passare, troppo vicini alla fine. Sola in mezzo a tanti volti amati, consapevole fra ignari cuori felici, il Suo spirito in armi vegliava sulle ore, in ascolto d'un passo presentito e terribile nell'impenetrabile bellezza delle solitudini inumane. Combattente in un campo di spaventoso silenzio, all'insaputa del mondo, difendeva la causa del mondo: 90) nessuno in Suo aiuto, salvo la Forza interiore; nessun testimone dagli occhi terrestri presente; gli Dei in alto e, in basso, la sola Natura eran gli spettatori di quel grandioso conflitto. Attorno a lei le austere montagne che puntavano al cielo e le vaste foreste verdi mormoranti, immerse nei pensieri, sussurravano incessanti il loro incantesimo felpato. Una vita densa, assorbita in s‚, splendida di colori, drappeggiata nel vivo smeraldo uniforme delle foglie, cosparsa di raggi di sole e un'allegria di fiori 100) rinchiudeva la scena appartata del Suo destino. LŤ si era elevata alla statura del Suo spirito: il genio dei silenzi titanici, tuffandole l'anima nel vasto suo isolamento, le aveva rivelato la nuda realt… del Suo s‚ 140 e l'aveva sposata al Suo ambiente. La sua solitudine ingrandiva le ore umane di lei con uno sfondo dell'eterno ed unico. La forza d'una necessit… sobria e diretta riduceva la pesante impalcatura dei giorni dell'uomo 110) e la massa straripante dei suoi bisogni esteriori a un'esile base iniziale di semplici esigenze animali, e la possente selvatichezza della terra primeva, la moltitudine assorta degli alberi pazienti, il riposo meditabondo del cielo di zaffiro e il peso solenne dei mesi lenti a passare avean lasciato in lei uno spazio profondo per il pensiero e Dio. LŤ fu vissuto il prologo radioso del Suo dramma. Un luogo per il passo dell'eterno sulla terra, incastonato nell'ardore claustrale dei boschi 120) e vigilato dall'aspirazione delle cime, apparve attraverso un'apertura d'oro nel Tempo, dove l'immobilit… in ascolto percepiva la parola non detta e le ore dimenticavan di scorrere verso la pena e il mutamento. Qui, con la repentinit… degli eventi divini, rinnovando la meraviglia della prima discesa, cambiando in estasi la triste ronda terrestre, L'Amore le giunse celando l'ombra, la Morte. Poteva ben trovare in lei il suo tempio perfetto. Da quando inizi• la crescita dell'essere terreno verso il cielo, 130) attraverso tutto il lungo travaglio della razza, mai creatura pi— rara ne sostenne il dardo, questa prova di fuoco del divino nelle nostre regioni, lampo dalle altezze sul nostro abisso. Tutto in lei annunciava una specie pi— nobile. Prossimo alla vastit… della terra, intimo con il cielo, sublime ed agile, il Suo giovane spirito dall'ampia visione, attraversando mondi di splendore e di calma volava oltre i cammini del Pensiero, verso ci• ch'Š non nato. Ardente era la Sua volont…, ferma e sicura; 140) la Sua mente, un mare bianco di sincerit…, non un'onda torbida nell'appassionata corrente. Come, in una danza mistica e dinamica, una sacerdotessa d'estasi immacolate, ispirata e guidata dalla rivelante volta di Verit…, si muove in qualche profetica caverna degli dei, un cuore di silenzio nelle mani della gioia abitava con ricchi battiti creativi un corpo simile a una parabola d'aurora che sembrava una nicchia di deit… velata 150) o porta d'un tempio d'oro su cose aldil…. Nei Suoi passi nati nel tempo ondeggiavano ritmi immortali; il Suo sguardo, il Suo sorriso risvegliavano un senso celeste fin nella sostanza terrena, e la loro intensa delizia diffondeva una superna bellezza sulle esistenze umane. Un vasto dono di s‚ era il Suo atto innato; una magnanimit… quasi di mare o cielo avvolgeva di grandezza tutto ci• che a lei veniva, dando la sensazione d'un mondo magnificato: la Sua premura benevola era un dolce sole temperato, 160) la Sua sublime passione, L'equilibrio d'un cielo azzurro. Come un'anima in volo, uccello cacciato che fugga, le ali stanche, da un mondo di tempeste e raggiunga la quiete come ritrovando un seno mai dimenticato, in un porto di sicurezza e di dolce, splendido riposo si poteva ribere la vita a fiumi di fuoco soave, riprendere l'abitudine perduta della felicit…, riconoscere l'atmosfera gloriosa della Sua natura di luce, e lisciarsi di gioia le piume nel Suo calore e il dominio del Suo colore. Profondit… di compassione, tacito santuario, il Suo aiuto interiore sbloccava una porta nel cielo; l'Amore in lei era pi— vasto dell'universo, il mondo intero poteva rifugiarsi nel Suo singolo cuore. Qui abitare poteva il grande dio insoddisfatto: libera dell'aria imprigionata del s‚ nano, la Sua attitudine era in grado d'albergarne il pi— sublime respiro spirituale che pu• rendere tutto divino. Ch‚ perfino i Suoi abissi erano arcani di luce. Era ad un tempo l'immobilit… muta e la parola, un continente di pace dilagante, 180) un oceano di fuoco verginale che non vacilla; possedeva la forza e il silenzio degli dei. In lei egli trovava una vastit… simile alla sua, ritrovava il suo etere, elevato, caldo e sottile, e si muoveva come nella sua naturale dimora. In lei incontrava la sua stessa eternit…. Fin allora nessuna desolante frontiera aveva ostacolato tale raggio. Sul debole petto di questa terra precaria, da quando la Sua visione globale, nel suo soggiorno legato al respiro, aprendosi in simpatia con pi— felici stelle 190) dove la vita non Š esposta al penoso mutamento, ricordava la bellezza che non sanno le palpebre reclamate dalla morte e si stupiva di questo mondo di fragili forme dipinte sulle tele del Tempo che riluce, Sua era l'impunit… delle Potenze non nate. Bench‚ lei si chinasse a portare il peso umano, il Suo passo manteneva i ritmi degli dei. L'alito della terra non aveva potuto appannare quel limpido cristallo: non contaminato dalla polvere della nostra atmosfera mortale, esso rifletteva ancora la gioia spirituale del cielo. 200) Chi viveva nella Sua luce quasi vedeva il Suo compagno di gioco nelle sfere sempiterne disceso dai suoi regni inaccessibili nella scia luminosa del Suo avvento irresistibile, L'uccello-drago bianco-fiamma di beatitudine infinita flottare con ali ardenti sopra i Suoi giorni: il tranquillo scudo del Cielo proteggeva la figlia in missione. La Sua prima fase fu un'orbita incandescente, anni come la veste d'oro degli dei che passano; la Sua giovinezza troneggi• in una calma felicit…. 210) Ma la gioia non pu• durare fino in fondo: c'Š un'oscurit… nelle cose terrestri che non riesce a sopportare a lungo una nota troppo lieta. Anche su di lei si chiuse la Mano ineluttabile: L'Immortale armato subŤ la trappola del Tempo. Colui che incontra i Grandi che portano il Peso l'affront•. Colui che assegna la prova e il cammino, che sceglie in quest'olocausto dell'anima la morte, la caduta e l'afflizione come sproni dello spirito, la divinit… equivoca, con la sua torcia di dolore, 220) accese la voragine del mondo incompiuto e la chiam• a colmare il baratro col Suo vasto s‚. Augusto e spietato nella sua calma visione, intensificando la tremenda strategia dell'Eterno, proporziona la difficolt… alla potenza e pi— profondo scav• l'abisso che tutti devono varcare. Assalendo i Suoi elementi pi— divini, imparent• il Suo cuore al cuore umano in lotta e costrinse alla via prescritta la Sua forza. Per questo lei aveva accettato il respiro mortale: 230) per battersi contro l'Ombra era venuta e doveva far fronte all'assurdo della nascita dell'uomo e del conflitto breve della vita nella notte muta della Materia. Sopportare l'Ignoranza e la morte o aprire varchi all'Immortalit…, vincere o perdere per l'uomo la partita divina era la posta in gioco della Sua anima gettata assieme ai dadi del Destino. Ma non era nata per rassegnarsi e subire; guidare, liberare era il Suo ruolo glorioso. Non c'era in lei stoffa di fattura terrestre 240) buona all'uso d'un giorno pei Poteri indaffarati e incuranti. Immagine palpitante sullo schermo del Fato, semi-animata per uno spettacolo effimero, o naufrago sull'oceano del Desiderio scagliato nei gorghi d'un gioco spietato e sbattuto nei vortici della Circostanza, creatura nata per piegarsi al giogo, trastullo In mano ai signori del Tempo, o pedina qualunque destinata a esser spinta lentamente in avanti con un'unica mossa su una smisurata scacchiera 250) nella partita dell'anima terrestre con il Fato, tale Š la figura umana disegnata dal Tempo. Era qui una struttura cosciente, una Forza nata da s‚. In quest'enigma del crepuscolo di Dio, in questo lento e strano, scomodo compromesso fra la Natura che limita e un'Anima senza limiti, ove tutto deve muoversi fra un ordinato Caso e una cieca Necessit… indifferente, il fuoco spirituale ardere non osa troppo alto. Se solo una volta incontrasse l'intensa Fiamma originaria, 260) il contatto in risposta potrebbe far saltare tutte le misure stabilite e la terra sprofondare sotto il peso dell'Infinito. Una prigione Š quest'immenso mondo materiale. In mezzo a ogni strada s'erge una Legge armata dall'occhio di pietra, a ogni porta marcian su e gi— le enormi sentinelle oscure. Un grigio tribunale dell'Ignoranza, un'Inquisizione dei preti della Notte passa in giudizio l'anima avventuriera, e le duplici tavole e la regola karmica frenano in noi il Titano ed il Dio: 270) il dolore con la sua sferza, la gioia con la sua esca d'argento salvaguardano la rotante immobilit… della Ruota. Un vincolo Š posto alla scalata della mente, un sigillo sul cuore troppo vasto e spalancato; la Morte arresta questo scopritore in viaggio, la Vita. CosŤ il trono dell'Incosciente Š salvo mentre trascorrono pigre le spirali degli eoni e l'Animale bruca nel recinto sacro e il Falco d'oro non pu• pi— fendere i cieli. Ma un essere s'alz• e accese la fiamma senza limite. 280) Accusata dal cupo Potere che odia ogni felicit… nel tribunale atroce in cui la vita deve scontare la gioia, condannata dal giustiziere meccanico alla sofferenza che penalizza le speranze dell'uomo, lei non pieg• il capo al decreto inflessibile scoprendo un cuore indifeso al colpo del destino. CosŤ nell'uomo si china, senza scampo, la volont… nata dalla mente, obbediente alle leggi fissate in antico, ammettendo senz'appello gli dei inferiori. In lei il sovrumano avea gettato il suo seme. Incapace di ripiegare le possenti ali di sogno, il Suo spirito rifiutava di rasentare il suolo comune, o, trovando derubati tutti i sensi preziosi della vita, di transigere con la terra, radiato dalla lista stellare, o di spegnere con nera disperazione la luce data da Dio. Abituato all'eterno ed al vero, conscio delle sue fonti divine, il Suo essere non chiedeva sollievo dal dolore dell'umana fragilit…, non ricorreva ad alcun mercato o compromesso con la sconfitta. Un lavoro ella aveva da compiere, una parola da dire: scrivendo la storia incompiuta della Sua anima con pensieri ed azioni incisi nel libro della Natura, non accettava di chiudere la pagina luminosa, di cancellare il Suo rapporto con l'eterno, o di apporre per debolezza una firma d'assenso al bilancio brutale della Borsa del mondo. Una forza che tribolava in lei fin dalla creazione della terra, realizzando nella vita il grande piano universale, inseguendo dopo la morte fini immortali, aborriva ammettere il ruolo sterile della frustrazione, perdere il significato della Sua nascita nel Tempo, obbedire al governo del fatto accidentale o cedere il Suo alto destino al Caso del momento. Nel Suo proprio s‚ lei trovava la suprema risorsa; misur• il Suo diritto sovrano con la legge spietata e la Sua volont… solitaria s'oppose alla regola cosmica. Per fermare le ruote del Fato sorse tale grandezza. Al bussare dell'Invisibile sulle Sue porte nascoste, la Sua forza, ingrandita dal contatto del lampo, si risvegli• dal sonno nel recesso del Suo cuore: 320) sostenne il colpo di Quel che uccide e salva. Attraverso la terribile marcia che nessun occhio pu• vedere, sbarrandone la rotta spaventosa che nessuna volont… pu• cambiare, lei affront• i meccanismi dell'universo: (II) un cuore blocc• il passaggio alle ruote motrici: il gigantesco ingranaggio s'arrest• di fronte a una mente, le convenzioni inflessibili s'imbatterono nella fiamma di un'anima. Una magica leva Š d'un tratto afferrata che aziona il volere intemporale del velato Ineffabile: una preghiera, un atto maestro, un'idea regina 330) possono unire il potere dell'uomo a una Forza che lo trascende. Allora il miracolo si fa norma comune, un'unica impresa possente pu• mutare il corso delle cose; un pensiero solitario diventa onnipotente. Tutto ora sembra il macchinario compatto della Natura; una schiavit— senza fine alla regola materiale e alla lunga, rigida catena della determinazione, le sue abitudini fisse e immutabili che scimmiottano la Legge, L'impero del suo congegno abile e incosciente annullano la rivendicazione umana d'un libero arbitrio dell'uomo. 340) Anch'egli Š una macchina in mezzo a macchine; il pistone d'un cervello pompa forme di pensiero, un cuore che batte ritaglia modi d'emozione; un'energia insensibile fabbrica un'anima. Oppure l'immagine del mondo svela i segni d'un Caso vincolato che ripete i vecchi passi in cerchio attorno ai pali cui Š legata la Materia. Una serie accidentale di eventi fatui cui la ragione presta un senso illusorio si produce quaggi—, o l'istintiva ricerca della Vita empirica, 350) o il colossale lavoro d'una vasta mente ignorante. Ma viene la saggezza, e la visione cresce dentro: lo strumento della Natura s'incorona allora suo re; sente il suo s‚-testimone e il suo potere cosciente; la sua anima un passo indietro e vede la Luce suprema. Una Divinit… sta dietro la macchina bruta. Questa verit… irruppe in un trionfo di fuoco; una vittoria per Dio fu riportata nell'uomo, la deit… rivel• il suo volto segreto. La gran Madre universale si lev• allora in lei: una scelta vivente invertŤ la curva fredda e morta del fato, afferm• il passo dello Spirito sulla Circostanza, respinse la Ruota che gira assurda e crudele e arrest• la marcia silente della Necessit…. Un guerriero fiammante giunto dalle eterne cime col potere di forzare la porta negata e chiusa sbaraglia la muta assolutezza dal volto della Morte e saltare fece i limiti della coscienza e del Tempo. NOTE SPECIALI I Vd. nota a I, 1, 197. II "lei": Savitri. Fine del Canto Secondo Canto Terzo Lo Yoga del Re: lo Yoga della Liberazione dell'Anima Un desiderio del mondo impose la Sua nascita umana(I) Un essere sul fronte della ricerca immemoriale, protagonista del dramma misterioso in cui l'Ignoto insegue se stesso attraverso le forme 40 e limita la propria eternit… con le ore e il Vuoto cieco lotta per vivere e vedere, pensatore e strenuo lavoratore nell'aere dell'ideale, fece discendere al muto bisogno della terra il radioso potere di lei. Il suo era uno spirito che da pi— vaste sfere si chinava(II) 10) fino alla nostra plaga di vista effimera, colono dalla immortalit…. Raggio puntato sulle strade incerte della terra, la sua nascita sosteneva un simbolo e un segno; il suo s‚ umano, come un manto translucido, copriva l'Onnisciente che guida il mondo che non vede. Affiliato allo Spazio e al Tempo cosmici e pagando quaggi— il debito di Dio verso la terra e l'uomo, una pi— grande ascendenza era il suo diritto divino. Pur consentendo all'ignoranza dei mortali, 20) la sua conoscenza era partecipe della Luce ineffabile. Forza della Permanenza originaria irretita nel momento e nel suo flusso, egli conservava la visione delle Vastit… che son dietro: un potere era in lui dall'Inconoscibile. Archivista dei simboli dell'Aldil…, tesoriere di sogni sovrumani, portava il marchio di potenti memorie e sulla vita umana ne effondeva il raggio grandioso. I suoi giorni erano una lunga crescita al Supremo. 30) Un essere v•lto al cielo, che nutriva le sue radici con l'alimento d'occulte fonti spirituali, saliva. attraverso bianchi raggi, a incontrare un Sole invisibile. L'anima sua viveva quale delegata dell'eterno, la sua mente era come un fuoco che assaliva il cielo, la sua volont…, un cacciatore sulle tracce della luce. Un impulso oceanico sollevava ogni respiro; ciascuna azione lasciava le orme dei passi d'un Dio, ciascun istante era un battito d'ali possenti. Il campicello della nostra umanit… mortale, 40) toccato da questo affittuario venuto dalle cime, divenne terreno di gioco dell'Infinito vivente. Quest'apparenza corporea non Š tutto; L'aspetto inganna, la persona Š una maschera; nascosti profondi nell'uomo possono albergare poteri celesti. La sua fragile barca trasporta per il mare degli anni un incognito dell'Imperituro. Uno spirito ch'Š una fiamma di Dio, porzione ardente del Meraviglioso, artista della propria bellezza e delizia, 41) dimora immortale nella nostra indigenza di mortali. Questo scultore delle sagome dell'Infinito, questo celato Abitante non riconosciuto, iniziato dei suoi propri misteri velati, nasconde in un piccolo, tacito seme il suo pensiero cosmico. Nella forza muta dell'Idea occulta che determina la forma e l'atto predestinati, passeggero di vita in vita, di grado in grado, che cambia l'immagine del suo s‚ di forma in forma, egli osserva l'icona che cresce al suo sguardo 60) e nel verme prevede il dio futuro. Infine, il viaggiatore sulle vie del Tempo arriva alle frontiere dell'eternit…. Drappeggiato nel simbolo caduco dell'umano, sente la sostanza del suo s‚ imperituro e perde la sua affinit… con lo stato mortale. Un raggio dell'Eterno colpisce il suo cuore, il suo pensiero s'allarga nell'infinitudine; tutto in lui si volge all'immensit… dello spirito. La sua anima erompe per unirsi alla Sovra-anima, 70) la sua vita Š invasa dall'oceano di quella sopra-vita. Egli ha bevuto ai seni della Madre dei mondi; una Soprannatura eccelsa riempie la sua forma: essa adotta il terreno perenne del suo spirito quale-garanzia del proprio mondo mutevole e plasma l'immagine dei propri poteri non nati. Immortalmente essa si concepisce in lui, la Creatrice, svelata, opera nella creatura: nel volto, negli occhi di questa, il suo volto, i suoi occhi traspaiono; i loro esseri son uno mediante una vasta identit…. 80) Allora il Divino, manifesto, si rivela nell'uomo. Un'Unit… statica e un Potere dinamico discendono in lui, sigilli della Divinit… integrale; L'anima sua e il suo corpo ricevono questa splendida impronta. Una lunga, confusa preparazione Š la vita dell'uomo, un cerchio di fatica e di speranza, di guerra e di pace tracciato dalla Vita sul suolo oscuro della Materia. Nell'ascesa a una vetta su cui mai alcun piede s'Š posato, attraverso una penombra screziata di fiamma egli cerca una realt… velata semisconosciuta, sempre mancata, 90) ricerca di qualcosa o qualcuno mai trovati, culto di un ideale mai quaggi— reso reale, spirale interminabile di ascese e di cadute prima di raggiungere alla fine il punto gigante attraverso cui brilla la Gloria di Colui pe'l quale fummo creati, e sfociare nell'infinit… di Dio. Oltre la linea di confine della nostra natura evadiamo nell'arco di luce vivente della Soprannatura. A questo si assisteva ora in quel figlio della Forza; in lui quel grandioso passaggio stabiliva la sua base. 100) Immanenza originaria e superna di cui tutto il processo della Natura Š l'arte, l'Operaio cosmico pose la sua mano segreta per convertire questo fragile strumento di fango a un servizio divino. Una Presenza oper• dietro lo schermo ambiguo: batt‚ il suo suolo perch‚ reggesse il peso d'un Titano, e, raffinando i blocchi semi-sbozzati della forza naturale, eresse la sua anima nella statua d'un dio. L'Artigiano della sostanza magica del s‚ che lavora al suo grandioso e difficile piano 110) nella vasta officina del mondo meraviglioso, modell• nel Tempo interiore le sue parti ritmiche. Giunse allora improvviso il trascendente miracolo: la mascherata Grandezza immacolata pot‚ delineare, in travaglio nell'occulto grembo della vita, la magnificenza da lui sognata delle cose a venire. Corona dell'architettura dei mondi, il mistero d'un matrimonio fra la Terra e il Cielo annett‚ la Divinit… allo schema umano. Nacque un Veggente, uno splendido Ospite del Tempo. 120) Per lui finŤ, al di sopra, il firmamento chiuso della mente. Sul davanti di grifone della Notte e del Giorno si squarci• una breccia nella volta che tutto nasconde; le estremit… coscienti della vita rotolarono indietro: caddero i punti di riferimento della piccola persona, l'isola dell'ego s'unŤ al suo continente. Oltrepassato fu questo mondo di rigide forme limitanti: le barriere della Vita s'apriron sull'Ignoto. abolite furono le convenzioni concettuali e, radiando la rigorosa clausola della soggezione, 130) annullato il patto dell'anima con la nescienza della Natura. Tutte le grigie inibizioni vennero lacerate e infranto il duro e lucido coperchio dell'intelletto; la verit… indivisa spazi• in una celeste immensit…; una visione empirea vide e seppe; la mente confinata divenne una luce senza limiti, il s‚ finito sposa l'infinit…. La sua marcia si librava adesso in volo d'aquila. Affrancandolo dall'apprendistato dell'Ignoranza, la Saggezza lo sollev• alla sua arte maestra 140) e lo rese un abile muratore dell'anima, un costruttore della segreta casa dell'Immortale, un aspirante al supremo Intemporale: libert… ed impero lo chiamarono dall'alto; sul crepuscolo della mente e la notte guidata dalle stelle ch'Š la vita, brill• l'aurora di un giorno spirituale. Mentre egli diveniva cosŤ il suo pi— vasto s‚, lo stato umano ne strutturava sempre meno i movimenti; un essere pi— grande vide un mondo pi— grande. Un'intrepida volont… di conoscenza os• cancellare 150) le linee di sicurezza tracciate dalla Ragione che ostacolano il volo della mente, il tuffo dell'anima nell'Infinito. I suoi primissimi passi ruppero i nostri stretti margini terrestri e si attardarono in un aere pi— vasto e pi— libero. Con mani sostenute da un Potere trasfigurante egli sollev• agilmente, quasi arco di gigante lasciato nel sonno d'una grotta sigillata e segreta, i poteri che dormono, ancora inusati, dentro l'uomo. Rese il miracolo un atto normale e trasform• in una parte comune dei lavori divini, 160) magnificamente naturali a quell'altezza, ` sforzi che frantumerebbero la resistenza di cuori mortali; persegui con possente e sovrana facilit… mete troppo sublimi per l'ordinaria volont… della Natura: a lui affluirono i doni dello spirito; furono la trama della sua vita ed il suo privilegio. Una pura percezione prest• la sua gioia lucente: la sua intima visione non attendeva di pensare; avvolgeva tutta la Natura in un unico sguardo, penetrava il vero s‚ delle cose; 170) non pi— ingannato dalla forma, ei vide l'anima. Negli esseri, essa conosceva ci• che si cela, a loro ignoto; afferrava l'idea nella mente, il desiderio nel cuore; strappava dalle grigie pieghe del riserbo i motivi che gli uomini nascondono ai propri occhi. Egli sentŤ la vita che palpita negli altri invaderlo con la loro felicit… ed il loro dolore; il loro amore, la loro rabbia, le loro speranze non dette entravano a correnti o si riversavano a ondate nell'oceano immobile della sua calma. 180) UdŤ il suono ispirato dei propri pensieri riecheggiare nella volta di altre menti; i fiumi di pensiero del mondo inondarono il suo orizzonte; il suo s‚ interiore si fece vicino al s‚ degli altri e sostenne il peso d'una affinit…, d'un legame comune, pur restando intatto, re di stesso, solo. Un magico accordo rianim• e inton• alle eteree sinfonie le vecchie fibre di terra; elev• i servitori della mente e della vita al rango di felici compagni nella risposta dell'anima, mut• i tessuti e i nervi in corde sensibili, registri dello splendore e dell'estasi; fece dei mezzi corporei gli accoliti dello spirito. Una pi— divina funzione, di modo pi— delicato, accese con la sua grazia la terrestreit… esteriore dell'uomo; L'esperienza che l'anima ha dei suoi involucri pi— profondi non dormŤ pi— narcotizzata dal predominio della Materia. Nel muro cieco che ci chiude al pi— vasto s‚, nella segretezza d'un sonno apparente, sulla mistica distesa oltre i pensieri di veglia, s'apri una porta, murata dalla forza della Materia, liberando cose che sfuggono al senso terrestre: un mondo invisibile e ignoto alla mente esteriore apparve negli spazi silenti dell'anima. Egli rimase nelle stanze segrete che davano sui campi luminosi del non-nato, ove tutte le cose sognate dalla mente son visibili e tutto ci• cui la vita anela Š ravvicinato. Vide i Perfetti nelle loro radiose dimore rivestire la gloria d'una forma immortale, 210) distesi nelle braccia della pace dell'Eterno, rapiti nei battiti del cuore dell'estasi di Dio. Visse nel mistico spazio dove nasce il pensiero e la volont… Š covata da un Potere etereo e nutrita col bianco latte delle forze dell'Eterno fino a divenire simile a un dio. Nelle stanze occulte del Testimone, dai muri di fattura mentale, su interni nascosti e passaggi segreti s'apriron le finestre della visione interiore. Egli riconobbe la casa del Tempo indiviso. 220) Sollevando la pesante cortina della carne, si tenne su una soglia sorvegliata da un serpente e scrut• baluginanti corridoi infiniti, tacito e in ascolto, nel cuore silenzioso, della venuta del nuovo e dell'ignoto. Guard• oltre le immobilit… vuote e udŤ i passi dell'Idea impensata nei viali lontani dell'Aldil…. Intese la Voce segreta, la Parola che sa, e vide il volto segreto che Š il nostro proprio volto. 230) I piani interiori scopriron le loro porte di cristallo; sconosciuti poteri e influenze toccaron la sua vita. Giunse una visione di regni superiori al nostro, una coscienza di regioni e cieli pi— luminosi, di esseri meno circoscritti degli uomini, che han vita sŤ breve, e di corpi pi— sottili di queste strutture caduche, di oggetti troppo raffinati per la nostra presa materiale, d'atti vibranti d'una luce sovrumana e movimenti spinti da una forza sovracosciente, di gioie mai fluite attraverso membra mortali, 240) e scene pi— leggiadre di quelle terrestri, e vite pi— felici. Una coscienza di bellezza e beatitudine, una conoscenza che diveniva ci• che percepiva sostituŤ i sensi e il cuore separati e tutta la Natura attir• nel suo abbraccio. La mente si protese a incontrare i mondi nascosti: l'aria splendeva e brulicava di forme e tinte meravigliose, nelle nari vibravano fragranze celesti, sulla lingua persisteva il gusto del miele del paradiso. Canale dell'armonia universale, 250) l'udito era un fiume di magico ascolto, un letto per suoni occulti che la terra non ode. Dalla landa nascosta d'un s‚ di sonno venne la voce d'una verit… sommersa, sconosciuta, che scorre sotto le superfici cosmiche ed Š intesa solo in mezzo a un onnisciente silenzio, afferrata dal cuore intuitivo e la percezione segreta. Essa captava l'essenza di misteri sigillati e muti, esprimeva la domanda non esaudita della terra e il canto di promessa di cieli irrealizzati 260) e tutto ci• che si cela in un Sonno onnipotente. Nell'incessante dramma trascinato dal Tempo sul suo lungo fiume attento che del mondo porta il dubbio insolubile in un pellegrinaggio senza meta, schiumava e spumeggiava un riso di piacere insonne, e i mormorii d'un desiderio che non pu• morire: un grido si lev•, della delizia d'esistere del mondo, della nobilt… e grandezza della sua volont… di vivere, ch'evocava l'avventura dell'anima nello spazio, viaggiatrice attraverso i secoli prodigiosi 270) e il lavoro dell'essere nell'universo della Materia, la sua ricerca del senso mistico della sua nascita e la gioia di un'alta risposta spirituale, il suo vibrare di soddisfazione e contentezza per tutta la soavit… dei doni della vita, il suo vasto respiro e il palpito e il trasalimento di speranza e il suo sapore di angosce, di lacrime e d'estasi, il battito intenso del suo rapimento d'improvvisa felicit…, il singhiozzo della sua passione e del suo dolore senza fine. Il sussurro e il bisbiglio dei suoni non uditi 280) che s'affollano attorno ai nostri cuori senza trovare un varco per entrare, si espansero in un cantico di tutto ci• che soffre d'essere ancora ignoto, di tutto ci• che invano fatica per nascere, di tutta la dolcezza che nessuno mai prover… e tutta la bellezza che non sar… mai. Inaudibili per le nostre sorde orecchie mortali, i larghi ritmi cosmici tessevano il loro canto stupendo cui la vita si sforza di adattare qui le rime del nostro pulsare, fondendo i nostri limiti nell'illimitabile, 290) accordando il finito all'infinito. Un mormorio profondo sali dalle caverne subcoscienti, il balbettio dell'ignoranza primigenia; in risposta a quell'inarticolata domanda, piomb•, com'aquila dal collo di folgore ed ali di tuono, un inno radioso all'Inesprimibile e l'antifona della luce sovracosciente. Tutto ci• che fu il rivelato, qui nessuno pu• esprimere; visione e sogno eran fiabe narrate dalla verit… o simboli pi— veridici del fatto reale, 300) o verit… convalidate da sigilli sovrannaturali. Occhi immortali si avvicinavano e guardavan nei suoi, ed esseri di molti regni si approssimavano e parlavano: gli eterni vivi che noi diciamo morti potean lasciare la loro gloria al di l… della morte e della nascita per enunciare la saggezza che supera ogni dire: i re del male e i re del bene, appellandosi al tribunale della ragione, proclamavano il vangelo dei loro contrari, e tutti si credevan portavoce di Dio: 310) gli dei della luce e i titani dell'ombra si battevano per la sua anima come per un premio prezioso. A ogni ora scoccata dalla faretra del Tempo saliva un canto di fresca scoperta, corda d'arco vibrante di giovane sperimentare. Ciascun giorno era un idillio spirituale, come s'egli nascesse in un mondo nuovo e luminoso; l'avventura sorgeva quale amico inatteso, e il pericolo procurava un intenso, gradevole sapore di gioia; ciascun evento era un'esperienza profonda 320) C'erano incontri grandiosi, epici colloqui, giungevano consigli formulati in lingua celeste, argomenti soavi esalati da labbra occulte per aiutare il cuore a cedere al richiamo del rapimento, e tentazioni amabili venivan furtive da regni di bellezza, ed estasi improvvise da un mondo di beatitudine. 330) Era una regione di meraviglia e delizia La sua luminosa chiar udienza poteva ora ricevere tutto; un contatto vibrava, di possenti realt… sconosciute. Risvegliato a nuove vicinanze non terrestri, il tatto reagiva a infinit… sottili, e con un grido argentino di porte che si schiudono i lampi della vista irruppero nell'invisibile. La sua coscienza e visione non cessavan di crescere; prendevano un orizzonte pi— largo, un volo pi— elevato; egli pass• il confine assegnato all'impero della Materia, pass• la zona in cui il pensiero sostituisce la vita. Uscendo da questo mondo di segni, entr• d'un tratto in un s‚ silenzioso ove il mondo non era e guard• oltre, in una vastit… senza nome. 340) Queste forme simboliche persero il diritto di vivere, caddero tutte le indicazioni riconoscibili ai nostri sensi; lŤ il cuore pi— non batteva al contatto del corpo, gli occhi non contemplavan pi— l'aspetto della bellezza. In rari e luminosi intervalli di silenzio, egli pot‚ librarsi fino a una sfera senza segni, colma dei contenuti profondi del senza-forma, ove il mondo era assorbito in un unico essere, tutto era conosciuto alla luce dell'identit… e lo Spirito era la sua propria evidenza 350) Lo sguardo del Supremo osservava attraverso occhi umani e vedeva tutte le cose e le creature come se stesso, conosceva ogni pensiero e parola come la propria voce. L'unione Š troppo intima lŤ per la ricerca e la stretta, e l'amore Š un anelito dell'Uno per l'Uno, e la bellezza Š una soave differenza dell'Identico, e l'unit… Š l'anima della moltitudine. LŤ tutte le verit… si uniscono in una sola Verit…, e tutte le idee si ricongiungono alla Realt…. LŤ, conoscendo se stessa mediante il proprio essere infinito, 360) la superna Saggezza, senza parole, assoluta stava senza compagni nella Calma eterna, onniveggente, immobile, sovrana e solitaria. LŤ la conoscenza non ha bisogno di parole per dar corpo all'Idea; l'Idea, in cerca d'una casa nell'Illimitatezza, stanca della sua immortalit… senza dimora, non chiedeva il riposo nella brillante cella scolpita del pensiero la cui prospettiva sulle cose, ritagliata da una sola finestra, non vede che un arco esiguo dell'ampio cielo di Dio. LŤ lo sconfinato si accorda con lo sconfinato; 370) finch‚ si Š lŤ, si pu• essere pi— vasti del mondo; finch‚ si Š lŤ, si Š la propria stessa infinit…. Il suo centro non era pi— nella mente terrestre; il potere d'un silenzio veggente riempiva le sue membra: preso da una bianca epifania senza voce in una visione che supera le forme, in un vivere che supera la vita, egli s'avvicin• alla coscienza immota che tutto sostiene. La voce che solo col linguaggio pu• muovere la mente divenne una conoscenza silenziosa dell'anima; 380) la forza che solo nell'azione sente la sua verit… risiedeva ora in una muta pace onnipotente. Un riposo nel travaglio dei mondi, una pausa nella gioia e l'angoscia della ricerca riport• la tensione della Natura alla calma di Dio. Una grande unanimit… mise fine al dibattito della vita. La guerra dei pensieri che genera l'universo, lo scontro delle forze in lotta per prevalere nell'urto tremendo che accende una stella come nella costruzione d'un gemello di polvere, 390) i solchi che descrivono la loro ellisse silente nello spazio, arati dalla ricerca del desiderio del mondo, i lenti rigurgiti del fiume del Tempo, il tormento ch'affila la terribile forza della brama che si sveglia cinetica nell'ottusa melma terrestre e dal fango plasma una personalit…, il dolore di cui si nutre la fame della Natura, l'estro che crea in un fuoco di sofferenza, il fato che punisce la virt— con la sconfitta, la tragedia che distrugge una lunga felicit…, il pianto dell'Amore, la lite fra gli Dei, cessarono in una verit… che vive nella propria luce. L'anima Sua rest• libera, testimone e sovrana. Non pi— assorbito nel flusso spinto dal momento dove la mente si lascia senza tregua trasportare come su una zattera precipitata da un fenomeno all'altro, egli dimorava in pace nel Tempo indivisibile. Quasi una storia scritta gi… da tanto ma in atto adesso, nel suo presente egli teneva il suo futuro e il suo passato, sentiva nei secondi gli anni innumerevoli 410) e vedeva le ore come punti su una pagina. Un aspetto della Realt… sconosciuta cambiava il significato della scena cosmica. Quest'enorme universo materiale divenne un esiguo risultato d'una forza prodigiosa: sorpassando il momento, il Raggio eterno illumin• Quello che mai fin allora fu manifesto. Il pensiero si distese in un possente silenzio; il laborioso Pensatore si fece vasto e calmo, la saggezza trascendente tocc• il suo cuore tremante: 420) la sua anima pot‚ navigare oltre la luminosa barriera del pensiero, la mente non schermava pi— l'infinito senza rive. Attraverso un cielo vuoto, sfuggente, egli intravide in un ultimo bagliore di stelle evanescenti alla deriva i regni sovracoscienti della Pace immota ove cessa il giudizio e tacita Š la parola, ove l'Inconcepito sta inesplorato e solo. Non si produceva li forma, n‚ si levava voce; c'eran solo il Silenzio e l'Assoluto. Da quella calma la mente sorse rigenerata 430) e si dest• a verit… una volta inesprimibili, ed apparvero forme, ricche d'un senso muto, un pensiero veggente, una voce tutta rivelatrice. Egli conobbe la fonte originaria del suo spirito: il movimento fu unito alla Vastit… immobile; egli immerse le sue radici nell'Infinito, fond• la sua vita sull'eternit…. Solo per poco, all'inizio, questi stati pi— divini, queste grandi elevazioni di vasto equilibrio poteron durare. Troppo presto s'interrompe l'alta e luminosa tensione, 440) l'immobilit… di pietra del corpo e la trance ammutolita della vita, la potenza e la calma dal respiro sospeso della mente silenziosa; o lentamente svaniscono come un giorno d'oro al tramonto. Le inquiete membra inferiori si stancan della pace; una nostalgia delle occupazioni e gioie meschine, un bisogno di richiamare i piccoli s‚ familiari, di seguire il cammino consueto, inferiore, il bisogno di riposarsi nell'atteggiamento naturale della caduta, come presto si stanca un bimbo che impari a camminare, sostituiscono la volont… titanica di continuare sempre a salire, 450) offuscano sull'altare del cuore il fuoco sacro. L'antica trazione delle corde subcoscienti si rinnova; essa strappa lo spirito recalcitrante dalle cime, o un'ottusa gravitazione ci trascina in basso, all'inerzia cieca azionata dalla nostra base. Anche di questo pu• servirsi il Diplomatico supremo: egli fa della nostra caduta il mezzo di un'ascesa pi— grande. Ch‚ sul terreno burrascoso della Natura ignorante, nel caos semiordinato della vita umana, il Potere senza forma, il S‚ d'eterna luce 460) penetrano seguendo l'ombra della discesa dello spirito; la dualit… gemella eternamente una elegge la sua dimora fra i tumulti dei sensi. Egli s'introduce, invisibile, nelle nostre zone pi— buie e, avvolto dalla tenebra, fa il suo lavoro, ospite e guida sottile e onnisciente, finch‚ anch'esse sentono il bisogno e la volont… di cambiare. Tutto qui deve apprendere a obbedire a una legge pi— alta, le cellule del nostro corpo devono contenere la fiamma dell'Immortale. Altrimenti lo spirito giungerebbe da solo alla sua fonte lasciando al suo dubbio destino un mondo a met… salvo. La Natura continuerebbe a penare sempre irredenta, la nostra terra a girare sempre senz'aiuto nello Spazio, e l'immenso scopo di questa creazione fallirebbe finch‚ l'universo, frustrato, sprofonderebbe infine distrutto. Perfino la sua fama pari agli dei, per elevarsi doveva cadere: la sua coscienza pi— grande si ritirava indietro; indistinta, eclissata, la sua esteriorit… umana si sforzava di percepire di nuovo le antiche sublimit…, di provocare l'alto contatto che salva, la fiamma eterea, di richiamare al suo crudo bisogno la Forza divina. Sempre il potere tornava a riversarsi come pioggia improvvisa, o lentamente cresceva nel suo petto una presenza; essa risaliva a qualche altezza serbata nella memoria o s'involava sopra il picco da cui era caduta. Ogni volta ch'egli risorgeva c'era un pi— vasto equilibrio, un soggiorno su un pi— elevato piano spirituale; la Luce restava in lui un lasso di tempo pi— lungo. In quest'oscillazione fra la terra e il cielo, nell'ascesa di tale comunione ineffabile, aumentava in lui, come luna crescente, la gloria dell'integralit… della sua anima. Unione del Reale con l'unico, sguardo del Solo in ogni volto, la presenza dell'Eterno nelle ore che allarga l'orizzonte incompleto della mente umana sulle cose, colmando il varco tra la forza dell'uomo e il Fato rendeva intero l'essere frammentario che qui siamo. Furon conquistati alla fine un solido equilibrio spirituale, un dimorare costante nel regno dell'Eterno, 500) una sicurezza nel Silenzio e nel Raggio, un assestamento nell'Immutabile. Le altezze del suo essere vissero nel S‚ immobile; la sua mente pot‚ appoggiarsi su un terreno celeste e abbassare lo sguardo alla magia ed al gioco 540 in cui il Dio-fanciullo Š sul grembo della Notte e dell'Aurora e l'Immortale assume il travestimento del Tempo. Alle sommit… silenziose, alle profondit… agitate il suo spirito equanime dette il suo vasto assenso: la serenit… equilibrata d'una forza tranquilla, 510) un ampio sguardo imperturbato sul tumulto del Tempo affrontarono ogni esperienza con pace inalterata. Indifferente alla tristezza e alla gioia, non tentato dalla meraviglia e il richiamo, immobile il suo spirito mirava il flusso delle cose, calmo e in disparte sosteneva tutto ci• che Š: la sua impassibilit… aiutava il mondo in pena. Ispirata dal silenzio e la visione a occhi chiusi, la sua forza poteva operare con un'arte nuova e luminosa (III) sul materiale grezzo di cui Š fatta ogni cosa, 520) sul rifiuto della massa dell'Inerzia, la facciata grigia ch'Š l'Ignoranza del mondo, la Materia nesciente e l'enorme errore della vita. Come uno scultore che scalpelli una divinit… nella pietra, egli mand• in frantumi a poco a poco l'involucro scuro, linea difensiva dell'ignoranza della Natura, l'illusione e il mistero dell'Incosciente nel cui drappo nero l'Eterno avvolge il suo capo per poter agire sconosciuto nel Tempo cosmico. Splendore di autonoma creazione giunta dalle cime, 530) trasfigurazione nelle mistiche profondit…, un pi— felice funzionamento cosmico pot‚ iniziare e modellare di nuovo in lui la forma del mondo, Dio trovato nella Natura, la Natura compiuta in Dio. Gi… si vedeva in lui quest'opera di Potere: la vita stabili la sua dimora sulle alte vette del s‚; la sua anima, la sua mente, il suo cuore divennero un unico sole; soltanto le sfere pi— basse della vita restavano oscure. Ma anche lŤ, nell'ombra incerta della vita, c'era un lavoro e un respiro di fuoco; 540) ambigua, incappucciata, la potenza celeste operava osservata dalla pace immota del Testimone interiore. Anche sulla Natura in lotta lasciata in basso venivano potenti periodi d'illuminazione: lampi di gloria bruciavano su lampi, l'esperienza era una storia di vampa e di fuoco, l'aria ondeggiava attorno alle ragusŠe di Dio, strane ricchezze veleggiavano verso di lui dall'Invisibile; splendori di veggenza riempivano il vuoto del pensiero, la conoscenza parlava alle immobilit… incoscienti, 550) fiumi di beatitudine e di forza luminosa si riversavano, visite di bellezza, raffiche tempestose di delizia piovevano dal Mistero onnipotente lass—. Da li piombaron l'aquile dell'Onniscienza. Un velo denso fu lacerato, udito un potente sussurro; ripetuto nell'intimit… della sua anima, un grido di saggezza da trascendenze estatiche cant• sulle montagne d'un mondo invisibile; le voci che un ascolto interiore intende gli comunicarono le loro espressioni profetiche, 560) e le esplosioni di fiamma della Parola immortale, i bagliori di un'occulta Luce rivelatrice gli si avvicinarono dal Segreto inaccessibile. Dentro, troneggiava una Conoscenza ispirata i cui secondi illuminavano pi— degli anni della ragione: l'ictus d'un lustro rivelatore cadeva come accento puntato sulla Verit…, e, quasi razzo illuminante che palesi tutto il terreno, brillava un discernimento pronto e intuitivo. Un solo sguardo poteva separare il vero dal falso, 570) o sollevare il suo rapido fuoco di torcia nel buio per arrestare la folla degli impostori varcanti le porte della mente coperti dalle firme false degli dei, scoprire la magica sposa nel suo travestimento o scrutare il volto apparente del pensiero e della vita. Spesso l'ispirazione coi suoi piedi di lampo, messaggera improvvisa dalle cime onniveggenti, traversava i corridoi silenti della sua mente portando il suo ritmico senso di realt… nascoste. Una musica parlava, che trascendeva l'umana parola. 580) Come da una fiala d'oro dell'Onnibeatitudine, una Boia di luce, una gioia di visione inattesa, un rapimento del Verbo vibrante e imperituro versava nella coppa vuota del suo cuore una replica della prima delizia di Dio creante in un Tempo giovane e vergine. Afferrata in un breve momento, in un piccolo spazio, l'Onniconoscenza racchiusa in grandi pensieri indicibili ospit• nei suoi abissi d'aspettazione immota un cristallo dell'ultimo Assoluto, 590) porzione della Verit… inesprimibile rivelata dal silenzio all'anima che tace. Nella sua quiete operava la veemente creatrice; (IV) reso muto, il suo potere divenne pi— intimo; ella guardava al visibile e all'imprevisto, d'insospettati dominu fece il suo campo naturale. La Visione integrale si concentr• in un unico raggio, come quando gli occhi fissano un punto invisibile finch‚, attraverso l'intensit… d'una sola macchia luminosa, l'apocalisse d'un mondo d'immagini (V) 600) entra nel regno del veggente. Un gran braccio nudo di splendore s'alz• ad un tratto; esso lacer• il velo opaco della Nescienza: la punta del suo dito levato, di finezza inconcepibile, snud• con un pugnale di fiamma l'ermetico Aldil…. Occhio vigile nelle cime silenziose della trance, spirito che arriva a cogliere l'inimmaginabile, saltando con un unico balzo periglioso oltre il muro nero che nasconde la sovracoscienza, ella irruppe, con la falce della parola ispirata a depredarlo, nel podere vasto dell'Inconoscibile. Spigolatrice di grani infinitesimi del Vero, legatrice di covoni d'esperienza infinita, penetrava i difesi misteri della Forza cosmica e i suoi metodi magici avvolti in mille veli; o raccoglieva i segreti perduti che il Tempo lascia cadere nella polvere e le crepe della sua strada ascendente fra vecchi sogni abbandonati della MentŠ veloce e resti sepolti di spazio dimenticato. Viaggiatrice fra cima ed abisso, collegava gli estremi distanti, i fondi invisibili, o folgorava lungo le strade del Cielo e dell'Inferno inseguendo ogni conoscenza come un segugio in cerca. Cronista e scriba d'un discorso di celata saggezza, i suoi brillanti verbali di parole celesti, passati per l'ufficio mascherato della mente occulta, trasmettevano al profeta e al veggente il corpo ispirato della Verit… mistica. Copista dell'inchiesta degli dei, portavoce degli orizzonti silenziosi del Supremo, ella comunicava parole immortali ai mortali. Sopra la curva lucente e tenue della ragione, liberati come fulgido aere che offuschi una luna, ampi spazi d'una visione senza limite n‚ confine apparvero nel panorama del suo spirito. Oceani d'essere si offrivano all'anima sua navigante chiamando a una scoperta infinita; regioni intemporali di gioia e di potere assoluto si estendevano circonfuse dall'eterno silenzio; le vie che conducono alla felicit… senza fine 640) percorrevano come sorrisi di sogno le vastit… meditanti: scoperte, si sollevavano nell'ardore d'un momento dorato bianche steppe solari nell'Infinit… inesplorata. Lungo una curva nuda nel S‚ senza frontiere, i punti che pervadono il cuore chiuso delle cose pedinavano la linea interminabile che porta l'Eterno attraverso gli anni. L'ordine magico della Mente cosmica che imbriglia la libert… dell'infinito con la rigida schiera dei fatti simbolici della Natura 650) e gl'incessanti eventi-segnale della vita, trasmutava in leggi le ricorrenze fortuite, in un universo un caos di segni. Sciolto dalle ricche meraviglie e le spire intricate della danza dello spirito dissimulato nella Materia, diveniva chiaro l'equilibrio del progetto del mondo, come la simmetria della serie spontanea dei suoi effetti governata nelle profonde prospettive dell'anima, e il realismo della sua arte dell'illusione, la sua logica d'intelligenza infinita, 660) la sua malia d'una cangiante eternit…. Fu afferrato un bagliore di cose per sempre ignote; risaltarono le lettere della Parola immobile: nell'Origine immutabile e senza nome si vide emergere come da mari insondabili la traccia delle Idee che crearono il mondo, e, seminato nella scura terra della trance della Natura, il germe del desiderio cieco e smisurato dello Spirito da cui l'albero del cosmo fu concepito e dispieg• le sue braccia prodigiose attraverso un sogno di spazio. 670) Realt… immense assunsero una forma: c'era lo sguardo, dall'ombra dell'Ignoto, del Senza-nome incorporeo che vide nascere Dio e dalla mente e l'anima dell'uomo cerca d'ottenere un corpo senza morte ed un nome divino. Le labbra immote, le grandi ali surreali, il volto mascherato dal Sonno sovracosciente, gli occhi onniveggenti dalle palpebre chiuse apparvero, dell'Architetto che costruisce in trance. Il Desiderio originale nato nel Vuoto 680) affior•; ei vide la speranza che mai dorme, i piedi che rincorrono un destino fuggevole, il senso ineffabile del sogno senza fine. Intravisto appena un istante e invisibile alla Mente, quasi torcia tenuta da un potere di Dio, il mondo radioso dell'eterna Verit… balen• come pallida stella al limite della notte sopra la cresta lucente della Surmente dorata. Si scorgevano anche, come attraverso un velo ingegnoso, il sorriso d'amore che il lungo gioco sanziona, 690) la calma indulgenza e i seni materni della Saggezza che allattano il riso infantile del Caso, il silenzio, che nutre il potere dell'Onnipotente, la quiete onnisciente matrice del Verbo immortale, il volto impassibile e incombente dell'Intemporale e l'occhio creatore dell'Eternit…. La dea ispirante entr• nel petto d'un mortale, vi fece il suo studio di pensiero divinatore, il suo santuario di parola profetica e sul seggio a tripode della mente si tenne: 700) al di sopra, tutto fu reso vasto, al di sotto tutto si rischiar•. Scavando nel cuore della tenebra ella scoprŤ pozzi di luce, impose una forma agli abissi inesplorati, prest• un grido vibrante alle vastit… inespresse e, traversando grandi distese sconfinate, mute e senza port• verso la terra frammenti di pensiero rivelatore, schegge del silenzio dell'Ineffabile. Una Voce nel cuore pronunci• il Nome informulato, un sogno di Pensiero in cerca, errante per lo Spazio, penetr• nella casa invisibile e proibita: fu trovato il tesoro d'un Gioco supremo. Nel subcosciente profondo brill• la sua lampada-gioiello; (VII) sollevata, rivel• le ricchezze della Caverna che, dagli avari trafficanti dei sensi non usate, custodite sotto le zampe del dragone della Notte, dormon coperte nelle pieghe dell'ombra vellutata, esse il cui valore inestimabile avrebbe potuto salvare il mondo. Un'oscurit… che portava in seno il mattino aspirava al ritorno del barlume vasto ed eterno aspettando l'avvento d'un pi— largo raggio 720) e la liberazione delle perdute mandrie del Sole. In una superba stravaganza dello sperpero di Dio piovuti incurantemente durante il prodigo lavoro della creazione, abbandonati nei cantieri del mondo smisurato e rubati dai ladri dell'Abisso, giacciono i sicli d'oro dell'Eterno ammucchiati lungi dal contatto, dalla vista e il desiderio del pensiero, chiusi negli antri ciechi del flusso ignorante, per tema che gli uomini li trovino e diventino uguali agli Dei. Una visione si accese ,sulle cime invisibili, 730) una saggezza illumino, venuta dai fondali senza voce: un'interpretazione pi— profonda ingrandŤ la Verit…, un gran rovesciamento della Notte e del Giorno; tutti i valori del mondo cambiarono elevando lo scopo della vita; una parola pi— sapiente intervenne, un pensiero pi— vasto di quelli che il lento lavoro della mente umana pu• addurre, un senso segreto si risvegli• che poteva percepire una Presenza e una Grandezza ovunque. L'universo, ora, non era questo vortice assurdo fatto ruotare, inerte, su una macchina immensa: 740) rigettata la facciata grandiosa e senza vita, non fu pi— meccanismo od opera del Caso, ma movimento vivente del corpo di Dio. Uno spirito nascosto nelle forze e le forme era lo spettatore della mobile scena: la bellezza e il miracolo incessante lasciavano entrare un bagliore dell'Immanifesto: vi si muoveva l'Eterno amorfo cercando la propria forma perfetta nelle anime e le cose. La vita non ebbe pi— un aspetto opaco e insensato. 750) Nella lotta e sconvolgimento del mondo egli vide il travaglio della nascita d'un dio. Una conoscenza segreta si travestiva d'Ignoranza; il fato ricopriva d'una necessit… invisibile il gioco d'azzardo d'una Volont… onnipotente. Gloria, estasi e incantesimo, l'Onnibeato risiedeva sconosciuto dentro il cuore; le sofferenze della terra riscatto della sua gioia imprigionata. Una comunione felice tinse le ore fugaci; i giorni furon viaggiatori su una strada assegnata, 760) le notti, compagne del suo spirito assorto. Uno slancio celeste anim• tutto il suo petto; il cammino faticoso del Tempo si mut• in una splendida marcia; il Nano divino si elev• come torre verso mondi inconquisi, la terra divenne troppo stretta per la sua vittoria. Se prima registravano solo il passo pesante d'un Potere cieco sull'umana piccolezza, ora la vita diveniva un sicuro avvicinarsi a Dio, l'esistenza un'esperienza divina, e il cosmo un'occasione per l'anima. 770) Il mondo era un concepimento e una nascita dello Spirito nella Materia entro forme viventi, e la Natura portava in grembo l'Immortale per poter salir, tramite lui, alla vita eterna. Il suo essere era disteso in una pace luminosa e immota e immerso in fonti di pura luce spirituale; errava nei vasti campi del s‚-di-saggezza illuminati dai raggi d'un sole perpetuo. Anche il s‚ sottile del suo corpo, dentro, poteva sollevare le parti terrestri a realt… superiori 780) e sentirsi soffuso dell'emuvio d'un aere pi— celeste. Esso gi… progrediva verso la divinit…: spinto dai venti alati d'una rapida gioia, sollevato a una Luce non sempre sostenibile, lasci• la distanza che separa la mente dalla Verit… suprema e perse l'incapacit… di felicit… della vita. Tutto ci• che ora soffoca in noi cominci• ad emergere. CosŤ avvenne la liberazione dell'anima sua dall'Ignoranza, il primo cambiamento spirituale della sua mente e il suo corpo. Una vasta conoscenza di Dio si rivers• dall'alto, 790) una nuova conoscenza del mondo s'allarg• dal di dentro: i suoi pensieri quotidiani alzarono gli occhi al Vero e all'Uno, le sue azioni pi— ordinarie scaturirono da una Luce interiore. Presa coscienza delle trame che la Natura nasconde, accordato ai Suoi movimenti al di l… del nostro orizzonte, (VIII) egli divenne uno con un universo velato. La sua comprensione sorprese le fonti delle Sue pi— possenti energie; egli parl• coi Guardiani sconosciuti dei mondi, scorse le forme che sfuggono al nostro sguardo umano. Gli occhi suoi spalancati dettero corpo a entit… invisibili, 800) egli vide all'opera le forze cosmiche e sentŤ l'impulso occulto dietro il volere dell'uomo. I segreti del Tempo furon per lui un libro letto sovente; gli archivi del futuro e del passato - tracciarono i loro brani sulla pagina eterica. Uniti e armonizzati dall'arte del Creatore, l'umano e il divino in lui camminarono assieme; i suoi atti non smentirono la fiamma interiore. Questo forgi• la grandezza del suo versante terrestre. Un genio s'intensific• nelle cellule del suo corpo, 810) che dei suoi lavori limitati dal destino conoscea la portata simile alla marcia di Poteri incompiuti oltre l'arco della vita, nelle immensit… dello spirito. Egli visse in disparte nella solitudine della sua mente, semi-dio che foggiava le vite degli uomini: l'ambizione di un'anima sollevava la razza; un Potere operava, ma nessuno sapeva donde venisse. Le forze universali eran collegate alla sua; riempiendo con le loro vastit… illimitate la piccolezza della terra egli attinse le energie che trasmutano un'epoca. 820) Non misurabile dallo sguardo ordinario, di grandi sogni egli fece uno stampo per realt… future e col• come bronzo i suoi atti per affrontare gli anni. La sua marcia attraverso il Tempo superava il passo umano. Solitari i suoi giorni, splendidi come quelli del sole. NOTE SPECIALI I "18 Sua nascita umana": la nascita di Savitri (la maiuscola Š nostra). II "il suo": a parere dal v. 2 si tratta del re Aswapati. III "la sua forza": non si tratta pi— qui de "lo spirito" del re, ma del re Aswapati in persona IV "la veernente creatrice": L'ispirazione di cui al v. 575. V "apocalisse": 'apocalypse' nel testo originale, nel suo significato etimologico di 'rivelazione'. VI "suo spirito", come "sua anima" al v. seguente, si riferiscono al re Aswapati. VII "la sua lampada": quella della dea evocata al v. 696. VIII "Suoi movimenti" e, al v. 796, "Sue energie": i movimenti e le energie della Natura La maiuscola Š nostra Fine del Canto Terzo Canto Quarto La Conoscenza Segreta Egli si teneva su una cima che guardava a cime pi— alte. I nostri primi approcci all'Infinito sono fulgori d'aurora su un margine meraviglioso mentre il sole glorioso, ancora invisibile, indugia. Quel che vediamo ora Š un'ombra di ci• che deve venire. Lo sguardo della terra levato a un Ignoto distante non Š che un preludio dell'epica ascesa dell'anima umana dalla piattitudine del suo stato terrestre alla scoperta di un s‚ superiore, 10) e il remoto riflesso d'una Luce eterna. Questo mondo Š un inizio e una base ove la Vita e la Mente erigono i loro sogni strutturati; un Potere non nato deve costruire il reale. Non siamo solo una piccolezza legata alla morte: immortali, le nostre vastit… dimenticate aspettan la scoperta nel nostro s‚ culminante; illimitate ampiezze e profondit… d'essere son nostre. Affini al Segreto ineffabile, mistiche, eterne nel Tempo irrealizzato, 20) vicine del Cielo sono le altitudini della Natura. A questi domini di sublimi vette inaccessibili alla nostra ricerca, troppo lontani dalle rotte postali della Natura di superficie, troppo elevati per il respiro delle nostre vite mortali, mira, in fondo a noi, una parentela dimenticata e una debole voce d'estasi e preghiera chiama quelle radiose immensit… perdute. Anche quando non riusciamo a guardarci nell'anima o restiamo affondati nella coscienza terrestre, alcune parti di noi crescono tuttavia verso la luce, 30) ed esistono regioni luminose e cieli sereni, Eldoradi di splendore e d'estasi e templi alla divinit… che nessuno pu• vedere. Un ricordo confuso persiste ancora in noi e a volte, quando la nostra visione si volge all'interno, il velo ignorante della terra ci viene sollevato dagli occhi; una breve, miracolosa evasione si produce. Questa stretta frangia d'esperienza bloccata assegnata a noi come vita, ce la lasciamo dietro, come le nostre brevi marce, la nostra insufficiente portata. 40) Le anime nostre, nelle grandi ore solitarie, posson visitare tacite regioni di Luce imperitura, vette d'aquila di Potere silente su orizzonti totali, oceani ardenti di luna, d'una Felicit… pronta e insondabile e immensit… tranquille di spazio spirituale. Nel processo di svelamento del S‚, a volte il Mistero inesprimibile elegge un involucro umano di discesa. Un soffio scende dall'aere supremo, una Presenza nasce, una Luce che guida si risveglia, 50) un'immobilit… si abbatte sugli strumenti: fermo, immoto come un monumento di marmo, il corpo, d'una calma di pietra, Š un piedistallo che sostiene un aspetto della Pace eterna. Oppure l'incendio d'una Forza rivelante dilaga dentro; da qualche vasto continente superiore, la Conoscenza irrompe, col suo strascico di mari radiosi, e la Natura trema del potere e la fiamma. Una Personalit… pi— grande a volte ci possiede, che tuttavia sappiamo appartenerci: 60) o adoriamo il Maestro della nostra anima. Allora il piccolo ego corporeo si assottiglia e cade; non insistendo pi— sul suo s‚ separato, perdendo il formalismo della sua nascita separata, ci lascia uno con la Natura e con Dio. Nei momenti in cui le lampade interiori sono accese e gli ospiti cari della vita lasciati fuori, il nostro spirito sta solo e parla ai suoi abissi. Una coscienza pi— larga apre allora le sue porte; J pervadente, da spirituali silenzi 70) un raggio della Gloria intemporale si china per un poco per comunicare con la nostra argilla conquisa e illuminata, lasciando la sua vasta impronta bianca sulla nostra vita. Nel campo d'oblio della mente mortale, rivelati ai profetici occhi chiusi della trance o, in qualche profonda, intima solitudine osservati da una strana percezione immateriale, appaiono i segnali dell'eterno. Il vero che la mente non poteva conoscere svela il suo volto, udiamo ci• che le orecchie mortali mai hanno udito, 80) sentiamo ci• che i sensi terrestri mai han sentito, amiamo ci• che i cuori ordinari respingono e temono; la nostra mente tace davanti a un luminoso Onnisciente; una Voce chiama dalle stanze dell'anima; incontriamo l'estasi del tocco del Divino nelle intimit… dorate del fuoco immortale. Tali segni son naturali a un se pi— grande che vive in noi, a noi invisibile; solo talvolta arriva una pi— sacra influenza, una marea d'onde pi— forti porta le nostre vite, 90) e una Presenza pi— divina muove l'anima; o attraverso i rivestimenti terrestri qualcosa passa, una grazia, una bellezza di luce spirituale, la lingua mormorante d'un fuoco celeste. Percepito a un tempo come noi stessi ed estraneo di riguardo, questo s‚ pi— grande Š ed agisce invisibile come non esistesse; segue la linea della nascita perpetua, eppure sembra perire con la sua struttura mortale. Certo dell'Apocalisse a venire, (I) non conta i momenti e le ore; 100) grande, paziente, calmo, vede passare i secoli, aspettando il lento miracolo del nostro cambiamento nel sicuro, deliberato processo della forza universale e della lunga marcia del Tempo che tutto rivela. Esso Š l'origine, il filo conduttore, sovrastante silenzio, una voce interiore, una vivente immagine insediata nel cuore, una vastit… senza barriere ed un punto insondabile, la verit… di tutte queste enigmatiche parvenze nello Spazio, il Reale verso cui si dirigono i nostri sforzi, 110) il segreto, grandioso significato delle nostre vite. Tesoro di miele nei favi di Dio, Splendore che brucia sotto un manto di tenebra, Š la nostra gloria della fiamma di Dio, la nostra aurea fonte della delizia del mondo, un'immortalit… avvolta nella cappa della morte, la forma della nostra divinit… non nata. Esso ci custodisce il destino nei fondali interiori ove dorme il seme eterno delle cose caduche. Sempre portiamo in noi una magica chiave 120) celata nell'involucro ermetico della vita. Un Testimone ardente nel santuario guarda attraverso il Tempo e i muri ciechi della Forma; nei suoi occhi nascosti Š una Luce intemporale; egli vede le cose segrete che nessuna voce pu• dire e conosce la meta del mondo incosciente e il cuore del mistero degli anni che passano. Ma tutto Š schermato, subliminale, mistico; occorre il cuore intuitivo, l'orientamento interiore, occorre il potere di uno sguardo spirituale. 130) Per la breve occhiata momentanea della nostra mente di veglia, la nostra incerta rotta sembra altrimenti un viaggio senza meta deciso da qualche Caso o rischiato da qualche Volere o una Necessit… senza scopo n‚ causa costretta, suo malgrado, a emergere e ad esistere. In questo denso dominio ove nulla Š semplice o sicuro, il nostro stesso essere ci sembra dubbio, la nostra vita una vaga esperienza, l'anima una tremula luce in uno strano mondo ignorante, la terra un bruto accidente meccanico, 140) una trama di morte in cui per caso viviamo. Tutto ci• che abbiamo appreso pare congettura discutibile, e la conquista fatta, un passaggio o una fase il cui fine ulteriore Š dissimulato alla nostra vista, un evento occasionale o un fortuito destino. Usciamo dall'ignoto per andare verso l'ignoto. La nostra breve esistenza Š sempre accerchiata quaggi— dalle ombre grigie di domande senza risposta; i misteri dell'oscuro Incosciente, senza indizi, si sollevano irrisolti dietro la linea di partenza del Fato. 150) Un'aspirazione nel profondo della Notte, germe d'un corpo perituro e d'una mente semi-illuminata, innalza la lingua solitaria del suo fuoco cosciente verso una Luce immortale perduta per sempre; unica eco al suo appello, essa non ode che la risposta indistinta nel cuore ignorante dell'uomo e incontra, senza capire il perch‚ del proprio avvento o per quale motivo sulla terra Š il dolore, la sanzione di Dio al paradosso della vita e l'enigma della nascita dell'Immortale nel Tempo. 160) Lungo un serpeggiante cammino di eoni, nella tenebrosa spirale del suo tragitto nesciente, la Dea-Terra procede a fatica attraverso le sabbie del Tempo. Un essere Š in lei ch'ella spera di conoscere, al suo cuore parla una Parola ch'ella non pu• udire, un Destino le si impone di cui non distingue la forma. Nella sua orbita incosciente attraverso il Vuoto, ella si sforza di emergere dai suoi immemori abissi, una vita rischiosa il suo guadagno, una gioia sofferta; un Pensiero che pu• concepire ma difficilmente conoscere 170) sorge in lei lentamente e crea l'idea, la parola che classifica pi— che illuminare; una contentezza trepida, inferiore alla felicit…, l'invade, da tutta questa bellezza che deve morire. Turbata dall'afflizione che si trascina ai suoi piedi e consapevole delle cose sublimi non ancora conquise, ella nutre costantemente nel suo petto insonne un impulso verso l'interiore che le toglie il riposo e la pace. Ignorante, affaticata e invincibile, mediante la guerra dell'anima e la sua pena fremente ella cerca 180) la perfezione pura di cui la sua natura sfigurata ha bisogno, un soffio della Divinit… sulla sua pietra e il suo fango. Implora una fede che sopravviva alla sconfitta, la dolcezza d'un amore che non conosca la morte, il fulgore d'una verit… per sempre certa. Una luce in lei cresce, ed ella prende voce, impara a decifrare il proprio stato e l'atto ch'ha compiuto, ma l'unica verit… che le manca elude la sua presa se stessa, e tutto ci• di cui lei Š il segno. Un sussurro inarticolato dirige i suoi passi, 190) di cui percepisce la forza, ma non il senso; alcuni rari cenni giungono a guidarla, immensi lampi di divinazione solcano il suo cervello, e a volte, nelle ore di sogno e contemplazione, la verit… mancata si affaccia su di lei, come lontana eppur dentro l'anima. Un cambiamento s'avvicina che sfugge alle sue previsioni e, sempre differito, induce a tentare e a sperare, ma sembra troppo grande perch‚ la speme umana l'osi. Le appare una visione di Poteri superni 200) che l'attirano come possenti genitori perduti, accostandosi con un grande sguardo luminoso estraniato. Ella Š spinta allora verso tutto quel che lei non Š e tende le braccia a ci• che mai fu suo. Le braccia protese verso il Vuoto incosciente, prega con passione le invisibili forme degli Dei sollecitando dal tacito Destino e il Tempo laborioso ci• di cui pi— ha bisogno, che pi— supera la sua portata, una Mente non visitata dai bagliori dell'illusione, una Volont… che esprima la divinit… dell'anima, 210) una Forza non costretta a inciampare dalla propria velocit…, una Gioia che non trascini l'ombra della tristezza. A tutto questo anela e lo sente destinato a appartenerle: reclama il privilegio del Cielo come proprio diritto. Giusta Š la sua richiesta, approvata dagli Dei, testimoni universali, chiara sotto una luce pi— intensa di quella della ragione: le nostre intuizioni ne sono i titoli di propriet…; le nostre anime accettano quel che i pensieri ciechi rifiutano. Le chimere alate della Terra sono nel Cielo i corsieri del Vero, l'impossibile Š il segno di Dio delle cose a venire. 220) Ma pochi riescono a guardare oltre lo stato presente o a saltare oltre questa siepe intricata dei sensi. Tutto ci• che traspira sulla terra e tutto ci• che Š al di l… fa parte d'un disegno illimitato che l'Uno serba in cuore ed Š il solo a conoscere. I nostri avvenimenti esteriori contengono in s‚ il proprio seme, ed anche questo Destino fortuito che imita il Caso, questa massa di risultati inintelligibili, sono il grafico muto di verit… che operano invisibili: le leggi dell'Ignoto creano il noto. 230) Gli eventi che modellano l'aspetto delle nostre vite sono un cifrario di fremiti subliminali che di rado cogliamo, o percepiamo vagamente, un risultato di realt… represse che a stento affiorano nel giorno materiale: nascono dal sole dei poteri nascosti dello spirito scavando un tunnel attraverso l'emergenza. Ma chi penetrer… l'occulto abisso e apprender… qual bisogno profondo dell'anima determin• l'azione casuale e la conseguenza? 240) Assorbiti nella routine degli atti quotidiani, i nostri occhi si fissano su una scena esteriore; udiamo il fracasso delle ruote della Circostanza e c'interroghiamo sulla causa misteriosa delle cose. Eppure una Conoscenza preveggente potrebbe essere nostra, se riuscissimo a stabilirci ov'Š il nostro spirito, dentro, se riuscissimo a udire la voce velata del genio interiore. Troppo di rado l'ombra di ci• che deve venire Š proiettata un istante sulla percezione segreta che sente l'impatto 250) dell'invisibile, e raramente, nei pochi che rispondono, il possente processo del Volere cosmico comunica la sua immagine alla nostra visione, identificando la mente del mondo alla nostra. Il nostro orizzonte Š rinchiuso nell'arco affollato di ci• che osserviamo e tocchiamo e che il pensiero indovina e non sovente la luce dell'Ignoto si leva destando in noi il profeta e il veggente. 260) L'esteriore e l'immediato costituiscono il nostro dominio, e il passato defunto Š il nostro sfondo e supporto; la mente tien l'anima prigioniera, schiavi siamo dei nostri atti; incapaci di affrancare lo sguardo per attingere il sole della saggezza Erede della sommaria mente animale, l'uomo, ancora un infante nelle potenti mani della Natura, vive nella successione dei momenti; i suoi diritti si riducono a un presente mutevole; la sua memoria guarda fissa indietro a un passato fantasma il futuro gli fugge davanti, com'egli avanza; vede rivestimenti immaginati, non un volto. Armato d'una energia limitata e precaria, 270) protegge dalla sorte avversa i frutti del suo lavoro. Un'ignoranza in lotta Š la compagna della sua saggezza: egli attende di vedere la conseguenza dei suoi atti, attende di soppesare la certezza dei suoi pensieri, non sa che cosa raggiunger…, n‚ quando; non sa se alla fine sopravvivr…, o finir… come il mastodonte e il bradipo, scomparendo dalla terra ov'era il re. Ignora il senso della sua vita, ignora il suo alto e stupendo destino. 280) Solo gl'Immortali, sulle loro cime imperiture, dimorando oltre i muri del Tempo e dello Spazio, padroni della vita, liberi dai ceppi del Pensiero, loro che sono i registi del Fato, del Caso e della Volont…, gli esperti del teorema del bisogno universale, posson vedere l'Idea e la Potenza che cambiano il corso del Tempo arrivare, con criniere di luce, da mondi inesplorati, e, mentre il mondo continua a tribolare col suo cieco cuore profondo, udire vicini gli zoccoli dell'evento imprevisto che portano al galoppo il Cavaliere sovrumano, 290) e, insensibili al chiasso e al grido spaventato della terra, ritornare al silenzio delle altezze di Dio; come saettano i lampi, come scoppiano di tuoni, essi passano e lascian l'impronta sul petto calpestato della Vita. Al di sopra del mondo stanno i creatori dei mondi, nel fenomeno riconoscono la sua origine mistica. Questi non badano all'inganno del gioco esteriore, non si volgono al calpestio eccitato del momento, ma con l'immobile pazienza dei Non-nati prestano ascolto ai passi lenti del Destino lontano 300) che si avvicinano attraverso enormi distanze di Tempo, inosservati dall'occhio che vede l'effetto e la causa, non uditi in mezzo al clamore del piano umano. Attenti a una Verit… sconosciuta, afferrano un suono come d'invisibili ali augurali, voci d'un significato insondato, sussurri che covan nel segreto del sonno della Materia. Nella profonda audizione del cuore posson captare i mormorii perduti all'orecchio distratto della Vita, una parola profetica nella trance onnisciente del Pensiero. 310) Al di sopra dell'illusione delle speranze fugaci, dietro l'apparenza dell'atto manifesto, dietro questo meccanismo a orologeria del Caso e questa vaga ipotesi, in mezzo all'assalto di lotta della forza, al rumore dei passi, attraverso gli urli d'angoscia e di gioia, attraverso il trionfo, la battaglia e la disperazione, essi vegliano la Beatitudine che il cuor della Terra ha implorato sulla lunga strada che non pu• veder la sua fine e inavvertita si snoda lungo lo scetticismo dei giorni, e ad incontrarla guidano il mondo ch'avanza disattento. 320) CosŤ il Trascendente mascherato salir… sul suo trono. Quando l'oscurit… si far… pi— profonda soffocando il petto della terra e la mente corporea dell'uomo sar… l'unica lampada accesa, come quello d'un ladro nella notte sar… il passo felpato di colui ch'entra non visto nella propria casa Una Voce parler…, appena udibile, l'anima obbedir…, un Potere s'introdurr… di soppiatto nella camera interiore della mente, un incanto e una dolcezza apriranno le chiuse porte della vita e la bellezza conquister… la resistenza del mondo, la Luce-di-Verit… catturer… la Natura di sorpresa, 330) un'azione furtiva di Dio costringer… il cuore alla beatitudine e la terra diventer… inaspettatamente divina. Nella Materia s'illuminer… il bagliore dello spirito, di corpo in corpo si accender… la nascita sacra; la notte di dester… all'inno delle stelle, i giorni diverranno la felice marcia d'un pellegrino, la nostra volont…, una forza del potere dell'Eterno, e il pensiero, i raggi d'un sole spirituale. Alcuni vedranno ci• che nessuno ancora comprende; Dio crescer… mentre i saggi parlano e dormono; 340) ch‚ l'uomo non sapr… della venuta prima dell'ora, n‚ ci sar… fede prima che il lavoro sia compiuto. Una Coscienza che non conosce la propria verit…, cacciatrice errante di fuorvianti aurore, fra gli estremi oscuro e luminoso dell'essere si muove quaggi— in un crepuscolo che sembra piena luce: un interregno nella Realt… tronca il pensiero integrale, il totale Potere; essa gira in tondo o si tiene in un vago intervallo, incerta del suo inizio e del suo termine, 350) o corre su una strada senza fine; lungi dall'Ombra originale e dalla Fiamma ultima, vive in qualche enorme e vuota Incoscienza, come un pensiero che persista in un'immensa vacuit…. Quasi formula inintelligibile che suggerisca innumerevoli versioni alla Mente, essa presta un senso a un mondo casuale. Una congettura fondata su prove dubbiose, un messaggio frainteso, un pensiero confuso che manca il suo scopo Š tutto ci• ch'essa pu• dire, 360) o un frammento della parola universale. Essa lascia due lettere giganti vuote di significato mentre senza sanzione ruota il segno intermedio che porta un universo enigmatico, come se un presente senza futuro n‚ passato, ripetendo lo stesso movimento di rivoluzione, girasse sul suo asse nella sua propria Inanit…. CosŤ resta velato il senso della creazione; ch‚ la pagina cosmica Š letta fuori del contesto: i suoi segni ci fissano come uno scritto ignoto, 370) come se apparisse, schermata da una lingua straniera o un codice di simboli radiosi senza chiave, un brano d'una parabola sublime. Agli occhi della creatura effimera, la creazione riveste la grandezza d'un miracolo inutile; sperperandosi per poter durare un momento, fiume che mai pu• trovare il suo mare, essa corre attraverso la vita e la morte su un filo del Tempo; un fuoco nella Notte Š lo scoppio della sua azione possente. Tale Š il nostro bisogno pi— profondo: unire ancora una volta 380) quello che ora Š separato, opposto e sdoppiato, lontano in sfere sovrane che non s'incontrano mai o faccia a faccia come i poli contratti della Notte e del Giorno. Dobbiamo colmare l'immensa lacuna che abbiamo creato, risposare la consonante isolata del chiuso finito con le aperte vocali dell'Infinit…, un tratto d'unione deve collegare la Materia e la Mente, l'istmo stretto dell'anima che ascende: dobbiamo rinnovare il legame segreto nelle cose, i nostri cuori devon richiamare la divina Idea perduta, 390) ricostituire la parola perfetta, unire l'Alfa e l'Omega in un unico suono; allora lo Spirito e la Natura saranno uniti. Due sono i fini del piano misterioso. Nel vasto etere del S‚, privo di segni, nell'invariabile silenzio bianco e nudo, in disparte, splendidi come soli d'oro abbagliati velati dal raggio insostenibile per lo sguardo umano, le potenze pure e assolute dello Spirito ardono nella solitudine dei pensieri di 400) Rapimento, fulgore, silenzio, liberate dall'approccio di cuori feriti, negate all'Idea che guarda al dolore, lungi dalla Forza che grida nella sua sofferenza, esse vivono nella sua felicit… inalienabile. Immacolate nella conoscenza e il potere spontanei, calme riposano sull'eterna Volont…. Non conta che la sua legge per esse ed a lui solo obbediscon non hanno mete da raggiungere, n‚ scopi da servire. Implacabili nella loro purezza intemporale, 410) rifiutano ogni baratto o corruzione di culto; impassibili all'urlo di rivolta e alla prece ignorante, non badano alla nostra virt— n‚ al nostro peccato; non si piegano alle voci che implorano, non trattano con l'errore e il suo regno; sono le custodi del silenzio della Verit…, le guardie del decreto immutabile. Un profondo abbandono Š la fonte della loro energia, una silenziosa identit… la loro maniera di conoscere, la loro azione Š immota come un sogno. 420) In pace, guardando il tumulto che s'agita sotto le stelle, imperiture, osservando i meccanismi della Morte e del Caso, immobili, vedendo passare i millenni, imperturbate mentre si srotola la lunga mappa del Destino, assistono con occhi imparziali alla nostra lotta, eppure il cosmo non potrebbe esistere senza di esse. Inaccessibili al desiderio, alla sorte fatale e alla speranza, la loro posizione di potenza inviolabile sostiene immota l'enorme compito del mondo; la sua ignoranza Š illuminata dalla loro conoscenza, 430) la sua aspirazione dura grazie alla loro indifferenza. Come le altezze attirano il basso sempre a salire, e le ampiezze invitano la piccolezza all'avventura nel vasto, la loro distanza sollecita l'uomo a superare se stesso. La nostra passione si solleva per sposare la calma dell'Eterno, la nostra mente dalle ricerche nane per incontrare la luce dell'Onnisciente, e i nostri cuori inermi, per custodire gelosi la forza dell'Onnipotente. Accettando la saggezza che cre• l'inferno e la rude utilit… della morte e le lacrime, accettando i passi graduali del Tempo, 440) incuranti esse sembran della pena che tormenta il cuore del mondo, incuranti del dolore che ne lacera il corpo e la vita; oltre la gioia e la tristezza Š la marcia di questa grandezza; esse non prendon parte al bene che muore, mute, pure, non partecipano al male commesso; la loro forza, altrimenti, si guasterebbe e non potrebbe salvare. Attento alla verit… che dimora negli estremi di Dio, cosciente d'un movimento della Forza onniveggente, del risultato lento degli anni lunghi e ambigui e del bene inatteso che nasce da azioni nefande, 450) l'immortale non vede vanamente come noi. Egli osserva gli aspetti nascosti e i poteri velati, conosce la legge delle cose e la loro linea naturale, non spinto dalla volont… d'agire d'una breve vita, n‚ incitato dallo sprone della piet… e la paura, non si affretta a sciogliere il nodo cosmico o a riconciliare il cuore lacerato e discorde del mondo. Nel Tempo egli attende l'ora dell'Eterno. Ma c'Š un segreto aiuto spirituale; mentre si snodano le spire d'una pigra Evoluzione 460) e la Natura s'apre un varco attraverso il diamante, un divino intervento troneggia al di sopra. Non giriamo quaggi— su di un globo accidentale, vivi in un morto universo rotante, (II) abbandonati a un'impresa che supera la nostra forza; anche attraverso l'intricata anarchia che chiamiamo Destino e l'amarezza della morte e la caduta, una Mano tesa si avverte sopra le nostre vite. Ci Š accanto in corpi e nascite innumerevoli; nella sua presa che non s'allenta ci riserba intatto 470) il risultato unico, ineluttabile e supremo che nessun volere pu• togliere, nessun fato cambiare, la corona della cosciente Immortalit…, la divinit… promessa alle nostre anime in lotta quando il cuor del primo uomo affront• la morte e soffrŤ la vita. Colui che ha formato questo mondo ne Š per sempre il signore: i nostri errori sono i suoi passi sul cammino; egli opera attraverso le crude vicissitudini delle nostre vite, opera attraverso la soffocazione della battaglia e dello sforzo, attraverso i nostri peccati, le nostre pene e le lacrime; 480) la sua conoscenza prevale sulla nostra nescienza; quale che sia l'apparenza da sopportare, quali che siano i nostri gravi mali e il nostro attuale destino, quando non vediamo altro che deriva e disastro, una Guida possente ci conduce ancora attraverso tutto. Dopo aver servito questo grande mondo diviso, la beatitudine e l'unit… di Dio sono il nostro innato diritto. Una data Š fissata nel calendario dell'Ignoto, un anniversario della Nascita sublime: la nostra anima giustificher… la propria marcia fortunosa, 490) tutto ci• che ora Š ritirato o lontano si avviciner…. Agiranno infine, queste calme e distanti Potenze. Irremovibilmente pronte al compito loro assegnato, le Radiosit… sempre sagge e compassionevoli attendono il suono della voce dell'Incarnato per lanciarsi e gettare un ponte sui baratri dell'Ignoranza, rimarginare le cavit… vuote e anelanti della Vita e colmare l'abisso che Š l'universo. Qui, intanto, al polo opposto dello Spirito, nel mistero delle profondit… costruite da Dio 500) quale dimora al di qua della visione del Pensatore, in questo compromesso d'una Verit… nuda e assoluta con la Luce che abita presso l'estremo oscuro delle cose, in questa tragi-commedia del travestimento divino, in questa lunga, lontana ricerca d'una gioia sempre vicina, nel sogno grandioso di cui Š fatto il mondo, - questo palazzo d'oro che poggia su un dragone nero, la Forza cosciente ch'agisce nel seno della Natura e in vesti oscure lavora nello schema cosmico trasportando le immagini d'argilla di dei non nati, 510) esecutrice dell'Idea inevitabile ostacolata e avvolta dai cerchi del Destino, amministratrice paziente del Tempo lento ed eterno, assolve d'ora in ora il suo incarico segreto. Essa prevede tutto in profondit… mascherate e imperiose; l'intenzione muta degli abissi incoscienti risponde a un volere che vede sulle cime, e la prima sillaba del Verbo che si dipana, ponderosa e di senso bruto, contiene la sua chiusa luminosa, consapevole della vasta discesa d'una vittoria suprema 520) e del prodigio dell'immensa ascesa dell'anima Quaggi—, dove ogni cosa sembra un s‚ isolato, tutte sono un aspetto dell'Uno solo e trascendente: esistono unicamente grazie a lui, la loro vita Š il suo respiro; una Presenza invisibile modella l'argilla obliosa. Compagno del gioco della Madre possente, L'Uno Š venuto sull'ambiguo globo rotante per sottrarsi al Suo inseguimento nella forza e la forma. (III) Spirito segreto nel sonno dell'Incosciente, Energia amorfa, Parola senza voce, 530) egli era qui prima che gli elementi potessero emergere, prima che ci fosse la luce della mente o potesse respirare la vita. Complice della Sua enorme finzione cosmica, egli converte le proprie apparenze in forme reali ed uguaglia il simbolo alla verit…: ai propri pensieri intemporali d… una forma nel Tempo. Egli Š la sostanza e il s‚ delle cose; ispirata da lui ella ha foggiato le Sue opere d'abilit… e di forza: ella l'avvolge nella malia dei Suoi umori e fa delle sue miriadi di verit… i Suoi innumerevoli sogni. 540) Il Padrone dell'essere Š disceso fino a lei, fanciullo immortale nato negli anni fugaci. Negli oggetti che forgia, nelle persone che concepisce, ella, sognando, insegue la Sua idea di lui, e qua un aspetto, l… un gesto afferra: egli ripete sempre in essi le sue nascite incessanti. Egli Š l'artefice e il mondo ch'egli crea, egli Š la visione e il Veggente; Š lui stesso l'attore e l'atto, lui stesso colui che sa e il conosciuto, 550) lui stesso il sognatore e il sogno. Sono Due che son Uno e giocano in molti mondi; si son parlati e incontrati nella Conoscenza e l'Ignoranza e la luce e la tenebra sono il loro scambio di sguardi; il nostro piacere e dolore sono la loro lotta e il loro amplesso, le nostre azioni e speranze, intima parte della loro storia; essi son congiunti in segreto nel nostro pensiero L'universo Š una mascherata senza fine: nulla, quaggi—, Š assolutamente ci• che sembra; Š una visione, effetto onirico, d'una verit… 560) che senza il sogno non sarebbe interamente vera; pieno di senso un fenomeno si staglia sugli sfondi indistinti dell'eterno; ne accettiamo l'aspetto e trascuriamo tutto ci• che vuol dire; una parte Š visibile, e noi la prendiamo per il tutto. CosŤ essi han fatto la loro commedia con noi per personaggi: autore e attore con se stesso come scena, lui vi si muove come l'Anima, lei come Natura. Qui sulla terra dove dobbiamo sostenere i nostri ruoli, non sappiamo come il dramma si svolger…; 570) le frasi che pronunciamo dissimulano il loro pensiero. Ella tiene il Suo piano grandioso celato alla nostra vista: ha occultato la Sua gloria e la Sua beatitudine e mascherato l'Amore e la Saggezza nel Suo cuore; di tutta la meraviglia e la bellezza che le appartengono, non possiamo sentire che una particella oscurata. Anche lui riveste quaggi— una divinit… diminuita; ha abbandonato la propria onnipotenza, rinunciato alla propria calma e infinit…. Non conosce che lei, ha obliato se stesso; 580) a lei tutto abbandona per farla grande. Spera in lei di trovarsi in modo nuovo, incarnato, sposando la pace della propria infinit… all'estasi della Sua passione creatrice. Bench‚ possieda la terra ed i cieli, a lei lascia il governo cosmico e su tutto veglia, Testimone del Suo spettacolo. Come una comparsa sul Suo palcoscenico, non dice nulla o si nasconde dietro le quinte. Nasce nel Suo mondo, segue la Sua volont…, 590) indovina il senso del Suo gesto enigmatico, i cambiamenti fluttuanti e fortuiti del Suo umore, decifra le Sue intenzioni, ch'ella sembra ignorare, e serve il Suo scopo segreto lungo il Tempo. La venera come un essere troppo grande per lui; l'adora quale sovrana del suo desiderio, le Š sottomesso come a Colei ch'Š il motore della sua volont…, brucia l'incenso delle sue notti e dei suoi giorni offrendo la sua vita, splendore d'un sacrificio. Sollecitatore estasiato del Suo amore e la Sua grazia, 600) tutto il suo universo Š la felicit… che ha in lei: attraverso di lei egli cresce in tutti i poteri del suo essere; alla Sua luce legge i fini di Dio nascosti nelle cose. O, cortigiano del Suo seguito innumerevole, contento d'esser con lei e di sentirla vicina, sfrutta al massimo il poco ch'ella dona e riveste della propria delizia tutto ci• ch'ella fa. Uno sguardo pu• rendergli meraviglioso tutto il giorno, una parola dalle Sue labbra mette ali di felicit… alle ore. A lei si appoggia, per tutto ci• che fa ed Š: 610) sui Suoi larghi doni edifica i suoi splendidi giorni fortunati, trascinandosi dietro le piume di pavone della sua gioia di vita e illuminandosi al sole del Suo sorriso fugace. In mille modi egli serve i Suoi bisogni regali; attorno alla Sua volont… fa ruotare le ore, e riflettere tutto i Suoi capricci; tutto Š loro gioco: tutto questo vasto mondo non Š che lui e lei. Tale Š il nodo che lega assieme le stelle: i Due che son uno sono il segreto d'ogni potere, i Due che son uno sono la forza e il giusto nelle cose. 620) L'anima di lui, silenziosa, sostiene il mondo e lei, gli atti di lui sono i registri del Suo comandamento. Felice, inerte, egli Š disteso sotto i Suoi piedi: offre il petto alla Sua danza cosmica che ha le nostre vite per teatro vibrante e che nessuno potrebbe sopportare se non ci fosse, dentro, la sua forza, ma che nessuno, per la sua delizia, vorrebbe abbandonare. Le sue opere, i suoi pensieri, sono stati inventati da lei, il suo essere Š un vasto specchio del Suo: attivo, egli parla e si muove da lei ispirato; 630) i suoi atti obbediscono alle domande inespresse del Suo cuore: passivo, subisce gli urti del mondo quali Suoi colpi leggeri a modellargli l'anima e la vita: il suo viaggio attraverso i giorni Š la Sua marcia solare; egli corre sulle Sue strade; la sua rotta Š quella di lei. Testimone e studioso della Sua gioia e del Suo dolore, compagno nel Suo male e nel Suo bene, lui ha acconsentito ai Suoi modi appassionati, Š sospinto dalla Sua forza dolce e terribile. La sanzione del suo nome sigla tutte le Sue opere; 640) il suo silenzio Š la firma apposta alle Sue azioni; nell'esecuzione del piano del Suo dramma, nelle Sue fantasie del momento e della sua vena, nella marcia di questo manifesto mondo ordinario ove tutto Š profondo e strano agli occhi che vedono e le comuni forme della Natura tessute di miracolo, attraverso la sua vista di testimone e il suo moto di potenza ella dispiega il materiale del proprio Atto cosmico, i Suoi avvenimenti ch'esaltano e colpiscono l'anima, la Sua forza che smuove, i Suoi poteri che salvano e uccidono, 650) la Sua Parola che nel silenzio parla ai nostri cuori, il Suo silenzio che trascende il Verbo culminante, le Sue altezze e i Suoi abissi verso cui il nostro spirito muove, i Suoi eventi che ordiscono la trama delle nostre vite e tutto ci• che ci fa ritrovare o perdere, cose dolci ed amare, magnifiche e meschine, cose terribili, belle e divine. Nel cosmo ella ha costruito il proprio impero, lui Š governato dalle Sue leggi sottili e potenti, la sua coscienza Š un bimbo sulle Sue ginocchia, 660) il suo essere, un campo del Suo vasto esperimento, l'infinito spazio di lei Š l'arena dei suoi pensieri; alla conoscenza delle forme del Tempo, all'errore creativo-della mente limitante, al caso che riveste il rigido aspetto del fato e al Suo gioco di morte, di dolore e Nescienza, ella lega l'immortalit… di lui trasformata ed in lotta. La sua anima Š un atomo sottile in una massa, la sua sostanza, materiale di lavoro per lei. In mezzo alla morte delle cose sopravvive il suo spirito, 670) verso l'eternit… egli sale attraverso le brecce dell'essere, da lei portato dalla Notte alla Luce che non muore. Quest'abdicazione grandiosa Š il suo libero dono, la sua forza pura e trascendente si sottomette alla Sua. Nel mistero della Sua ignoranza cosmica, nell'insolubile enigma del Suo gioco, creatura fatta di stoffa peritura, egli si muove nel disegno da lei preparatogli, pensa coi Suoi pensieri, della Sua ansiet… palpita il suo egli sembra la cosa ch'ella vuole che sembri 680) ed Š tutto ci• che la Sua volont… d'artista pu• eseguire. Bench‚ sulle strade lo spinga della Sua fantasia, con lui giocando come col Suo figlio o il Suo schiavo, verso la libert… e il dominio dell'Eterno e la posizione d'immortalit… al di sopra del mondo ella fa avanzare la Sua apparente marionetta d'un istante. Anche durante la sua sessione umana nella dimora del corpo, viaggiatore senza meta fra la nascita e la morte, sognatore effimero dell'immortalit…, lei lo sprona a regnare. Lui assume i Suoi poteri; 690) l'ha attaccata al giogo della Sua stessa legge. Il suo volto di pensiero umano assume una corona. Tenuto al laccio da lei, legato al Suo capriccio velato, egli ne studia i modi, se cosŤ pu• avere la meglio non fosse che per un'ora, e lei il suo volere eseguire; l'asservisce alla sua passione d'un momento: lei finge d'obbedire, si lascia condurre dalla Sua creatura: Š stata fatta per lui, vive solo perch'egli se ne serva. Ma, conquistandola, Š di pi— Suo schiavo; Š il Suo subordinato, tutti i suoi mezzi le appartengono; 700) senza di lei non pu• nulla, ch‚ lo governa ancora. Egli si desta infine a un ricordo del S‚; vede dentro il volto della deit…, il Divino erompe attraverso la sagoma umana: ella smaschera le Sue cime pi— alte e si fa Sua compagna Fino allora egli Š un balocco nel Suo gioco; in apparenza Suo reggente, di fatto trastullo della Sua fantasia, robot vivente azionato dalle molle della Sua energia, egli agisce come nei movimenti d'un sogno; automa che posa i passi nei solchi del Destino, 710)procede inciampando, spinto dalla frusta della Sua Forza: il suo pensiero lavora, bove nei campi del Tempo; la sua volont… ch'egli crede propria, Š formata nella Sua forgia. Obbediente al controllo muto della Natura del Mondo, guidato dal proprio Potere formidabile, partner d'elezione in un gioco titanico, egli ha reso la volont… di lei padrona del suo Destino, e il Suo capriccio, dispensatore di piacere e sofferenza; si Š venduto al Suo potere regale per qualsiasi colpo o favore di Sua scelta: 720) anche in ci• ch'Š dolore ai nostri sensi, avverte la dolcezza del Suo tocco sovrano, in ogni esperienza incontra le Sue mani di beatitudine; porta sul cuore la felicita del Suo passo e la sorpresa della gioia del Suo arrivo nell'occasione d'ogni evento e momento. Tutto ci• ch'ella pu• fare Š portentoso ai suoi occhi: in lei s'inebria, nuota nel Suo mare; amante infaticabile della Sua cosmica delizia, si diletta d'ognuno dei Suoi pensieri ed atti 730) ed acconsente ad ogni Suo possibile desio; vuol essere qualunque cosa ella aneli: lui che Š lo Spirito, l'innumerevole Uno, si Š lasciata dietro la propria eternit… solitaria ed Š nascita infinita nel Tempo senza fine, la molteplicit… del Suo finito in uno Spazio infinito. Il signore dell'esistenza si dissimula in noi e gioca a nascondino con la propria Forza; un Dio segreto s'attarda nello strumento della Natura. L'Immanente vive nell'uomo come nella propria casa; 740) ha fatto dell'universo il suo campo di svaghi, una vasta palestra dei suoi prodigi. Onnisciente, egli accetta il nostro stato confuso; divino, assume forme animali od umane; eterno, accetta il Destino ed il Tempo; immortale, si trastulla con lo stato mortale. L'Onni-Cosciente si Š avventurato nell'Ignoranza, l'Onni-Beato sopporta d'essere insensibile. Incarnato in un mondo di conflitto e sofferenza, indossa la gioia e il dolore come una veste 750) e beve l'esperienza come un vino corroborante. Lui, la cui trascendenza regge le Vastit… feconde, dimora adesso, presciente, nelle nostre profondit…, luminoso Potere individuale, solitario. L'Assoluto, il Perfetto, il Solo ha chiamato la sua Forza muta fuori dal Silenzio ove giaceva nella quiete senza volto e amorfa proteggendo dal Tempo, grazie al Suo sonno immoto, la potenza ineffabile della sua solitudine. L'Assoluto, il Perfetto, il Solo 760) Š entrato col suo silenzio nello spazio: ha modellato queste innumeri persone dell'unico s‚; ha costruito una miriade di forme del suo potere; vive in tutto, lui che viveva solo nel suo Vasto; lo Spazio Š lui stesso e il Tempo non Š che lui. L'Assoluto, il Perfetto, l'Immune, uno che Š in noi come il nostro s‚ segreto, ha assunto la nostra maschera d'imperfezione, ha fatto propria questa sede di carne, ha gettato la sua immagine nella dimensione umana 770) affinch‚ possiamo elevarci alla sua dimensione divina; poi in una forma di divinit… il Creatore ci rifonder… e imporr… un piano divino allo stampo umano sollevando la nostra mente finita al suo infinito, mettendo in contatto il momento con l'eterno. Tale trasfigurazione Š ci• che la terra deve al cielo: un debito reciproco lega l'uomo al Supremo: dobbiamo assumere la sua natura, com'egli assume la nostra; siamo figli di Dio e dobbiamo esser simili a lui: 780) la sua porzione umana, noi dobbiamo renderla divina. La nostra vita Š un paradosso di cui Dio Š la chiave. Ma tutto, intanto, Š un'ombra proiettata da un sogno e, per lo spirito che contempla immobile, la vita e Dio stesso prendon l'aspetto d'un mito, il tenore d'una lunga storia insensata Ch‚ la chiave Š nascosta e tenuta dall'Incosciente; il Dio segreto abita sotto la soglia (III) In un corpo che ottenebra lo spirito immortale, Abitante anonimo che veste poteri invisibili 790) con le forme della Materia e motivi al di l… del pensiero e con il caso d'una conseguenza imprevista, Influenza onnipotente e indiscernibile, egli risiede, non percepito dalla forma in cui vive e vela d'una mente brancolante la propria conoscenza. Vagabondo in un mondo creato dai suoi pensieri, gira in un chiaroscuro di errore e verit… per trovare una saggezza che, in alto, gli appartiene. Come chi non ricordi, va in cerca di se stesso; come avesse perduto una luce interiore, egli cerca: 800) quale un itinerante che indugi fra scene straniere, egli Š in viaggio verso una casa che pi— non conosce. Cerca la verit… del proprio s‚, lui ch'Š la Verit…; Š il Giocatore che divenne il gioco, il Pensatore che divenne il Pensiero; il molteplice, lui che fu l'Uno silenzioso. Nelle forme-simbolo della Forza cosmica e nei suoi Segni viventi e inanimati, nella Sua complessa trama di avvenimenti egli esplora il miracolo incessante di se stesso, 810) finch‚ l'enigma incalcolabile non sia stato risolto nell'unica luce di un'Anima testimone di tutto. Tale fu il suo patto con la potente compagna: per amore di lei e a lei unito per sempre, seguire il corso dell'eternit… del Tempo fra i magici drammi dei Suoi umori improvvisi, le sorprese della Sua Idea mascherata e le vicissitudini del Suo vasto capriccio. Due sembran le sue mete, ma son sempre una sola e si contemplan l'un l'altra al di sopra del Tempo illimitato 820) lo Spirito e la Materia ne sono il fine e la causa. Ricercatore di significati nascosti nelle forme della vita, del vasto voler della gran Madre non segnato sulle mappe e dell'enigma bruto dei Suoi modi terrestri egli Š l'esploratore e il navigante su un oceano interiore segreto e sconfinato: Š l'avventuriero e il cosmologo della geografia oscura d'una magica terra. Nel disegno fisso del Suo ordine materiale ove tutto sembra sicuro e identico anche una volta cambiato, 830) pur se l'intento resta sempre ignoto e sempre instabile Š il flusso cangiante della vita, il fato silenzioso trova per lui le rotte; stazioni nel mare tumultuoso delle et…, sorgon terreferme che tentano e trattengono un momento, poi orizzonti nuovi invitano la mente ad avanzare. Nessuna chiusa appare all'immensit… del finito, n‚ ultima certezza in cui il pensiero possa fermarsi e nessun termine all'esperienza dell'anima. Limite, lontananza mai raggiunta interamente, 840) una perfezione non attinta lo chiama da frontiere perse nell'Invisibile: solo un lungo esordio Š stato fatto. Questi Š il marinaio sul fiume del Tempo, il lento scopritore della Materia del Mondo, che, lanciato in questa piccola nascita corporea, ha appreso la sua arte nelle minuscole baie del s‚ ma alla fine sfida infinitudini insondate, viaggiatore sui mari dell'eternit…. All'acerba partenza iniziale della sua cosmica avventura, 850) eccolo, ignorante della forza della propria divinit…, timido iniziato del suo vasto disegno. Esperto capitano d'un fragile naviglio, trafficante d'umili merci impermanenti, egli serra dapprima la costa ed evita il largo, non osa affrontare l'altomare, distante e periglioso. Fa la spola in un ristretto traffico costiero: ricevendo da un porto all'altro un salario d'elemosina, soddisfatto del corso immutabile della sua ronda prudente, non azzarda il nuovo e il mai visto. 860) Ma ode ormai il suono di mari pi— vasti. Un mondo che si allarga lo chiama verso scene remote, percorsi nell'arco d'una visione pi— ampia e genti sconosciute e rive non ancora visitate. Su una chiglia equipaggiata, il suo scafo mercantile serve il commercio che il mondo fa delle ricchezze del Tempo fendendo la schiuma di un gran mare cinto di terre per raggiunger le luci di porti ignoti in regioni lontane e aprire mercati alle arti opulente della vita, colli preziosi, statuette cesellate, tele colorate, 870) balocchi ingioiellati pe'l gioco d'un fanciullo, prodotti deperibili d'un arduo lavoro e splendori effimeri guadagnati e perduti dai giorni. Oppure, attraversando una porta di pilastri di roccia, senza arrischiarsi ancora a varcare oceani senza nome e ad inoltrarsi in un sogno di distanze, egli va costeggiando litorali stranieri e scopre un nuovo porto in isole battute da tempeste, o, guidato da un compasso sicuro nel suo pensiero, s'immerge in una foschia luminosa che nasconde le stelle, 880) nocchiere sulle rotte commerciali dell'Ignoranza. La sua prua si spinge verso spiagge inesplorate, egli scopre per caso continenti inimmaginabili: cercatore delle Isole Felici, lascia le ultime terre, traversa i mari estremi, 920 volge la sua cerca simbolica a quel ch'Š eterno; la vita trasforma per lui le sue scene costruite dal tempo, le sue immagini che nascondono l'infinito. Le frontiere della terra indietreggiano e l'aria terrestre non gli sospende pi— attorno il suo velo translucido. Egli ha oltrepassato il limite del pensiero e la speme umani, ha raggiunto la fine del mondo e guarda fisso al di l…; gli occhi del corpo mortale tuffano lo sguardo in altri Occhi che contemplan l'eternit…. Il viaggiatore del Tempo deve esplorare un mondo pi— grande. Ode infine un canto sulle cime, il lontano parla, l'ignoto s'avvicina: egli attraversa le frontiere dell'invisibile e, superando le rive della visione mortale, s'apre a una nuova prospettiva di s‚ e delle cose. Egli Š uno spirito in un mondo incompiuto che non lo conosce n‚ pu• conoscer se stesso: il simbolo di superficie della sua ricerca senza meta assume significati pi— profondi per la sua visione interiore; la sua ricerca, Š l'ombra che cerca la luce, la vita mortale che cerca l'immortalit…. Nel vasello di un'incarnazione umana, al di sopra dell'esigua cinta dei sensi limitanti egli pu• mirare le onde magiche del Tempo ove la mente, come una luna, rischiara la tenebra del mondo. LŤ, sfuggendo di continuo allo sguardo e come disegnata nelle brume d'una tenue luce di sogno, si profila una sponda indistinta e misteriosa. Marinaio sul mare insondabile dell'Incosciente, egli naviga attraverso un mondo stellato di pensiero, sulla tolda della Materia, verso un sole spirituale. Oltre il frastuono e il grido innumerevole, oltre i silenzi estatici e inconoscibili, attraverso uno strano intermondo sotto cieli superni, al di l… delle longitudini e latitudini terrestri, 920) la sua meta Š fissata al di fuori d'ogni mappa esistente. Ma nessuno sa verso dove fa vela nell'ignoto o quale segreta missione la gran Madre gli ha dato. Nella forza nascosta della Sua Volont… onnipotente, guidato dal Suo soffio pei flutti agitati della vita, attraverso il rombo del tuono e attraverso la calma senza vento, attraverso la nebbia e la foschia in cui pi— nulla si vede, egli porta i Suoi ordini sigillati nel petto. Tardi sapr…, aprendo il mistico scritto, se verso un porto vuoto nell'Invisibile 930) va o, armato del Suo decreto, a scoprire una mente e un corpo nuovi nella citt… di Dio e mettere in trono l'Immortale nella sua dimora di gloria e rendere il finito uno con l'Infinito. Attraverso il deserto marino degli anni interminabili i Suoi venti oceanici spingono la sua nave errante, le acque cosmiche sciabordanti al suo passaggio, e attorno a lui un rumore, un pericolo, un appello. Egli segue sempre il solco della Sua forza. Naviga attraverso la vita, la morte e ancora la vita, 940) avanza attraverso la veglia ed attraverso il sonno. Su di lui Š un potere che viene dalla Sua forza occulta e lo lega al destino della sua propria creazione; mai potr… fermarsi il Viaggiatore possente, mai potr… cessare il mistico viaggio finch‚ l'ombra nesciente non sia sollevata dall'anima dell'uomo e l'aurora di Dio non abbia conquistato la sua notte. Fintanto che durer… la Natura, anche lui ci sar…, ch‚ questo Š certo: lui e lei son uno; anche quando egli dorme, la tiene sul suo petto: 950) chiunque la abbandoni, lui non se ne andr… a riposare nell'Inconoscibile senza di lei. C'Š una Verit… da conoscere, un lavoro da fare; il Suo dramma Š reale; lui recita un Mistero: c'Š un piano nel profondo capriccio cosmico della Madre, un disegno nel Suo immenso gioco alla cieca. Questo fu sempre il Suo intento fin dalla prima alba della vita, questa volont… costante, ch'ella mascherava col Suo svago, d'evocare una Persona nel Vuoto impersonale, colpire con la Luce di Verit… le massicce radici di trance della terra, 960) svegliare un s‚ muto negli abissi incoscienti e sollevare dal suo sonno di pitone un Potere perduto perch‚ gli occhi dell'Intemporale possan vedere attraverso il Tempo, e il mondo, manifestare il Divino senza veli. Per questo egli lasci• la sua bianca infinit… e pose sullo spirito il peso della carne, perch‚ fiorisca il seme del Divino nello Spazio oblioso. NOTE SPECIALI I Vd. nota al v. 599 del Canto precedente. II Inversione dei vv. 462 e 463 del testo originale. III Utilizziamo la maiuscola, fino alla fine di questo Canto. per i pronomi e aggettivi possessivi riferentisi alla Madre. IV "sotto la soglia": 'beneath the threshold' nel testo originale; ricordiamo l'etimologia del termine 'subliminale' (cfr. Glossario), dal latino sub limen, che significa "sotto la soglia" (cfr. il v. 752 di questo stesso Canto). Fine del Canto Quarto Canto Quinto Lo Yoga del Re: lo Yoga della Libert… e Grandezza dello Spirito Dapprima, egli ebbe questa conoscenza ch'Š degli uomini nati nel Tempo. (I) Ammesso attraverso il sipario d'una mente brillante sospeso fra il nostro pensiero e la vista assoluta, egli trov• la caverna occulta, la porta mistica vicina al pozzo di visione nell'anima, ed entr• dove le Ali di Gloria covano nello spazio silente in cui tutto Š noto per sempre. Indifferente al dubbio ed al credo, avido del semplice urto del reale nudo, 10) tronc• la corda della mente annodata al cuore della terra e rigett• il giogo della legge della Materia. Le regole del corpo non legavano pi— i poteri dello spirito: quando la vita ebbe cessato di battere, non intervenne la morte, egli os• vivere quando il respiro e il pensiero si fermarono. CosŤ ebbe accesso in questo luogo magico che pochi riescono a intravedere appena di sfuggita sollevando un momento lo sguardo dalle fatiche mentali e la povert… della visione terrestre propria della Natura. Tutto ci• che hanno appreso gli Dei Š conosciuto lŤ spontaneamente. 20) LŤ, in una camera nascosta, chiusa e muta, son custoditi i registri dello scriba cosmico, Il son le tavole della Legge sacra, li Š la pagina-repertorio del Libro dell'Essere; il testo e il glossario della Verit… vedica son lŤ; i ritmi ed i metri delle stelle rivelanti i movimenti del nostro destino: i poteri simbolici del numero e della forma, il codice segreto della storia del mondo e la corrispondenza della Natura con l'anima 30) sono scritte nel mistico cuore della Vita. Nel bagliore della stanza dei ricordi dello spirito egli pot‚ ritrovare le luminose note marginali che punteggian di luce la pergamena illeggibile e ambigua, salvare il preambolo e la clausola restrittiva dell'oscura Convenzione che regola tutto ci• che si leva dal sonno della Natura materiale per rivestire di nuove forme l'Eterno. Poteva rileggerne ora e interpretarne a nuovo le strane lettere-simbolo, segni astrusi e dispersi, 40) risolverne l'oracolo e il paradosso, le enigmatiche formule e i termini dagli occhi bendati, il profondo ossimoro delle sue repliche della verit…, e riconoscere come una giusta necessit… per l'opera grandiosa le sue dure condizioni, lavoro impossibile, erculeo della Natura sostenuto solo grazie alla sua arte stregonesca, la sua legge dell'opposizione degli dei, la sua lista di contrari inseparabili. La grande Madre muta nella Sua trance cosmica, 50) utilizzando per la gioia e sofferenza della creazione la sanzione dell'Infinit… alla nascita della forma, accetta, indomabile, di realizzare la volont… di conoscere in un mondo incosciente, la volont… di vivere sotto un regno di morte, la sete d'estasi in un cuore di carne, e compie, attraverso l'apparizione di un'anima per una nascita miracolosa nel protoplasma e nel gas, il mistero del patto di Dio con la Notte. Ancora una volta s'udŤ nella Mente cosmica immobile 60) la promessa dell'Eterno alla sua Forza in travaglio indurre la passione del mondo a cominciare, il grido della nascita nella condizione mortale, e il verso d'apertura della tragedia del Tempo. Dagli abissi emerse il segreto sepolto del mondo; egli lesse l'ukase originale tenuto nascosto negli archivi sigillati della cripta dello spirito, e vide la firma e il suggello di fuoco della Saggezza sul lavoro clandestino del fosco Potere che costruisce nell'Ignoranza i gradini della Luce. 70) Una deit… dormiente aprŤ occhi immortali: egli vide il pensiero amorfo nelle forme senz'anima, conobbe la Materia gravida di senso spirituale, la Mente che osa lo studio dell'Inconoscibile, la Vita, nella sua gestazione del Fanciullo d'oro. Nella luce che inonda la bianca vacuit… del pensiero, interpretando l'universo mediante segni dell'anima, egli lesse dal di dentro il testo dell'esteriore: l'enigma divenne semplice e perse la sua presa oscura. Un pi— diffuso splendore illumin• la pagina possente. 80) Un disegno si mescol• ai capricci del Tempo, un significato rispose al passo incespicante del Caso e il Destino rivel• le concatenazioni d'una Volont… veggente; una vastit… cosciente riempŤ il vecchio Spazio muto. Nel Vuoto egli vide troneggiare l'Onniscienza suprema. Una Volont…, una speranza immensa afferrarono allora il suo cuore, e per discernere la forma del sovrumano - egli lev• gli occhi verso invisibili altezze spirituali, aspirando a far discendere un mondo pi— grande. La gloria che aveva intravisto doveva essere la sua dimora. 90) Un sole pi— lucente, pi— celeste, doveva ben presto rischiarare questa stanza crepuscolare dalla buia scala interiore, e l'anima infante nella sua piccola scuola materna, fra oggetti destinati a una lezione appresa a fatica, superare, crescendo, la sua elementare grammatica dell'intelletto e la sua imitazione dell'arte della Natura terrestre, mutare il suo dialetto terrestre in linguaggio di Dio, studiare in simboli viventi la Realt… e imparare la logica dell'Infinito. L'Ideale deve farsi verit… ordinaria della Natura, 100) il corpo, essere illuminato dal Dio interiore, il cuore e la mente, sentirsi uno con tutto ci• che Š, e un'anima cosciente, vivere in un mondo cosciente. Come attraverso una nebbia si scorge un picco sovrano, apparve la grandezza dello Spirito eterno, esiliata in un frammentato universo fra semi-apparenze di cose pi— divine inutili ormai alla sua rotta regale; la fierezza dell'Immortale rifiutava la condanna di vivere l'avarizia del meschino affare concluso 110) fra la nostra piccolezza, le nostre limitate speranze e le Infinitudini compassionevoli. La sua sublimit… respingeva l'inferiorit… dello stato terrestre: un'ampiezza scontenta della propria cornice ripudiava il povero consenso ai termini della Natura, sdegnava il rigido contratto, l'affitto a scadenza abbreviata. Solo gli inizi son compiuti quaggi—; solo la nostra Materia di base sembra completa, una pura macchina senz'anima. Oppure tutto sembra un prodotto malriuscito di mezze idee, 120) o del vizio di forma terrestre graviamo un barlume fuggitivo e imperfetto di cose eccelse, congetture e parodie dei tipi celesti. Qui il caos si ordina in un mondo, formazione sommaria alla deriva nel vuoto: scimmiottamenti di conoscenza, curve interrotte di potere, fiammate di bellezza dentro forme terrestri, riflessi spezzati dell'unit… dell'Amore scivolano, specchi frammentari d'un sole fluttuante. Un montaggio compatto di rozzi tentativi di vita 130) Š assemblato in un mosaico d'insieme. Non c'Š alcuna risposta perfetta alle nostre speranze; ci sono porte cieche, mute e senza chiave; il pensiero s'arrampica invano e apporta una luce d'accatto; ingannati dalle contraffazioni venduteci al mercato della vita, i nostri cuori afferrano una felicit… celeste confiscata. Ci Š foraggio per saziare la mente, ci sono i fremiti della carne, ma non il desiderio dell'anima. Perfino il pi— alto rapimento che il Tempo quaggi— pu• donare Š solo l'imitazione di beatitudini non raggiunte, 140) una mutilata statua dell'estasi, una gioia ferita che non pu• vivere, una breve felicit… della mente o dei sensi gettata dal Potere Cosmico al suo schiavo, o un simulacro di delizia imposto nei serragli dell'Ignoranza. Ch‚ tutto ci• che abbiamo acquiso perde presto il suo pregio, antico credito svalutato alla banca del Tempo, assegno dell'imperfezione prelevato sull'Incosciente. Un'inconseguenza pedina ogni sforzo compiuto, 150) il caos sussegue alla formazione d'ogni cosmo: in ciascun successo Š in agguato il seme d'un fallimento. Egli vide l'ambiguit… di tutte le cose quaggi—, l'incertezza del pensiero orgoglioso e sicuro dell'uomo, l'impermanenza di ci• che la sua forza realizza. Essere pensante in un mondo senza pensiero, isola nel mare dell'Ignoto, egli Š una piccolezza che cerca d'esser grande, un animale con qualche istinto d'un dio, la sua vita, una storia troppo comune per esser narrata, 160) le sue azioni, un numero che si riassume a zero, la sua coscienza, una torcia accesa per essere spenta, la sua speranza, una stella sopra una culla e una tomba. Eppure un destino pi— grande pu• esser suo, perch‚ lo Spirito eterno Š la sua verit…. Egli pu• ricreare se stesso e tutto quel che lo circonda, modellare a nuovo il mondo in cui vive: lui, ignorante, Š il Conoscitore al di l… del Tempo, Š il S‚ al di sopra della Natura, al di sopra del Destino. L'anima sua si ritir• da tutto ci• ch'egli aveva fatto. 170) Tacque il futile chiasso delle umane fatiche, desolato ruotava il cerchio dei giorni; digrad•, con la distanza, il fitto calpestio della vita. Il Silenzio fu il solo compagno che gli restasse. Impassibile, egli viveva immune dalle speranze terrestri, figura che nel santuario del Testimone ineffabile percorreva a gran passi la vasta cattedrale dei suoi sotto archi che perdevansi nell'infinit… e la protezione d'ali invisibili tese verso il cielo. Era su di lui un richiamo da cime intangibili; indifferente al piccolo avamposto che Š la Mente, egli dimorava nell'ampiezza del regno dell'Eterno. Il suo essere oltrepassava ora lo Spazio concepibile, il suo pensiero sconfinato sfiorava la visione cosmica: una luce universale era nei suoi occhi, un flusso dorato scorreva attraverso il cuore e una Forza discese nelle sue membra mortali, corrente venuta dai mari eterni di Beatitudine; egli sentŤ l'invasione e la gioia indicibile. Cosciente della sua occulta Fonte onnipotente, attirato dall'Estasi onnisciente, centro vivente dell'Illimitabile, allargato fino ad eguagliare il profilo del mondo, egli si volse al suo immenso destino spirituale. In abbandono su una tela d'aria lacerata, quadro disfacentesi in strie lontane e in dissolvenza, le vette della natura terrestre sprofondarono sotto, egli saliva a incontrare l'infinito ancora pi— alto. L'oceano di silenzio dell'Immobile lo vide passare, freccia lanciata attraverso l'eternit… 200) scoccata all'improvviso dall'arco teso del Tempo, raggio che ritornava al sole suo padre. Avversario di quella gloria d'evasione, il nero Incosciente fece oscillare la sua coda di dragone frustando con la sua forza un Infinito assopito fin nelle profonde oscurit… della forma: la Morte giaceva sotto di lui come una porta di sonno. Concentrato sulla meta della Felicit… immacolata, alla ricerca di Dio quale splendida preda, egli saliva bruciando come un cono di fuoco. 210) A pochi Š data questa rara e divina liberazione. Uno solo, fra migliaia d'esseri mai toccati, assorbiti nella trama del mondo esteriore, Š scelto da un segreto Occhio-testimone e guidato da una mano di Luce indicatrice attraverso le immensitudini inesplorate dell'anima.(II) Pellegrino dell'eterna Verit…, i nostri limiti non posson contenere la sua mente sconfinata. Egli si Š distolto dalle voci del regno della strettezza ed ha lasciato il piccolo sentiero del Tempo umano. 220) Nei taciti confini d'un piano pi— vasto egli percorre i vestiboli dell'Invisibile, o ascolta, seguendo una Guida incorporea, un grido solitario nella vacuit… sterminata. Chetatosi tutto il mormorio cosmico profondo, ei vive nel silenzio anteriore alla nascita del mondo, la sua anima lasciata nuda all'Uno intemporale. Lungi dalla costrizione delle cose create, il pensiero scompare coi suoi idoli illusori, distrutte son le matrici della forma e della persona: 230) la Vastit… ineffabile lo riconosce suo. Solitario precursore sulla terra in rotta verso Dio, fra i simboli di cose ancora informi, osservato dagli occhi chiusi e i volti muti del Non-nato, egli va incontro all'Incomunicabile, udendo unicamente l'eco dei propri passi nei campi eterni della Solitudine. Una Meraviglia senza nome colma le ore immote. Il suo spirito si confonde col cuore dell'eternit… e porta il silenzio dell'Infinito. 240) In un divino ritrarsi dal pensiero umano, in un'espressione prodigiosa della visione dell'anima, il suo essere si libr• in altezze prive di sentieri, spoglio della sua veste d'umanit…. Mentr'esso cosŤ saliva, a incontrarlo nella sua nuda purezza si rivers• una poderosa Discesa. Una Potenza, una Fiamma, una Bellezza semi-visibile, dagli occhi immortali, un'Estasi violenta, una tremenda Dolcezza, l'avvilupp• delle sue membra mirabili e penetr• i nervi, il cuore e il cervello che in quell'epifania vibrarono e vennero meno. La sua natura fremette nella stretta dello Sconosciuto. In un momento pi— breve della morte, pi— lungo del Tempo, da un Potere pi— implacabile dell'Amore, pi— felice del Cielo, sovranamente presa in braccia eterne, trascinata e costretta da una totale, assoluta Beatitudine, in un circuito turbinoso di delizia e di forza precipitata in abissi inimmaginabili, sollevata ad altezze incommensurabili, essa fu strappata dal suo stato mortale e subŤ un mutamento nuovo e senza limite. Un Onnisciente che conosceva senza visione n‚ pensiero, un'Onnipotenza indecifrabile, una Forma mistica capace di contenere i mondi e fare del petto d'un sol uomo il suo tempio appassionato, lo trasse dalla sua solitudine in cerca per indurlo alle grandezze dell'abbraccio di Dio. Come quando un Occhio intemporale annulla le ore abolendo l'agente e l'atto, cosŤ ora il suo spirito splendeva, vasto, vergine e puro: la sua mente risvegliata divenne una lavagna vuota su cui l'Universale ed Unico pot‚ scrivere. Tutto ci• ch'opprime la nostra coscienza caduta gli fu tolto come un fardello dimenticato: un fuoco che sembrava il corpo d'un dio consum• le immagini limitanti del passato creando ampio spazio per la vita d'un nuovo s‚. Il contatto dell'Eternit… ruppe le matrici dei sensi. Una Forza pi— grande di quella della terra occup• le sue membra, meccanismi immensi misero a nudo i suoi involucri fino allora sconosciuti. 280) strane energie operarono, e mani occulte e tremende dipanarono la triplice corda della mente liberando l'ampiezza celeste d'uno Sguardo divino. Come s'indovina una sagoma attraverso una veste, cosŤ, attraverso le forme, giunsero all'assoluto nascosto un sentimento cosmico e una visione trascendente. Gli strumenti furono accresciuti, intensificati. L'Illusione perse le sue lenti d'ingrandimento; come le misure cadevano all'indebolirsi della sua mano, ci• ch'era cosŤ colossale apparve di dimensioni atomiche. 290) Il piccolo anello dell'ego pi— non poteva richiudersi; ora, negli spazi enormi del s‚ il corpo sembrava solo una conchiglia errante, la sua mente, la corte esteriore dai molteplici affreschi di un Abitante imperituro: il suo spirito respirava un aere sovrumano. La deit… prigioniera fendette il suo magico recinto. Con un rimbombo di tuono e d'oceani, vaste barriere crollarono attorno all'immensa evasione. Immutabilmente contemporanee del mondo, 300) cerchio e fine d'ogni speranza e sforzo inesorabilmente tracciati attorno al pensiero ed all'atto, le periferie fisse e inalterabili si cancellarono sotto il passo dell'Incarnato. Il velo implacabile e la cripta senza fondo entro i quali la vita e il pensiero perpetuamente si muovono con l'interdizione ancora di traversare gli oscuri e spaventosi confini, le tenebre guardiane, mute e formidabili, autorizzate a circoscrivere lo spirito senz'ali entro le frontiere della Mente e l'Ignoranza, 310) non proteggendo pi— un'eternit… duale, svanirono, annullando il loro enorme ruolo: immagine, un tempo, della vana ellisse della creazione, lo zero in espansione perse la sua curva gigante. I vecchi veti adamantini non valevano pi—: dominate furon la terra e la regola obsoleta della Natura; le spire di pitone della Legge estrittiva non poteron trattenere il Dio sorto repentino: cancellate furono le scritture del destino. Non c'era pi— una piccola creatura inseguita dalla morte, 320) nessuna fragile forma d'essere da preservare da un'Immensit… onnidivorante. I battiti intensi, martellanti, d'un cuore rinchiuso fecero saltare le strette barriere che ci proteggono contro le forze dell'universo. L'anima e il cosmo s'affrontarono quali poteri eguali. Un essere senza limiti in un Tempo smisurato invase la Natura d'infinito; ei vide il suo orizzonte titanico, privo di sentieri e di muri. Tutto fu svelato al suo occhio dissigillato. 330) Una Natura segreta spogliata delle proprie difese, formidabile un tempo in una temuta penombra, sorpresa nella sua possente intimit…, giaceva alla merc‚ dello splendore ardente del suo volere. In camere ombrose rischiarate da uno strano sole e apribili a stento da mistiche chiavi celate, i suoi pericolosi arcani e i suoi Poteri velati confessaron l'avvento d'una Mente trionfante e subirono la costrizione d'uno sguardo nato nel tempo. Incalcolabili nei loro modi stregati, 340) immediate e invincibili nell'atto, le sue segrete energie, naturali a mondi pi— grandi, sollevate oltre il nostro bisognoso e ristretto campo d'azione, il privilegio occulto dei semidei e il sicuro modello motore dei suoi ermetici segni, i diagrammi della sua forza geometrica, le sue potenzialit… di disegno pieno di meraviglia pregaron d'essere usati da un potere nutrito dalla terra. Il meccanismo veloce d'una Natura cosciente arm• dello splendore latente d'un miracolo 350) la passione profetica d'una Mente veggente e la fulgente nudezza d'una libera forza d'anima. Tutto ci• creduto una volta impossibile poteva ora divenire un margine naturale di possibilit…, il dominio nuovo d'una normalit… suprema. Un onnipotente occultista erige nello Spazio questo mondo esteriore apparente che inganna i sensi; egli tesse i suoi misteriosi fili di coscienza, fabbrica corpi per la sua energia senza forma; dal Vasto amorfo e vuoto ha tratto 360) la sua stregoneria d'immagini solide, la sua magia del numero e disegno formatori, le connessioni fisse, irrazionali, che nessuno pu• annullare, quest'intricato groviglio di leggi invisibili; le sue infallibili regole, i suoi processi celati, realizzano accuratamente una creazione inesplicabile ove il nostro errore ritaglia strutture morte di conoscenza per un'ignoranza vivente. Negli umori del suo mistero, divorziati dalle leggi dell'Artefice, anche la Natura, altrettanto sovrana, crea il proprio dominio, 370) la sua volont… dando forma alle vastit… indeterminate, facendo dell'infinit… un finito; anch'essa pu• rendere il suo capriccio un ordine, come se il suo impeto maestoso scommettesse di vincere i segreti cosmici del Creatore velato. I passi rapidi della sua fantasia, sotto i quali spuntano prodigi come fiori, son pi— sicuri della ragione, pi— destri dell'invenzione e pi— pronti delle ali dell'Immaginazione. Tutto essa rimodella grazie al pensiero e la parola, 380) con la Mente, sua bacchetta magica, s'impone a ogni sostanza. La Mente Š una divinit… mediatrice: i suoi poteri possono disfare tutta l'opera della Natura: la Mente pu• sospendere, o cambiare, la legge concreta della terra. Sciolta dal sigillo sonnolento dell'abitudine terrestre, pu• rompere la pesante presa della Materia; indifferente allo sguardo adirato della Morte, pu• rendere immortale l'opera d'un momento: una semplice decisione della sua forza pensante, la pressione fortuita del suo minimo assenso 390) posson liberare la muta Energia rattenuta dentro le sue stanze di trance misteriosa. Essa fa del sonno del corpo un'arma potente, sospende il respiro, le pulsazioni del cuore, mentre viene trovato l'invisibile, compiuto l'impossibile, e senza mezzi comunica il pensiero taciuto; provoca gli eventi con la sua pura volont… silenziosa, agisce a distanza, senza mani n‚ piedi. Questa gigantesca Ignoranza, questa Vita nana essa pu• illuminare di visione profetica, 400) invocare l'ebbrezza bacchica, lo sprone della Furia, svegliar nel nostro corpo il demone o il dio, farvi entrare l'Onnisciente e Onnipossente, ridestare, dentro, un'Onnipotenza dimenticata. Fulgida imperatrice sul suo proprio piano, anche in questo rigido regno, la Mente pu• esser regina: la logica della, sua Idea semidivina, nel salto d'un momento di transizione porta sorprese di creazione mai realizzate, nemmeno dalla strana abilit… incosciente della Materia. 410) Tutto Š miracolo quaggi— e pu• per miracolo cambiare. Tale Š l'estremo di potenza di questa natura segreta. Al margine di grandi piani immateriali, nei regni d'una forza dalla gloria senz'ostacoli, ove la Mente Š padrona della vita e della forma e l'anima ne esaudisce i pensieri col proprio potere, essa medita su parole possenti e guarda gli anelli invisibili che legano le sfere separate. Da lŤ, all'iniziato che osserva le sue leggi essa apporta la luce dei suoi misteriosi reami: 420) qui dov'egli si tiene, i piedi su un mondo prostrato, la mente non pi— gettata nello stampo della Materia, oltre i loro limiti, con scatti di splendida forza, essa ne trasporta i magici processi e le espressioni del loro stupendo linguaggio, finch‚ il cielo e l'inferno diventan gli approvvigionatori della terra e l'universo lo schiavo del volere dei mortali. Mediatrice presso dŠi velati e senza nome la cui estranea volont… tocca la nostra vita umana, imitando i modi del Mago del Mondo, 430) essa inventa dei solchi per il suo autonomo libero arbitrio e per ghiribizzi di magia simula una causa imperativa. Fa di tutti i mondi i partner delle sue imprese, i complici della sua violenta potenza e dei suoi salti audaci nell'impossibile: da tutte le fonti ha tratto i suoi mezzi astuti, dal matrimonio di libero amore fra i piani attinge elementi per il tour-de-force della sua creazione; la trama prodigiosa d'un sapere incalcolabile e un compendio delle imprese dell'invenzione divina 440) essa ha combinato per rendere vero l'irreale o liberare la realt… repressa: nel suo paese di Meraviglie circŠe privo di barriere custodisce alla rinfusa la mandria delle sue occulte potenze; la sua mnemonica dell'abilit… dell'Infinito, gli zampilli del capriccio del subliminale nascosto, le formule degli incantesimi dell'Incoscienza, la libert… d'una sovrana Verit… senza legge, i pensieri nati nel mondo degli immortali, gli oracoli che sfuggono da dietro il sacrario, 450) gli avvertimenti della voce del genio interiore, gli sguardi furtivi e i balzi folgoranti della profezia e i suggerimenti all'orecchio interiore, gli interventi improvvisi, categorici, assoluti e gli atti inesplicabili del Sovracosciente, tutto ci• ha tessuto l'equilibrio della sua tela di miracoli e la tecnica strana dell'arte sua straordinaria. Pass• in carica a lui questo regno bizzarro. Come una donna che, quanto pi— ama, tanto pi— resiste, i suoi grandi possessi, il suo potere, il suo sapere 460) essa don• costretta, con gioia riluttante; don• se stessa per l'estasi e servire. Assolta dalle aberrazioni in profondit…, ritrovo i fini pei quali fu creata: contro il male cui aveva dato aiuto volse i congegni della sua collera, i suoi invisib...... i suoi umori pericolosi e la sua forza arbitraria abbandon• al servizio dell'anima e al controllo d'un volere spirituale. Un despota pi— grande soggiog• il suo dispotismo. 470) Assalita, sorpresa nella fortezza del suo s‚, conquistata dal proprio re inatteso, colmata, riscattata dalla sua servit—, essa cedette in un'estasi di vinto, strappatale la saggezza sigillata e ieratica, frammenti del mistero dell'onnipotenza. Una frontiera sovrana Š la Forza occulta. Guardiana della soglia sull'Aldil… della scena terrestre, ella ha incanalato le esuberanze degli Dei e, attraverso prospettive di visione intuitiva, aperto 480) una lunga strada di brillanti scoperte. Eran vicini i mondi d'un Ignoto meraviglioso, dietro a lei si teneva una Presenza ineffabile: il suo regno ne riceveva i mistici influssi, le loro forze leonine accucciate sotto i suoi piedi; sconosciuto, il futuro dorme dietro le loro porte. Baratri infernali spalancavansi attorno alla marcia dell'anima. e vette divine chiamavano la sua visione ascendente: lŤ, una scalata e avventura infinite dell'Idea tentavano instancabili la mente esploratrice e voci innumerevoli coglievan l'orecchio incantato; milioni di figure passavano e scomparivano alla vista. Tale era il fronte esterno della casa molteplice di Dio, gli inizi del semi-velato Invisibile. Un magico portico d'ingresso, baluginante, fremeva nella penombra d'una Luce schermata, un cortile del mistico traffico dei mondi, un balcone e una facciata miracolosa. Al di sopra di lei s'illuminavan sublimi immensit…;(III) tutto l'ignoto si affacciava dall'illimitato: 500) su una sponda di Tempo senza ore, contemplando da una sorta di Adesso perpetuo, poneva l'ombre sue tralucenti della nascita degli dei, i suoi corpi, segnali dell'Incorporale, le sue fronti raggianti della Sovra-anima, le sue forme proiettate dall'Inconoscibile, i suoi occhi sognanti l'Ineffabile, i suoi volti fissi all'eternit…. La Vita in lui conobbe il proprio immenso retroscena incosciente: i piccoli avamposti s'aprirono alle Vastit… invisibili: 510) i suoi abissi si trovarono a nudo, le sue trascendenze lontane si accesero nelle trasparenze d'una luce densa di presenze. Un ordine gigantesco venne qui scoperto di cui la nappa e la frangia allungata son la povera stoffa delle nostre vite mortali. Quest'universo manifesto le cui forme celano i segreti fusi nella luce sovracosciente, scrisse in chiare lettere il suo codice radioso: una carta di segni sottili superanti il pensiero era appesa al muro della mente pi— intima. 520) Illuminando le immagini concrete del mondo quali simboli significanti grazie alla sua lucentezza,, essa offriva all'esegeta intuitivo il suo riflesso del Mistero eterno. Salendo e discendendo fra i poli della vita, i regni gerarchizzati della Legge progressiva s'immergevano dal Sempiterno nel Tempo, poi, felici della gloria d'una mente innumerevole, ricchi dell'avventura e il diletto della vita e colmi della bellezza delle forme e i colori della Materia, 530) risalivan dal Tempo al S‚ che non muore, longo una scala d'oro che portava l'anima, legando con fili di diamante gli estremi dello Spirito. In questa caduta da coscienza a coscienza, ciascuno poggiavasi al potere dell'Inconoscibile occulto, fonte dell'Ignoranza di cui aveva bisogno, capomastro dei limiti coi quali pu• vivere. In questo librarsi da coscienza a coscienza, ciascuno sollevava cime verso Quello da cui proveniva, origine di tutto ci• ch'esso era sempre stato 540) e dimora di tutto ci• ch'esso poteva ancora divenire. Gamma d'organo degli atti dell'Eterno, ascendente verso il loro apogeo in una Calma infinita, passi del Meraviglioso dai molti volti, stadi predestinati della Via dell'evoluzione, misure della statura dell'anima che cresce, essi spiegavan l'esistenza alla stessa esistenza e, intermediari fra le altezze e gli abissi, univano i contrari, sposati in segreto, e connettevano la creazione all'Ineffabile. 550) Un ultimo mondo sublime apparve dove tutti i mondi s'incontrano; nel barlume delle sue vette dove non esiste la Notte n‚ il Sonno, cominciava la luce della Trinit… suprema. LŤ, tutto scopriva ci• di cui Š qui in cerca. Esso liberava il finito nell'illimitato(IV) e s'elevava fino alle proprie eternit…. L'Incosciente trovava il suo cuore di coscienza, l'idea e il sentimento brancolanti nell'Ignoranza afferravano infine con passione il corpo della Verit…, la musica nata nei silenzi della Materia coglieva nudo, dall'insondabilit… dell'Ineffabile, il senso ch'essa aveva contenuto senza potergli dar voce; il ritmo perfetto, ora solo a volte sognato, forniva una risposta al bisogno divorante della terra lacerata fendendo la notte ch'avea nascosto l'Ignoto, dandole la sua anima perduta e dimenticata. Una soluzione grandiosa metteva fine al lungo impasse in cui finiscono i culmini dello sfondo mortale. Una saggezza riconciliante guardava la vita; essa prendeva i mormorii in conflitto della mente, 570) prendeva il confuso ritornello delle speranze umane per trasformarli in un appello melodioso e felice; sollevava da un sottosuolo di sofferenza il sussurro inarticolato delle nostre vite e gli trovava un senso illimitato. Una potente unit… il suo tema perpetuo, essa afferrava le parole indistinte e sparse dell'anima, a stento lette fra le righe del nostro rigido pensiero o, in questa sonnolenza, questo coma sul seno della Materia, udite come brontolii sconnessi nel sonno; 580) raggruppava gli anelli d'oro ch'esse avean perduto (V) mostrando loro la loro divina unit…, salvando dall'errore del s‚ diviso il profondo grido spirituale in tutto ci• che Š. Tutte le grandi Parole sforzantesi a esprimere l'Uno eran sollevate in un assoluto di luce, il fuoco d'una sempre bruciante Rivelazione e l'immortalit… della Voce eterna. Non c'era pi— contrasto fra verit… e verit…; il capitolo interminabile delle loro differenze, 590) narrato di nuovo nella luce da uno Scriba onnisciente, attraversava la differenza per giungere all'unit…, la ricerca tortuosa della mente perdeva ogni traccia di dubbio, condotta al suo fine da una parola onniveggente che rivestiva il pensiero iniziale e originale dell'assolutezza d'una formula definitiva: il modo e il tempo creativi del Tempo s'univano allo stile e alla sintassi dell'Identit…. Un peana si leva dai baratri perduti ed assorti; un inno risuona verso le tre estasi in una, 600) grido dei momenti alla beatitudine dell'Immortale. Come le strofe di un'ode cosmica, una gerarchia d'armonie ascendenti popolata di voci e di volti aspirava, in un crescendo degli Dei, dalle profondit… della Materia alle vette dello Spirito. Al di sopra eran le immutabili sedi degli Immortali, le bianche stanze degli amoreggiamenti con l'eternit… e le stupende porte del Solo. Attraverso la distesa dei mari del s‚ 610) apparivano le regioni imperiture dell'Uno. Una coscienza multimiracolosa dispiegava un vasto scopo e processo, e norme senza impedimenti, grandi strade familiari d'una Natura pi— larga. Liberati dalla rete della sensazione terrestre, si intravedevano continenti di calma potenza; patrie di bellezza precluse agli occhi umani, semi-visibili dapprima attraverso le palpebre raggianti della meraviglia, sorprendevano di felicit… la visione; orbite solari di conoscenza, orbite lunari di delizia 620) si stendevano in un'estasi d'immensit… oltre il nostro indigente orizzonte corporeo. LŤ egli pot‚ entrare, e dimorare un poco. Viaggiatore su rotte inesplorate ch'affronta il pericolo invisibile dell'ignoto e s'avventura attraverso enormi regni, egli irruppe in un altro Spazio e un altro Tempo. NOTE SPECIALI I "questa conoscenza": la conoscenza segreta che d… il titolo al Canto precedente. II "immensitudini": 'immensitudes' nel testo originale. Mi assumo il diritto di coniare nuove parole, scriveva Sri Auribindo nel 1936, 'Immensitudini' non Š pi— strano di 'infinitudini'...(Letters on 'Savitri', SABCL 29, p. 772). III "Al di sopra di lei": al di sopra della "Forza occulta" citata al v. 476. IV "Esso": l'"ultimo mondo sublime" del v. 550. V "esige": "le nostre vite" del v. 573. Fine del Canto Quinto Fine del Libro Primo LIBRO SECONDO Il Libro del Viaggiatore dei Mondi Canto Primo La Scala Cosmica Solo andava, lo sguardo dell'Infinit… attorno a lui, e dell'Inconoscibile sopra. Si poteva vedere tutto ci• che sfugge all'occhio umano, conoscere tutto ci• che la mente non ha mai afferrato, realizzare tutto ci• che nessuna volont… mortale osa. Un movimento illimitato colmava una pace senza limite. In un'esistenza profonda oltre quella terrestre, origine delle idee e dei sogni nostri o ad essi affine, ove lo Spazio Š un vasto esperimento dell'anima, 10) in una sostanza immateriale legata alla nostra in un'intensa unit… di tutte le cose che sono, sorse l'universo dell'Ignoto. Un'autocreazione senza fine n‚ pausa rivelava le grandezze dell'Infinito: gettava negli azzardi del suo gioco milioni di umori, miriadi d'energie, le forme cosmiche che son le fantasie della sua Verit… e le formule della libert… della sua Forza. Riversava nel flusso dell'eterno Immoto 20) un'ebbrezza e una festa bacchiche di Idee, una passione e un movimento di perennit…. Nell'onda dell'Immutabile si levavan, non nati, pensieri che sussistono nella loro conseguenza imperitura, parole che, immortali, durano pur senza pi— voce, atti che manifestano il senso muto del Silenzio, versi che trasmettono l'inesprimibile. La calma dell'Eterno, in una gioia impassibile, vedeva all'opera il suo Potere universo dispiegare in trame di dolore e drammi di delizia 30) la meraviglia e bellezza della sua volont… d'esistere.(I) Tutto, anche il dolore, era qui piacere dell'anima; qui tutta l'esperienza era un solo disegno, l'espressione innumerevole dell'Uno. Tutto ad un tempo s'offriva alla sua singola visione, nulla sfuggiva al suo vasto sguardo intuitivo, nulla s'accostava ch'egli non sentisse a s‚ congiunto: il suo spirito era una sola cosa con quell'immensit…. Immagini in una coscienza superna incarnanti il Non-nato che mai muore, 40) le strutturate visioni del S‚ cosmico, animate al tocco dell'eternit… dell'essere, lo guardarono come pensieri spirituali vincolati alla forma raffiguranti i movimenti dell'Ineffabile. Gli aspetti dell'essere presero un contorno universale; le forme - che schiudono battenti sulle cose divine divennero familiari alla sua vista d'ogni istante; i simboli della realt… dello Spirito, i corpi viventi dell'Incorporale si fecero a lui vicini, suoi quotidiani compagni. 50) Le visioni inesauribili della Mente insonne, impressioni del suo contatto con l'invisibile, lo circondarono d'innumeri segni indicatori; le voci di mille regni della Vita gli inviarono i suoi potenti messaggi. Le allusioni celesti che invadono le nostre vite terrene, le immaginazioni tremende concepite dall'Inferno, che, se si compissero e le sperimentassimo qui, la nostra ottusa capacit… cesserebbe presto di sentire o la nostra umana fragilit… non potrebbe sopportare a lungo, 60) eran lŤ stabilite nelle loro proporzioni sublimi. LŤ, vissute integralmente nella loro atmosfera autonoma, riprendevan la loro intensit… vertiginosa e l'innata potenza; la loro fortificante pressione sull'anima incideva profondamente il terreno della coscienza con la passione e la purezza dei loro estremi, l'assolutezza del loro inconfondibile richiamo e la dolcezza sovrana o la violenta poesia della loro splendida o terribile delizia. Tutto ci• che il pensiero pu• conoscere o la pi— ampia visione percepire 70) e tutto ci• che pensiero e visione mai posson conoscere, tutte le cose occulte e rare, lontane ed insolite eran prossime al contatto del cuore, percepite dal senso spirituale. Chiedendo d'entrare, alle porte della sua natura, affollavan gli spazi dilatati della sua mente, testimoni ardenti della sua scoperta di s‚, offrendo la loro meraviglia e la loro moltitudine. Queste divennero ora nuove parti di se stesso, le forme della vita superiore del suo spirito, il toccante scenario della sua grande marcia nel tempo 80) o il ricamato tessuto della sua percezione: queste sostituirono le pi— intime cose umane, agirono quali strette compagne dei suoi pensieri o furono l'ambiente naturale della sua anima. Infaticabile era l'avventura di letizia del cuore, infiniti i regni della beatitudine dello Spirito, toni innumerevoli vibrati dalle corde di un'unica armonia: ciascuno, al suo universale equilibrio vasto-alato, (II) al suo insondabile sentimento del Tutto in uno, portava note d'una perfezione ancora sconosciuta, 90) la sua personale immersione nei segreti della Verit…, il proprio felice riflesso sull'Infinito. Tutto ci• che l'Unico ha sognato e creato si trovava lŤ, a permeare d'incessante ebbrezza e sorpresa e dell'opulenta bellezza d'una differenza appassionata il battito ricorrente che istantaneizza Dio nel Tempo. Mancava solo la Parola unica e intemporale il cui suono solitario porta l'eternit…, l'Idea luminosa in s‚, chiave di tutte le idee, l'integralit… della somma perfetta dello Spirito ch'eguaglia il Tutto ineguale all'Uno eguale, il segno unico che interpreta ogni segno, l'indice assoluto dell'Assoluto. Li, in disparte, murato dalla propria interiorit… in uno sbarramento mistico di luce dinamica, egli vide, isolato, immenso, un ammasso cosmico ad alte curve eretto come un carro himalayano degli Dei immobile sotto un cielo impenetrabile. Dalla Materia, come da un plinto e una base invisibile verso una cima invisibile anch'essa, un oceano scolpito di mondi, 110) montando con onde crinite di schiuma al Supremo, saliva verso incommensurabili distese; sperava di librarsi nel regno dell'Ineffabile: un centinaio di livelli lo innalzavano all'Ignoto. CosŤ levavasi in volo ad altezze intangibili per sparire nel Vasto silenzioso e cosciente come arriva al cielo, coi suoi piani, la torre d'un tempio che l'anima dell'uomo ha costruito nella sua aspirazione di vivere vicino al suo sogno dell'Invisibile. L'infinit… la chiama mentr'essa sogna e sale; 120) la sua guglia tocca l'apice del mondo; elevandosi in ampie immobilit… senza voce sposa la terra a eternit… velate. Tra i sistemi molteplici dell'Uno prodotti da una gioia che interpreta creando, solo questo ci indica il viaggio di ritorno dalla lunga perdita del s‚ negli abissi della Natura; impiantato sulla terra, porta in s‚ tutti i regni; esso Š un breve compendio del Vasto. Tale era l'unica scala verso lo scopo dell'essere. 130) Riassunto delle tappe dello spirito, la sua replica delle gerarchie cosmiche rimodellava nell'aria segreta del nostro s‚ una copia sottile dell'universo. Essa Š dentro, al di sotto, fuori e sopra di noi. Agendo sullo schema di questa Natura visibile risveglia la pesante sonnolenza della nostra materia terrestre a pensare, a sentire e rispondere alla gioia; plasma in noi le nostre parti pi— divine, solleva la mente umana in un aere pi— vasto, a questa 140) vita di carne d… sete di mete intangibili, collega la morte del corpo al richiamo dell'immortalit…: uscendo dal deliquio dell'Incoscienza, si dirige a fatica verso una Luce sovracosciente. Se non ci fosse che la terra, senza questa scala, non potrebbe esistere il pensiero, n‚ la risposta della gioia di vita: uniche sue ospiti sarebbero delle forme materiali azionate da una forza cosmica inanimata. La terra, grazie a questa preziosa superfluit…, ha generato l'uomo e generer… pi— che l'uomo; 150) quest'ordinamento superiore dell'essere Š la nostra causa e possiede la chiave del nostro destino ascendente; esso fa sortire dal nostro denso stato mortale lo spirito cosciente nutrito nella casa della Materia. Simbolo vivente di questi piani coscienti, le sue influenze e deit… dell'invisibile, la sua logica non pensata degli atti della Realt…, nata dalla verit… non espressa delle cose, han fissato i livelli lentamente scalati della nostra vita interiore. I suoi gradini sono i passi dell'anima che torna 160) dall'avventura in profondo della nascita materiale, la scala di un'ascensione liberatrice, gradi su cui la Natura sale verso il divino. Una volta, vegliati da uno sguardo immortale, questi ne avevan segnato la gigantesca immersione a capofitto, il salto immenso d'un dio che cade faccia a terra. La nostra vita Š un olocausto del Supremo. La gran Madre universale, con il suo sacrificio, ha fatto della sua anima il corpo del nostro stato; accettando il dolore e l'incoscienza, la caduta della Divinit… dai suoi splendori, ha tessuto la multiforme trama di fondo di tutto ci• che siamo. L'idolo di un s‚ Š la nostra condizione mortale. La nostra terra Š un frammento e un residuo; il suo potere Š colmo della linfa di mondi pi— grandi, impregnato della luce dei loro colori offuscata dalla sua sonnolenza; un atavismo di nascite pi— alte le appartiene, il suo sonno Š agitato dalle loro memorie sepolte evocanti le sfere perdute da cui caddero. Forze insoddisfatte le si muovono in seno; 180) sono le compagne della crescita del suo destino pi— grande e del suo ritorno all'immortalit…; esse acconsentono a condividere il suo destino di nascita e morte; accendono barlumi parziali del Tutto e spingono il suo spirito cieco e laborioso a comporre una povera immagine della possente Totalit…. La calma e luminosa Intimit… interiore approva il suo lavoro e guida il Potere che non vede. Il suo vasto disegno accetta un minuscolo avvio. Un tentativo, uno schizzo incompiuto Š la vita del mondo; 190) le sue linee dubitano del proprio significato nascosto, le sue curve non raggiungono l'alta conclusione prevista. Eppure una prima effigie della grandezza vi trema, e quando le parti ambigue, assembrate, avranno incontrato l'unit… a pi— toni verso cui si muovono, la gioia dell'Artista rider… delle regole della ragione; l'intenzione divina apparir… all'improvviso, il fine giustificher… la tecnica sicura dell'intuizione. Un diagramma sar… dell'incontro di molti mondi, un cubo e cristallo dell'unione degli dei; 200) una Mente penser… dietro la maschera immemore della Natura, una Vastit… cosciente riempir… il vecchio Spazio muto e bruto. Questo vago e mutevole abbozzo dell'anima detto uomo si staglier… sullo sfondo tedioso del Tempo quale epitome ardente dell'eternit…, un piccolo punto riveler… le infinitudini. L'universo Š l'elaborazione d'un Mistero. All'inizio fu posta una base strana e anomala, un vuoto, la cifra di qualche Totalit… segreta ove lo zero conteneva l'infinit… nella sua somma 210) e Tono e Niente erano un solo termine, un negativo perenne, una Nullit… matrice: nelle sue forme nasce sempre il Fanciullo che in eterno vive nelle vastit… di Dio. Un lento moto di capovolgimento si produsse allora: un gas fu eruttato da qualche Fuoco invisibile, dai suoi densi anelli si formarono questi milioni di stelle; sul suolo neonato della terra s'udŤ il passo di Dio. Attraverso lo spesso fumo dell'ignoranza terrestre una Mente cominci• a vedere e a osservare le forme 220) e cerc• a tastoni la conoscenza nella Notte nesciente: presa in una cieca stretta di granito, la Forza eseguŤ il suo piano e gener• nel sonno quest'immenso mondo meccanico, perch‚ la Materia possa divenir cosciente della propria anima e il potere di vita, come una levatrice affaccendata, far nascere lo zero portatore del Tutto. Poich‚ occhi eterni volsero sugli abissi della terra la lucente chiarezza d'uno sguardo puro e videro un'ombra dell'Inconoscibile riflessa nel sonno sconfinato dell'Incosciente, 230) la Creazione inizi• a muoversi in cerca del s‚. Uno spirito sogn• nel frusto turbine cosmico, la mente col• ignara nella linfa della vita e i seni della Materia allattarono l'Idea divina. Nacque un miracolo dell'Assoluto; l'infinit… rivestŤ un'anima circoscritta, tutto l'oceano visse in una goccia errante, un corpo creato nel tempo ospit• l'Illimitabile. Per vivere appieno tale Mistero son venute qui le nostre anime. Un Veggente in noi, che conosce il piano prescritto dissimulato dietro ai nostri passi momentanei, ispira la nostra ascensione verso cime invisibili come gi… ispira il salto abissale verso la terra e la vita. Il suo appello avea raggiunto il Viaggiatore nel Tempo. In disparte, in una solitudine insondata, questi viaggiava con la sua sola forza muta portando il peso del desiderio del mondo. Una Quiete amorfa, una Luce senza nome chiamava Su di lui era il Raggio bianco ed immobile, attorno, gli eterni Silenzi. 250) Nessun termine era posto al tentativo sublime; l'un dopo l'altro, i mondi rivelavan i loro gelosi poteri, e i cieli, le loro profonde beatitudini. Ma la Calamita invisibile attirava ancora la sua anima. Sagoma solitaria sulla scala gigantesca della Natura, egli saliva verso una meta indiscernibile sulla nuda vetta delle cose create. NOTE SPECIALI I "la sua volont… d'esistere" ('her will to be' ): la volont… d'esistere del "Potere universo" (Y. 28). L'Autore personifica il Potere ('Power' ) alla Shalcti (Energia divina), da cui il femminile del possessivo inglese. II "al suo universale equilibrio": l'equilibrio (come il "sentimento" del verso seguente) di ciascuno di questi "regni". - Fine del Canto Primo Canto Secondo Il Regno della Materia Sottile Nel dominio impalpabile del s‚ segreto, vasto supporto di questo piccolo essere esteriore che la solida barriera terrestre separa dalla visione, egli entr• in un meraviglioso aere cristallino e trov• una vita che non viveva di carne, una luce che rendeva visibili le cose immateriali. Grado squisito nella gerarchia del prodigio, il regno dell'arte fatata della Materia sottile si stagli• contro un cielo vivido di colori, 10) balzando da una trance di splendore e bruma: la rivelazione magica della sua sponda Vicino al nostro, Š un mondo di figure pi— leggiadre dove, non mascherate dalla visione deformante della terra, tutte le forme son belle e tutte le cose vere. In quest'ambiente luminoso, misticamente chiaro, gli occhi eran le porte d'una percezione celeste, l'udito era musica, il tatto un incantesimo, ed il cuore viveva d'un potere pi— intenso. LŤ dimoran le origini radiose della natura terrestre: 20) i piani perfetti su cui essa plasma le sue opere, i risultati sovrani della sua forza in travaglio, riposan nella struttura d'un destino stabilito. Ora assaliti invano o vanamente conquisi, eran li gi… segnati e registrati il momento e l'aspetto delle sue future sovranit… nelle linee sontuose tracciate dal Desiderio. Lo sbocco d'oro delle labirintiche trame della mente, le ricchezze non scoperte o ancora inafferrate dalle nostre vite, non contaminate dal pensiero mortale, 30) attendono in quest'atmosfera pellucida. Li sono oltrepassati i nostri incerti inizi, LŤ nostri mezzi termini sviluppati in linee prescienti, i nostri fini compiuti vivono anticipati. Questo magnifico tetto del nostro piano discendente, che intercetta il libero dono dell'aria del cielo, lascia filtrare piccole irruzioni d'un potente soffio o circuiti fragranti attraverso reticoli d'oro; esso protegge il soffitto della nostra mente terrestre dai soli imperituri e dalla pioggia fluente di Dio, 40) eppure canalizza una strana incandescenza iridata e luminose rugiade stillano dal cielo dell'Immortale. Passaggio pei Poteri che muovono i nostri giorni, occulta dietro i muri di questa Natura pi— grezza, una sala-ragnatela pe'l matrimonio della Mente con la Forma Š celata da un arazzo di sogni; l'attraversano i significati celesti come un velo, la sua visione interiore sostiene questa scena esteriore. Coscienza pi— sottile dalle linee pi— felici, essa possiede un tatto cui il nostro non arriva, 50) una purezza di sensazione mai da noi provata; la sua intercessione presso il Raggio eterno ispira i tentativi effimeri della nostra terra impermanente verso la bellezza e la forma perfetta delle cose. Nelle stanze della giovane divinit… di potere e del primo giuoco del Fanciullo eterno, le incarnazioni dei suoi pensieri dall'ali pronte a spiegarsi bagnate nei colori d'una perpetua meraviglia luminosa, cullate dai sussurri di questo limpido aere, come uccelli su alberi eterni, riposan sfumate di sogno 60) prima del tuffo per librarsi sul mare del tempo terrestre. Tutto ci• che qui appare, ha lŤ un aspetto pi— amabile. Qualunque cosa i nostri cuori concepiscano e le nostre teste creino, perdendo qualche sublime bellezza originaria, da lŤ esiliata quaggi—, acconsente a una tinta terrena. Qualunque cosa sia dotata di fascino qui e di grazia visibili, ha lŤ le sue linee pure e immortali; tutto ci• che qui Š bello, lŤ Š divino. Si trovan lŤ immagini impensabili per la mente umana: corpi che non hanno una controparte terrestre 70) traversano la trance illuminata dell'occhio interiore e rapiscono il cuore col loro passo celeste persuadendo il cielo ad abitare quella sfera incantata. I prodigi del futuro vagano nei suoi abissi; l'antico e il nuovo son modellati in quelle profondit…: un carnevale di belt… popola le altezze in quel magico regno della visione ideale. Nelle sue anticamere d'intimit… radiosa, materia ed anima s'incontrano in un'unione cosciente quali amanti in un luogo solitario e segreto: 80) nell'abbraccio d'una passione non ancora infelice uniscon la loro forza, la loro dolcezza e delizia e fondendosi unificano i mondi superiori e inferiori. Intruso che viene dall'Infinito senza forma ed osa irrompere nel regno dell'Incosciente, il salto dello spirito verso il corpo tocca terra. Finora non avvolto di contorni terrestri, gi… indossa, sopravvivendo alla morte e alla nascita e convincendo l'abisso con una forma celeste, un rivestimento della sua immortalit… 90) conscio del rango illustre del suo portatore, atto a sopportare la frizione del Cambiamento e del Tempo. Tessuto misto fatto della raggiante luce dell'anima e la sostanza della Materia, Forza gravata di segni, invano concepito nell'aria rarefatta della nostra mente come una forma astratta e fantomatica di fattura mentale, esso sente quel che i corpi terrestri non possono ed Š pi— reale di questa struttura pi— rozza. Caduto il manto della condizione mortale, si fa lieve il suo peso perch‚ la sua ascesa si elevi; 100) affinato al contatto di ambienti pi— sottili, lascia cadere le vecchie cappe disegnate a motivi e di trama pi— densa, annulla la presa della trazione discendente della terra e sempre pi— in alto, di mondo in mondo, porta l'anima, finch‚ nell'etere nudo delle vette sola resta la semplicit… dello spirito, prima veste, trasparente, dell'essere eterno. Ma quando deve rivenire al suo fardello mortale e all'arduo insieme dell'esperienza terrestre, il suo ritorno riprende allora quest'abito pi— grave. 110) Ch‚ molto prima che fosse forgiato il solido vestito terrestre dalla tecnica del Vuoto atomico, una luminosa copertura di travestimento del s‚ fu ordita attorno allo spirito segreto nelle cose. Di questi involucri brillanti son fatti i regni sottili. Questo mondo incantato, con tutto il suo beneficio radioso di visione e inviolata felicit…, si cura solo dell'espressione e la forma perfetta; bello sulle sue cime, comporta rischiosi piani inferiori; la sua luce giunge alla soglia della caduta della Natura; 120) esso presta una bellezza al terrore dei baratri ed occhi affascinanti a Dei pericolosi, riveste di grazia il demone e il serpente. La sua trance impone l'incoscienza della terra; immortale, tesse per noi l'abito scuro della morte e autorizza la nostra mortalit…. Quest'intemmediario Š al servizio d'una Coscienza pi— grande: ricettacolo della sua autocrazia dissimulata, esso Š il terreno sottile dei mondi della Materia, Š l'immutabile nelle sue forme mutevoli, 130) nelle pieghe della sua memoria creatrice custodisce il modello perenne delle cose caduche: le sue diminuite potenze fondano le nostre forze cadute; il suo pensiero inventa la nostra ragionata ignoranza; il suo senso genera i riflessi del nostro corpo. Soffio segreto in noi d'una forza pi— possente mai provata, sole celato della visione interiore d'un istante, le sue raffinate suggestioni sono una fonte nascosta per le nostre ricche immaginazioni iridescenti, sfiorando le cose comuni di tinte trasfiguranti 140) finch‚ la melma stessa della terra diventi fertile e calda dei cieli e una gloria irradŤ dalla decadenza dell'anima La sua conoscenza Š il punto di partenza del nostro errore; la sua belt… indossa la bruttezza della nostra maschera di fango, il suo artistico bene inizia la storia del nostro male. Cielo, al di sopra, di verit… creatrici, cosmo, nel mezzo, d'armoniosi sogni, caos, al di sotto, di forme in dissoluzione, si tuffa e si perde nella nostra base incosciente. Dalla sua caduta sortŤ la nostra Materia pi— densa 150) CosŤ avvenne il tuffo di Dio nella Notte. Questo mondo caduto divenne una nutrice di anime abitate dalla divinit… cosciente. Un essere si dest• e visse nel vuoto insensato, una Nescienza vasta quanto il mondo si sforz• verso la vita e il pensiero, una Coscienza si strapp• dal sonno immemore. Tutto Š mosso quaggi— da un volere insenziente. CosŤ caduta, incosciente, frustrata, densa, inerte, sprofondata in una sonnolenza inanimata e torpida, la Terra giaceva, schiava del sonno, forzata a creare 160) da una memoria subcosciente e nostalgica, resto d'una felicit… morta prima ch'essa nascesse, meraviglia straniera sul Suo petto privo di sensi. (I) Questo fango deve ospitare l'orchidea e la rosa, dalla sua cieca sostanza deve emergere una bellezza che appartiene a sfere pi— liete. Tale Š il destino trasmessole, quasi lascito prezioso d'un dio ucciso a una forza cieca e a un'anima imprigionata. Le parti periture d'una divinit… immortale 170) deve ricostituire da frammenti perduti, riformulare, da un documento altrove completo, il Suo diritto incerto al Suo Nome divino. Erede unicamente d'un residuo, essa porta tutte le cose nella Sua polvere informe. La Sua gigantesca energia vincolata a forme minuscole nel lento movimento a tentoni del Suo potere e dotata solo di strumenti fragili e smussati, essa ha accettato come un bisogno della propria natura e assegnato all'uomo come formidabile compito 180) un lavoro impossibile agli-dei. Una vita che vive a stento in un campo di morte reclama la sua parte d'immortalit…; un corpo bruto semicosciente serve quale mezzo a una mente che deve ritrovare una conoscenza perduta trattenuta dal cappio dell'incoscienza del mondo, e indossando ancora quest'innumeri nodi della Legge, uno spirito legato deve elevarsi a re della Natura. Una parentela possente Š la causa di tale audacia. Tutto ci• che tentiamo in questo mondo imperfetto 190) guarda avanti o indietro, oltre il lustro del Tempo, alla sua idea pura, al suo modello stabile e inviolato nell'abilit… indefettibile d'una creazione assoluta. Afferrare l'assoluto in forme transeunti, fissare il tocco dell'eterno in ci• che il tempo ha creato, tale Š qui la legge d'ogni perfezione. Un frammento del piano celeste Š captato quaggi—; altrimenti mai potremmo sperare una vita superiore e l'estasi e la gloria non potrebbero esistere. Anche nella piccolezza della nostra condizione mortale, 200) anche in questo carcere della forma esteriore, un brillante passaggio per la Fiamma infallibile Š scavato attraverso le grezze pareti dei nervi e 'l cervello, uno Splendore preme o un Potere irrompe, la grande, opaca barriera della terra Š rimossa un momento, il sigillo incosciente ci viene sollevato dagli occhi e diveniamo veicoli di potenza creatrice. L'entusiasmo d'una sorpresa divina pervade la nostra vita, un fermento mistico si avverte, un'angoscia gioiosa trema nelle nostre membra; 210) un sogno di bellezza danza attraverso il cuore, un pensiero venuto dalla Mente eterna s'avvicina, accenni lasciati cadere dall'Invisibile, ridestandosi dal sonno dell'Infinito, discendono, simboli di Quello che mai ancora fu creato. Ma ben presto la carne inerte pi— non risponde, digrada allora l'orgia sacra di delizia, l'incendio di passione e la marea di potere ci sono tolti e pur se una forma ardente sussiste, stupendo la terra che l'immagina suprema, 220) troppo poco di ci• ch'era voluto ha lasciato una traccia. Gli occhi della terra non vedono, le sue forze crean solo a met…; le opere sue pi— rare son copie dell'arte del cielo. Fulgore d'un artificio dorato, capolavoro di congegno e legge ispirati, le sue forme celan ci• che albergano e non fan che mimare l'inafferrato miracolo di figure nate da se stesse che vivono per sempre nello sguardo dell'Eterno. Qui, in un mondo difficile e compiuto a met…, Š un lungo travaglio di Poteri inconsci; 230) qui Š la mente dell'uomo, ignorante e presaga, il suo genio nato da un suolo incosciente. La sua arte Š copiare le copie terrestri. Ch‚ quando tenta cose ch'oltrepassan la terra, l'operaio ha strumenti troppo rozzi, un materiale troppo grezzo, e a fatica, a costo di lacrime di sangue realizza la sua dimora effimera dell'Idea divina, la sua immagine d'una locanda del Tempo pe'l Non-nato. Il nostro essere vibra di sublimi ricordi lontani e vorrebbe farne qui discendere i sensi immemoriali, ma, troppo divine per la trama della Natura terrestre, le meraviglie eterne risplendono oltre la nostra portata. Dimorano assolute, non nate, immutabili, immacolate nell'aere imperituro dello Spirito, immortali in un mondo di Tempo immoto e la meditazione costante d'un profondo spazio del s‚. Solo quando siamo ascesi al di sopra di noi stessi una linea del Trascendente incontra la nostra strada congiungendoci all'Intemporale ed al vero; essa ci apporta la parola inevitabile, 250) l'atto divino, i pensieri che mai muoiono. Una spira di luce e di gloria avvolge il cervello, e discendendo il cammino evanescente del momento arrivan le forme dell'eternit…. Visitatrici della mente o invitate del cuore, sposano per un istante la nostra brevit… umana, o raramente, in qualche eccezionale barlume liberatore, son captate da un lieve presagio della nostra visione. Pur se semplici inizi e primi tentativi, tali bagliori indicano il segreto della nostra nascita 260) e il celato miracolo del nostro destino. Quel che lŤ siamo, e saremo qui sulla terra, si riflette in un contatto e un richiamo. Finora l'imperfezione della terra Š il nostro campo, lo specchio della nostra natura non mostra il nostro s‚ reale; quella grandezza resta ancora trattenuta all'interno. L'avvenire incerto della terra nasconde la nostra eredit…: la Luce ora distante diventer… qui innata, la Forza che ci visita, il nostro potere compagno; l'Ineffabile trover… una voce segreta, 270) l'Imperituro brucer… attraverso lo schermo della Materia facendo di questo corpo mortale la veste della divinit…. La grandezza dello Spirito Š la nostra fonte intemporale e nel Tempo senza fine sar… la nostra corona. Un vasto Ignoto Š attorno e dentro di noi; tutto Š avviluppato nell'Uno dinamico: un sottile anello d'unione collega ogni vita. Tutta la creazione Š cosŤ un'unica catena: non siam lasciati soli in uno schema chiuso fra la spinta d'una Forza incosciente 280) e un Assoluto incomunicabile. La nostra vita Š un contrafforte d'una sublime catena di anime, il nostro essere guarda al di la dei suoi muri mentali e comunica con mondi pi— grandi; esistono terre pi— luminose e cieli pi— vasti dei nostri, esistono regni in cui l'Essere cova nelle proprie profondit…; nel suo immenso cuore dinamico sente le sue potenze innominate, senza forma e non nate reclamare il bisogno d'esprimersi nella Vastit… informe: ineffabili al di l… dell'Ignoranza e la morte, 290) le immagini della sua Verit… imperitura s'affaccian da una stanza ove l'anima sua Š rapita in se stessa: come per il proprio sguardo di testimone interiore lo Spirito solleva lo specchio del suo s‚ e delle sue opere, lo specchio del potere e la passione del suo cuore intemporale, delle immagini dell'estasi sua senza forma, degli splendori della sua potenza innumerevole. Da lŤ la mistica sostanza delle nostre anime viene nel prodigio della nascita della nostra natura, Il Š la cima non caduta di tutto ci• che siamo 300) e la fonte immemoriale di tutto ci• che speriamo essere. Su ogni piano il Potere ieratico, iniziato di verit… inespresse, sogna di trascrivere e d'integrare alla vita, nel proprio stile innato e la propria lingua vivente, qualche tratto della perfezione del Non-nato, qualche visione percepita nella Luce onnisciente, qualche nota lontana della Voce del rapsodo immortale, qualche incanto della Felicit… onnicreatrice, qualche forma e piano della Bellezza indicibile. 310) Ci sono mondi pi— vicini a quei regni assoluti, dove la risposta alla Verit… Š pronta e sicura, e lo spirito non Š impedito dal quadro che l'iscrive, n‚ i cuori presi e lacerati dall'aspra divisione, dove la delizia e la bellezza dimorano e l'amore e la dolcezza son la legge della vita. Una sostanza pi— fine in una forma pi— sottile riveste d'un corpo la divinit… che la terra si limita a sognare; la sua forza pu• raggiungere i piedi veloci della gioia; superando d'un balzo gli ostacoli fissi posti dal Tempo, 320) la rapida rete d'una stretta intuitiva cattura la felicit… fugace cui aneliamo. Una Natura sollevata da un respiro pi— largo, plastica e passiva al Fuoco che tutto modella, risponde al tocco fortuito del Divino fiammante: immune dalla nostra inerzia di reazione, essa ode la parola cui i nostri cuori son sordi, adotta la visione degli occhi immortali e, viaggiatrice sulle strade della linea e 'l colore, insegue lo spirito della bellezza fino al suo focolare. 330) CosŤ ci avviciniamo al Tutto-Meraviglioso seguendone quale segnale e guida l'incanto nelle cose; la belt… Š l'impronta a rivelarcene il passaggio, l'amore Š il ritmo del suo cuore che batte in petti umani, la felicit…, il sorriso sul suo volto adorabile. La comunione di entit… spirituali, il genio di un'Immanenza creatrice, rende intima in profondo l'intera creazione: la quarta dimensione di un senso estetico in cui tutto Š in noi stessi, e noi in tutto, 340) riallinea alla vastit… cosmica le nostre anime. Un'estasi che incendia unisce colui che vede a ci• ch'Š visto; l'operaio e l'opera, divenuti interiormente uno, realizzano la perfezione grazie al magico pulsare e alla passione della loro stretta identit…. Tutto quello che lenti congiungiamo da un assieme di frammenti o elaboriamo mediante un lungo lavoro incespicante, nasce li spontaneamente per suo diritto eterno. Anche dentro di noi pu• ardere il Fuoco intuitivo; Luce mandataria, esso serpeggia nei recessi dei nostri cuori, 350) sui piani celesti Š la sua dimora: discendendo, pu• con s‚ qui portare quei cieli. Ma raramente, e non a lungo, brucia la fiamma; la gioia ch'essa invoca da quelle altezze pi— divine apporta delle brevi, magnifiche reminiscenze e sublimi, splendide folgorazioni di pensiero interpretativo, ma non la visione e la delizia totali. Un velo Š mantenuto, qualcosa trattenuto ancora, perch‚, prigioniere della bellezza e la gioia, le anime nostre non dimentichino d'aspirare al Supremo. In questo limpido regno sottile dietro al nostro, la forma Š tutto, e gli dei fisici sovrani. La Luce ispirante gioca dentro squisiti confini; una belt… indefettibile Š acquisa per la grazia della Natura; Il la libert… Š la garanzia della perfezione: bench‚ manchi l'Immagine assoluta, il Verbo incarnato, la pura estasi spirituale, tutto Š miracolo di fascino simmetrico, fantasia di linea e norma perfette. Li tutti gli esseri si senton soddisfatti in s‚ ed interi, una ricca pienezza Š creata dal limite, la meraviglia abbonda nell'estrema piccolezza, un complesso rapimento insorge in uno spazio esiguo: ciascun ritmo Š apparentato al suo ambiente, ciascuna linea Š perfetta e inevitabile, ciascun oggetto costruito senza difetti per il fascino e l'uso. Tutto Š innamorato della propria delizia. Tutto vive intatto, sicuro della sua perfezione, in un'immunit… lieta del cielo, contenta di se stessa; pago d'esistere, non chiede altro di pi—. Non esisteva qui lo sforzo vano che spezza il cuore: esente da travagli e da prove, privo d'opposizioni e sofferenze, era un mondo incapace di temere o dolersi. Esso non aveva alcuna grazia di sbaglio o sconfitta, alcun posto per l'errore, alcun potere di fallire. Da una compatta beatitudine in s‚, traeva a un tempo le sue scoperte delle forme dell'Idea muta e 'l miracolo dei suoi pensieri e atti ritmici, la sua nitida tecnica di vite stabili e complete, 390) la sua folla graziosa di figure inanimate e la gloria dei suoi corpi dotati di respiro come i nostri. I sensi rapiti di delizia, egli, confuso, (II) movevasi in un mondo divino eppure familiare, ammirando forme stupende cosŤ vicine alle nostre ma perfette come i giocattoli d'un dio, immortali sotto l'aspetto della condizione mortale. Nei loro angusti, esclusivi assoluti troneggian perenni le supremazie schierate del finito; esso mai sogna di ci• che avrebbe potuto essere; (III) 400) solo dentro confini pu• vivere quest'assoluto. In una sovranit… vincolata al proprio piano in cui tutto era concluso e nessun'ampiezza lasciata, nessuno spazio per le ombre dell'incommensurabile, nessun posto per la sorpresa dell'incalcolabile, prigioniera della propria bellezza ed estasi, la Potenza incantata operava in un magico cerchio. Lo spirito restava in ritiro, eclissato dietro la propria forma. Mirabile per la definitezza chiara delle sue linee, un orizzonte azzurro limitava l'anima; 410) il pensiero evolveva in agi luminosi, confinato il suo nuoto ai bassifondi dell'ideale esteriore: la vita s'attardava nelle proprie frontiere, soddisfatta della piccola letizia degli atti corporei. Assegnata come Forza a una Mente angolare limitata, attaccata alla rassicurante scarsit… del suo spazio, essa eseguiva i suoi lavori minuti, giocava e dormiva, senza pensare a un lavoro pi— grande irrealizzato. Dimentica dei suoi violenti e vasti desideri, dimentica delle altezze cui s'era elevata, 420) la sua marcia era prescritta dentro un solco radioso. Corpo magnifico di un'anima in riposo, simile a chi rida in soavi boschetti soleggiati, essa si dondolava infantilmente nella culla d'oro della sua gioia. Non giungeva alla sua dimora incantata il richiamo degli spazi, n‚ essa aveva ali per un volo ampio e rischioso, non affrontava alcun pericolo del cielo o dell'abisso, non conosceva orizzonti, alcun sogno possente, alcuna nostalgia dei suoi infiniti perduti. Quadro perfetto in una perfetta cornice, tale elaborazione fatata non poteva trattenere la sua volont…: (IV) gli offrŤ solo il sollievo raffinato d'un momento; un'ora spensierata fu trascorsa in una lieve felicit…. Il nostro spirito si stanca delle superfici dell'essere, trasceso Š lo splendore della forma; esso si volge a poteri nascosti e a stati pi— profondi. CosŤ egli adesso guardava al di l…, in cerca d'una luce pi— grande. L'anima sua lasciandosi dietro, nell'ascesa delle cime, questo brillante vestibolo della Casa dei Giorni, egli abbandon• questo squisito Paradiso materiale. 440) Il suo destino si stendeva oltre, in uno Spazio pi— vasto. NOTE SPECIALI I Per maggiore chiarezza, utilizziamo in questo passaggio la maiuscola per i pronomi e aggettivi possessivi riferentisi alla Terra II "egli": il re Aswapati. III "esso": il "finito" del verso precedente. IV "la sua volont…": la volont… del re Aswapati, al quale si riferiscono anche gli ultimi versi di questo Canto. Fine del Canto Secondo Canto Terzo La Gloria e la Caduta della Vita Un'ampia salita ineguale tentava ora i suoi passi. Rispondendo all'appello ansioso d'una Natura pi— grande, egli varc• i limiti della Mente incarnata entrando in vasti domini, oscuri e contesi, ove tutto era dubbio e mutamento, e niente sicuro, un mondo di ricerca e lavoro senza posa Come chi incontri il volto dell'Ignoto e chieda senza che alcuno risponda, attirato da un problema mai risolto, 10) sempre incerto del terreno percorso, sempre calamitato da un traguardo mutevole, egli attraversava una terra popolata di dubbi in confini instabili su una tremula base. Innanzi a s‚ vedeva una frontiera mai raggiunta, e ad ogni passo si credeva pi— vicino, orizzonte remoto e sfuggente d'un miraggio. LŤ esisteva uno stato errabondo che non tollerava dimore, un tragitto d'innumeri cammini interminabili. Nulla ei trovava a soddisfare il cuore; 20) un vagabondaggio instancabile era in cerca e non poteva cessare. LŤ la vita Š l'Incalcolabile manifestato, un movimento di mari agitati, un grande e avventuroso salto dello spirito nello Spazio, un perturbato disordine nella Calma eterna, un impulso e una passione dell'Infinito. Assumendo qualunque aspetto voglia la sua fantasia, sottratta all'impedimento delle forme stabilite, ha abbandonato la sicurezza del provato e del noto. Non guidata dalla paura, questa pastora di greggi che percorre il Tempo, 30) non intimorita dalla minaccia del Fato e dall'insorgere del Caso, essa accetta il disastro come un rischio ordinario; incurante della sofferenza, indifferente al peccato e alla caduta, va incontro al pericolo e alla scoperta nelle distese vergini dell'anima. Esistere non sembrava che un lungo esperimento, l'azzardo d'una Forza ignorante e investigante che prova tutte quante le verit… e, non trovandone alcuna suprema, prosegue insoddisfatta, incerta del suo fine. La vita era modellata sulla visione d'una mente interiore: 40) andava di pensiero in pensiero, di fase in fase, torturata dai suoi propri poteri, oppure orgogliosa e felice, ora padrona di se stessa, ora giocattolo e schiava. Un'immensa incoerenza era la sua legge d'azione, come se ogni possibile dovesse essere esaurito, e angoscia e beatitudine fossero passatempi del cuore. In una rintronante galoppata di vicissitudini travasava i campi di corsa della Circostanza, oppure, oscillante, altalenava fra le sue vette e i suoi abissi, sollevata o spezzata sulla ruota incostante del Tempo. 50) In mezzo a uno strisciare tedioso di desideri grigi essa torcevasi, verme tra i vermi nel fango della Natura, poi, di statura titanica, prendea tutta la terra come cibo, ambiva a vestirsi dei mari, a coronarsi di stelle, e scavalcava gridando, l'un dopo l'altro, picchi giganteschi, reclamando a gran voce mondi da conquistare e dominare. Poi, impudicamente innamorata del volto dell'Afflizione, s'immergea nell'angoscia dei baratri e, voltolandosi, si aggrappava alla propria miseria. In un penoso rapporto col suo s‚ dissipato, 60) scriveva il bilancio di tutto quello che aveva smarrito, o teneva compagnia al dolore come a un vecchio amico. Presto aveva consumato la festa d'ebbrezze violente, o, legata a una gioia inadeguata, indugiava, perdendo i tornanti del destino, perdendo lo scopo della vita. Era prevista una scena per tutti i suoi umori infiniti, ove ciascuno poteva essere la legge e il modo di vita, ma nessuno offrire una pura felicit…; essi lasciavan solo un aroma vibrante o la brama veemente che porta una fatica mortale. 70) In mezzo alla sua rapida e inaudita variet… qualcosa restava inappagato, sempre identico e non vedeva nel nuovo che il volto dell'antico, perch‚ ogni ora ripeteva tutto il resto delle ore ed ogni cambiamento prolungava lo stesso malessere. Spirito incerto del suo s‚ e la sua meta, presto stanca della troppa gioia e contentezza, essa ha bisogno dello sprone del piacere e 'l dolore, del gusto innato della sofferenza e l'inquietudine: si accanisce per un fine che mai pu• raggiungere. 80) Un sapore perverso tormenta le sue labbra assetate: per la pena essa piange che deriva dalla sua propria scelta, anela al piacere che ha dilaniato di ferite il suo petto; aspirando al cielo, volge i passi all'inferno. Ha scelto l'azzardo e il pericolo quali compagni di gioco; ha preso la tremenda oscillazione del destino per culla e seggio. Ma pura e luminosa fu la sua nascita dall'Intemporale, un rapimento cosmico perduto le si attarda negli occhi, i suoi umori sono aspetti dell'Infinito: la bellezza e la felicit… sono il suo diritto innato, 90) e la Beatitudine infinita Š la sua eterna dimora. Tutto questo rivelava adesso il suo antico volto di gioia, improvvisa scoperta per il cuore dell'afflizione, per indurlo a resistere, agognare e sperare. Anche in mondi mutevoli privi della pace, in un aere oppresso dalla mestizia e la paura e quando i suoi piedi calpestavano un suolo insicuro, ei vide l'immagine d'uno stato pi— felice. In una architettura di Spazio ieratico che in cerchi saliva verso le cime della creazione, 100) a un'altezza azzurra che mai era troppo elevata per una calda comunione fra il corpo e l'anima, distante come il cielo, vicino come il pensiero e la speranza, traduceva il regno d'una vita senza dolore. Al di sopra di lui, in una nuova volta celeste altra che i cieli visibili agli occhi mortali, come su un soffitto istoriato degli dei, arcipelago di riso e di fuoco, stelle come isole nuotavano in un cielo increspato di onde. Spirali turrite, magici anelli di vivo colore 110) e sfere baluginanti di strano gaudio fluttuavano attraverso la distanza come un mondo simbolico. Sull'agitazione e la fatica che non potean condividere, sulla sventura che non potean soccorrere, impenetrabili alla sofferenza, alla lotta, all'angoscia della vita, incontaminati dalla sua rabbia, dalla sua malinconia e il suo odio, impassibili, intatti, grandi piani di visione abbassavan lo sguardo, perennemente beati nel loro diritto intemporale. Assorbiti nella propria bellezza e letizia, vivevano sicuri della loro gioia immortale. 120) In disparte, tuffati nella loro gloria innata, remoti scivolavano ardenti in una vaga bruma luminosa, rifugio perpetuo d'una luce fantastica, nebulosa degli splendori degli dei fatta dei sogni dell'eternit…. Quasi incredibili per la fede umana, non apparivan facilmente quali la sostanza di ci• che esiste. Come attraverso un prodigioso schermo televisivo, delineati a una specie d'occhio interiore ingranditore, brillavano simili a immagini proiettate da una scena lontana; 130) troppo sublimi e lieti per esser captati da palpebre umane. Ma violini e reali per il cuore che anela, per il pensiero e il sentimento appassionati del corpo, sono i reami nascosti della beatitudine. In qualche chiuso e irraggiunto dominio che pur percepiamo, immuni dalla morsa crudele della Morte e del Tempo, sottratti alle incursioni della tristezza e del desiderio, in splendide, incantate e sicure periferie, nella felicit… sono per sempre immersi. Sotto i nostri occhi, in sogno, nella trance e la contemplazione, 140) attraverso un campo interiore di visione sottile, vasti paesaggi estatici ch'al nostro sguardo scompaiono, passan le forme del regno perfetto lasciando dietro a s‚ la traccia d'una splendida memoria. Scene immaginate o grandi mondi eterni, percepiti in sogno o dai sensi, ci toccano il cuore con le loro profondit…; d'apparenza irreale, eppure pi— reali della vita, pi— felici della felicit…, pi— veri delle cose vere, s'eran questi dei sogni o immagini captate, la verit… del sogno rendea false le vane realt… della terra. 150) In un rapido momento eterno vivon lŤ stabiliti oppure, di continuo richiamati, tornano alla nostalgia degli occhi calmi cieli di Luce imperitura, continenti illuminati di pace violetta, oceani e fiumi dell'allegria di Dio e contrade serene sotto soli purpurei. Stella, una volta, di un'idea che brilla da lungi o scia di sogno della cometa dell'immaginazione, tutto questo prese ora l'aspetto d'una realt… vicina. L'abisso fra la verit… del sogno e la realt… terrestre fu traversato, 160) i mondi prodigiosi della vita cessaron d'esser sogni; la sua visione fece proprio tutto ci• ch'essi rivelavano: le loro scene, i loro avvenimenti s'offrirono ai suoi occhi e al suo cuore e li colpirono di puro incanto e beatitudine. Una regione culminante, senza un alito di vento, attir• il suo sguardo, i cui limiti si protendevano in un cielo del s‚ e si tuffavano verso una strana base eterea. Rifulgeva la quintessenza della suprema delizia della Vita. Su una vetta spirituale e misteriosa solo la sublime e trasfigurante frontiera d'un miracolo 170) separava la vita dall'Infinito senza forma e proteggeva il Tempo dall'eternit…. Da questa sostanza amorfa il Tempo conia le sue figure; la quiete dell'Eterno contiene l'atto cosmico: le immagini proteiformi della Forza Universale han tratto il vigore di essere, la volont… di durare, da un profondo oceano di pace dinamica. Capovolgendo l'apice dello spirito in direzione della vita, ella impiega le plastiche libert… dell'Uno per gettare nello stampo degli atti i sogni del Suo capriccio; (I) 180) l'appello della sua saggezza consolida i Suoi piedi sbadati, egli sostiene la Sua danza su una rigida base: la sua immutabilit… intemporale e silente deve standardizzare il miracolo della Sua creazione. Servendosi delle energie del Vuoto, prive di visione, ella inventa la scena d'un universo concreto i cui passi ha stabilito grazie al suo pensiero e nei cui atti ciechi vede coi lampi della sua Luce che tutto conosce. Al Suo volere si piega la Sopramente inscrutabile per guidare la Sua forza che sente ma Š incapace di conoscere, 190) il soffio del suo potere controlla i Suoi marŤ agitati(II) e la vita obbedisce all'Idea dominante. Al Suo volere, diretta da un'Immanenza luminosa, la Mente, avventurosa e sperimentatrice, s'apre un varco tra oscuri possibili in mezzo a formazioni fortuite d'un mondo ignaro. Verso la Verit… s'incammina la nostra umana ignoranza perch‚ la Nescienza possa divenire onnisciente, gl'istinti trasmutati modellansi in pensieri divini, i pensieri albergan la visione infallibile e immortale 200) e la Natura ascende verso l'identit… di Dio. Il Signore dei mondi, fattosi Suo schiavo, Š l'esecutore delle Sue fantasie: ella ha canalizzato i mari dell'onnipotenza; ha limitato con le Sue leggi l'Illimitabile. L'Immortale si Š impegnato a compiere le Sue opere; lavora ai compiti assegnati dalla Sua Ignoranza, celato sotto la cappa della nostra condizione mortale. I mondi, le forme creati dalla Sua immaginazione di dea han perso su cime invisibili la loro origine: 210) pur separati, allontanandosi dalla loro fonte intemporale, pur deformati, foschi, maledetti e caduti, ch‚ anche la caduta ha la sua gioia pervertita e niente ella trascura che serva alla delizia, anch'essi possono ritornare alle vette o, quaggi—, vanificare la sentenza della caduta dello spirito, riottenere la propria divinit… perduta. Preso a un tratto dall'orizzonte d'una visione eterna, ei vide il fasto e lo splendore delle Sue alte sfere natali e le Sue regioni raccolte nelle profondit… inferiori. 220) Al di sopra, era la monarchia d'un s‚ non caduto, al di sotto, la lugubre trance degli abissi, polo opposto od antipodi oscuri. C'eran le vastit… degli assoluti della vita nella loro gloria: tutti ridevano in una sicura immortalit… e un'eterna infanzia dell'anima antecedenti le tenebre e la nascita del dolore e 'l tormento, ove tutti potevano osare esser se stessi e uno e la Saggezza giocava in un'innocenza esente da peccato con la Libert… ignuda al sole felice della Verit…. 230) C'erano mondi del Suo riso e della Sua terribile ironia, c'erano dominŤ del Suo gusto del lavoro, della lotta e le lacrime; il Suo capo riposava sul petto della Morte amorosa, il sonno imitava per un poco la pace dell'estinzione. La luce di Dio ella ha separato dal suo buio per provare il sapore dei puri contrari. Mescolandosi qui nel cuore dell'uomo, i loro toni e colori han tessuto il disegno variabile del suo essere, la sua vita, corrente che fluttua in avanti nel Tempo, la mobilit… costante e fissa della sua natura, 240) la sua anima, film mutevole d'una foto animata, il cosmico caos della sua personalit…. La grande creatrice col Suo tocco segreto ha convertito in patos e potere il sogno di s‚ dell'essere, e fatto del suo mistero insondabile un Mistero della Passione. Ma eran qui dei mondi sollevati a met… strada dal cielo. C'era il Velo, ma non il muro d'Ombra; sotto forme non troppo lontane dalla portata umana, qualche passione della purezza inviolata penetr•, raggio dell'originaria Beatitudine. 250) Le-gioie del cielo, fosse la terra stata pura, avrebbero potuto appartenerle; i nostri sensi e il cuore divinizzati esser toccati da qualche luminoso estremo di Felicit… naturale, qualche fremito degli assoluti della Soprannatura: tutte le energie ridere e far sfoggio di s‚ sulle dure strade della terra senza mai sentire l'acutezza crudele della sua sofferenza, tutto l'amore aver libero gioco, e in nessun dove la vergogna della Natura. Ma essa ha chiuso i suoi sogni nella scuderia delle corti della Materia (III) e le sue porte sono ancora sbarrate alle cose supreme. 260) Questi mondi potean sentire il soffio di Dio visitare le loro cime; v'era qualche riflesso della sponda del Trascendente. Attraverso i bianchi silenzi degli eoni, forme immortali della gioia incarnata solcavano ampi spazi vicini al sonno dell'eternit…. Pure e mistiche voci, nella quiete della beatitudine, invocavano le tenerezze immacolate dell'Amore, chiamando il suo tocco soave a far vibrare i mondi, le sue mani gloriose a esaltare le membra della Natura, la sua dolce, intollerante potenza d'unione (IV) 270) a prender tutti gli esseri nelle sue braccia salvatrici, trascinando il ribelle e il derelitto verso la sua piet… per imporre loro quella letizia che rifiutano. Un canto imeneo al Divino invisibile, la rapsodia ardente d'un bianco desiderio attirava nel cuore una musica immortale risvegliando l'orecchio assopito dell'estasi. Una sensibilit… pi— pura, pi— infuocata dimorava lŤ, una spinta bruciante, intollerabile per qualunque corpo terrestre; il respiro era largo, leggero, spazioso e il cuore s'affrettava da un battito inebriato all'altro. 280) La voce del Tempo celebrava la gioia dell'Immortale; ispirazione e grido lirico, giungevano i momenti, l'estasi sulle ali; una Bellezza inimmaginabile, d'una celeste nudit…, movevasi sciolta dai confini nelle vastit… del sogno; il grido degli Uccelli del Prodigio chiamava dai cieli le genti immortali delle rive della Luce. Direttamente dalle mani di Dio la Creazione erompeva; meraviglia ed incanto vagabondi sui cammini. Il solo fatto d'esistere era delizia suprema, 290) la Vita un riso lieto dell'anima, e la Gioia regnava, suo ministro l'Amore. Li prendea corpo la luminosit… dello spirito. I contrari presenti nella vita erano amanti o amici naturali e gli estremi, i margini affilati dell'armonia: l'indulgenza, con tenera purezza, veniva a nutrire il dio sul suo petto materno: li nessuno era debole, cosŤ la menzogna non poteva vivere; l'ignoranza era un'ombra leggera che schermava la luce, l'immaginazione il libero arbitrio della Verit…, 300) il piacere un candidato al fuoco celeste; l'intelletto era un adoratore della Bellezza, la forza era la schiava della calma legge spirituale, il potere posava il capo sui seni della Beatitudine. Li si trovavano apogei di gloria inconcepibili, le autonomie del governo in s‚, immobile, della Saggezza, e l'alta dipendenza del suo sole verginale, le teocrazie illuminate dell'anima veggente in trono, nel potere del raggio del Trascendente. Una visione di magnificenza, un sogno di grandezze 310) entrava con passo maestoso nei regni rilucenti di sole: assemblee, senati affollati degli dei, le potenze della Vita regnavan su seggi di volont… marmorea, sublimi dominazioni e autocrazie, energie coronate d'alloro e forme imperiose in armi. LŤ tutti gli oggetti erano grandi e belli, tutti gli esseri avevano un'impronta regale di potere. LŤ risiedevano le oligarchie della Legge naturale, teste fiere e violente servivano una sola fronte calma e monarchica: tutti gli atteggiamenti dell'anima eran rivestiti di divinit…. 320) LŤ s'incontravan le ardenti e mutue intimit… della gioia di dominare e quella di servire imposte dell'Amore al cuore dell'Amore che obbedisce e al corpo dell'Amore mantenuto sotto un giogo inebriante. Tutto era un gioco di regalit… confluenti. Ch‚ la forza prostrata di chi adora Š sollevata dall'adorazione vicino all'orgoglio e la felicit… del dio venerato dall'anima: lŤ il sovrano Š uno con tutti quelli che governa; per colui che serve con un cuore libero ed eguale, l'obbedienza Š la scuola d'un tirocinio principesco, 330) la sua corona e il suo privilegio di nobilt…, la sua fedelt… Š l'idioma d'una natura elevata, il suo servizio, una sovranit… spirituale. C'erano regni ove il Conoscere s'univa alla Potenza creatrice (V) nel Suo domicilio sublime facendola tutta sua: s'impadroniva il grande Illuminato delle Sue membra lucenti e le colmava della passione del suo raggio finch‚ tutto il Suo corpo nel fosse la trasparente dimora e tutta l'anima la controparte della sua Trasfigurati in un'apoteosi dal tocco della saggezza, 340) i Suoi giorni divenivano un sacrificio luminoso; falena immortale in un fuoco felice e imperituro, ella bruciava nella dolcezza della sua fiamma intollerabile. (VI) Una Vita prigioniera sposava il Suo conquistatore. Nel suo ampio cielo ella rifaceva a nuovo il Suo mondo; alla calma andatura della mente dava la velocit… del motore, al pensare, un bisogno di vivere quello che l'anima vedeva, al vivere, l'impulso di sapere e vedere. Il suo splendore la stringeva, la Sua potenza serravasi a lui; lei incoronava regina in vesti porpuree l'Idea, 350) poneva il Suo magico scettro serpentino nel pugno del Pensiero, faceva delle forme le ritmiche figure della sua visione interiore, e dei Suoi atti il corpo vivente della sua volont… Tuono fiammeggiante, lampo creatore, la sua Luce vittoriosa cavalcava la Sua Forza immortale; un possente galoppo di centauro portava il dio. La vita era in trono con la mente, doppia maest…. C'erano mondi d'una felicit… grave ed austera, d'una azione sfumata di sogno, d'un riso soffuso di pensiero, e la passione lŤ potea attendere per il proprio desio 360) finch‚ udisse l'avvicinarsi di Dio. C'erano mondi di un'allegria e una gioia infantili; una giovanilit… spensierata della mente e del cuore trovava nel corpo uno strumento celeste; accendeva un alone dorato attorno al desiderio e liberava l'animale deificato nelle membra a divine capriole d'amore, di belt… e beatitudine. Su un suolo radioso che contemplava il sorriso del cielo, un pronto slancio vitale ignorava ogni limite o arresto: non conosceva fatica; erano di gioia le sue lacrime. 370) lŤ il lavoro era un gioco e il gioco l'unico lavoro, i compiti del cielo lo svago d'una potenza divina: baccanale celeste eternamente puro, non trattenuta dalla debolezza come nelle strutture mortali, la vita era un'eternit… di stati d'estasi: non veniva mai la vecchiaia, mai la preoccupazione solcava il volto di rughe. Imponendo all'immunit… delle stelle la corsa e il riso d'energie immortali, i fanciulli divini correvano nudi nei loro campi di gioco sbalordendo i venti per il loro splendore e la loro velocit…; 380) della tempesta e 'l sole faceansi dei compagni, scherzavano con la candida schiuma dei mari agitati, uccidevano la distanza sotto le loro ruote e lottavano nelle arene della loro forza. Nel loro fulgore imperiosi come i soli, infiammavano il cielo con la gloria delle loro membra, munificenza divina lanciata al mondo. Sortilegio per forzare il cuore della delizia assoluta, portavan la fierezza e la maestria del proprio fascino quasi stendardo della Vita sulle vie dello Spazio. 390) Le idee erano luminose camerate dell'anima; la mente giocava con la parola, scagliava giavellotti di pensiero, ma senza bisogno, per conoscere, dello sforzo di questi strumenti; la conoscenza, come il resto, era un passatempo della Natura. Investiti del raggio luminoso di freschezza del cuore, eredi fanciulli d'un primo istinto di Dio, abitatori della perpetuit… del Tempo vibranti ancora della prima estasi della creazione, imbevevano l'esistenza della loro giovinezza d'anima. Tirannia squisita e veemente, 400) la forte costrizione della loro volont… di godere riversava attraverso il mondo fiumi ridenti di letizia. Regnava lŤ un respiro di nobile ed immune contentezza, un procedere fausto di giornate nell'aria tranquilla, un flusso d'amore e di pace universali. La sovranit… d'una dolcezza inesauribile viveva come un canto di piacere sulle labbra del Tempo. Un ordine vasto e spontaneo liberava la volont…, le ali solari dell'anima spiegate verso la beatitudine, la portata e grandezza dell'atto senza impedimenti 410) e la libert… incomparabile del fuoco repentino del cuore. Non esisteva alcuna menzogna lŤ di separazione dell'anima, nessuna torsione di pensiero o parola veniva a spogliare la creazione della sua innata verit…; tutto era sincerit… e forza naturale. LŤ la libert… era la regola unica e la legge suprema. In una successione felice, questi mondi s'elevavano o affondavano: in regni di singolare bellezza e sorpresa, in campi di magnificenza e di potere titanico, la vita giocava tranquilla coi suoi desideri immensi. 420) Poteva costruire mille Eden e non fermarsi; nessun limite era posto alla sua grandezza, alla sua grazia e alla sua variet… celestiale. Risvegliata al grido e al tumulto d'innumerevoli anime, sorta dal seno di qualche profondo Infinito, sorridente all'amore e alla speranza come un neonato, nella sua natura ospitando il potere dell'Immortale, portando nel suo petto il Volere eterno, essa non avea bisogno di guida, ma solo del suo cuore luminoso: nessuna caduta degradava la natura divina dei suoi passi, 430) nessuna Notte aliena era venuta ad accecare i suoi occhi. Recinti o barriere di restrizione erano inutili; ciascun atto era una perfezione e una gioia. Abbandonandosi ai rapidi umori della sua fantasia e alla fertile e colorata esuberanza della sua mente, iniziata di sogni divini e possenti, magica costruttrice d'innumeri forme ch'esplora le cadenze dei ritmi di Dio, essa tesseva a suo piacimento la danza incantata delle sue meraviglie, dionisiaca dea della delizia, 440) baccante dell'estasi creatrice. Questo mondo di beatitudine ei vide e ne sentŤ il richiamo, senza trovare un passaggio per penetrarne la gioia; non c'era alcun ponte a coprire l'abisso cosciente. Un aere pi— buio accerchiava ancor la sua anima legata all'immagine d'una vita inquieta. Malgrado l'anelito della mente e la brama dei sensi, a un Pensiero triste fabbricato dal grigiore dell'esperienza e a una visione appannata dall'ansia, dal dolore e dal sonno tutto questo non sembrava che un sogno luminoso e gradevole 450) concepito, in una nostalgica distanza, dal cuore di chi cammini nell'ombra della pena terrestre. Anche se aveva sentito una volta l'abbraccio dell'Eterno, la sua natura viveva troppo vicina a mondi sofferenti, e dove lui si teneva s'aprivan gl'ingressi della Notte. Assediata troppo da presso dagli affanni del mondo, difficilmente la densa forma in cui siamo stati creati Š in grado di risponder con vera gioia alla gioia, con pura luce alla luce. Ch‚ la sua tormentata volont… di pensare e di vivere si dest• dapprima a un miscuglio di dolore e piacere e ancora conserva l'abitudine della sua nascita: una tremenda dualit… Š il nostro modo di essere. Ai crudi inizi di questo mondo mortale, non esisteva la vita, n‚ il gioco della mente o il desiderio del cuore. Quando nel Vuoto incosciente la terra fu costruita e nulla esisteva salvo una scena materiale, identificati col mare, il cielo e la pietra, i suoi giovani dei agognavano alla liberazione delle anime addormentate negli oggetti, vaghe, inanimate. In quella grandiosit… desolata, in quella nuda bellezza, 470) nella sorda immobilit…, in mezzo ai suoni inascoltati, pesante era l'incomunicato fardello della Divinit… in un mondo che non aveva bisogni; perch‚ non c'era nessuno a sentire o a ricevere. Questa solida massa che non tollerava alcun palpito di senso non pot‚ contenere il loro vasto impulso creatore: non pi— nell'armonia della Materia immerso, lo Spirito perse il suo statuario riposo. Nella trance indifferente cerc• brancolando la visione, s'appassion• ai movimenti d'un cuore cosciente, 480) affamato di parola, pensiero, gioia e amore, nella ronda ottusa e insensibile dei giorni e le notti anel• al battito del desiderio e della risposta. L'incoscienza in equilibrio scossa da un contatto, il Silenzio intuitivo tremante d'un nome, gridarono alla Vita d'invadere lo stampo insenziente e di svegliare nelle forme brute la divinit…. Fu udita una voce sul globo che ruotava silente, un mormorio gemette nel Vuoto disattento. Un essere sembr• respirare ove prima nessuno ce n'era: 490) qualcosa represso in profondit… morte e inconsapevoli, privato d'esistenza cosciente, perduto alla gioia, si volse come chi dorma da tempo immemorabile. Conscio della propria realt… sepolta, ricordando il suo s‚ e il suo diritto obliati, bram• di conoscere, di aspirare, di godere e di vivere. La Vita intese l'appello e lasci• la sua luce natale. Dilagando dal suo luminoso e magnifico piano sul rigido avvolgersi e spiegarsi dello Spazio mortale, anche quaggi— l'Angiola graziosa dall'ampie ali rivers• 500) il suo splendore, la sua celerit… e beatitudine, sperando colmare di gioia un bel mondo nuovo. Come una dea che raggiunge il petto d'un mortale riempiendone i giorni con la sua stretta celeste, ella discese per far delle forme transeunti la sua casa; nel grembo della Materia gett• il fuoco dell'Immortale, nel Vasto insenziente dest• il pensiero e la speranza, colpi col suo fascino e la sua belt… la carne e i nervi e forz• alla delizia la struttura insensibile della terra. Vivo e vestito d'alberi, d'erbe e di fiori, 510) il grande corpo bruno della terra sorrise ai cieli, l'azzurro rispose all'azzurro nel riso del mare; nuove creature dotate di sensi popolaron gli abissi invisibili, la gloria e rapidit… della Vita divennero la bellezza delle bestie, l'uomo os• e pens• e affront• con la sua anima il mondo. Ma mentre diffondersi il magico soffio della Vita, prima che i suoi doni potessero raggiungere i nostri cuori prigionieri, una Presenza cupa ed ambigua mise tutto in questione. La Volont… segreta che si veste della Notte ed allo Spirito offre la prova della carne 520) impose una maschera mistica di morte e sofferenza. Confinata ora negli anni lenti e dolorosi dimora la viaggiatrice alata e meravigliosa e pi— non pu• richiamare il suo stato pi— felice, ma obbedire deve alla legge dell'inerte Incosciente, fondamento insensibile d'un mondo ove limiti ciechi sono applicati alla bellezza e la tristezza e la gioia vivono come compagne rivali. Un oscuro e terribile mutismo cal• su di lei: abolito fu il suo spirito sottile e possente, 530) ucciso il suo dono di felicit… di dio infante, e tutta la sua gloria trasformata in piccolezza e tutta la sua dolcezza in desiderio mutilato. Nutrir con le sue opere la morte Š qui la condanna della vita. La sua immortalit… fu talmente velata ch'ella apparve, infliggendo la coscienza a cose incoscienti, come un episodio in una notte eterna, un mito d'essere che doveva eclissarsi per sempre. Tale fu il triste mistero del suo cambiamento. NOTE SPECIALI I La maiuscola degli aggettivi possessivi in tutto questo passaggio (fino al v. 244) rinvia alla "Forza Universale" (v. 174) che Š anche la "grande creatrice" citata al v. 242, e la minuscola all'"Uno". II "suo potere": della Sopramente. III "essa": la Terra di cui al v. 250. IV "intollerante": vd. nota a I, 1, 222-224 in fine di volume. V Traduciamo con "Conoscere" e "Potenza" i termini 'Knowledge' e 'Power' del testo originale per mantenerne rispettivamente il genere maschile e femminile (cfr. nota a II, 1, 30). La maiuscola agli aggettivi e pronomi possessivi in tutto questo passaggio si riferisce alla "Potenza creatrice". VI "intollerabile": vd. nota a I, 1, 222-224 in fine di volume. Fine del Canto Terzo Canto quarto I Regni della Piccola Vita Un mondo fremente, trepidante, incerto, nato da quell'incontro ed eclissi dolorosi apparve nel vuoto che i passi della Vita avean percorso, un'oscurit… impaziente, un'agitata ricerca. C'era il contorcersi d'una forza semiconscia, appena ridesta dal sonno dell'Incosciente, legata a un'Ignoranza guidata dall'istinto, per trovare se stessa e la sua presa sulle cose. Erede della povert… e della perdita, 10) assalita da ricordi che una volta afferrati svanivano, tormentata da una speranza elevatrice obliata, si sforzava, con mani brancolanti, quasi cieche, di colmare il fossato dolente e disastroso fra la sofferenza terrestre e la beatitudine da cui era caduta la Vita. Un mondo sempre in cerca di qualcosa di perduto insegue la gioia che la terra non Š riuscita a serbare. Troppo vicina alle nostre porte la sua inappagata inquietudine perch‚ la pace viva sull'inerte solidit… del globo: esso ha aggiunto la sua fame alla fame della terra, 20) ha dato alle nostre vite la legge del desiderio insaziabile, e del bisogno del nostro spirito ha fatto un abisso senza fondo. Un'influenza Š entrata nella notte e nel giorno dei mortali, un'ombra ha obnubilato la razza nata nel tempo; nella corrente turbata ove un cieco pulsare del cuore trasale e il battito nervoso del sentimento si risveglia nei sensi separando il sonno della Materia dalla Mente cosciente, si smarrŤ un richiamo che non sapeva perch‚ era venuto. Un potere al di l… della portata terrestre ha toccato la terra; il riposo che avrebbe potuto essere non pu• pi— essere, 30) un anelito informe s'appassiona nel cuore dell'uomo, cose pi— felici implora il suo sangue: altrimenti ei potrebbe vagare su un libero suolo assolato con la mente innocente delle bestie che non ricorda il dolore, o vivere felice, impassibile, come i fiori e gli alberi. La Potenza che giunse sulla terra per benedire Š rimasta sulla terra per soffrire e aspirare. Il riso infantile che attraverso il tempo risuonava si tace: offuscata Š la gioia di vivere innata nell'uomo e la tristezza Š la nutrice del suo destino. 40) Dimenticata dietro a s‚ la gioia spensierata dell'animale, affanno e riflessione gravano sul suo quotidiano cammino; egli si Š elevato alla grandezza e allo scontento, Š consapevole dell'Invisibile. Cercatore insaziabile, ha tutto da imparare: ha esaurito ormai gli atti di superficie della vita, i regni nascosti del suo essere restano da esplorare. Egli diviene una mente, diviene uno spirito e un me; nel suo fragile involucro si fa signore della Natura. In lui la Materia si desta dalla sua lunga, oscura trance, 50) in lui la terra sente la Divinit… avvicinarsi. Potere senz'occhi che pi— non vede il suo scopo, inquieta e affamata Energia di Volont…, la Vita gett• il proprio seme nella forma indolente del corpo; e quello sollev• una Forza cieca dal felice torpore costringendola a sentire, a cercare e a provare. Nell'enorme travaglio del Vuoto, turbando coi suoi sogni la vasta routine e il sordo rullio d'un universo assopito, la prigioniera possente lott• per liberarsi. 60) Vibrante del suo intenso desiderio, si svegli• la cellula i la Vita accese nel cuore un fuoco di passione e bisogno e in mezzo alla calma profonda delle cose inanimate si lev• la sua gran voce di sforzo, preghiera e conflitto. Una coscienza brancolante in un mondo senza voce, una percezione senza guida le fu data per il suo procedere; il pensiero era rifiutato e niente ella allora sapeva, ma avea tutto l'ignoto da percepire e abbracciare. Obbedendo alla spinta per nascere delle cose non nate, ella dal suo sigillo di vita insensibile eruppe: 70) nella sua sostanza di forza d'anima non pensante e muta, incapace di formulare quel che indovinano le sue profondit…, si svegli• una cieca necessit… di conoscere. La catena che la vincolava ella rese suo strumento; fu suo l'istinto, crisalide della Verit…, e lo sforzo e la crescita e la nescienza in lotta. Infliggendo al corpo il desiderio e la speranza, imponendo la coscienza all'incoscienza, introdusse nell'ottusa tenacia della Materia la sua angosciata rivendicazione del supremo diritto perduto, 80) la sua infaticabile ricerca, il suo cuore tormentato e ansioso, i suoi passi errabondi e insicuri, la sua implorazione d'un cambiamento. Adoratrice d'una gioia senza nome, nella sua oscura cattedrale di delizia offre riti segreti a dŠi nani e indistinti. Ma vano e senza fine Š il sacrificio, il prete un mago ignorante ch'opera solo futili mutazioni sul piano dell'altare e getta cieche speranze in una fiamma priva di potere. Un fardello d'effimeri guadagni appesantisce i suoi passi 90) e a stento, sotto quel peso, pu• avanzare; ma le ore la chiamano, ella prosegue il cammino andando di pensiero in pensiero, di mancanza in mancanza; il suo maggiore progresso non Š che un bisogno approfondito. La Materia non la soddisfa, e si volge alla Mente; conquista la terra, suo dominio, poi reclama i cieli. Insensibili, spezzando il lavoro da lei fatto, le ere titubanti passan sulla sua fatica, ma non Š ancora discesa alcuna grande luce trasformatrice, nessun rapimento rivelatore ha toccato la sua caduta. 100) Solo un barlume a volte fende il cielo della mente giustificando la provvidenza ambigua che fa della notte un sentiero verso aurore ignote o una chiave occulta per uno stato pi— divino. Nella Nescienza cominci• la sua impresa poderosa, nell'Ignoranza ella persegue l'opera incompiuta, a tastoni cerca la conoscenza, senza incontrare il volto della Saggezza Elevandosi lentamente a passi incoscienti, figlia abbandonata degli Dei, vaga quaggi— come un'anima infante lasciata alle porte dell'Inferno, 110) brancolante nella nebbia in cerca del Paradiso. In questa lenta ascesa egli doveva seguire il suo passo (I) a partir dal suo timido e confuso inizio subcosciente: solo cosŤ pu• venir la salvezza finale della terra. Perch‚ solo cosŤ egli poteva conoscere l'oscura causa di tutto ci• che ci trattiene e frustra Dio quando l'anima prigioniera vede il carcere aprirsi. Lungo rapide vie di declino attraverso porte pericolose, egli si ritrov• in un buio grigio brulicante d'istinti venuti da immemori abissi, 120) impazienti di rivestire una forma e conquistare un posto. La Vita era intima qui con la Morte e la Notte e della Morte mangiava il cibo per poter respirare un momento; era la trovatella adottata loro inquilina. Accettando la subcoscienza, nel regno della tenebra muta ospite temporanea, non sperava pi—. LŤ, assai lontana dalla Verit… e il pensiero luminoso, ei vide la sede originaria, la nascita separata della Potenza detronizzata, deformata e sofferente. Aspetto infelice della falsit… resa vera, 130) smentita della nostra nascita divina, indifferente alla bellezza e alla luce, essa andava ostentando la sua animale ignominia senza ricorrere a camuffaggi, brutale e nuda, ritratto autentico, riconosciuto e firmato della sua forza reietta, esiliata dal cielo e la speranza, caduta, gloriantesi dell'abiezione del suo stato, dell'avvilimento di una forza un tempo semidivina, dello sgraziato squallore dei suoi desideri bestiali, del volto impudente della sua ignoranza, 140) del corpo ignudo della sua povert…. Qui, all'inizio, era strisciata fuori della sua capanna di fango ov'era giaciuta incosciente, rigida e muta: l'angustia e il torpore la trattenevano ancora, una tenebra addosso che la Luce non dissipava. Non s'avvicinava, dall'alto, alcun contatto redentore: sollevar gli occhi al cielo era alieno alla sua vista, dimenticata la divinit… intrepida della sua marcia; rinnegata era la gloria e la letizia, l'avventura nei campi perigliosi del Tempo: 150) annaspando, essa arrivava a mala pena a sopportare e a vivere. La vasta nebbia inquieta d'uno Spazio in cerca, una regione senza un raggio di luce, inghiottita sotto fasce indistinte, che sembrava, senza nome, senza corpo e riparo, una mente bendata, priva di visione e di forma, chiedeva un corpo per tradurre la sua anima. Non esaudita la sua preghiera, essa cercava a tastoni il pensiero. Non ancora dotata d'energia per pensare, e appena per vivere, si affacciava su un mondo fantasma e pigmeo dov'era la fonte di questa triste magia. 160) Ai cupi confini in cui la Vita e la Materia s'incontrano, egli errava fra cose impossibili da scorgere e indovinare pienamente, inseguito da inizi mancati e da fini perduti. lŤ la vita nasceva ma moriva prima di poter vivere. Non c'era un terreno solido, una direzione costante; avea potere solo qualche fiamma di Volont… smemorata. Lui stesso era incerto a se stesso, poco percettibile, fioco, come in una lotta del Vuoto per esistere. In dominŚ estranei ove tutto era sensazione vivente ma non c'era signoria di pensiero, n‚ causa n‚ regola, 170) solo un acerbo cuore di fanciullo implorava giochi di felicit…, la mente vacillava, disordinato bagliore nascente, ed energie erratiche e confuse spingevano verso la forma prendendo ogni fuoco di paglia per la guida d'un sole. Questa forza dagli occhi bendati non sapeva posare che passi avventati; chiedendo la luce, seguiva il filo dell'ombra. Un Potere incosciente brancolava verso la coscienza, la Materia colpita dalla Materia baluginava ai sensi, contatti ciechi, reazioni lente sprigionavan scintille d'istinto da un fondo subliminale celato, 180) le sensazioni affluivano, mute sostitute del pensiero, la percezione rispondeva ai colpi risveglianti della Natura ma era ancora una risposta meccanica, una scossa, un salto, un sussulto nel sogno della Natura, impulsi rozzi, sfrenati correvano urtandosi, indifferenti a ogni altro movimento che il proprio e, oscuri, scontravansi a impulsi ancora pi— oscuri, liberi in un mondo di anarchia stabilita. Il bisogno d'esistere, l'istinto di sopravvivenza assorbivano la volont… tesa del momento precario, 190) e un desiderio che non vedeva tastava il terreno in cerca d'alimento. Gli scatenamenti della Natura eran l'unica legge, la forza lottava contro la forza, ma nessun risultato restava: solo una presa e un impulso nescienti erano acquisi, sentimenti ed istinti ch'ignoravan la propria origine, piaceri e spasimi dei sensi, presto afferrati e perduti e il movimento bruto di vite irriflessive. Era un mondo vano e superfluo la cui volont… d'essere portava magri e tristi risultati, un'assurda sofferenza ed un grigio malessere. 200) Niente sembrava degno del travaglio di divenire. Ma giudicava altrimenti il suo occhio spirituale risvegliato. Come, testimone solitaria, brilla una stella che arde in disparte, sentinella isolata della Luce, nella feconda deriva di una Notte obliosa, unico essere pensante in un mondo inconsulto, in attesa di qualche prodigiosa aurora di Dio, egli vide lo scopo dei lavori del Tempo. Perfino in quell'assenza di mira si compiva un lavoro, gravido di magica volont… e cambiamento divino. 210) Le prime contorsioni di serpente della Forza cosmica snodavansi dal mistico anello della trance della Materia; Essa sollev• la testa nell'aria calda della vita. Non poteva ancora sciogliersi dal sonno anchilosante della Notte n‚ sfoggiare ancora la meraviglia delle macchie e striature della mente, porre sul suo cappuccio ingioiellato la corona dell'anima o ergersi nell'incendio del sole dello spirito. Non si eran viste fino ad allora che bruttura e forza, lo strisciare nascosto della coscienza verso la luce attraverso un fertile limo di cupidigia e sensi voraci, 220) sotto la crosta corporea d'un s‚ ispessito un lento e fervido lavorio nell'ombra, il lievito torbido del mutare appassionato della Natura, fermento della creazione dell'anima dal fango. Un processo celeste indossava quest'infelice travestimento, nella sua notte clandestina un'ignoranza caduta penava per condurre a buon fine il suo silente lavoro indecoroso, mascheramento del bisogno dell'Incosciente di liberare la gloria di Dio nella melma della Natura. La sua visione, spirituale in occhi che l'incarnavano, (II) 230) poteva penetrare nella nebbia grigia e fosforescente e scrutare i segreti del flusso cangiante ch'anima queste mute e solide cellule e porta il pensiero e la brama della carne, la cupidigia e la fame acute del suo volere. Egli anche questo segui lungo il suo corso misterioso e rintracci• dei suoi atti la fonte miracolosa. Una Presenza mistica che nessuno pu• sondare o governare, creatrice di questo gioco di luce e d'ombra in tale paradossale vita dolceamara, 240) chiede al corpo le intimit… dell'anima e con la rapida vibrazione d'un nervo collega alla luce e all'amore le sue pulsazioni meccaniche. Richiama i ricordi dormienti dello spirito dagli abissi subconsci che la schiuma del Tempo ricopre; dimentichi della loro fiamma di verit… gioiosa, essi, arrivando con occhi sbattuti che vedono a stento, giungon camuffati da sentimenti e desideri, come alghe che galleggian per un poco in superficie e si sollevano e affondano al ritmo d'una sonnambula marea. 250) Per quanto impuri, degradati i suoi movimenti, sempre una verit… celeste cova negli oceani della vita; nelle sue membra pi— oscure brucia quel fuoco. Un tocco della divina ebbrezza negli atti della creazione, un ricordo perduto della felicit… resta ancora nascosto nelle mute radici della morte e la nascita, la bellezza insensibile del mondo riflette la delizia di Dio. (III) Questo sorriso di rapimento si cela ovunque; scorre nel soffio del vento, nella linfa dell'albero, la sua magnificenza di toni risplende nelle foglie e nei fiori. 260) Quando dalla sua semisonnolenza la vita eruppe nella pianta che sente e soffre ma non pu• muoversi o gridare, nella bestia, nell'uccello alato e nell'uomo pensante, esso fece del ritmo del cuore il battito della sua musica; costrinse i tessuti incoscienti a risvegliarsi, a cercar la letizia e a ottenere il tormento, a trasalir del piacere e del riso di breve delizia, a fremere di dolore e agognare l'estasi. Imperioso, senza voce, malcompreso, troppo lontano dalla luce, troppo vicino al cuore dell'essere, 270) nato stranamente nel Tempo dalla Beatitudine eterna, preme al centro del cuore e sul nervo vibrante; la sua penetrante ricerca di s‚ lacera la nostra coscienza; Š questo sprone a causare la nostra sofferenza e il piacere: penetrato da esso, eppure cieco alla sua vera gioia, il desio dell'anima si slancia all'esterno verso cose effimere. Irresistibile Š l'impulso ardente della Natura, si solleva tutto attraverso il sangue e i sensi intensificati; un'estasi dell'infinito ne Š la causa. Questa in noi si tramuta in amori e brame finiti, 280) in volont… di conquistare e avere, d'afferrare e tenere, d'allargare lo spazio e l'orizzonte della vita, e la sfera del piacere, volont… di combattere, sopraffare e appropriarsi, speranza di mescolare la propria alla gioia degli altri, smania di possedere e d'essere posseduti, di godere e d'essere goduti, di sentire, di vivere. Qui si trovava il suo primo, breve tentativo d'esistere, la rapida fine della sua momentanea delizia il cui fallimento, come un marchio, perseguita ogni vita ignorante. Infliggendo ancora alle cellule la sua abitudine, 290) il fantasma di un inizio buio e sventurato insegue spettrale tutti i sogni e atti nostri. Bench‚ ci siano sulla terra vite fermamente stabilite, un funzionamento d'abitudine o il sentimento d'una legge, una regolare ripetizione nel flusso, le radici della sua volont… son sempre le stesse; siamo fatti della stoffa di queste passioni. Questo era il primo grido del mondo che si destava. Ancora ci avviluppa strettamente e blocca il dio. Anche quando nasce la ragione e prende forma l'anima, 300) nella bestia, nel rettile e nell'uomo pensante esso perdura ed Š la fonte di tutto il loro esistere. Occorreva anch'esso perch‚ ci fosse il respiro e la vita. Lo spirito, in un mondo finito e ignorante, deve cosŤ liberare la sua coscienza imprigionata, espulsa a piccoli getti, in punti tremanti, dalla sigillata infinitudine dell'Incosciente. Allora, a poco a poco, essa aumenta di massa, leva gli occhi alla Luce. Questa Natura vive vincolata alla sua origine, l'artiglio d'una forza inferiore Š ancora su di lei; 310) i suoi istinti sollevansi dal fondo di baratri incoscienti; la sua vita confina col Nulla inanimato. Sotto questa legge un mondo ignorante fu creato. Nell'enigma delle ottenebrate Vastit…, nella passione e perdita di s‚ dell'Infinito, quando tutto era immerso nel Vuoto negatore, mai la notte del Non-Essere avrebbe potuto salvarsi se l'Essere non si fosse tuffato nell'ombra portando con s‚ la sua triplice croce mistica. Invocando la verit… intemporale nel tempo cosmico, 320) la felicit… mutata in dolore, la conoscenza resa ignorante, la forza di Dio trasformata in un'impotema di fanciullo possono col loro sacrificio far discendere il cielo. Una contraddizione Š alla base della vita: l'eterna, la divina Realt… s'Š rivestita dei suoi propri contrari; l'Essere Š divenuto il Vuoto, la Forza-Cosciente Nescienza e cammino d'una cieca Energia, e l'Estasi prese la forma della sofferenza universa. Secondo una legge di misteriosa gestione, 330) una Saggezza che prepara i suoi fini lontani ha cosŤ progettato l'avvio del suo lento gioco d'eoni. La ricerca e la lotta dagli occhi bendati, la stretta annaspante d'una Natura semivisibile e di un'Anima dissimulata, un giocare a nascondersi e trovarsi in stanze crepuscolari un gioco d'amore e d'odio, di paura e speranza continua nella camera d'infante della mente la sua ruzza dura e violenta di gemelli autogeneratisi. Alla fine l'Energia in lotta pu• emergere e incontrare in domini pi— vasti l'Essere silenzioso; allora essi posson vedere e parlare e, petto contro petto, in una coscienza pi— larga, una luce pi— chiara, i Due s'abbracciano, s'affrontano, si conoscon l'un l'altro guardando pi— da presso ora il volto del compagno di gioco. Anche in questi intrecci informi egli pot‚ sentire la risposta della Materia a un moto embrionale dell'anima. Vide lo Spirito possente nascosto nella Natura, osserva la gracile nascita d'una Forza tremenda, insegui l'enigma del passo sperimentale della Divinit…, udŤ i fievoli ritmi d'una gran Musa non nata. 350) Venne allora un soffio pi— ardente di Vita in risveglio e dall'abisso indistinto delle cose sorsero le strane creazioni di un senso pensante, esistenze a met… reali e a met… sognate. Era li una vita che non sperava di sopravvivere: nascevano esseri che perivan senza lasciar traccia, eventi ch'eran le membra d'un dramma amorfo, e azioni guidate da una cieca volont… di creatura. Un Potere in cerca trovava la sua strada verso la forma, modelli d'amore, di gioia e dolore eran costruiti 360) e figure simboliche per gli umori della Vita. Un edonismo-insetto svolazzava e andava ventre a terra, crogiolandosi ai fremiti di superficie d'una Natura aprica, ebbrezze di drago, agonie di pitone strisciavan nella palude e nel fango e leccavano il sole. Forze enormi munite di corazze scuotevano un suolo fragile e tremante, grandi creature possenti dal cervello nano, e trib— pigmee imponevano il loro esiguo movimento di vita. In un tipo nano d'umanit… la Natura lanciava ora l'estrema esperienza, 370) punto cruciale del capriccio del suo disegno, risultato luminoso della sua ascesa semi-cosciente su gradini intermedi fra le sue sublimit… e il suo grottesco, verso realizzazioni massiccie a partire da infinitesime, verso un sottile equilibrio del corpo e dell'anima, verso un ordine di piccolezza intelligente. Attorno a lui, nella pulsazione dei momenti del Tempo, sorse il regno del s‚ animale dove l'atto Š tutto e la mente ancora nata a met… e il cuore obbedisce a un controllo muto e invisibile. 380) La Forza che opera alla luce dell'Ignoranza cominciava il suo esperimento animale, popolando di creature coscienti il suo ordine cosmico; ma esse eran conscie solo del mondo esteriore, rispondevano solo ai contatti e alle superfici e al pungolo del bisogno che ne sospingeva le vite. Un corpo che ignorava la propria anima all'interno viveva lŤ e ardea di desiderio, provava collera, gioia e dolore; c'era una mente che incontrava il mondo oggettivo come uno straniero o un nemico alla porta: 390) i suoi pensieri erano impastati delle impressioni dei sensi; non captava lo spirito nella forma, non entrava nel cuore di ci• che vedeva, non cercava il potere dietro l'atto, non studiava il motivo nascosto delle cose n‚ si sforzava di trovare il senso di tutto questo. Eran lŤ degli esseri rivestiti d'una sagoma umana; vivevano assorbiti nella passione della scena, ma senza sapere chi fossero n‚ perch‚ vivessero: paghi di respirare, di sentire, percepire e agire, 400) la vita non aveva per loro altro scopo che la gioia e lo stimolo e il diletto delle cose esteriori; identificati alla conchiglia che racchiude lo spirito, lavoravan pei bisogni del corpo, non bramavano altro. Lo spettatore velato che vegliava nel loro profondo non fissava il suo occhio interiore su di s‚ n‚ lo volgeva a scoprire l'autore dell'intrigo: non vedeva che la commedia e il teatro. Nessuna tensione covava un sentimento pi— profondo, non era nato il fardello della riflessione: 410) la Mente guardava con occhi ignari la Natura, adorando i suoi benefici e temendone i colpi mostruosi. Non meditava sulla magia delle sue leggi, non avea sete dei pozzi segreti della Verit…, ma teneva un registro di fatti accalcantisi e infilava sensazioni su un vivo filo: cacciava, fuggiva e fiutava i venti, o impigriva inerte al sole e alla dolcezza dell'aria: cercava i contatti avvincenti del mondo, ma solo per nutrire di delizia i sensi di superficie. 420) Questi esseri sentivano fremere la vita nel contatto non erano capaci di sentire, dietro il contatto, l'anima. Proteggere la forma dei loro s‚ dai danni della Natura, godere e sopravvivere era tutta la loro cura. Il limitato orizzonte dei loro giorni era riempito di cose e creature che potevano aiutare e ferire: i valori del mondo eran sospesi al loro piccolo s‚. Isolati, stretti nella morsa del vasto ignoto, per salvare le loro vite esigue dalla Morte circostante costruivano un minuscolo cerchio di difesa 430) contro l'assedio dell'immenso universo: depredavano il mondo e ne eran preda, senza sognare mai di conquistare e esser liberi. Obbedienti ai cenni e ai tab— incrollabili della Potenza Cosmica, traevano una magra porzione dalla sua ricca riserva; non c'era alcun codice cosciente, alcun piano di vita: i tipi di pensiero d'un piccolo gruppo fissavano una legge di comportamento tradizionale. Non conoscendo l'anima se non come un fantasma interiore, legati al meccanismo di vite immutabili 440) e al battito di sensi e sentimenti ottusi e abituali, giravano nei solchi inveterati del desiderio animale. Difesi tutt'intorno da muri di pietra, lavoravano e guerreggiavano, grazie a un'allenza di egoismi compivano un po' di bene o causavano un danno terribile e un dolore crudele a vite sensibili senza credere di fare del male. Euforici del saccheggio di lieti e pacifici focolari, satolli di massacro, di bottino, di stupri e d'incendi, facevan dei s‚ umani la loro preda indifesa, menavano un gregge di prigionieri a soffrire per tutta la vita, 450) o rendevano la tortura uno spettacolo e una festa, beffardi o eccitati davanti ai tormenti delle vittime squarciate; ammirandosi come titani e come dei, cantavano fieri le loro imprese gloriose e lodavano la loro vittoria e la loro splendida forza. Animale nella mandria fatta d'istinti, spinto da impulsi vitali, costretto da bisogni comuni, ciascuno nel suo simile vedeva riflesso il proprio ego; tutti servivano lo scopo e l'azione del branco. Quelli pari a s‚, per nascita o abitudini, 460) eran per lui parte della sua vita, i suoi s‚ ausiliarŚ, stelle costituenti la sua personale nebulosa, compagni satelliti del sole del suo Io. Padrone dell'ambiente della sua vita, guida d'una massa umana pigiata in un gregge per sentirsi sicura su una terra perigliosa, egli raggruppava tutti attorno a s‚ come Poteri minori per fare fronte comune al mondo, o, debole e isolato su una terra indifferente, come una fortezza per il suo cuore indifeso, 470) oppure per lenire la solitudine del suo corpo. Negli altri non della sua razza intuiva un nemico, una forza aliena e dissimile da fuggire e temere, un estraneo e avversario da odiare ed abbattere. O viveva come vive la bestia solitaria; in guerra contro tutti, sosteneva il suo singolo destino. Assorbito nell'azione presente, i giorni fugaci, nessuno pensava a guardare oltre i guadagni del momento, n‚ sognava di far di questa terra un mondo pi— bello, n‚ sentiva un contatto divino sorprendergli il cuore. 480) La contentezza donata dall'ora fuggevole, il desiderio afferrato, la letizia, l'esperienza conquisa, il movimento, la velocit… e il vigore eran gioia sufficiente come le brame corporali condivise, la contesa e il gioco, le lacrime e il riso, ed il bisogno detto amore. Nella guerra e la stretta queste esigenze vitali univansi alla Vita Tutta, lotte di una divisa unit… che infligge l'avvicendarsi della sofferenza e la felicit… per ignoranz  del S‚ eternamente uno. Armando le sue creature di delizia e speranza, 490) una Nescienza semirisvegliata si dibatteva lŤ per conoscere, con la vista e il tatto, l'esterno delle cose. L'istinto era formato; nel sonno popolato della memoria il passato continuava a vivere come in un mare senza fondo: invertendo nella forma di semi-pensiero la sensazione accelerata, essa tastava il terreno cercando la verit… brancolando, serrava a s‚ il poco che riusciva a raggiungere e a cogliere e lo metteva da parte nella sua caverna subcosciente. CosŤ l'essere oscuro deve crescere in luce e forza ed elevarsi alla fine al suo pi— alto destino, 500) alzare gli occhi a Dio e percorrer con essi l'universo, apprendere grazie al fallimento, progredire grazie alla caduta e combatter contro l'ambiente e il fato, e mediante il dolore scoprire la sua anima profonda, mediante il possesso crescere verso le proprie vastit…. A met… strada essa si fermava non trovando pi— il suo cammino. Ancora nulla era realizzato, solo l'inizio, eppure l'orbita della sua forza sembrava compiuta. Aveva fatto solo scaturire scintille d'ignoranza; solo la vita poteva pensare, non la mente, 510) solo i sensi potevan percepire, non l'anima. Solo erano accesi un calore della fiamma di Vita, un certo gaudio d'esistere, qualche trasalimento dei sensi. Tutto era lo slancio d'una Forza semicosciente, uno spirito dilagante, annegato nella schiuma densa della vita, un vago s‚ che la forma tentava d'afferrare delle cose. Dietro tutto movevasi, in cerca di vasi per contenere una prima grezza vendemmia delle uve di Dio, effluvio, sul fango della terra, della superna Beatitudine, vino inebriante d'estasi cupa e torbida 520) che ubriaca l'anima e la mente stordite, (IV) indistinta, non ancora colata nella forma spirituale, oscura abitante del cuore cieco del mondo, la volont… d'una divinit… non nata, un Desiderio muto. Una terza creazione rivel• allora il suo volto. Lo stampo d'una prima mente del corpo fu creato. Una scintilla di luce attizz• la buia Forza Cosmica; dot• dell'Idea veggente un mondo ch'era guidato e arm• della punta del pensiero dinamico l'atto: un piccolo essere pensante osserv• i lavori del Tempo. 530) Una difficile evoluzione dal basso chiam• un intervento mascherato dall'alto; altrimenti questo grande universo, cieco e incosciente, non avrebbe mai potuto svelare la sua mente nascosta, come, nell'animale e nell'uomo, l'Intelligenza che concepŤ il piano cosmico non avrebbe potuto operare, sia pure a occhi chiusi. Egli vide dapprima un potere mentale incerto e oscuro muoversi dissimulato dalla Materia e dalla vita silente. Sottile corrente, esso scorreva nel vasto fluire della vita, sballottato alla deriva sotto un cielo alla deriva, 540) tra il sollevarsi e il fremito dello sciabordio tralucente, riversato in spruzzi di sensazione e ondate di sentimento. Immerse in mezzo a un mondo insensibile, onde e schiuma della sua coscienza correvano in frotta premendo e mulinando attraverso uno stretto passaggio, trasportando l'esperienza nella sua marcia affollata. Esso fluiva, emergendo nella luce superiore, dal fondo gorgo della sua nascita subliminale per raggiungere qualche altra esistenza ancora ignota. Non c'era alcun s‚ pensante, alcuna meta: 550) tutto era tensione disorganizzata e vaghe ricerche. Solo affioravano alla superficie instabile le sensazioni, i morsi lancinanti del desiderio, i trasalimenti della passione, i gridi dell'emozione breve, un colloquio occasionale della carne con la carne, un mormorio del cuore al cuore ardente e muto, barlumi di conoscenza senza alcuna forma di pensiero, zampilli di volont… subcosciente o strattoni di fame. Tutto era un pallido bagliore su una superficie spumeggiante: essa faceva turbinare un s‚ fantasma alla deriva 560) su una piena incosciente di Forza nel Tempo. Giunse allora la pressione d'un Potere veggente che trasse tutto nella danza d'una massa torbida attorno a un unico punto luminoso, centro di riferimento in un campo cosciente, immagine d'una Luce unitaria interiore. Esso accese l'impulso della piena semisensibile dando anche un'illusione di fissit…, come se un mare potesse servire da terra ferma. Questo strano Potere osservante impose la sua visione. 570) Costrinse il flusso a un limite e a una forma, diede al suo corso una riva stretta e pi— bassa, tracci• linee per intrappolare la non-forma dello spirito. Modell• la mente vitale dell'uccello e del quadrupede, la risposta del rettile e del pesce, lo schema primitivo dei pensieri dell'uomo. Un movimento finito nell'Infinito s'aprŤ un varco in volo nell'aere vasto del Tempo; la marcia d'una conoscenza inizi• nella Nescienza e protesse nella forma un'anima separata. 580) Si riserv• il diritto d'essere immortale, ma eresse un muro contro l'assedio della morte e lanci• un uncino per agganciare l'eterno. Un'entit… pensante apparve nello Spazio. Un piccolo mondo ordinato sorse alla vista, ove l'essere aveva una cella per l'atto e la visione, un pavimento per camminare, un raggio d'azione libero ma povero. Una personalit… strumentale nacque, e un'intelligenza ristretta e bloccata acconsentŤ a limitare in ristretti confini 590) la sua ricerca; incaten• il pensiero alle cose visibili, proibendo l'avventura dell'Invisibile e i passi dell'anima attraverso le infinit… sconosciute. Una ragione-riflesso, specchio dell'abitudine della Natura, illumin• la vita perch‚ conoscesse e fissasse il suo campo accettando una pericolosa e ignorante brevit… e il fine inconcludente del suo procedere, e mettesse a profitto l'occasione precaria dell'ora nelle frontiere assegnate del suo destino. Una piccola gioia e conoscenza soddisfacevano 600) questo piccolo essere legato in un nodo e appeso a una protuberanza del suo ambiente, a una piccola curva ritagliata nello Spazio sterminato, piccola spanna di vita in tutta la vastit… del Tempo. C'era un pensiero che ideava, una volont… che si sforzava, ma per mire meschine in uno stretto orizzonte, sperperando un'immane fatica per cose impermanenti. Quest'essere si sapeva creatura del fango; non chiedeva una legge pi— larga, un fine pi— elevato; il suo sguardo non si volgeva all'interno, n‚ mirava in alto. 610) Studioso v•lto al passato sul banco sgangherato della logica, indottrinato dai sensi ingannevoli, scambiava l'apparenza per il volto di Dio, per luci fortuite la progressione dei soli, pe'l firmamento una striscia stellata di blu incerto; gli aspetti dell'esistere fingevan d'essere il tutto. Un laborioso scambio facea sentir la sua voce, mercato di pensieri e azioni futili: una vita presto consumata, una mente schiava del corpo sembravano qui il coronamento brillante del lavoro della Natura, 620) ed ego minuscoli prendevano il mondo quale mezzo per saziare per un poco appetiti nani e brevi desideri, in un tragitto chiuso della morte vedevano l'inizio e la fine della vita, come se un vicolo cieco fosse il simbolo della creazione, come se per questo l'anima avesse bramato la nascita nel paese di meraviglie d'un mondo che si autocrea e nelle congiunture dello Spazio cosmico. Questa creatura appassionata solo di sopravvivenza, incatenata a deboli pensieri di non grande portata e ai bisogni, alle pene e alle gioie del corpo, 630) questa fiamma che ingrandiva con la morte del suo alimento aumentava con ci• che afferrava e faceva suo: ammassava e cresceva senza darsi ad alcuno. Sperava solo la grandezza del suo covo, il piacere e la vittoria in esigui campi di potere e la conquista dello spazio vitale per s‚ e la sua stirpe, animale confinato allo spazio del suo pascolo. Non conosceva l'Immortale nella propria casa; non avea alcun motivo superiore e pi— profondo di vivere. Soltanto i limiti la rendevano forte; 640) abile a captare la verit… per un uso esteriore, la sua conoscenza era lo strumento del corpo; assorbita nei lavori piccini della sua prigione, girava attorno ai medesimi punti invariabili nello stesso cerchio d'interesse e desiderio, ma si credeva padrona del suo carcere. Sebbene fatto per l'azione e non per la saggezza, il pensiero era il suo culmine - o il bordo della sua grondaia: vedeva un'immagine del mondo esterno e vedeva il suo s‚ di superficie, non conosceva altro. 650) Alla fine d'una lenta, confusa, imbrogliata ricerca di s‚, la mente si elevava a una chiarezza tagliente, precisa, un barlume racchiuso in un'ignoranza di pietra Sotto la direzione gretta di questo pensiero vincolato, legata al suolo, ispirata da cose ordinarie, attaccata a un mondo ristretto e familiare, in mezzo alla moltitudine dei suoi intrighi motivati, dei suoi atti mutevoli e i milioni delle sue maschere, la vita era un gioco tediosamente uniforme. Non c'era alcuna vasta prospettiva dello spirito, 660) alcuna improvvisa invasione di sconosciuta delizia, alcuno spazio dorato di ampia liberazione. Questa condizione insignificante somigliava ai nostri giorni umani ma fissava l'eternit… d'un modello immutabile, movimento d'un attimo destinato a durare nel Tempo. L'esistenza, come un ponte, valicava gli abissi incoscienti, costruzione semi-illuminata nella nebbia, che da un vuoto di Forma sorgeva alla vista e s'aggettava in un vuoto dell'Anima. Piccola luce nata in una grande tenebra, 670) la vita ignorava la sua meta e la sua provenienza. Attorno a tutto fluttuava ancora la caligine nesciente. Fine del Canto Quarto NOTE SPECIALI I "il suo passo": il passo della Vita II "La sua visione": la visione del re Aswapati. III "la bellezza insensibile": "senseless beauty" nel testo originale. La traduzione dell'aggettivo 'senseless' (che riappare in Sav. Il, 8, 401 e 15, 84) con 'insensibile' sembra giustificata, nella Seconda Parte del Poema, dal v. 622 del Canto IV del Libro X: [It made] of Bliss the Beauty of an insentient world "[Una Verit… suprema fece] della Beatitudine la Bellezza di un mondo insensibile". IV Inversione dei vv. 519 e 520 del testo originale. Canto Quinto Le Divinit… della Piccola Vita Potere fisso e limitato, di forme rigide, egli vide l'impero della piccola vita, cantuccio infelice nell'eternit…. Esso viveva al margine dell'Idea, protetto, come in un guscio, dall'Ignoranza. Sperando allora di apprendere il segreto di questo mondo, egli ne scrut• la scarsa frangia di visione per liberare dalla sua oscurit… chiara solo in superficie la Forza che l'animava e l'Idea che aveva creato, 10) imponendo la piccolezza all'Infinito, lo spirito che ne governa la piccolezza, la legge divina che gli dava il diritto d'esistere, la sua presa sulla Natura e la sua necessit… nel Tempo. Immerse lo sguardo nell'assedio della nebbia che manteneva questo continente, malrischiarato e ristretto, circondato dai cieli e dai mari dell'ignoranza, al riparo dalla Verit…, dal S‚ e dalla Luce. Come quando un faro pugnala il petto cieco della Notte ed appaiono case, alberi e sagome umane 20) che sembran rivelarsi ad un occhio nel Nulla, tutte le cose che si celavano vennero strappate al loro velo ed esposte al bianco splendore solare della sua visione. Un volgo indaffarato, agitato e rozzo brulicava lŤ a migliaia, triste e negletto. In una bruma che avviluppava di segreto la scena del mondo le piccole divinit… dell'atto inferiore del Tempo che lavoran lontane dal controllo dell'occhio del Cielo, tramano, ignote alle creature ch'esse muovono, le minuscole cospirazioni di questo regno meschino 30) che si diletta delle trovate futili, delle brevi speranze, dei piccoli passi bramosi, le piccole manie, gli sguazzamenti del rettile nel buio e nella polvere, l'acquattamento e l'ignominia della vita strisciante. Moltitudine trepidante e variopinta, strano disordine di magici artigiani a modellare la plastica argilla della vita, si vedeva una turba di elfi, specie elementare. Stupiti per l'insolito bagliore, sorgevan, come immanenti nell'ombra, 40) diavoletti dalle membra contorte e volti scalpellati e bestiali, spiritelli suggeritori raggrinziti come goblin o d'una piccolezza fiabesca, e geni pi— leggiadri ma privi d'anima e miseri, ed esseri caduti, ch'avean perso la loro porzione celeste, e deit… erranti intrappolate nella polvere del Tempo. Volont… ignoranti e pericolose ma armate di potere, semi-animali, semi-divini il loro stato e la loro forma. Dal grigiore di uno sfondo indistinto vengono i loro sussurri, forza inarticolata, e nella mente l'eco d'un pensiero destano o d'una parola, 50) attirano l'assenso del cuore allo stimolo del loro impulso, e compiono il loro lavoro in questa Natura ridotta riempiendone di malessere i poteri e le creature. Affliggon col frutto della tristezza la sua semenza di gioia, spengon col soffio dell'errore le sue scarse luci e volgono a fini menzogneri le sue verit… di superficie, spronan le sue piccole emozioni, spingon le sue passioni all'abisso o nel pantano ed il fango: oppure, pungono con l'aculeo di dure e secche concupiscenze, mentre su vie traverse che non portano in alcun dove sobbalza 60) la carretta della vita senza trovare un'uscita dall'ignoranza. Divertirsi col bene ed il male Š la loro legge; attraendo al fallimento e al successo insensato, corrompono tutti i modelli, falsan ogni misura, trasforman la conoscenza in veleno, la virt— in esempio tedioso, e portano i cicli senza fine del desiderio, attraverso apparenze d'una sorte triste o felice, a una fatalit… ineluttabile. LŤ, tutto avviene per la loro influenza. N‚ si limita lŤ il loro impero o il loro ruolo: 70) ovunque si trovino menti senz'anima e vite senza guida e in un corpo esiguo il me sia tutto ci• che conti, ovunque manchi l'amore, la luce e la vastit…, questi malvagi manipolatori intraprendono il loro compito. Estendono il loro regno a tutti i mondi semi-coscienti. Anche quaggi— questi piccoli iddii muovono i nostri cuori umani, la penombra della nostra natura Š il loro nascondiglio: anche quaggi— il cuore oscurato e primitivo obbedisce alle suggestioni velate d'una Mente occulta che con una luce ingannevole pedina la nostra conoscenza 80) e si tiene fra noi e la Verit… che salva Essa ci parla con le voci della Notte: le nostre vite oscurate se ne vanno a una tenebra maggiore; le nostre ricerche danno ascolto a speranze disastrose. Una struttura di pensieri ciechi Š costruita e la ragione impiegata da una Forza irrazionale. Questa terra non Š la sola nostra maestra e nutrice; i poteri di tutti i mondi hanno qui accesso. Nei loro rispettivi domim seguon la ruota della legge e adorano la sicurezza d'un tipo stabilito; 90) sulla terra, espulsi dalla loro orbita invariabile, la loro legge Š mantenuta, persa la forza fissa del loro essere. Son proiettati in un caos creativo ove tutto reclama l'ordine ma Š mosso dal Caso; estranei alla natura terrestre, devono imparare le vie della terra, alieni o antagonisti, devono collegarsi: lavorano, combattono e a gran pena s'accordano: alcuni si uniscono, altri si separano, tutto di nuovo si separa e si unisce, ma non possiamo mai conoscere e viver veramente finch‚ non abbiano tutti trovato la loro divina armonia 100) Il cammino incerto della nostra vita si snoda girando in tondo, la ricerca inquieta della nostra mente domanda sempre la luce finch'essi non abbiano appreso il loro segreto alla loro fonte, nella luce del Senza-Tempo e la sua dimora fuori dello spazio, nella gioia dell'Eterno solo ed uno. Ma ora la Luce suprema Š lontana: la nostra vita cosciente obbedisce alle leggi dell'Incosciente; verso scopi ignoranti e desideri ciechi son spinti i nostri cuori da una forza ambigua; perfino le conquiste della nostra mente portano una corona ammaccata. 110) Un ordine che muta lentamente vincola la nostra volont…. Tale Š la nostra condanna finch‚ non sia libera l'anima. Allora una Mano possente riavvolge i firmamenti della mente, l'infinito assume gli atti del finito e la Natura avanza nella Luce eterna. Soltanto allora ha fine questo sogno ch'Š la vita inferiore. All'esordio di questo mondo enigmatico che pare a un tempo un'enorme macchina bruta e un lento smascheramento dello spirito nelle cose, in questa stanza rotante senza muri 120) in cui Dio siede ovunque impassibile come ignoto a se stesso e a noi invisibile in un miracolo di segretezza incosciente, anche se tutto qui Š sua azione e sua volont…, in questo vortice e dispiegamento attraverso la vacuit… infinita, lo Spirito divenne la Materia e giacque nel turbine, corpo dormiente privo di sensi od anima. Un massiccio fenomeno di forme visibili sostenuto dal silenzio del Vuoto apparve nella Coscienza eterna 130) e sembr• un mondo esteriore e insensibile. Nessuno c'era, li, a vedere e a sentire; solo il miracoloso Incosciente, abile stregone ingegnoso, era all'opera. Inventando modi per ottenere risultati magici, manovrando il congegno meraviglioso della creazione, segnando meccanicamente i punti della saggezza muta, usando l'Idea impensata e ineluttabile, esso compŤ i lavori dell'intelligenza di Dio o eseguŤ il volere di qualche Ignoto supremo. 140) La coscienza era ancora nascosta in seno alla Natura, non si percepiva la Felicit… il cui rapimento sogn• i mondi. L'essere era una sostanza inerte mossa dalla Forza. All'inizio esisteva solo uno Spazio eterico: le sue vibrazioni immense giravano e giravano ospitando una specie d'iniziativa inconcepita: sostenuto da un originario Soffio supremo, l'atto mistico d'espansione e contrazione crea nel vuoto contatto e frizione, introdusse nell'astratta vacuit… l'urto e la stretta: 150) padre d'un universo in espansione nella matrice di una forza disintegrantesi, manteneva intatta, spendendola, una somma inesauribile. Nel cuore dello Spazio accese un Fuoco invisibile che, sparpagliando mondi come semi, proietta in un turbine l'ordine luminoso degli astri. Un oceano di Energia elettrica forma in modo amorfo le sue strane onde-particelle che con la loro danza costruiscon questa solida trama, chiusa e in riposo nell'atomo la sua potenza; 160) delle masse e sagome visibili vennero forgiate o simulate; la luce getta la rapida e rivelatrice scintilla del fotone sotto il cui lampo minuscolo mostra, riflesso, questo cosmo di cose apparenti. CosŤ Š stato creato questo mondo reale e impossibile, miracolo evidente o convincente parvenza. O cosŤ sembra alla mente arrogante dell'uomo che insedia il suo pensiero come arbitro della verit…, la sua personale visione come fatto impersonale e come testimoni d'un mondo oggettivo 170) i suoi sensi fallibili e l'artificio dei suoi strumenti. cosa egli deve risolvere il tangibile enigma della vita sotto una dubbia luce, afferrare per sbaglio la Verit… e a poco a poco separare il volto dal velo. Oppure, privato della fede nella mente e nei sensi, la sua conoscenza un brillante accumulo d'ignoranza, vede in tutte le cose quaggi— stranamente foggiate lo scherzo spiacevole d'una Forza ingannatrice, una parabola di Maya e del suo potere. Questo vasto moto perpetuo, preso e mantenuto 180) nel cambiamento misterioso e invariabile del persistente movimento che noi chiamiamo il Tempo e che sempre rinnova il suo battito ricorrente, questi cerchi mobili che stereotipano un flusso, questi oggetti statici nella danza cosmica che non sono nient'altro che volute d'Energia che si ripetono, prolungate dallo spirito del Vuoto incombente, aspettavan la vita, i sensi e la Mente di veglia. Il Sognatore cambi• un poco la sua posa di pietra. Ma una volta compiuto il lavoro scrupoloso dell'Incosciente 190) e il Caso dominato da leggi fisse e immutabili, fu preparata una scena pe'l gioco cosciente della Natura. Allora si scosse il sonno muto e immobile dello Spirito; la Forza nascosta emerse lenta, in silenzio. Un sogno di vivere si risvegli• nel cuore della Materia, una volont… di vita anim• la polvere dell'Incosciente, un capriccio di vivere sorprese il Tempo vuoto, effimero in un'Eternit… vergine, infinitesimale in un morto Infinito. Un soffio pi— sottile vivific• le forme della Materia inerte; 200) il ritmo stabilito del mondo divenne un grido cosciente; un Potere serpentesco avvilupp• la Forza insensibile. Isole di vita punteggiarono lo Spazio senza vita e germi di vita formaronsi nell'aria senza forma. Nacque una Vita che seguiva la legge della Materia ignorante dei motivi dei proprŚ passi; sempre incostante, eppure eternamente identica, essa ripeteva il paradosso che la fece nascere: le sue stabilit… senza riposo e instabili ricorrevano incessanti nel fluire del Tempo 210) e movimenti intenzionali in forme prive di pensiero tradivan gli ansiti d'una Volont… prigioniera. Veglia e sonno, distesi, si stringevan nelle braccia l'una dell'altro; deboli e indistinti si produssero il piacere e il dolore, trepidi dei primi vaghi trasalimenti di un'Anima Cosmica. Una forza di vita incapace di gridare o di muoversi irruppe tuttavia in una bellezza che suggeriva una profonda delizia: una sensibilit… inarticolata, pulsazioni del cuore d'un mondo ignorante, ne percorse il sonnolento torpore suscitandovi 220) un vago fremito incerto, un palpito errante, un appannato schiudersi come d'occhi segreti. Crebbe un infante sentimento di s‚, e la nascita nacque. Una divinit… si svegli• ma rimase a giacere, le membra in un sogno; la sua casa rifiut• d'aprire le sue porte sigillate. Insensibile per il nostro sguardo che vede solo la forma, l'atto e non il Dio imprigionato, la vita nascondeva nel suo polso di crescita e potere una coscienza con muti, soffocati battiti di senso, una mente repressa che non conosceva ancora il pensiero, 230) uno spirito inerte che riusciva soltanto ad esistere. All'inizio non lev• alcuna voce, non os• un movimento: carica di potere cosmico, impregnata di forza vivente, si limitava ad abbarbicarsi con le sue radici alla terra sicura, fremeva in silenzio agli urti della luce e della brezza, e come viticci le spuntavano dita di desiderio; l'energia ch'era in lei, assetata di sole e di luce, non sentiva l'abbraccio che la facea respirare e vivere; assorta, sognava, contenta della belt… e del colore. Alla fine, l'Immensit… incantata guard• davanti a s‚: 240) eccitata, tremante, affamata, cerc• a tastoni la mente: allora, lentamente, vibrarono i sensi ed il pensiero apparve; essa costrinse a prendere coscienza la struttura riluttante. (I) La magia d'una forma cosciente fu cesellata: le sue vibrazioni di trance ritmarono una pronta risposta, scosse luminose stimolarono il cervello ed i nervi, risvegliarono nella Materia l'identit… dello spirito e in un corpo accesero il miracolo dell'amore del cuore e lo sguardo testimone dell'anima. Spinti da un volere invisibile poterono erompere 250) frammenti di qualche vasto impulso di divenire e vividi bagliori d'un s‚ segreto; incerti, i semi e la forza delle forme future uscirono dal deliquio incosciente delle cose. Una creazione animale strisci•, corse, vol• e grid• fra la terra ed il cielo, inseguita dalla morte pur sperando di vivere, felice di respirare, anche se solo per poco. Allora, dalla bestia originale, fu plasmato l'uomo. Una mente pensante era venuta a sollevare le tendenze della vita, 260) strumento tagliente d'una Natura mista e vaga, intelligenza a met… testimone, a met… macchina Questa conduttrice apparente della ruota delle Sue opere,(II) incaricata di motivare e registrare il Suo movimento e stabilire la propria legge sui Suoi poteri incostanti, questo motore primario d'un meccanismo delicato, aspir• a illuminare la sua utente e a raffinare, elevandola a una visione del Potere immanente, la rozza iniziativa dell'assorta meccanica: l'uomo alz• gli occhi; la luce del Cielo riflesse un Volto. 270) Stupita dei lavori compiuti durante il Suo mistico sonno, la Natura consider• il mondo che aveva creato: la meraviglia afferr• allora il grande automa; essa si ferm• per capire il Suo s‚ e il Suo scopo, apprese, riflettendo, ad agire secondo una legge cosciente, una misura apparsale in visione ne guid• il ritmo dei passi; il pensiero delimit• i Suoi istinti in un quadro di volont… e illumin• con l'idea il Suo stimolo cieco. Sulla massa dei Suoi impulsi, sui Suoi atti riflessi, sul movimento spinto o guidato dall'Incosciente 280) e il mistero di passi sbadati e precisi, essa attacc• l'immagine speciosa d'un s‚, idolo vivente dello spirito sfigurato; agli atti della Materia impose una legge esemplare; cre•, da cellule chimiche, un corpo pensante e modell• un essere da una forza ch'era azionata. Divenire ci• che non era infiamm• la Sua speranza: volse il Suo sogno verso qualche Ignoto sublime; in basso, un soffio si fece sentire dell'Uno supremo. Un varco guard• a sfere al di sopra 290) ed ombre colorate disegnaron sul suolo mortale le forme passeggere delle cose immortali; pot‚ giunger talvolta un rapido lampo celeste: il raggio illuminato dell'anima cadde sul cuore e la carne toccando con sembianze di luce ideale la sostanza di cui i nostri sogni son fatti. Un fragile amore umano che non poteva durare, ali di falena dell'ego per sollevare l'anima serafica, apparve, incantesimo superficiale di breve vita spento da un lieve alito del Tempo; 300) la gioia che per un momento oblia la condizione mortale arriv•, ospite rara presto partita, e fece sembrar bello tutto per un'ora; le speranze che presto appassiscono in grigie realt… e le passioni ch'ardendo si riducono in cenere accesero con la loro breve fiamma la terra usuale. Creatura esigua e insignificante visitata, sollevata da un Potere ignoto, l'uomo pen• sul suo fazzoletto di terra per arrivare a durare, godere, soffrire e morire. 310) Uno spirito che non periva col corpo e 'l respiro trovavasi lŤ come un'ombra del Non-manifesto e tenevasi dietro alla piccola forma personale senza rivendicare ancora quest'incarnazione terrestre. Acconsentendo alla lunga e lenta fatica della Natura, osservando le opere della sua propria Ignoranza, sconosciuto, non percepito vive il Testimone possente e nulla rivela la Gloria ch'Š presente quaggi—. Saggezza che governa il mondo mistico, Silenzio ch'ascolta il grido della Vita, 320) esso vede la folla precipite dei momenti scorrere verso l'immota grandezza di un'ora lontana. Incomprensibilmente, questo mondo enorme gira nell'ombra d'una meditabonda Incoscienza; essa cela la chiave d'interiori significati perduti, serra nei nostri cuori una voce che non possiamo udire. Enigmatico lavoro dello spirito, macchina esatta di cui nessuno conosce l'uso, - arte e ingegnosit… privi di senso, questa vita minuta, elaborata e orchestrata 330) suona eternamente le sue sinfonie senza motivo. La mente apprende e non sa, volgendo il dorso al vero; studia leggi di superficie mediante un pensiero di superficie, esamina i passi della vita e vede il processo della Natura, senza capire perch‚ questa agisce n‚ perch‚ viviamo; nota la Sua infaticabile cura d'un adeguato congegno, il Suo paziente dedalo di sottili dettagli, il mirabile piano inventivo dello spirito ingegnoso nella Sua grande, futile massa d'operazioni incessanti, aggiunge cifre intenzionali alla Sua somma senza scopo, 340) accastella i suoi piani a timpani, i suoi tetti ascendenti sulla base delle strette fondamenta ch'essa ha scavato, cittadelle immaginarie erette in un aere mitico, o monta una scala di sogno verso una mistica luna: creazioni effimere indicano e toccano il cielo; lo schema d'una congettura cosmica viene elaborato sul piano offuscato dell'incertezza mentale o penosamente costruito un insieme frammentario. Impenetrabile, un mistero recondito Š il vasto disegno di cui siamo parte; 350) le sue armonie son per noi discordi perch‚ ignoriamo il grande tema ch'esse servono. Inscrutabili operano gli agenti cosmici. Noi vediamo soltanto la cresta d'un vasto flutto; i nostri strumenti non possiedono questa pi— grande luce, la nostra volont… non s'intona con l'Eterna, troppo cieca e passionale Š la visione del nostro cuore. Impotente a condividere il misterioso tatto della Natura, incapace di sentire il polso e il cuore delle cose, la nostra ragione non pu• sondare il mare possente della vita 360) e non fa che contarne le onde e scrutarne la schiuma; non conosce l'origine di questi movimenti che toccano e passano, non vede dove va la piena travolgente: si sforza solo di canalizzarne i poteri sperando di orientarne il corso verso fini umani: ma tutti i suoi mezzi provengono dalla riserva dell'Incosciente. Invisibili, agiscon qui confuse, immense energie cosmiche e solo infiltrazioni e correnti sono la nostra porzione. La nostra mente vive distante dall'autentica Luce, cercando di afferrare minimi frammenti del Vero 370) in un cantuccio dell'Infinit…; le nostre vite son piccole baie d'una forza oceanica. I nostri movimenti coscienti hanno origini segrete ma nessuno scambio con queste ombrose sedi; nessuna comprensione lega le nostre parti associate; i nostri atti emergon da una cripta che la nostra mente ignora. I nostri abissi pi— profondi sono ignoti a se stessi; perfino il nostro corpo Š un magazzino misterioso; come sotto lo schermo della terra celansi le radici della nostra terra, cosŤ restano invisibili quelle della nostra mente e la nostra vita. 380) Le nostre fonti son tenute strettamente nascoste al di sotto e all'interno; le nostre anime vengono mosse da poteri che son dietro il muro. Nelle sotterranee distese dello spirito una potenza agisce senza far caso al proprio senso; utilizzando monitori e scriba sbadati, essa Š la causa di ci• che pensiamo e sentiamo. I trogloditi della Mente subconscia, interpreti mal esercitati e balbettanti consapevoli solo della routine del loro povero compito e impegnati a registrare nelle nostre cellule, 390) celati nelle segretezze subliminali in mezzo a un oscuro ingranaggio occulto, captano il mistico Morse la cui misurata cadenza trasmette i messaggi della Forza cosmica Un sussurro cade nell'orecchio interiore della vita e gli fan eco le buie caverne subcoscienti, la parola trasale, freme il pensiero, il cuore vibra, la volont… risponde e i tessuti ed i nervi obbediscono all'appello. Le nostre vite traducono queste sottili intimit…; tutto Š il commercio d'un Potere segreto. 400) Un fantoccio pensante Š la mente di vita: la sua scelta Š l'opera d'energie elementari che non sanno della loro nascita, del loro scopo e la loro causa e non intravedono l'immenso intento che servono. In questa vita inferiore dell'uomo, sbiadita ed opaca, eppure piena di acute, ignobili meschinerie, la Bambola cosciente Š spinta in cento modi e sente la spinta, ma non le mani che spingono. Perch‚ nessuno pu• vedere la troupe mascherata, ironica, per la quale i nostri s‚ esteriori son le marionette 410) e i nostri atti movimenti involontari in loro potere, la nostra lotta appassionata, una scena da intrattenimento. Ignari essi stessi della fonte della loro energia, giocano il loro ruolo nell'enorme insieme. Agenti dell'ombra che imitano la luce, spiriti oscuri che azionano cose oscure, essi servono involontariamente un Potere pi— possente. Macchine di Ananke che organizzano il Caso, canali perversi d'una Volont… formidabile, strumenti dell'Ignoto che ci usano quali loro strumenti, 420) investiti di potere nella condizione inferiore della Natura, nelle azioni che i mortali si attribuiscono essi introducono le incoerenze del Destino, o fan del capriccio disordinato del Tempo una fatalit… e si lanciano di mano in mano le vite degli uomini in un gioco incongruente e tortuoso. La loro sostanza si ribella contro ogni verit… superiore; solo alla forza del Titano si prosterna il loro volere. Smodellatala loro presa sui cuori umani, essi intervengono in tutti gli aspetti della nostra natura. 430) Architetti insignificanti di vite costruite rasoterra e ingegneri dell'interesse e del desiderio, con la grezza terrestreit… e fremiti di fango e le rozze reazioni dei nervi materiali erigono le affollate strutture della nostra volont… egoista e gli edifici malilluminati del nostro pensiero, o con le fabbriche e i mercati dell'ego circondano il magnifico tempio dell'anima. Artisti minuziosi delle sfumature della piccolezza, sistemano il mosaico della nostra commedia 440) o concertan la futile tragedia dei nostri giorni, stabiliscon l'azione, combinano la circostanza e abbiglian la fantasia degli umori. Questi incauti suggeritori del cuore ignorante dell'uomo, tutori della sua parola e volont… incespicanti, istigatori di collere, brame ed odŚ meschini, di pensieri mutevoli e sussulti di lieve emozione, questi blandi illusionisti con le loro maschere, pittori della scena d'un teatro scolorito ed agili macchinisti della commedia umana, 450) si occupano incessantemente di questa scena malrischiarata. Noi stessi, incapaci di costruire il nostro destino, solo come attori recitiamo e ostentiamo i nostri ruoli, finch‚ il dramma finisce e passiamo in un Tempo pi— luminoso e uno Spazio pi— sottile. CosŤ essi infliggono la loro piccola legge di pigmei e frenano la crescita lentamente ascendente dell'uomo, per poi metter fine con la morte alla sua ben misera marcia. Tale Š la vita quotidiana della creatura effimera Fintanto che l'animale umano Š il padrone e una densa natura inferiore scherma l'anima, fintanto che la visione esteriore dell'intelletto serve l'interesse mondano e le gioie della creatura, un'inguaribile pochezza perseguita i suoi giorni. Da quando la coscienza Š nata sulla terra, la vita Š la stessa nell'insetto, nella scimmia e nell'uomo, invariata la sua sostanza, il suo percorso la strada ordinaria. Se cresce la novit… dei progetti e la ricchezza dei particolari e si aggiungono il pensiero e preoccupazioni pi— complesse, se a poco a poco la vita mostra un volto pi— luminoso, 470) nondimeno, perfino nell'uomo, la trama Š squallida e povera. Una grossolana soddisfazione prolunga il suo stato di caduta; i suoi meschini successi sono fallimenti dell'anima, i suoi piccoli piaceri intervallan frequenti dolori: avversit… e fatica son l'alto prezzo ch'egli paga per il diritto di vivere e l'ultima ricompensa Š la morte. Un'inerzia lasciata affondare nell'incoscienza, un sonno che imita la morte Š il suo riposo. Un fievole splendore di forza creatrice diventa lo sprone a incitarlo a fragili lavori umani 480) che duran tuttavia pi— del respiro del loro breve creatore. Egli sogna a volte i baccanali degli dei e vede passare la pantomima dionisiaca, grandezza leonina che gli lacererebbe l'anima se attraverso le sue fragili membra e '1 suo cuore malfermo dilagasse la dolce, gioiosa e potente follia: divertimenti frivoli stimolano e sperperano l'energia datagli per crescere ed essere. La sua piccola ora si esaurisce in piccole cose. Una breve compagnia con molte discordanze, 490) un po' d'amore, di gelosia e di odio, un contatto d'amicizia in mezzo a folle indifferenti tracciano il piano del suo cuore sulla mappa ridotta della vita. Se qualcosa di grande si desta, troppo debole Š il suo slancio per coglierne la tensione zenitale di delizia, e il suo pensiero per eternizzarne il volo effimero; il bagliore lucente dell'arte Š un passatempo per i suoi occhi, un brivido che impressiona i nervi Š il fascino della musica In mezzo al suo sforzo tormentato e al tumulto delle sue cure, oppresso dalla fatica della ressa dei suoi pensieri, 500) egli riceve a volte sulla sua fronte dolente le mani vaste e calme della Natura a lenire la sua pena di vivere. Il Suo silenzio lo salva dalla tortura del suo io; nella Sua bellezza tranquilla egli trova la sua pi— pura felicit… Albeggia una nuova vita, egli si affaccia su larghe vedute; il soffio dello Spirito lo anima, ma presto si ritira: la sua forza non Š stata fatta per contenere quest'ospite possente. Tutto si smorza in convenzione e routine o una violenta eccitazione gli procura vivide gioie: i suoi giorni si coloran del rosso della lotta, 510) del bagliore ardente del desiderio e la macchia cremisi della passione; battaglia e assassinio sono il suo gioco tribale. Gli manca il tempo per volgere lo sguardo all'interno in cerca del suo s‚ perduto e della sua anima morta Il suo movimento gira su un asse troppo corto; egli non pu• librarsi in volo, ma si trascina sulla sua lunga strada o se, impaziente della marcia faticosa del Tempo, vuol prendere una splendida rincorsa sulla strada lenta del Destino, il cuore al galoppo presto palpita, si stanca e viene meno; od egli continua a marciare senza tregua, senza trovare una meta 520) Pochissimi, a stento, riescono a elevarsi a una vita pi— grande. Tutto s'intona a una scala bassa e ad un basso grado di coscienza La sua conoscenza dimora nella casa dell'Ignoranza; nemmeno una volta la sua forza s'avvicina all'Onnipotente, raramente lo visita l'estasi celeste. La beatitudine che nelle cose dorme e cerca di destarsi irrompe in lui in una minima gioia di vita: questa grazia esigua Š il suo persistente sostegno; essa allevia il peso dei suoi molti mali riconciliandolo col suo piccolo mondo. 530) Egli Š pago della media ordinaria dei suoi simili; delle speranze del domani e le sue vecchie ronde di pensiero, dei suoi vecchi interessi e desiderŚ familiari ha fatto una barriera densa e limitante che difende la sua piccola vita dall'Invisibile; la parentela del suo essere con l'infinito egli ha rigettato per rinchiuderla nel s‚ pi— recondito, ha messo al riparo le grandezze del Dio celato. Il suo essere Š stato formato per giocare un ruolo ordinario in un dramma da nulla su una scena di poco conto; 540) su un pezzetto di terra egli ha piantato la tenda della sua vita sotto l'ampio sguardo della Vastit… stellata. Egli Š il coronamento di tutto ci• che Š stato compiuto: - cosŤ Š giustificata l'impresa della creazione; questo Š il risultato del mondo, l'ultima espressione della Natura! E se questo fosse tutto e niente di pi— fosse in vista, se ci• ch'ora appare fosse tutto ci• che dev'essere, se questo non fosse uno stadio per il quale passiamo sulla nostra strada dalla Materia al S‚ eterno, alla Luce che cre• i mondi, alla Causa delle cose, 550) la vista corta della nostra mente potrebbe ben interpretare l'esistenza come un incidente nel Tempo, un'illusione, un fenomeno o un capriccio, il paradosso d'un Pensiero creatore che si muove fra contrarŚ irreali, una Forza inanimata che lotta per sentire e sapere, la Materia che per caso si Š decifrata grazie alla Mente, l'incoscienza che, mostruosamente, genera l'anima. A volte tutto pare irreale e lontano: ci sembra di vivere in una finzione dei nostri pensieri 560) ricostruita in base al fantasioso racconto di viaggio della sensazione o registrata sulla pellicola del cervello, un'invenzione o una circostanza del sonno cosmico. Come un sonnambulo che cammina sotto la luna, l'immagine d'un ego percorre un sogno ignorante contando i momenti d'un Tempo spettrale. In una falsa prospettiva d'effetto e causa, fidandosi di un'ottica fallace dello spazio del mondo, essa Š portata incessantemente da una scena all'altra, e non sa dove, verso quale soglia favolosa 570) Tutto qui Š sognato o di un'incerta esistenza, ma chi sia il sognatore e da dove egli guardi resta ancora ignoto o solo una vaga congettura Oppure il mondo Š reale ma noi troppo piccini, insufficienti per la grandezza del nostro teatro. Una sottile curva di vita traversa il turbine titanico dell'orbita d'un universo senz'anima, e nelle viscere della rotante massa sparsa una mente s'affaccia da un piccolo globo fortuito e s'interroga su se stessa e tutte le cose. 580) E tuttavia, per una visione soggettiva internata stranamente formatasi nel tessuto cieco della Materia, il divisionismo minuzioso d'un piccolo s‚ prende l'aspetto di base cosciente dell'essere del mondo. Tale Š la nostra veduta nella penombra inferiore. Ô questo il segno dell'Infinito nella Materia, il misterioso senso del quadro mostrato alla Scienza, questa gigantessa che misura il suo dominio, quand'essa medita il resoconto della sua attenta indagine e matematicizza il suo enorme mondo esteriore, 590)alla Ragione prigioniera dentro il cerchio dei sensi, oppure speculante in tenui e vaste idee nell'aperto Mercato degli Scambi impalpabili del Pensiero, (III) astrazioni nel vuoto le sue monete valutate non si sa in base a quali fermi valori. Solo la religione nella sua bancarotta offre ai nostri cuori le sue dubbie ricchezze o firma assegni a vuoto sull'Aldil…: la nostra povert… avr… lŤ la sua rivincita. I nostri spiriti, abbandonando una vita futile, se ne vanno in un ignoto vacuo o portano con s‚ il passaporto della morte nell'immortalit…. Eppur questo non era che un ordine provvisorio, una falsa apparenza abbozzata dalla sensazione limitante, l'insufficiente scoperta di s‚ della mente, un tentativo precoce, una prima esperienza. Era un giocattolo per divertire la terra infante; ma la conoscenza non si ferma a questi poteri superficiali che vivono a ridosso dell'Ignoranza e non osano tuffare lo sguardo nei perigliosi abissi 610) n‚ fissarlo lass— per misurare l'Ignoto. Esiste una vista dal di dentro, pi— profonda, e una volta che abbiamo lasciato questi esigui distretti della mente, una visione pi— grande ci si offre sulle Altezze nella luminosa ampiezza dello sguardo dello spirito. Alla fine un'Anima testimone si risveglia in noi che guarda alle verit… invisibili e sonda l'Ignoto; tutto allora assume un volto nuovo e meraviglioso: il mondo, nelle sue fibre pi— segrete, vibra d'una Luce divina, nel cuor profondo del Tempo nobili aspirazioni si muovono e vivono, 620) si sgretolan le frontiere della Vita e raggiungon l'infinito. Questa vasta, confusa, eppure rigida trama diventa un magnifico imbroglio degli Dei, un gioco, un lavoro ambiguamente divino. Le nostre ricerche sono esperienze di breve durata fatte da un Potere inespresso, impenetrabile che prova le sue sortite dalla Notte incosciente per incontrare il suo s‚ luminoso di Verit… e Beatitudine. Esso scruta il Reale attraverso la forma apparente; pena nella nostra mente e i nostri sensi umani; 630) in mezzo alle immagini dell'Ignoranza, nei quadri simbolici disegnati dalla parola e '1 pensiero, cerca la verit… cui miran tutte le forme; spera di trovar la fonte di Luce con la lampada della visione; opera per scoprire l'Autore di tutte le opere, il S‚ interiore impercepito che Š la guida, il S‚ superiore sconosciuto che Š la meta. Non tutto, qui, Š l'impresa di una Natura acciecata: un Verbo, una Saggezza ci osserva dall'alto, un Testimone che sanziona il Suo volere e i Suoi lavori, (IV) 640) un Occhio invisibile nella cieca vastit…; c'Š un'Influenza d'una Luce superiore, ci sono pensieri lontani ed eternit… sigillate; un motivo mistico guida gli astri ed i soli. In questo passaggio da una Forza sorda e inconsapevole a una coscienza in lotta e un respiro caduco, una poderosa Soprannatura veglia sul Tempo. Il mondo Š diverso da quel che pensiamo e vediamo, le nostre vite sono un mistero pi— profondo di quanto abbiamo sognato, le nostre menti gli starter nella corsa verso Dio, 650) le anime nostre, s‚ deputati del Supremo. Attraverso il campo cosmico, lungo strette vie, chiedendo una magra elemosina dalle mani della Fortuna e vestito da mendicante, cammina l'Uno. Anche nel teatro di queste piccole vite, dietro l'atto respira una dolcezza segreta, la spinta di una divinit… in miniatura. Dalle fonti di Dio, una passione mistica scorre attraverso gli spazi protetti dell'anima; una forza che aiuta sosdene la terra dolente, 660) una prossimit… invisibile, una gioia nascosta. Ci sono i palpita smorzati d'un riso sommesso, il mormorio d'una felicit… occulta, un'esultanza negli abissi di sonno, un cuore di beatitudine in un mondo di sofferenza. Un Fanciullo nutrito al seno velato della Natura, un Fanciullo che gioca nelle foreste magiche, suonando il flauto incantato presso i fiumi dello spirito, aspetta l'ora in cui ci volgeremo al suo richiamo. In questo rivestimento di vita carnale, 670) un'anima, scintilla di Dio, sopravvive e a volte si fa strada attraverso il sordido schermo e accende un fuoco che ci rende semidivini. Nelle cellule del nostro corpo risiede un Potere nascosto che vede l'invisibile e premedita l'eternit…; le nostre parti pi— minute danno spazio ai bisogni pi— profondi; anche lŤ i Messaggeri dorati posson venire: una porta Š tagliata nel muro di fango del s‚; attraverso l'umile soglia, a teste chine, passano gli angeli dell'estasi e del dono di s‚, 680) e in un santuario interiore di sogni vivon gli artefici dell'immagine della divinit…. LŤ Š la piet… e il sacrificio dalle ali di fuoco, e lampi di simpatia e tenerezza gettan luci celesti dal sacrario isolato del cuore. Un lavoro si compie nei profondi silenzi; la gloria e meraviglia d'un senso spirituale, un riso nello spazio eterno della bellezza che trasforma in gioia l'esperienza del mondo, abitano il mistero dei vergini abissi; 690) cullata dai battiti del Tempo, l'eternit… dorme in noi. Nel cuore sigillato ed ermetico, il nucleo felice, impassibile dietro questa forma esteriore di morte, l'Entit… eterna prepara al di dentro la sua materia di letizia divina, il suo regno di fenomeno celeste. Anche nella nostra scettica mente d'ignoranza si produce la preveggenza di qualche immensa liberazione, la nostra volont… ad essa leva le sue mani di lenta plasmatrice. Ciascuna delle nostre parti desidera il suo assoluto. 700) I nostri pensieri braman la Luce perpetua, la nostra energia deriva da una Forza onnipotente, e poich‚ da una Gioia velata di Dio furon creati i mondi e la Bellezza eterna reclama una forma anche qui dove tutto Š fatto della polvere dell'essere, i nostri cuori sono catturati da figure seduttrici, i nostri stessi sensi cercano ciecamente la felicit…. Il nostro errore crocifigge la Realt… per imporne qui la nascita e il corpo divino: costringendo, incarnate in una forma umana 710) e respiranti in membra che si posson toccare e abbracciare, la sua Conoscenza a soccorrere un'antica Ignoranza, e la sua luce salvatrice, l'universo incosciente. E quando quel s‚ pi— grande scender… quale oceano a riempir quest'immagine della nostra impermanenza, tutto sar… catturato dalla delizia, trasformato: in onde d'estasi mai sognata si dipiegheranno la nostra mente, la nostra vita e i sensi e rideranno in una luce altra che questo duro giorno umano limitato, i tessuti dei corpo vibreranno in un'apoteosi, 720) le sue cellule subiranno una luminosa metamorfosi. Questo piccolo essere del Tempo, quest'anima fantasma, questo nano prestanome vivente dello spirito oscurato emerger… dal traffico dei suoi sogni meschini. La sua forma di persona e il suo volto d'ego spogliati di questo travestimento mortale, esso, ricreato all'immagine dell'Ospite eterno come un troll d'argilla impastato in un dio, (V) sar… stretto al petto d'una bianca Forza e, infiammandosi a quel contatto paradisiaco 730) in un fuoco rosa di soave grazia spirituale nella rossa passione del suo cambiamento infinito, trasalir…, destandosi e fremendo d'estasi. Come disfacendo un incantesimo deformante, liberato dalla nera magia della Notte, ripudiando il servaggio al fosco Abisso, apprender… alla fine chi viveva in lui, invisibile, e c•lto da meraviglia nel cuore in adorazione s'inginocchier…, cosciente, davanti al Dio-fanciullo sul trono, tremando di bellezza, di delizia e d'amore. 740) Ma dobbiamo dapprima conseguire l'ascesa dello spirito fuori dal baratro da cui Š sorta la nostra natura. L'anima deve librarsi sovrana al di sopra della forma e salire verso cime al di l… del dormiveglia della mente; dobbiamo permeare i nostri cuori di vigore celeste, prendere di sorpresa l'animale mediante il dio occulto. Allora, accendendo l'aurea lingua di fuoco del sacrificio, invocando i poteri d'un luminoso emisfero, lasceremo cadere la vergogna della nostra condizione mortale, faremo dell'abisso una strada per la discesa del Cielo, 750) metteremo le nostre profondit… in contano col Raggio supremo e fenderemo col Fuoco mistico la tenebra - Avventurandosi ancora una volta nella bruma natale attraverso la perigliosa foschia, il pregnante tumulto, egli s'apri un varco nel caos astrale in mezzo ai volti grigi dei suoi dŠi demoniaci, interrogato dai sussurri dei suoi spettri vacillanti, assediato dalle stregonerie della sua forza fluida. Come chi cammini senza guida entro campi stranieri ignorando dove si diriga e con quale speranza, 760) calpestava un suolo eclissantesi sotto i suoi piedi e, forte come una roccia, viaggiava verso una meta fuggevole. La traccia che lasciava era una linea di fuga di punti luccicanti in una vaga immensit…; un mormorio incorporeo procedeva al suo fianco nell'oscurit… ferita che protestava contro la luce. Formidabile ostruzione il suo cuore immobile, com'egli avanzava, l'opacit… all'erta moltiplicava la sua massa ostile d'occhi sbarrati e minacciosi; l'ombra baluginava come una torcia morente. 770) Attorno a lui un fantomatico bagliore smorzato popolava di forme illusorie e ingannatrici la buia e smisurata caverna del vago Incosciente. Suo unico sole era la fiamma del suo spirito. NOTE SPECIALI I "essa": l'immensit…" cui al v. 329. II La maiuscola agli aggettivi possessivi in questo passaggio. invia alla "Natura" citata al III v. 260. CosŤ anche ai vv. 335-339 e 502-503. IV Inversione dei versi 591 e 592 del testo originale. V Inversione dei versi 726 e 727 del testo originale. Fine del Canto Quinto Canto Sesto I Regni e le Divinit… della Grande Vita Come chi, entro pareti oscure e sfuggenti, verso il barlume lontano della bocca d'un tunnel, sperando la luce, cammini ormai a passi pi— sciolti e senta avvicinarsi il soffio di un'aria pi— aperta, cosŤ egli evase da quella grigia anarchia. Giunse in un mondo d'inconcludenza, regione senza scopi d'una nascita ininterrotta ove l'essere fuggiva il non essere e osava vivere ma senza la forza di sussistere a lungo. 10) Al di sopra, brillava la fronte meditabonda d'un cielo tormentato, traversato dalle ali di un'incerta foschia che con la voce di venti erranti s'avventuravano reclamando una direzione nel vuoto come anime cieche in cerca del s‚ che han perduto, vaganti attraverso mondi sconosciuti; le ali di una vaga domanda s'imbattevano nell'interrogativo dello Spazio. Dopo il diniego, si lev• una dubbia speranza, speranza d'un s‚, d'una forma, d'un permesso di vivere, di veder nascere quello che mai ancora era riuscito ad essere, 20) della gioia che viene dall'azzardo della mente, dalla scelta del cuore, dalla grazia dell'ignoto e le mani dell'improvvisa sorpresa e un tocco di sicura delizia nelle cose precarie: il suo viaggio pervenne a una strana, incerta distesa, dove la coscienza giocava col s‚ non cosciente e la nascita era un tentativo o un episodio. Un incantesimo s'avvicin•, ch'era incapace di conservare la sua malia, un Potere ardente che non riusciva a trovare la sua strada, un Caso che sceglieva una bizzarra aritmetica senza per• saper legare ad essa le forme che generava, 30) una moltitudine che non poteva mantenere il suo totale che ammontava a meno di zero e a pi— di uno. Arrivando ad un senso largo e indistinto che non si curava di definire la sua corrente fuggevole, la vita lavorava in uno strano e mitico aere, spogliata dei suoi dolci e magnifici soli. In mondi immaginati, ancora mai resi veri, barlume attardantesi alla soglia della creazione, ci si smarriva e si sognava senza fermarsi mai per realizzare: realizzare avrebbe distrutto questo magico Spazio. 40) Le meraviglie d'un paese incantato crepuscolare pieno d'una bellezza di strana e vana fattura, ondate di realt… fantasiose, fievoli segni d'un ermetico Splendore al di sopra, svegliavano il desio appassionato degli occhi, imponevan la fede al pensiero innamorato e attiravano il cuore senza condurlo ad alcun fine. Fluiva una magia come di scene mobili che per un momento conservavano la delicatezza effimera del loro disegno tracciato da un'arte astratta 50) in una luce rara e insufficiente, con un leggero pennello di sogno, su uno sfondo d'argento d'incertezza. Un lucore nascente di cieli vicini al mattino, fuoco intenso concepito ma mai acceso, -carezzava l'aria di allusioni ardenti del giorno. Gli esseri perfetti che anelavano al fascino dell'imperfezione, gli illuminati presi al laccio dall'Ignoranza, creature eteree attirate dalla lusinga del corpo, a questa regione di promessa, battendo ali invisibili, giungevano affamati della gioia della vita finita, 60) ma troppo divini per calpestare un suolo creato e condividere il destino di ci• ch'Š perituro. I Figli del Bagliore non incarnato nati da un pensiero senza forma dell'anima e inseguiti da un desiderio imperituro, traversavano il campo dello sguardo che li seguiva. Operava lŤ una Volont… che, non persistendo, falliva: la vita era una ricerca, ma la scoperta non veniva mai. Nulla soddisfaceva li, ma tutto seduceva, sembravano esistere cose che mai sono interamente, 70) vedevansi immagini che parean atti viventi, dei simboli nascondevano il senso che pretendean rivelare, e pallidi sogni diventavan reali agli occhi del sognatore. LŤ giungevan le anime che invano si sforzan di nascere, e gli spiriti intrappolati potean vagare attraverso il tempo, senza mai trovare per• la verit… di cui vivono. Tutti correvano come speranze a caccia di un'occasione in agguato; niente era solido, niente si sentiva completo: tutto era insicuro, miracoloso e a met… vero. Sembrava un regno di vite senza una base. 80) Si fece giorno allora una ricerca pi— grande, un cielo allargato, un percorso sotto le ali della Forza incombente. Venne per primo il regno della stella del mattino: una belt… di primo albore vibr• sotto la sua lancia e la promessa fremente d'una Vita pi— vasta. Si lev• poi lentamente un grande sole incerto e alla sua luce la Vita faceva di s‚ un mondo. Era li uno spirito che cercava il suo s‚ profondo pur contentandosi di frammenti spinti in avanti e di parti d'esistenza che smentivano il tutto 90) ma che, ricongiunte, potrebbero un giorno esser vere. Qualcosa, tuttavia, parve alla fine essere attinto. Un volume crescente della volont…-d'essere, un testo di vita e il grafico d'una forza, un manoscritto d'azioni, un canto di forme coscienti carico di sensi che sfuggivano alla presa del pensiero e popolato dei toni sommessi del ritmico grido della vita, poteva iscriversi nei cuori delle cose viventi. In un'eruzione della potenza dello Spirito segreto, nella risposta di delizia della Vita e la Materia, 100) si poteva afferrare un volto di bellezza imperitura che dava immortalit… alla gioia d'un momento, una parola in grado d'incarnare la Verit… suprema scaturiva da una tensione fortuita dell'anima, qualche colore assoluto poteva proiettarsi sulla vita, qualche splendore di conoscenza e di visione intuitiva, qualche passione del cuore rapito dell'Amore. Ierofante del Segreto incorporale tenuto all'interno d'un invisibile involucro spirituale, il Volere che spinge la sensazione oltre il suo orizzonte 110) a percepire la luce e la gioia intangibili, trovava a met… il suo cammino nella pace dell'Ineffabile, captava a met… la sigillata dolcezza d'un desiderio che agognava in un petto di Felicit… misteriosa, manifestava a met… la Realt… velata. Un'anima non avviluppata nel manto della sua mente poteva intravedere il vero senso d'un mondo di forme; illuminata da una visione nel pensiero, sostenuta dalla fiamma penetrante del cuore, poteva mantenere nell'etere cosciente dello spirito 120) la divinit… d'un universo simbolico. Questo regno ci ispira le nostre pi— vaste speranze; le sue forze sono approdate sul nostro globo, i suoi segni han tracciato la loro trama nelle nostre vite: esso presta al nostro destino un movimento sovrano, l'onde sue erranti provocano il grande flutto della nostra vita. Tutto quello che cerchiamo Š li, prefigurato, e quel che non abbiamo conosciuto o mai cercato e che pure un giorno deve nascere nei cuori umani affinch‚ l'Intemporale possa realizzarsi nelle cose. 130) Incarnata nel mistero dei giorni, eterna in un aperto Infinito, una possibilit… ascensionale senza fine s'arrampica su una vertiginosa scala di sogno, eternamente, nella trance cosciente dell'Essere. Tutto su quella scala sale verso un fine invisibile. Un'Energia di perpetua impermanenza compie il viaggio da cui nessun ritorno Š sicuro, il pellegrinaggio della Natura verso l'Ignoto. Come se, nell'ascesa alla sua fonte perduta, 140) sperasse di sviluppare tutto ci• che potrebbe un giorno esistere, la sua alta processione va da una tappa all'altra, progressione a salti da visione a visione pi— grande, processo in marcia da forma a forma pi— ampia, carovana delle inesauribili formazioni d'un Pensiero e una Forza illimitati. Il suo Potere intemporale che una volta giaceva nel grembo d'una Calma senza inizio n‚ fine, separato ora dalla felicit… immortale dello Spirito, erige il modello di tutte le gioie ch'essa ha perduto; 150) costringendo la sostanza transitoria a entrare nella forma, essa spera, con la liberazione dell'atto creatore, di superare talvolta d'un balzo l'abisso che non pu• colmare, di guarire un istante la ferita della separazione, evadere dalla prigione di piccolezza del momento e incontrare le vaste sublimit… dell'Eterno nell'incerto campo temporale qui diviso. Quasi sfiora ci• che non pu• mai esser raggiunto; essa rinchiude l'eternit… dentro un'ora e riempie d'Infinito una piccola anima; 160) l'Immobile si china verso la magia del suo richiamo; essa si tiene su una riva nell'Illimitabile, percepisce Colui che senza forma dimora in tutte le forme, e sente attorno a s‚ l'abbraccio dell'infinit…. Il suo lavoro non conosce fine; essa non se Ne alcuno scopo ma a fatica avanza, guidata da un Volere senza nome venuto da qualche inconoscibile, amorfa Vastit…. Tale Š la sua segreta, impossibile impresa: prendere il senza-limite nella rete della nascita, colare lo spirito nella forma fisica, 170) prestare la parola e il pensiero all'Ineffabile; essa Š spinta a rivelare l'eternamente Immanifesto. Eppure la sua abilit… ha compiuto l'impossibile: essa segue il suo piano sublime e irrazionale, inventa gli stratagemmi della sua arte magica per scoprire nuovi corpi per l'Infinito ed immagini dell'Inimmaginabile; ha attratto l'Eterno nelle braccia del Tempo. Ancora adesso essa stessa ignora ci• che ha fatto. Ch‚ tutto si opera sotto una maschera sconcertante: 180) un sembiante diverso dalla sua verit… nascosta prende l'aspetto d'un inganno illusorio, di un'irrealt… contraffatta sospinta dal tempo, di creazione incompiuta di un'anima mutevole in un corpo che muta con l'abitante. Insignificanti i suoi mezzi, infinito il suo lavoro; su una gran distesa di coscienza priva di forma, a piccoli, limitati tocchi mentali e sensoriali, essa dispiega all'infinito una Verit… senza fine; un mistero intemporale si elabora nel Tempo. 190) La grandezza ch'essa ha sognato Š stata mancata dai suoi atti, il suo lavoro Š una passione e sofferenza, rapimento ed angoscia, sua gloria e maledizione; ma non ha altra scelta che perseguirlo; il suo cuore possente le vieta di desistere. Fintanto che il mondo dura, la sua sconfitta vive stupendo e confondendo lo sguardo della Ragione, follia e bellezza indicibili, superba demenza della volont… di vivere, audacia, frenesia di delizia. 200) Tale Š la legge del suo essere, la sua sola risorsa; bench‚ mai arrivi la soddisfazione, essa sazia la sua volont… affamata di prodigare ovunque le sue multi-immaginate finzioni del S‚ e mille modi dell'unica Realt…. Essa ha creato un mondo lambito dall'orlo fuggente del vero, un mondo proiettato nel sogno della sua stessa ricerca, l'icona d'una verit…, la forma d'un mistero cosciente. Questo mondo non s'attardava, come la mente terrestre 1I rinchiusa, nelle solide barriere del fatto apparente; 210) osava fidarsi della mente di sogno e dell'anima. Cacciatore di verit… spirituali fin allora soltanto pensate, o indovinate, o detenute dalla fede, esso afferrava nell'immaginazione e confinava in una gabbia il ritratto d'un uccello del paradiso. Questa vita pi— grande Š innamorata dell'Invisibile; invoca qualche luce eccelsa oltre la sua portata, pu• udire il Silenzio che assolve l'anima; percepisce un tocco liberatore, un raggio divino: la bellezza, il bene e la verit… sono i suoi iddii. 220) Ô vicina a cieli pi— celesti di quelli visti dagli occhi della terra, e a un'ombra pi— terribile di quanto la vita umana pu• sopportare: Š imparentata al demone ed al dio. Uno strano entusiasmo ha fatto vibrare il suo cuore; essa ha fame d'altezze, brama ci• ch'Š supremo. Agogna il mondo perfetto, la forma perfetta. Si slancia verso il pensiero sommo, la luce delle cime. Perch‚ Š la forma a rendere vicino il Senza-Forma ed ogni perfezione rasenta l'Assoluto. Figlia del cielo che non ha mai visto la sua dimora, 230) l'impeto suo incontra in un punto l'eterno: essa pu• solo appressarsi e toccare, non trattenere; non pu• che sforzarsi verso qualche estremo luminoso: la sua grandezza Š di cercare e creare. Su ogni piano, questa Grandezza deve creare. Sulla terra, in cielo e nell'inferno essa Š la stessa; prende una parte enorme in ogni destino. Custode del fuoco che accende i soli, trionfa nella sua gloria e potenza; contrastata, oppressa, porta il desiderio di nascere di Dio: 240) lo spirito perdura sul terreno del non-essere, la forza cosmica sopravvive all'urto della disillusione cosmica: muta, essa Š ancora il Verbo, inerte, il Potere. Quaggi— caduta, schiava della morte e l'ignoranza, Š spinta ad aspirare a ci• che Š immortale e indotta a conoscere anche l'Inconoscibile. Pur nesciente, nullo, il suo sonno crea un mondo. Quando meno Š visibile, pi— potentemente lavora; rifugiata nell'atomo, sepolta nella zolla d'argilla, la sua viva passione creatrice non pu• cessare. 250) L'incoscienza Š la sua lunga pausa gigantesca, il suo svenimento cosmico Š una fase immensa: nata nel tempo, essa cela la sua immortalit…; nella morte, suo letto, attende l'ora di levarsi. Pur vedendosi negata la Luce che l'ha emanata, pur morta la speranza necessaria alla sua impresa, anche quando son spente nella Notte le sue stelle pi— lucenti, alimentata dalla prova e la calamit…, la sofferenza come serva, massaggiatrice e nutrice del suo corpo, il suo spirito torturato e invisibile continua nondimeno 260) a penare anche se nell'ombra, a creare anche se nelle doglie; essa porta Dio crocifisso sul suo seno. Nei gelidi abissi insensibili ove non Š alcuna gioia, murata oppressa dalla resistenza del Vuoto in cui nulla si muove e nulla pu• divenire, ancora ricorda, ancora invoca l'abilit… che l'operaio dei Prodigi le conferŤ alla nascita, assegna una forma al sonnolento senza-forma, rivela un mondo ove nulla prima, esisteva In regni confinati in un prono cerchio di morte, 270) in un'oscura eternit… d'Ignoranza, fremito in una massa inerte e incosciente, o prigioniera di spire di Forza immobilizzate, sorda e muta per la coercizione cieca della Materia, essa rifiuta di dormire immota nella polvere.(I) Allora, in punizione della sua veglia ribelle, dotata solo della cruda Circostanza meccanica quale congegno della sua arte magica, essa modella nel fango meraviglie divine; immette nel protoplasma la sua spinta muta e immortale, 280) aiuta il tessuto vivente a pensare, i sensi ottusi a sentire, fa balenare messaggi intensi attraverso i fragili nervi, ama, miracolosamente, in un cuore di carne, a corpi bruti d… un'anima, una volont…, una voce. Fa di continuo apparire, come con una magica bacchetta, esseri, forme, scene innumerevoli, porta-fiaccole dei suoi fasti attraverso il Tempo e lo Spazio. Questo mondo Š il suo lungo viaggio attraverso la notte, i soli e i pianeti, lampade a illuminarne la strada, la nostra ragione, la confidente dei suoi pensieri, 290) i nostri sensi, i suoi testimoni vibranti. LŤ, traendo i suoi segni da cose a met… vere, a met… false, essa si sforza di sostituire con sogni realizzati il ricordo della sua perduta eternit…. Queste le Sue imprese in tale immensa ignoranza cosmica: (II) finch‚ il volo non si solleva, finch‚ la notte non muore, nella luce o la tenebra lei persegue la Sua ricerca instancabile, il Tempo Š il Suo cammino di pellegrinaggio infinito. Una passione unica e potente motiva tutte le Sue opere. Il Suo Amante eterno Š la causa della Sua azione; 300) per lui si Š lanciata dalle Vastit… invisibili per venirsene qui, in un mondo d'assoluta incoscienza. Gli atti ne sono il rapporto ch'ella tiene col Suo Ospite nascosto del quale prende gli stati d'essere come stampi appassionati del Suo cuore; nella bellezza ella tesaurizza la luce solare del suo sorriso. Vergognosa della Sua ricca povert… cosmica, alletta la sua potenza coi Suoi piccoli doni, mantiene con le Sue scene la fedelt… del suo sguardo e corteggia i suoi vagabondi pensieri dai grand'occhi perch‚ dimorano nelle forme ch'assume la Sua Forza dai milioni d'impulsi. 310) Attirare il Suo compagno velato e tenerlo contro il Suo seno nel Suo mantello del mondo per tema ch'abbandoni le Sue braccia e si volga alla sua pace senza forma Š il solo compito del Suo cuore, la Sua preoccupazione tenace. Eppure, quand'egli Š pi— vicino, lei lo sente lontano. Ch‚ la contraddizione Š la legge della Sua natura. Bench‚ sia sempre in lui e lui in lei, come inconsapevole del legame eterno, la Sua volont… Š di rinchiudere Dio nelle Sue opere e tenerlo quale Suo diletto prigioniero 320) perch‚ non possan pi— separarsi nel Tempo. Una camera sontuosa pe'l sonno dello spiato lei cre• dapprima, stanza interiore profonda, dov'egli dorme come un ospite dimenticato. Ma eccola cominciare a rompere l'incantesimo dell'oblio, eccola risvegliare il dormiente sul letto scolpito; lei riscopre la Presenza nella forma e alla luce che si desta con lui ritrova un senso nel cammino precipite e faticoso del Tempo, e attraverso questa mente che una volta oscurava l'anima 330) passa un bagliore dell'invisibile divinit…. Attraverso il sogno luminoso d'uno spazio dello spirito, lei costruisce la creazione come un ponte d'arcobaleno fra il Silenzio originale ed il Vuoto. Del mobile universo fa una rete; ordisce una trappola per l'Infinito cosciente. Una conoscenza che dissimula i suoi passi l'accompagna e pare un'Ignoranza muta e onnipotente. L'accompagna un potere che rende veri i prodigi, l'incredibile Š il Suo materiale per la realt… ordinaria. 340) I Suoi disegni, i Suoi funzionamenti si rivelano enigmi; esaminati, diventano altri da quel che erano, spiegati, sembrano ancora pi— inesplicabili. Anche nel nostro mondo ha regnato un mistero che l'ingegnoso schermo terrestre di futile evidenza nasconde; i Suoi piani pi— vasti son fatti di magie. LŤ, l'enigma mostra il suo splendido prisma, non esiste alcun travestimento opaco sotto forma di banalit…; occulta, profonda Š ogni esperienza che viene, sempre nuova la meraviglia, miracolo divino. 350) C'Š un'essenza schermata, un tocco misterioso, una segretezza di senso riposto. Bench‚ nessuna maschera di terra pesi sul Suo volto, lei fugge in se stessa per sottrarsi alla propria vista. Tutte le forme son simboli di qualche idea velata il cui fine recondito si cela alla ricerca della mente, pur essendo una matrice di sovrana conseguenza. LŤ ogni pensiero e sentimento Š un atto, ed ogni atto un simbolo e un segno, ed ogni simbolo racchiude un potere vivente. Lei costruisce un universo partendo da verit… e da miti, ma quello che pi— le mancava, non lo pu• costruire; tutto il manifesto Š una forma o copia della Verit…, ma il Reale copre davanti a lei il suo volto mistico. Tutto il resto ella trova, salvo l'eternit…; tutto Š cercato, ma l'Infinito Š perduto. Una coscienza illuminata da una Verit… al di sopra fu percepita; essa vedeva la luce, ma non la Verit…: afferrava l'Idea e ci costruiva un mondo; vi fabbricava un'Immagine e la chiamava Dio. Eppure qualcosa di vero e d'interiore si ancorava lŤ. Gli esseri di questo mondo della Grande Vita, abitanti d'un aere pi— vasto e d'uno spazio pi— libero, non vivon mediante il corpo o nelle cose esteriori: un'esistenza pi— profonda era la sede del loro s‚. In questo dominio d'intensa intimit… gli oggetti dimorano come compagni dell'anima; le azioni del corpo sono una scrittura minore, la rappresentazione in superficie d'una vita dentro. In questo mondo tutte le forze sono la scorta della Vita e il pensiero ed il corpo si muovono come suoi servitori. Le vastit… universali le danno libero gioco: nei loro atti tutti percepiscono il movimento cosmico e della sua cosmica potenza son gli strumenti. O del proprio s‚ fanno il loro universo. In tutti quelli che si sono elevati a una Vita pi— grande, una voce di cose non nate sussurra all'orecchio, ai loro occhi visitati da qualche sublime luce solare l'aspirazione mostra l'immagine d'una corona: per far spuntare un seme ch'essa ha gettato dentro 390) e realizzare in loro il suo potere vivono le sue creature. Ciascuna Š una grandezza che cresce verso le cime o, dal suo centro interno, dilaga come oceano; in onde circolari di potere concentrico esse inghiottono a saziet… tutto ci• che le circonda Anche quest'ampiezza molti riducono a cabina; rinchiusi in una vastit… pi— Astretta e pi— brevi orizzonti vivon contenti di qualche minuta grandezza conquisa Governare il piccolo impero di se stessi, essere una figura nel loro mondo privato, 400) fare proprie le gioie e le pene dell'ambiente e soddisfare i loro motivi vitali e i loro vitali bisogni Š incarico e funzione sufficienti per quest'energia, cambusiera della Persona e 'l suo destino. Questa era una linea di transizione e un punto di partenza, una prima immigrazione nella celestialit…, per tutti quelli che passano in quella sfera brillante: son questi i genitori della nostra razza terrestre; questa regione confina col nostro stato umano. Questo mondo pi— vasto produce i nostri pi— grandi movimenti, 410) le sue potenti formazioni costruiscono i nostri s‚ in sviluppo; le sue creature sono i nostri doppi pi— luminosi, completano i tipi che noi abbozziamo soltanto e sono con piena sicurezza ci• che noi ci sforziamo di essere. Quasi personaggi elaborati ed eterni, intere, non tirate come noi da correnti contrarie, esse seguon la guida invisibile nel cuore, la loro vita obbedisce alla legge della natura interiore. LŤ Š custodita la riserva di grandezza, lo stampo dell'eroe; l'anima Š l'artefice vigilante del suo destino; 420) nessuno Š uno spirato indifferente e inerte; essi scelgono il loro campo, vedono il dio che adorano. Si partecipa a una battaglia fra il vero e il falso, un pellegrinaggio s'avvia verso la Luce divina. Ch‚ lŤ, perfino l'Ignoranza aspira a conoscere e riluce dello splendore d'una stella lontana; c'Š una conoscenza nel cuore del sonno e la Natura viene ad essi come forza cosciente. Un ideale Š la loro guida e il loro re: aspirando alla monarchia del sole 430) invocan la Verit… come loro alto governo, la mantengono incarnata nei loro atti quotidiani e riempiono i propri pensieri della sua voce ispirata e foggiano le proprie vite nella sua forma vivente, fino a condividere anch'essi la sua deit… d'oro solare. Oppure aderiscono alla verit… delle Tenebre; che sia per il Cielo o per l'Inferno, devono far guerra: guerrieri del Bene, servono una fulgida causa o formano l'esercito del Male, al soldo del Peccato. Ch‚ il male e il bene hanno uguale diritto 440) ovunque la Conoscenza Š gemella dell'Ignoranza. Tutti i poteri della Vita tendono verso la loro natura divina nella vastit… e l'audacia di quell'aere, ciascuno erige il suo tempio ed espande il suo culto, e lŤ, anche il Peccato Š una divinit…. Affermando la bellezza e lo splendore della sua legge, esso rivendica la vita quale suo feudo naturale, assume il trono del mondo o indossa la veste papale: i suoi adoratori proclamano il suo sacro diritto. Essi Averiscono una Menzogna dalla tiara rossa, 450) venerano l'ombra d'un Dio tortuoso, ammettono l'Idea nera che travisa l'intelligenza o giacciono col Potere, questa prostituta ch'uccide l'anima. Una virt— dominatrice prende una posa scultorea, o una passione di Titano incita a una fiera inquietudine: all'altare della Saggezza sono dei re e dei preti, o la loro vita Š un sacrificio a un idolo del Potere. Oppure la Bellezza brilla su di loro come una stella errante; troppo remota per esser raggiunta, essi ne seguon la luce: nell'Arte e la vita afferrano il raggio del Tutto-Meraviglioso 460) e fan del mondo la loro splendida casa del tesoro: anche le forme ordinarie son rivestite di prodigio; un fascino, una grandezza rinchiusa in ogni ora risveglia la gioia che dorme in tutte le cose create. Vittoria formidabile o formidabile sconfitta, trono nel cielo o fossa nell'inferno, essi han giustificato l'Energia duale e impresso il suo tremendo sigillo sulla propria anima: tutto ci• che il Fato loro riserva, l'han meritato; hanno fatto qualcosa, sono stati qualcosa, vivono. 470) La Materia Š lŤ il risultato e non la causa dell'anima. In un'economia inversa alla verit… delle cose sulla terra, il grossolano ha men peso, il sottile conta di pi—; da valore interiori dipende il piano esteriore. Come la parola espressiva trema del pensiero, come l'atto brucia della passione dell'anima, il visibile e percettibile disegno di questo mondo guarda in fondo, vibrante, a qualche potenza interiore. Una mente non limitata dai sensi esteriore dava delle forme agli imponderabili dello spirito, 480) registrava senza canali gli impatti del mondo e trasformava in un concreto palpito del corpo le vive operazioni d'una Forza incorporea; i poteri quaggi— subliminali che agiscono inosservati o che stanno in agguato dietro il muro - uscivano all'aperto scoprendo il loro volto. L'occulto diveniva lŤ manifesto, l'evidente restava al coperto e si addossava all'ignoto; l'invisibile era percepito e contiguo alle forme visibili. Nella comunione di due menti che s'incontravano 490) il pensiero guardava il pensiero e non avea bisogno di parola; l'emozione stringeva l'emozione in due cuori, ciascuno sentiva l'altro vibrare nella sua carne e i suoi nervi o si fondevano l'uno nell'altro divenendo immensi come quando due case bruciano e il fuoco s'unisce al fuoco: l'odio abbrancava l'odio e l'amore irrompeva nell'amore, la volont… lottava contro la volont… sul terreno invisibile della mente; le passioni altrui, attraversandola come onde, lasciavano tremante la struttura del corpo sottile, la loro collera si precipitava al galoppo in un attacco brutale, 500) come una carica scalpitante di zoccoli che scuote il suolo; si sentiva il petto invaso dall'altrui dolore, o fluire nel sangue, esultante, la gioia degli altri: i cuori potevano incontrarsi a distanza, e voci avvicinarsi che parlavan sulla riva di mari stranieri. Batteva lŤ la pulsazione d'uno scambio vivente: l'essere sentiva l'essere anche se lontano e la coscienza rispondeva alla coscienza. E tuttavia non c'era l'ultima unit…. C'era, fra anima ed anima, uno stato di separazione: 510) un muro interno di silenzio poteva erigersi, un'armatura di forza cosciente proteggere e far scudo; l'essere poteva trovarsi rinchiuso e solitario, si poteva restare appartati in s‚, da soli. L'identit… non esisteva ancora, n‚ la pace dell'unione. Tutto era ancora imperfetto, conosciuto a met…, a met… fatto: il miracolo dell'Incoscienza superato, ancora il miracolo del Sovracosciente, ignoto, avvolto in s‚, non sentito, inconoscibile, origine di tutto ci• che erano, abbassava su di loro lo sguardo. 520) Essi venivano come forme dell'Infinito senza forma, vivevano come nomi di un'Eternit… senza nome. L'inizio e la fine eran lŤ occulti; un termine medio operava, inspiegato, abrupto: essi eran parole rivolte a una vasta Verit… muta, erano cifre a riempire una somma incompiuta. Nessuno si conosceva veramente n‚ conosceva il mondo n‚ la Realt… che lŤ viveva come in un reliquiario: conoscevan solo ci• che la Mente poteva costruire attingendo dall'immensa riserva della Sopramente segreta. 530) Un'oscurit… sotto di loro, un Vuoto al di sopra, essi vivevano incerti in un grande Spazio ascendente; con misteri spiegavano un Mistero, una risposta enigmatica si offriva all'enigma delle cose. Come avanzava in quest'etere di vita ambigua, egli fu presto enigma a se stesso; vedeva tutto come simbolo e ne cercava il senso. Oltre le fluenti scaturigini della morte e della nascita e attraverso le mobili frontiere del cambiamento dell'anima, cacciatore sulla pista creativa dello spirito, 540) egli seguiva le tracce fini e potenti della vita incalzando la Sua inaccessibile e formidabile delizia(III) d'una pericolosa avventura senza termine. All'inizio nessuna meta apparve in quei grandi passi: egli vide solo la vasta origine di tutto ci• che Š quaggi— volta a una pi— vasta origine al di l…. Ch‚ a mano a mano che la vita si allontanava dai confini terrestri, si faceva sentire dall'Ignoto una trazione pi— tesa, e un contesto pi— alto di pensiero liberatore la spingeva verso la meraviglia e la scoperta; 550) interveniva un nobile affrancamento dalle cure pi— meschine, un'immagine pi— potente del desiderio e la speranza, una formula pi— ampia, una scena pi— larga. La vita ruotava incessante verso una Luce remota: i Suoi segni coprivano ancora, pi— che rivelare; ma legati a una visione e a una volont… immediate, perdevano il loro valore nella gioia dell'uso, finch‚, spogliati del loro significato infinito, divenivano una cifra balenante di senso irreale. Armata d'un arco magico e stregato, 560) essa mirava a un bersaglio mantenuto invisibile e sempre creduto distante, bench‚ sempre vicino. Come qualcuno che interpreti dei caratteri illuminati, il libro chiave d'un testo di magia illeggibile, egli scruta il sottile groviglio dei Suoi strani disegni e il velato, arduo teorema dei Suoi indizi, nelle sabbie mostruose del deserto del Tempo scoprŤ il filo tenue degli inizi dei Suoi lavori titanici, osserva la sciarada della Sua azione per cogliere un cenno, decifr• i gesti del teatro No dei Suoi profili, 570) e si sforz• di captare nel loro movimento carico di senso la fantasia danzante delle Sue sequenze che sfuggiva in forma di ritmico mistero, bagliore di piedi fuggitivi su un suolo evanescente. Nella labirintica trama dei Suoi pensieri e le Sue speranze e le vie traverse dei Suoi intimi desideri, nei complessi nascondigli rigurgitanti dei Suoi sogni e i cerchi intersecati da un intrico di cerchi aberranti, vagabondo smarrito in mezzo a scene fugaci, egli perdeva i segni del testo inseguendo congetture tutte inadeguate. 580) Incontrava sempre parole-chiave di cui ignorava la chiave. Un sole che abbagliava l'occhio della propria visione, maschera lucente d'un luminoso enigma, rischiarava la densa barriera purpurea del cielo del pensiero: un'oscura e vasta trance rivelava alla notte le stelle della vita. Come seduto accanto al varco d'una finestra aperta, alla luce di lampi crescenti egli lesse capitoli del Suo romanzo metafisico della ricerca dell'anima per la Realt… perduta e le Sue finzioni tratte dall'autentico fatto dello spirito; 590) decifr• i Suoi capricci, le Sue stravaganze e i Suoi ermetici intenti, le Sue inafferrabili bizzarrie impetuose e i voltafaccia mistero. Vide gli splendidi manti della Sua segretezza avvolgere, sottraendolo allo sguardo, il Suo desiderabile corpo, le strane forme significanti tessute sulla Sua veste, i contorni eloquenti da lei dati all'anima delle cose, le false trasparenze delle Sue sfumature di pensiero, i Suoi ricchi broccati di figure fantastiche, le Sue mutevoli maschere e i ricami del Suo travestimento. Mille sconcertanti volti della Verit… 600) lo guardavano dalle Sue forme con occhi sconosciuti e bocche senza parole, irriconoscibili, parlavano dalle figure della Sua mascherata o spuntavan dalla magnificenza astrusa e il sottile splendore dei Suoi drappeggi. Attraverso improvvisi scintillii dell'Ignoto, suoni inespressivi divenivan veridici, idee che sembravan prive di senso folgoravano di verit…; voci provenienti da mondi invisibili in attesa pronunciavano le sillabe del Non-manifesto 610) per rivestire il corpo del Verbo mistico, e i diagrammi stregati della Legge occulta sigillavan qualche armonia precisa, indecifrabile, o si servivano del colore e la forma per ricostituire il blasone araldico delle realt… segrete del Tempo. Nelle Sue verdi solitudini e le Sue profondit… celate, nei Suoi boschetti di gioia ove il pericolo abbraccia la delizia, egli intravide l'ali nascoste degli uccelli canori delle Sue speranze, barlume di fuoco blu, oro e scarlatto. Nei Suoi riparati cammini, rasentando i Suoi imprevedibili sentieri campestri 620) e lungo i Suoi rivi canori e i calmi laghi, scoprŤ la rutilanza dei Suoi frutti dorati di beatitudine e la belt… dei Suoi fiori di sogno incantati. Come il miracolo d'un cuore trasmutato dalla gioia, osserv• nell'alchemica radianza dei Suoi soli l'esplosione cremisi d'un unico fiore secolare sull'albero-del-sacrificio dell'amore spirituale. Nello splendore assonnato dei Suoi meriggi vide, ripetizione perpetua attraverso le ore, la danza di libellule del pensiero sul fiume del mistero, 630) che ne sfiora, senza mai saggiare, il mormorio e la corrente, e udŤ il riso dei Suoi desideri rosati che correvano come per sfuggire a cupide mani, facendo tintinnare melodiose le cavigliere della fantasia. In mezzo ai simboli viventi del Suo potere occulto egli andava, percependoli come vicine forme reali: in quella vita pi— concreta delle vite degli uomini palpitavano i battiti del cuore della realt… nascosta: li era incarnato ci• che noi non possiamo che pensare e sentire, e autostrutturato ci• che qui prende in prestito forme esteriori. 640) Compagno del Silenzio sulle Sue vette austere, accettato dal Suo grandioso isolamento, egli rimase con lei sui picchi di meditazione dove la vita e l'essere sono un sacramento offerto alla Realt… al di l…, e la vide liberare nell'infinit… le aquile incappucciate della Sua pregnanza di senso, messaggere del Pensiero presso l'Inconoscibile. Identificato nella visione d'anima e percezione d'anima, entrando nelle Sue profondit… come in una casa, 650) egli divenne tutto ci• che lei era o bramava essere, pens• coi Suoi pensieri e viaggi• coi Suoi passi, visse col Suo respiro e scruta coi Suoi occhi ogni cosa al fine d'apprendere cosŤ il segreto dell'anima Sua. Testimone soggiogato dalla scena, ammira la Sua splendida facciata di fasto e di gioco, e le meraviglie della Sua arte ricca e delicata, e trasalŤ all'insistenza del Suo grido; sopporta, infervorato, le magie del Suo potere, sentŤ posarsi su di s‚ il Suo volere abrupto e misterioso, 660) le Sue mani che impastano il destino nella loro presa violenta, sentŤ l'emozione del Suo tocco, i Suoi poteri ch'afferrano e spingono. Ma vide anche questo: la Sua anima che piangeva dentro, le Sue vane ricerche ch'annaspano dietro la verit… sfuggente, le Sue speranze il cui sguardo cupo sposa la disperazione, la passione che possedeva le Sue membra bramose, il turbamento e l'ebbrezza dei Suoi seni ardenti, la Sua mente che tribola, insoddisfatta dei propri frutti, il Suo cuore che non cattura l'unico Amato. Sempre egli incontrava una Forza velata ed in cerca, 670) una dea esiliata che costruiva imitazioni di cieli, una Sfinge dagli occhi levati a un Sole nascosto. Sempre sentiva vicino, nelle Sue forme, uno spirito la cui passiva presenza era l'energia della Sua natura; questo solo Š reale nelle cose apparenti, anche sulla terra lo spirito Š la chiave della vita, ma i Suoi solidi aspetti esteriori nessuna traccia ne porto. Introvabile Š 1a sua impronta sui Suoi atti. Un patos di altezze perdute Š il suo appello Solo talvolta si afferra un tratto indistinto 680) che sembra suggerire una realt… velata. La vita lo guardava fissamente con contorni vaghi e confusi (IV) offrendo un quadro che gli occhi non potean ritenere, una storia che ancora lŤ non era scritta. Come in un disegno frammentario semicancellato, i significati della vita sfuggivano all'occhio che li inseguiva il volto della vita nasconde alla vista il s‚ reale della vita; il senso segreto della vita Š scritto dentro e al di sopra di essa Molto al di l… vive il pensiero che d… senso a quel volto; e non appare nel suo disegno semicompiuto. 690) Invano cerchiamo di leggere i segni sconcertanti o di trovare la parola della sciarada giocata a met… Solo in quella vita pi— grande un pensiero occulto si trovano una parola interpretativa Š suggerita che cambia il mito terrestre in un racconto intellegibile. Qualcosa apparve alla fine che somigliava alla verit…. Nell'atmosfera di penombra d'un mistero rischioso, l'occhio rivolto alla met… oscura del vero scorse un'immagine in mezzo a un luminoso offuscamento ed affiorante attraverso una bruma di tinte sottili, 700) egli vide un dio incatenato, semicieco, disorientato dal mondo in cui si muoveva, eppure cosciente d'una luce che gl'ispirava l'anima. Attratto verso strani e remoti barlumi, guidato dal flauto d'un Sonatore lontano, questi cercava il suo cammino in mezzo al riso e al richiamo della vita e al caos d'indicazioni della miriade dei Suoi passi, verso qualche totale, profonda infinitudine. Attorno, s'affollava la foresta dei Suoi segni: ei decifrava a caso, grazie a frecciate del Pensiero (V) 710) che colpivano il bersaglio per congettura o lampo di fortuna, le Sue colorate e cangianti luci stradali dell'idea e i segnali dei Suoi eventi incerti e repentini, i geroglifici delle Sue parate simboliche e le Sue pietre miliari sui sentieri intricati del Tempo. Nel labirinto dei Suoi approcci e le Sue ritirate, da ogni lato lei lo attira e lo respinge, ma sfugge alla sua stretta quando Š troppo vicino; lo conduce per tutte le vie, ma nessuna Š sicura. Affascinato dalla meraviglia del Suo canto a pi— toni, 720) attratto dalla malia dei Suoi umori e indotto alla gioia e alla pena dal Suo contatto fortuito, egli si perde in lei, ma non la conquista. Un paradiso fugace gli sorride dai Suoi occhi: egli sogna della bellezza di lei fatta per sempre sua, sogna del dominio cui sottometter… le Sue membra, sogna della magia dei Suoi seni di felicit…. Nella Sua trascrizione illuminata, Sua fantasiosa traduzione del testo puro, originale di Dio, egli crede di leggere la Scrittura Meravigliosa, 730) chiave ieratica di sconosciute beatitudini. Ma la Parola della Vita Š nascosta nella sua trascrizione, il canto della Vita ha perso la sua nota divina. Invisibile, prigioniero in una casa del suono, lo spirito perduto nello splendore d'un sogno ascolta l'ode di un'illusione dalle mille voci. Una delicata trama stregonesca cattura il cuore o un'ardente magia colora i Suoi toni e le Sue tinte, ma esse non risveglian che un fremito di grazia passeggera; marcia errante intrapresa dal Tempo vagabondo, 740) esse invitano a una delizia breve e insoddisfatta o sguazzano nei rapimenti della mente e dei sensi, ma perdon la risposta luminosa dell'anima. Un cieco palpito del cuore che attinge la gioia attraverso le lacrime, un'aspirazione verso cime mai raggiunte, un'estasi di desiderio inappagato inseguono gli ultimi slanci della Sua voce verso il cielo. Trasmutati sono i ricordi della passata sofferenza nella dolce traccia dileguantesi di un'antica tristezza: le Sue lacrime son mutate in gemme di pena adamantina, 750) il Suo dolore nel magico coronamento d'un canto. Brevi sono i Suoi frammenti di letizia che toccan la superficie, poi fuggono o muoiono: una rimembranza perduta fa eco nelle Sue profondit…, una nostalgia imperitura Š Sua, il richiamo d'un s‚ velato; progioniero nel mondo limitante dei mortali, uno spirito ferito dalla vita singhiozza nel Suo petto; un culto della sofferenza Š il Suo grido pi— profondo. Vagabonda su rotte abbandonate e disperanti, lungo i percorsi del suono una voce di frustrazione 760) implora, desolata, una felicit… dimenticata. Smarrita nelle caverne del Desiderio piene d'echi, essa custodisce i fantasmi delle morte speranze di un'anima e mantiene in vita la voce di cose perite o indugia su note soavi ed erranti cercando il piacere nel cuore del dolore. Una mano fatidica ha sfiorato le corde cosmiche, e l'intrusione di un accento turbato copre la chiave nascosta della musica interiore che guida, inascoltata, le cadenze di superficie. 770) Eppure Š una gioia vivere e creare, una gioia amare e penare anche se tutto fallisce, una gioia cercare anche se tutto ci• che troviamo delude e tutto ci• su cui contiamo tradisce la nostra fiducia; c'era tuttavia qualcosa di valido negli abissi della sofferenza: una memoria appassionata tormenta col fuoco dell'estasi. Anche l'afflizione ha la gioia celata sotto le sue radici, ch‚ nulla Š veramente inutile di quel che l'Uno ha creato: nei nostri cuori sconfitti sopravvive la forza di Dio e la stella della vittoria illumina ancora la nostra strada disperata; 780) la nostra morte diventa un passaggio verso mondi nuovi. Questo d… il crescendo trionfale alla musica della Vita. A tutto ella presta la gloria della Sua voce; i rapimenti celesti sussurrano al Suo cuore e vanno oltre, gli effimeri aneliti terrestri gridan sulle Sue labbra e si dissolvono. Solo l'inno dato da Dio sfugge alla Sua arte che con lei venne dalla Sua dimora spirituale ma si ferm• a met… strada e si spense, parola silente che veglia in una pausa profonda di mondi in attesa, murmure sospeso nella quiete dell'eterno: 790) nessun respiro giunge per• dalla pace superna; un sontuoso interludio riempie l'orecchio e il cuore ascolta, e l'anima acconsente; esso ripete una musica evanescente dissipando nell'impermanenza l'eternit… del Tempo. Un tremolo delle voci delle ore vela, oblioso, il tema di sublime intento che lo spirito che s'incarna Š venuto a suonare sul vasto clavicembalo della Forza della Natura. Solo qui e lŤ un ampio mormorio 800) del Verbo eterno, della Voce beata, o il tocco della Bellezza che trasfigura il cuore ed i sensi, uno splendore errante e un grido mistico, rievoca la potenza e dolcezza non pi— udite. Qui Š la lacuna, qui s'arresta o digrada la forza della vita; questo disavanzo depaupera l'abilit… del mago: questa mancanza fa sembrare tutto il resto magro e nudo. Una semi-visione delimita l'orizzonte dei Suoi atti: le Sue profondit… si ricordano di ci• che lei Š venuta a compiere, ma la mente ha scordato o il cuore fraintende: 810) il Dio Š smarrito nelle interminabili linee della Natura. Riassumere l'onniscienza nella conoscenza, fondare nell'azione l'Onnipotente, creare qui il Suo Creatore era la presunzione del Suo cuore, invadere la scena cosmica col Dio totale. Affannandosi per trasformare l'Assoluto ancora lontano in un'epifania onnirealizzatrice, in un'articolata espressione dell'Ineffabile, ella vorrebbe portare quaggi— la gloria dell'Assoluto, cambiare la stabilit… in movimento ritmato di creazione, 820) unire a un cielo di calma una mare di beatitudine. Fuoco destinato a chiamare l'eternit… nel Tempo, a rendere la gioia del corpo luminosa come quella dell'anima, ella vorrebbe sollevar la terra fino ai confini del cielo, s'affatica per rendere uguali la vita e il Supremo e riconciliare l'Eterno e l'Abisso. Il Suo pragmatismo della Verit… trascendente riempie il silenzio con le voci degli dei, ma nel clamore la Voce unica si perde. Ch‚ la visione della Natura si eleva al di l… dei Suoi atti. 830) Al di sopra, ella vede una vita di dei in cielo; un semi-dio ch'emerge da una scimmia Š tutto ci• ch'ella pu• nel nostro elemento mortale. Il semi-dio, il semi-titano son quaggi— il Suo culmine: questa grande vita fruttava fra la terra e il cielo. Un paradosso acuto insegue i Suoi sogni: la Sua energia incappucciata spinge un mondo ignorante a cercare una gioia che la Sua stessa stretta violenta scoraggia: nel Suo abbraccio esso non pu• volgersi alla sua fonte. Immenso Š il Suo potere, senza fine il vasto impulso della Sua azione, 840) sviato e perduto ne Š il senso. Bench‚ ella porti nel segreto del Suo seno la legge e la curva orbitale di tutto ci• che nasce, la Sua conoscenza sembra parziale, ristretti la Sua mira; le Sue ore sontuose calpestano un suolo di struggimento. Una Nescienza di piombo appesantisce le ali del Pensiero, il suo potere opprime l'essere sotto i suoi rivestimenti, le sue azioni ne imprigionano lo sguardo immortale. Un senso del limite perseguita le Sue supremazie e in nessun luogo Š assicurata soddisfazione o pace: 850) malgrado tutta la profondit… e la bellezza del Suo lavoro, manca una saggezza che affranchi lo spirito. Il Suo volto ora aveva un fascino invecchiato e appassito e la Sua scienza viva e curiosa impallidiva ai suoi occhi; (VI) l'anima vasta di lui domandava una gioia pi— profonda della Sua Egli cercava d'evadere dal dedalo delle Sue linee; ma n‚ una porta di como n‚ una d'avorio trovava, n‚ una porta secondaria di visione spirituale, non c'era via d'uscita da quello spazio irreale. Il nostro essere deve avanzare eternamente attraverso il Tempo; 860) la morte non ci aiuta, vana Š la speranza di finire; un Volere segreto ci costringe a resistere. Il riposo della nostra vita Š nell'Infinito; essa non pu• terminare, il suo scopo Š la Vita suprema. La morte Š un passaggio, non la meta del nostro cammino: una sorta d'impulso antico, profondo, continua a operare: le anime nostre sono trascinate come da un laccio invisibile, portate di nascita in nascita, di mondo in mondo, i nostri atti, dopo la caduta del corpo, prolungano il vecchio, perpetuo tragitto senza pausa. 870) Non esistono cime silenziose ove il Tempo riposi. C'era li una magica corrente che non raggiungeva alcun mare. Per quanto lontano egli andasse, ovunque si volgesse, (VII) la ruota delle opere girava con lui, oltrepassandolo; sempre restava un'ulteriore impresa da compiere. Un battito d'azione, il grido d'una ricerca andavan crescendo in quel mondo inquieto; un mormorio indaffarato empiva il cuore del Tempo. Tutto era invenzione e rimestamento incessante. Cento maniere di vivere erano invano tentate: un'uniformit… che assumeva migliaia di forme si sforzava d'evadere dalla sua lunga monotonia creando cose nuove che presto eran come le antiche. Uno strano ornamento attirava lo sguardo e nuovi valori lustravan vecchi temi per ingannare la mente con l'idea d'un cambiamento. Un quadro diverso ch'era sempre lo stesso apparve sul vago sfondo cosmico. Nient'altro che un'altra dimora-labirinto di creature coi loro atti ed eventi, una citt… di commercio delle anime incatenate, un mercato della creazione e i suoi prodotti era offerto alla mente e al cuore in travaglio. Un circuito che finisce dov'era iniziato Š battezzato l'eterna marcia in avanti del progresso sulla strada ignota della perfezione. Ciascuno schema finale ha per effetto un sistema ulteriore. Eppure ogni nuova partenza sembra l'ultima, un vangelo ispirato, il culmine estremo della teoria, che proclama una panacea per tutti i mali del Tempo 900) o porta il pensiero all'ultimo zenit del suo volo e annuncia a suon di tromba la scoperta suprema; ciascuna idea breve, struttura deperibile, pubblica l'immortalit… del suo regno, la sua pretesa d'essere la forma perfetta delle cose, l'epitome finale della Verit…, il meglio prezioso del Tempo. Ma niente di valore infinito Š stato conseguito: un mondo di continuo rinnovato, mai completo, ha sempre accumulato tentativi a met… su sforzi sprecati e visto un frammento come il Tutto eterno. 910) Nel totale in aumento e senza scopo delle cose realizzate, l'esistenza sembrava l'atto d'una vana necessit…, una lotta di eterni contrarŚ presi nell'abbraccio d'un antagonismo serrato, un dramma dall'intreccio mai risolto e senza idea, una marcia affamata di vite senza meta, o, scritta sulla nuda lavagna dello Spazio, un'inutile e ricorrente somma d'anime, una speranza che veniva meno, una luce che non brillava mai, il lavoro d'una Forza incompiuta 920) legata ai suoi atti in un'offuscata eternit…. Non c'Š una fine, o nessuna ancora Š visibile: bench‚ sconfitta, la vita deve continuare a battersi; vede sempre una corona che non pu• afferrare; i Suoi occhi son fissi oltre la Sua condizione caduta. Nel Suo petto e nel nostro freme ancora una gloria che fu un tempo e non Š pi—, o da qualche aldil… inadempiuto ci chiama una grandezza ancora irraggiunta dal mondo claudicante. In una memoria dietro la nostra percezione umana 930) persiste il sogno d'un aere pi— vasto e pi— felice spirante attorno a liberi cuori di gioia e d'amore, dimenticato da noi, immortale nel Tempo perduto. Un fantasma di beatitudine insegue le Sue profondit… tormentate; ch‚ ella ricorda ancora, bench‚ sŤ lontane adesso, la Sua sfera d'incomparabile benessere e lieto desio e la bellezza, la forza, la contentezza che furono Sue nella dolcezza del Suo paradiso radioso, nel Suo regno d'estasi immortale a met… strada fra il silenzio di Dio e l'Abisso. 940) Noi conserviamo questa conoscenza nelle parti celate del nostro essere; consci dell'appello d'un vago mistero, incontriamo una Realt… profonda e invisibile ben pi— vera del volto d'attuale verit… del mondo: siamo inseguiti da un s‚ che non possiamo ora richiamare e mossi da uno Spirito che dobbiamo ancora divenire. Come chi ha perduto il regno della sua anima, guardiamo indietro verso qualche fase divina della nostra nascita, diversa da questa imperfetta creatura quaggi— e speriamo, in questo o in un mondo pi— divino, 950) di riprendere ancora dalla guardia paziente del Cielo ci• che perdemmo per smemoratezza della nostra mente, la naturale felicit… del nostro essere, la delizia del nostro cuore che scambiammo con l'afflizione, l'emozione vibrante del corpo che barattammo con nient'altro che 'l dolore, la beatitudine cui anela la nostra natura mortale come un'oscura falena aspira al bagliore della Luce. La nostra vita Š una marcia verso una vittoria mai conquisa. Quest'onda d'essere nostalgica di gioia, questo turbine ardente d'energie insoddisfatte, 960) queste lunghe file remote di speranze che avanzano a stento levano gli occhi adoranti all'azzurro che chiamiamo cielo cercando la Mano dorata che non Š mai venuta, l'avvento che tutta la creazione attende, il volto meraviglioso dell'Eternit… che apparir… sulle strade del Tempo. Eppure ancora, riaccendendo la fede, ci diciamo: "Oh, certo un giorno egli verr… al nostro appello, un giorno egli ricreer… la nostra vita, pronuncer… la magica formula di pace 970) e porter… la perfezione all'ordine delle cose. Un giorno, scender… verso la vita e la terra, lasciando il segreto delle porte eterne, per entrare in un mondo che implora il suo aiuto, e porter… la verit… che affranca lo spirito, la gioia che Š il battesimo dell'anima, la Forza che Š il braccio teso dell'Amore. Un giorno egli sollever… il velo terribile della sua bellezza, imporr… la delizia al cuore palpitante del mondo e riveler… il suo corpo segreto di luce e beatitudine." 980) Ma ora ci sforniamo di attingere una meta sconosciuta: non c'Š termine alla ricerca e alla nascita, non c'Š termine alla morte e al ritorno; la vita che raggiunge il suo scopo chiede scopi pi— grandi, la vita che fallisce e muore deve rivivere; finch‚ non ha trovato se stessa non pu• cessare. Dev'esser compiuto tutto ci• per cui create furon la vita e la morte. Ma chi dir… che anche allora Š il riposo? A meno che il riposo e l'azione non siano lo stesso nel profondo seno della suprema delizia di Dio. 990) In uno stato sublime ove pi— non Š l'ignoranza, ciascun movimento Š un'onda di pace e beatitudine, il riposo Š la Forza creatrice, immobile, di Dio, l'azione un'increspatura nell'Infinito e la nascita un gesto dell'Eternit…. Un sole trasfigurante pu• ancora risplendere e la Notte svelare il suo cuore di mistica luce; il paradosso dell'annullamento di s‚, dell'autoafflizione, potrebbe trasformarsi nel mistero d'una luce innata, l'imbroglio, in un miracolo gioioso. 1000) Dio potrebbe allora quaggi— esser visibile, assumere una forma; scoperta sarebbe l'identit… dello spirito; la vita rivelerebbe il Suo vero volto immortale. Ma ora il Suo destino Š un lavoro infinito nella cui frazione periodica di eventi nascita e morte sono le virgole decimali d'una ripetizione incessante; il vecchio punto interrogativo Š in margine a ogni pagina finita, a ogni volume della storia del Suo sforzo. Un Si zoppicante cammina ancora attraverso gli eoni accompagnato da un eterno No. Tutto sembra invano, eppure il gioco Š senza fine. Impassibile gira la Ruota eternamente in tondo, la vita non ha alcun risultato, la morte non porta liberazione. L'essere vive prigioniero di s‚ e conserva la sua futile immortalit…; l'estinzione, suo unico scampo, gli Š negata. Un errore degli dei ha creato il mondo. O indifferente l'Eterno osserva il Tempo. NOTE SPECIALI I Lettura alternativa proposta nel Supplement to the Revised Edition of 'Savitri': "essa riposa immota nella polvere del suo sonno." II In tutto questo passaggio che concerne Lui e Lei (vv. 294-365), utilizziamo la maiuscola per i pronomi e aggettivi possessivi riferentisi a Lei. III Per evitare ambiguit…, utilizziamo di nuovo la maiuscola per i pronomi e aggettivi possessivi riferentisi alla vita (che, secondo i casi e scritta dal Poeta con la maiuscola o no. CosŤ, secondo i casi, si trover… tanto "essa" quanto "lei" o "della" a indicare la vita). (IV) "lo guardava": guardava il Viaggiatore dei mondi, il re Aswapati. (V) "ei": si tratta sempre del "dio" menzionato al v. 700. (VI) "ai suoi occhi": gli occhi del re Aswapati. (VII) "egli": il Aswapati. Fine del Canto Sesto Varianti del Canto VI (I) Segreti immortali e saggezze visionarie, perduti (II) nella discesa verso il nostro destino mortale, parlavano dalle figure della Sua mascherata (III) in una lingua familiare e dimenticata, o spuntavan dalla magnificenza astrusa e il sottile splendore dei Suoi drappeggi. Attraverso improvvisi scintillii dell'Ignoto, bagliori dalle opache e strane translucidit…, apparenze ed oggetti cambiavano i loro poteri; cose senza valore assumevan valori celesti, suoni inespressivi divenivan veridici, idee prive di senso balenavan di rivelazione: simboli sapienti risultavano inintelligibili per l'ignorante, e frasi che significavan tutto e niente, avvolte di difese, corazzate, la visiera abbassata, ed oracoli e profezie sibilline si offrivano al bordo delle strade per un prezzo che aumentava ogni volta che la mente lŤ rigettava; voci che sembravan venire da mondi invisibili pronunciavano le sillabe del Non-manifesto e rivestivano il corpo del Verbo mistico; i diagrammi stregati di una Forza occulta fissavan per i magici processi del mondo la legge del loro miracolo preciso, inesplicabile, e il colore e la forma portavano le profondit… insondate del loro contesto non-mentale per ricostituire nel meditabondo silenzio delle immobilit… intuitive il blasone araldico delle realt… segrete del Tempo. In mezzo ai Suoi simboli della realt… (IV) (ch‚ tali sembravano a una visione troppo distante, come noi, per un essere pi— grande, siamo simboli,) era la marcia della sua vita e la sua nuova dimora spirituale: (V) egli andava e viveva con essi come con forme reali, e loro vite concrete quanto quelle degli uomini, il loro contatto reale quanto quello dei nostri simili; i loro corpi divini rendono vere le nostre fantasie e ci danno, vivo e animato, ci• che in noi Š solo pensiero e sentimento. Fremevano lŤ attorno a lui scene piene di grazia ch'erano quasi simpatie incarnate; il loro respiro di sogni e linguaggio senza parole rispondean al pensiero e alla passione dell'anima. LŤ, forma e sentimento erano identici, ed aspetto e pensiero un'unica armonia; niente era il bruto e inanimato. Queste scene eran segni del lungo gioco di miracoli della vita. Nelle Sue verdi lande e i Suoi abissi celati, nei Suoi boschetti di gioia dove il pericolo abbraccia la delizia, egli intravide l'ali nascoste degli uccelli canori delle Sue speranze, barlume di fuoco blu, oro e scarlatto. Lungo i Suoi cammini sinuosi e imprevedibili sentieri e presso i Suoi rivi precipiti e i Suoi calmi laghi, egli colse i lucidi frutti del Suo spontaneo benessere o condivise la Sua contentezza opulenta di mandrie brucanti, lo svolazzamento leggero e mutevole delle Sue ore di farfalla e i Suoi richiami d'amore nella voce degli uccelli, e sentŤ la Sua dolcezza racchiusa nelle Sue valli, i vasti seni dei Suoi monti accesi nella grandezza nel mattino e i fianchi distesi del vasto sonno solare dei Suoi pascoli e le Sue ebbrezze nascoste nei Suoi rifugi selvosi e la belt… dei Suoi fiori di sogno incantati. Spesso, nel radioso assopimento dei Suoi meriggi, egli vide incarnati in uno sciame di bagliori su superfici lucenti di fascino e letizia, un sorriso di profondit…, un grido di segreti nascosti, la danza di libellule del pensiero sul fiume del mistero, che ne sfiora, senz'osare tuffarvisi, il mormorio e la corrente; o la leggerezza del Suo spirito immortale egli udŤ nel riso dei Suoi desideri rosati che correvano ad attirare la beatitudine della sorpresa del cuore in un mondo di fioritura, canto e luce e, per guidar l'inseguimento attraverso i cammini profumati, facevan tintinnare melodiose le cavigliere della fantasia Compagno del silenzio delle Sue vette accettato dal Suo grandioso isolamento, egli stette con i sui picchi di meditazione dove la vita e l'essere sono un sacramento offerto a una Realt… aldil… e rimase con lei sulla cresta del Tempo scrutando l'ineffabile senza-forma, o salŤ su una scala perigliosa nella Mente silente e da una torre d'osservazione nelle solitudini del s‚ la vide liberare nell'infinit… le aquile incappucciate della Sua pregnanza di senso, messaggere del Pensiero presso l'Inconoscibile CosŤ, intimo a lei nel corpo e nello spirito, identificato grazie alla visione d'anima e percezione d'anima e unificato con tutto ci• che lei era o bramava essere pens• coi Suoi pensieri, adegu• ai Suoi passi i propri passi, visse col Suo respiro e vide coi Suoi occhi le cose, languŤ della Sua debolezza e fu potente della Sua forza, alfine d'apprendere cosŤ il segreto della Sua anima Ammir• la Sua splendida facciata di fasto e di gioco e le meraviglie della Sua arte ricca e delicata, la Sua magia dell'ordine e il Suo repentino capriccio e la Sua indomabile volont… d'essere, vibr• dell'insistenza del Suo grido e sopport• come il pugno despotico e ardente d'una Madre la Sua forza che non ammette altro modo che il proprio, le Sue mani che impastano il Destino nella loro presa violenta, l'emozione del Suo tocco, i Suoi poteri ch'afferrano e spingono. Era in lei una volont… d'oltrepassare le proprie forme, impaziente di trasfigurare il mondo finito, un desiderio immenso di sposare l'Infinito; egli sentŤ in lei la Sua speranza e la Sua disperazione, il turbamento e I ebbrezza dei Suoi seni palpitanti, la passione che possedeva le Sue membra ardenti, la Sua mente che tribolava, insoddisfatta dei propri frutti, il Suo cuore che non catturava l'unico Amato Ma tutto ci• ch'egli pot‚ vedere o lei svelare lasciava ancora l'ultimo segreto non rivelato; ella era qualcosa d'ignoto a lui o a se stessa Sempre egli incontrava una Forza velata ed in cerca, una Dea esiliata che costruiva imitazioni di cieli, una Sfinge dagli occhi levati verso un Sole invisibile Spesso era vicino a uno Spirito nelle Sue forme la cui passiva presenza era l'energia della Sua natura; ma da nessuna parte se ne poteva trovare la traccia esteriore, oppure la sua impronta sui Suoi atti era indecifrabile Solo talvolta, come in un'illustrazione indistinta, l'occhio che considera il lato oscuro delle cose scorgeva nella macchia l'immagine d'una forma. Tra un capriccioso nevischio di luce abbagliante si vide un dio incatenato semicieco disorientato dal mondo in cui si muoveva: cosciente tuttavia della luce che gl'ispirava l'anima egli cerc• la sua via fra il riso e richiamo di lei e il caos d'indicazioni della miriade dei Suoi passi, guidato dal flauto d'un sonatore lontano verso una profonda, totale infinitudine. Attorno a lui era la foresta dei Suoi segni: in un'incoerente, serrata sequenza, vennero le colorate e cangianti luci stradali dell'idea e il geroglifico delle Sue parate simboliche e, come strane stelle punteggianti la mappa cosmica, le Sue pietre miliari sui sentieri intricati del Tempo. Nel labirinto dei Suoi inseguimenti e le Sue ritirate lo conduce per tutte le vie, ma nessuna Š sicura Da ogni lato lo attira e lo rigetta Affascinato dalla meraviglia del Suo canto a pi— toni, attratto dalla malia dei Suoi umori e indotto alla gioia e alla pena dal Suo contatto fortuito, egli si perde in lei, ma non la conquista. Un paradiso fugace gli sorride dai Suoi occhi; egli sogna della Sua bellezza che sar… la sua gioia, sogna del dominio cui sottometter… le Sue membra, sogna della magia dei Suoi seni di felicit…. Nella Sua trascrizione illuminata, Sua fantasiosa traduzione del testo puro, originale di Dio, egli spera di trovare la Scrittura Meravigliosa, chiave ieratica di sconosciute beatitudini. Ma la parola della Vita Š nascosta nella sua trascrizione, il canto della Vita ha perso la sua nota divina. Fuoco e colore tingono le Sue armonie, ma esse non portano che un fremito di grazia passeggera e una breve delizia insoddisfatta, presto esaurita che sguazza nei rapimenti della vita e dei sensi e perde la risposta luminosa dell'anima. Un'estasi di desiderio inappagato Š ora il culmine d'oro del Suo canto; un patos di altezze perdute Š il Suo appello, un cieco palpito del cuore che attinge la gioia attraverso le lacrime: il dolore le Š caro come il Suo grido pi— profondo. Vagabonda su rotte abbandonate e disperanti, lungo i percorsi del suono una voce di frustrazione implora, desolata, una felicit… dimenticata. Nelle caverne del desiderio, piene d'echi, mormora basso un debole lamento in sordina, o indugia su note soavi ed erranti cercando il piacere nel cuore del dolore: i suoi toni pi— felici sono frammenti di un'ora. (Cfr. vv. 602-765) Perch‚ l'essere Š eterno, senza fine Š la vita. E qualunque la nostra volont…, di resistere o finire, dalla vita fuggiamo solo mediante una vita pi— grande. Dopo la morte del corpo, quando tutto sembra finito, i nostri atti ci spingono e dobbiamo ancora per forza continuare nell'orbita che abbiamo creato: portato di nascita in nascita, di mondo in mondo, esiste un muto comando dal Supremo, c'Š da servire un bisogno occulto della creazione: se la terra perisse, un'altra terra verrebbe, un antico, profondo impulso continua a operare; tutto e in travaglio con nascita incessante; non esistono cime silenziose ove il Tempo riposi. Questo era riflesso in quella scena pi— vasta; fluiva lŤ una magica corrente che non poteva cessare (Cfr. vv. 859-871) NOTE SPECIALI I Vedi, per queste varianti, la nota relativa in fine di volume. Il testo originale si trova nel Supplement to the Revised Edition of 'Savitri', Pondicherry 1994. II Questo verso doveva seguire il v. 601 ("e bocche senza parole. Irriconoscibili") che, in questa versione, finiva con un punto anzich‚ con una virgola. III Sua": vd. nota a II, 6, 541. IV Suoi simboli": i simboli della Grande Vita. V "sua vita", "sua dimora": la vita e la dimora del Viaggiatore dei mondi. Canto settimo La Discesa nella Notte Sciolta la mente dalla vita, resa calma per conoscere, divorziato il cuore dalla cecit… e l'angoscia, dal marchio delle lacrime e '1 vincolo dell'ignoranza, egli si volse per trovare la causa di quell'immenso fallimento del mondo. Distolse lo sguardo dal volto visibile della Natura e lo diresse nel Vasto impercettibile, la formidabile Infinit… sconosciuta, addormentata dietro l'interminabile spirale delle cose, che porta l'universo nelle sue estensioni senza tempo: 10) le piccole onde del suo essere sono le nostre vite. I mondi vengon costruiti dal suo Respiro incosciente e la Materia e la Mente sono sue forme o suoi poteri, i nostri pensieri di veglia il prodotto dei suoi sogni. Il velo che copre le profondit… della Natura fu lacerato: egli vide la fonte del dolore permanente del mondo e la bocca della fossa nera dell'Ignoranza; il male, protetto alle radici della vita, alz• la testa e lo guard• negli occhi. Su una riva indistinta dove muore lo Spazio soggettivo, 20) da una cresta abrupta dominante tutto ci• che esiste, una risvegliata Nescienza tenebrosa, gl'immensi occhi vacui stupiti di fronte al Tempo e alla Forma, guardava fissamente le invenzioni del Vuoto vivente e l'Abisso donde sorsero i nostri inizi. Dietro, appariva una maschera grigia e scolpita della Notte che sorvegliava la nascita di tutte le cose create. Una Potenza nascosta cosciente della propria forza, una vaga Presenza in agguato ovunque, un Fato contrario che minaccia tutto ci• ch'Š formato, 30) una Morte nel ruolo d'oscuro seme della vita, sembrava generare ed uccidere il mondo. Allora, dal cupo mistero dei baratri e dal petto cavernoso della Maschera usci lentamente qualcosa che pareva un Pensiero informe. Un'Influenza fatale colse di soppiatto le creature, il cui contatto letale inseguiva lo spirito immortale, il dito ossessionante della morte si pos• sulla vita e obnubilata dall'errore, dalla sofferenza e 'l dolore fu la volont…, innata nell'anima, di verit…, gioia e luce. 40) Una deformazione serpeggi•, che pretendevasi la tendenza vera e propria dell'essere, il giusto impulso della Natura Una Mente ostile e pervertitrice all'opera, nascosta in ogni angolo di vita cosciente, corrompeva la Verit… usando le sue stesse formule; intercettatrice dell'ascolto dell'anima, affliggendo la conoscenza con la sfumatura del dubbio, catturava gli oracoli degli dei occulti, eclissava i pali indicatori del pellegrinaggio della Vita, cancellava gl'incrollabili editti gravati sulla roccia dal Tempo, 50) e sulle fondamenta della Legge cosmica erigeva i piloni di bronzo del suo malgoverno. Perfino la Luce e l'Amore, pe'l sortilegio di quel celato pericolo passati dalla natura radiosa degli dei allo stato d'angeli caduti e soli ingannatori, divennero pericolo e malia, una dolcezza perversa, un maleficio di nascita celeste: il suo potere riuscŤ a deformare le cose pi— divine. Un vento di tristezza soffi• sul mondo; ogni pensiero fu assediato dalla menzogna, ogni atto 60) marchiato col segno del difetto o della frustrazione, ogni tentativo elevato marchiato dal fallimento o 'l vano successo, ma nessuno poteva conoscere la ragione della propria caduta. La Maschera grigia sussurrava e, bench‚ nessun suono si udisse, nel cuore ignorante fu gettato un seme che produceva il frutto nero della sofferenza, della morte e la disgrazia. Dalle steppe glaciali d'un Invisibile battuto dai venti, impercettibili, indossando la maschera grigia della Notte, giungevan come ombre i messaggeri terribili, invasori da un periglioso mondo di potere, 70) ambasciatori dell'assoluto del male. In silenzio parlavano le voci inaudibili, mani che nessuno vedeva piantavano il seme fatale, nessuna forma appariva, ma un lavoro atroce era fatto, un decreto d'acciaio scritto in ricurvi caratteri onciali imponeva una legge di peccato e di avverso destino. La Vita lo guard• con occhi mutati e tristi: la sua bellezza egli vide, e vide il cuore assetato delle cose che si accontenta d'una piccola felicit… rispondere a un tenue raggio di verit… o d'amore; 80) vide la sua luce solare dorata e l'azzurro suo cielo lontano, il verde delle sue foglie, il colore e 'l profumo dei suoi fiori, il fascino dei bimbi e l'amore degli amici, la bellezza delle donne, il tenero cuore degli uomini, ma anche i Poteri tremendi che governano i suoi umori, e l'angoscia di cui essa ha cosparso i suoi cammini, il Fato alle calcagna dei passi umani nell'intentato e il suo male, la sua mestizia e 'l suo ultimo dono: la morte. Un soffio di disillusione e di decadenza, corruttore, aspettava la maturit… della Vita 90) per far marcire il seme gonfio dell'anima: il progresso divenne un fornitore della Morte. Un mondo che s'aggrappava alla legge d'una Luce uccisa carezzava i cadaveri putridi di verit… defunte, salutava come cose libere, nuove e vere le forme contorte, beveva la bellezza dalla bruttezza e il male che si sentivan ospiti a un banchetto degli dei, e gustava la corruzione come un cibo assai saporoso. Un'oscurit… s'insedi• nell'aria pesante; essa cacci• il sorriso luminoso dalle labbra della Natura, 100) uccise la fiducia innata nel suo cuore e le mise negli occhi lo sguardo obliquo della paura. La cupidigia che perverte il bene naturale dello spirito sostituŤ con ma virt— e un vizio fabbricati l'impulso franco e spontaneo dell'anima: affliggendo la Natura con la menzogna della dualit…, i loro valori gemelli acuirono il gusto proibito, fecero del male ci• che riposa da un bene contraffatto, l'ego s'ingrass• della giustizia e del peccato e ciascuno divenne uno strumento dell'Inferno. 110) Rigettate a cumuli lungo una strada monotona, le antiche, semplici gioie furono abbandonate sul terreno incolto della discesa della vita verso la Notte. Ogni gloria di vita fu offuscata; appannata dal dubbio; ogni bellezza finŤ in un volto che invecchiava; ogni potere fu chiamato tirannia maledetta da Dio e la Verit…, invenzione necessaria alla mente: l'inseguimento della gioia era adesso una caccia stanca; ogni conoscenza si ridusse a un'Ignoranza interrogativa. Come da un'oscura matrice ei vide emergere 120) il corpo e il volto d'un cupo Invisibile nascosto dietro le belle apparenze della vita. Il suo pericoloso commercio Š la causa del nostro soffrire. Il suo soffio Š un veleno sottile nel cuore degli uomini, ogni male inizia dal viso ambiguo. Un pericolo infestava ora l'aria consueta; il mondo si riempiva d'Energie minacciose, e ovunque egli volgesse gli occhi in cerca d'aiuto o di speranza, nel campo e la casa, la strada, l'accampamento e il mercato, incontrava l'aggirarsi furtivo, su e gi— in cerca di preda, 130) d'Influenze incarnate, armate e inquietanti. Scure e nude figure di dee in marcia allarmavano l'aere d'un grandioso malessere; spaventosi rumori di passi s'avvicinavano invisibilmente, forme ch'eran minacce invadevano la luce spettrale, ed esseri malefici l'oltrepassavano sulla via, il cui solo sguardo era una calamit…: incanto e soavit… improvvisi e formidabili, volti che sollevavan labbra ed occhi ammaliatori l'avvicinarono armati di belt… come d'un laccio, 140) ma celavano un disegno fatale sotto ciascun tratto e in un momento potevano pericolosamente cambiare. Ma soltanto lui discemeva quell'attacco dissimulato. Un velo ricopriva la visione interiore, c'era una forza che nascondeva i suoi passi terribili; tutto veniva smentito, ma si credeva la verit…; tutti eran circondati senza saper dell'assedio: perch‚ nessuno di loro poteva vedere gli autori della propria caduta. Cosciente di qualche oscura saggezza ancora ignota ch'era il sigillo e la garanzia di questa forza, 150) egli seguŤ la traccia dei passi confusi e tremendi, ritornando alla notte da cui eran venuti. Giunse a una distesa deserta, propriet… di nessuno: tutti vi potevano entrare, ma nessuno restare per molto. Era una terra di nessuno d'aria malefica, una regione affollata senza una sola dimora, una zona di confine fra il mondo e l'inferno. L'irrealt… regnava lŤ sulla Natura: era uno spazio ove niente poteva esser vero, poich‚ niente era ci• che avea preteso di essere: 160) una sublime apparenza avvolgeva un vuoto specioso. Nulla per• voleva confessare la propria pretesa, neppure a se stesso, nell'ambiguit… del cuore: un vasto inganno era le legge delle cose; sol• per quell'inganno potean vivere. Un Nihil insostanziale avallava la falsit… delle forme che questa Natura assumeva e conferiva loro per un poco una parvenza d'essere e di vita. Una magia presa in prestito le traeva dal Vuoto; esse prendevano un contorno e una consistenza che non era la loro 170) e mostravano un colore ch'erano incapaci di conservare, specchi d'un fantasma di realt…. Ciascuno splendore iridato era una stupenda bugia; una bellezza irreale ornava un viso d'incanto. Non si poteva contare sulla durata di nulla: la gioia nutriva le lacrime, il bene rivelavasi un male, ma dal male mai coglievasi un bene: l'amore presto in odio finiva, la felicit… uccideva di dolore, la verit… diveniva falsit… e la morte governava la vita. Un Potere che rideva ai malanni del mondo, 180) un'ironia che univa i contrari del mondo e lŤ gettava nelle braccia l'uno dell'altro perch‚ lottassero, metteva sul volto di Dio un rictus sardonico. Distante, la sua influenza penetrava ovunque e lasciava sul petto l'impronta d'uno zoccolo fesso; un animo contorto e uno strano, cupo sorriso si facevan beffe della sinistra commedia della vita. Annunciando l'arrivo d'una Forma pericolosa, una marcia infausta attenuava il rumore dei suoi passi tremendi perch‚ nessuno potesse comprendere o mettersi in guardia; 190) nessuno udiva, fino al contatto d'una stretta terribile. Oppure tutti presagivano un avvicinamento divino, sentivano un'atmosfera profetica, una speranza celeste, tendevan le orecchie a vangeli, gli occhi in cerca d'una nuova stella. Il Diavolo era visibile, ma in un manto di luce; sembrava un angelo venuto in soccorso dai cieli: armava con la Scrittura-e la Legge la Menzogna; ingannava con la saggezza, con la virt— uccideva l'anima e menava alla perdizione per il cammino del cielo. Dava un eccessivo senso di potere e di gioia, 200) e, quando dall'intero si levava l'allarme, rassicurava l'orecchio con dolci melodie o catturava la mente nella sua stessa rete; la sua logica rigorosa facea sembrare vero il falso. Stupefacendo l'eletto con la sua santa dottrina, parlava come con la voce stessa di Dio. L'aria era piena di perfidia e d'astuzia; in questo luogo, dire il vero era uno stratagemma; l'imboscata era in agguato in un sorriso, e il pericolo rendeva la sicurezza sua copertura, la fiducia sua porta d'ingresso: 210) la menzogna arrivava ridendo, cogli occhi della verit…; ogni amico poteva mutarsi in un nemico o una spia, la mano ch'uno stringeva celava nella manica un colpo di pugnale e un abbraccio poteva divenire la gabbia di ferro della Fatalit…. Agonia e pericolo s'avvicinavan furtivi alla preda tremante e parlavan soavi come a un timido amico: l'attacco scattava improvviso, veemente e invisibile; la paura balzava sul cuore a ogni svolta e gridava con terribile voce d'angoscia; essa invocava un salvatore, ma nessuno veniva 220) Tutti camminavano all'erta, ch‚ la morte era sempre vicina; ma la cautela sembrava un futile dispendio di pena perch‚ tutto ci• che proteggeva si rivelava una trappola mortale, e quando dopo lunga apprensione la salvezza giungeva portando un felice sollievo che disarmava la forza, essa serviva da passaggio ridente a un destino peggiore. Non c'era alcuna tregua alcun luogo sicuro per riposare; non si osava dormire o ritirare le armi: era un mondo di battaglia e di attacchi a sorpresa. Quelli ch'erano lŤ vivevan tutti solo per se stessi; 230) tutti facevan guerra a tutti, ma con un odio comune si rivoltavano contro la mente che cercava un bene superiore; la Verit… era esiliata per tema che osasse parlare e ferisse con la sua luce il cuore dell'ombra o arrivasse, con l'orgoglio del suo sapere, a maledire l'anarchico sistema delle cose stabilite. Poi la scena cambi•, senza perdere la sua essenza spaventosa: mutando le sue forme, la vita restava la stessa. C'era una capitale senza uno Stato: non aveva alcun governante, solo gruppi rivali. 240) Egli vide una citt… dell'antica Ignoranza fondata su un suolo che non conosceva la Luce. Ciascuno lŤ camminava da solo nella propria tenebra: eran d'accordo sol per differire sulle vie del Male, vivere a proprio modo e per il proprio s‚ o far valere una menzogna un torto comuni; l'Ego era lŤ signore sul suo seggio di pavone e l'Impostura, sua compagna e regina, gli sedeva accanto: il mondo era a loro rivolto, come il Cielo alla Verit… e a Dio. L'ingiustizia giustificava con decreti immutabili 250) i pesi sovrani del traffico legalizzato dell'Errore, ma tutti i pesi eran falsi e nessuno uguale ad un altro; essa vegliava di continuo, con la sua bilancia e una spada, ch‚ nessuna parola sacrilega denunzi le formule consacrate del suo vecchio malgoverno. Avvolta in nobili dichiarazioni, la volont… egoistica marciava a gran passi e la licenza andava impettita parlando a vanvera d'ordine e di diritto: non un altare eretto alla Libert…; la vera libert… era aborrita e perseguitata: ovunque introvabili armonia e tolleranza; 260) ciascun gruppo proclamava la propria legge, crudele e nuda. Un quadro etico di protuberanti regole scritturali o una teoria appassionatamente creduta e lodata sembrava una tavola del codice sacro del Cielo supremo. Una pratica formalista, in cotta metallica e calzata di ferro, dava a una razza guerriera dura e spietata, tratta dalle viscere selvagge della terra, il portamento fiero ed austero d'una rude nobilt…, una posizione civica rigida e formidabile. Ma tutti i loro atti privati smentivano quella posa: 270) potere e utilit… eran la loro Verit… e il loro Diritto, una rapacit… d'aquila ghermiva il bene ch'essa concupiva, i becchi colpivano e gli artigli laceravano ogni preda pi— debole. Nel dolce riserbo dei loro piacevoli peccati essi seguivano la Natura e non un Dio moralista. Trafficanti incoscienti di balle di contrari, facevan quello che in altri perseguitavano; quando il loro sguardo si posava sul vizio del loro simile, ardevano d'indignazione, di collera virtuosa; dimentichi della propria colpa sepolta in fondo a se stessi, 280) lapidavano, come fa la plebaglia, un vicino sorpreso a peccare. Un giudice pragmatista interiore emetteva falsi decreti, poneva le peggiori iniquit… sul piedistallo dell'equit…, dimostrava la giustezza di azioni cattive, ratificava la scala d'interesse e desiderio dell'ego mercantile. cosŤ si manteneva un equilibrio, e il mondo potea vivere. Un fervore bigotto promuoveva i loro culti crudeli, ogni fede diversa dalla loro era frustata a sangue quale eresia; indagavano, imprigionavano, torturavano, bruciavano o colpivano e forzavano l'anima ad abbandonare il bene o a morire. 290) In mezzo ai suoi credi in urto e alle sue sette antagoniste, la religione sedeva su un trono macchiato di sangue. Cento tirannie opprimevano e uccidevano fondando l'unit… sulla frode e la forza. Solo l'apparenza era lŤ stimata reale: l'ideale era il bersaglio d'un cinico scherno; subissata dalle urla della folla, derisa dagli intelletti illuminati, la ricerca spirituale errava reietta, giudicata trama di pensiero d'un sognatore illuso o folle chimera o ipocrita contraffazione, 300) il suo istinto appassionato braccato attraverso menti oscure perdute nei circuiti dell'Ignoranza LŤ una menzogna era il vero, e la verit… una menzogna. A questo punto, il Viaggiatore del cammino ascendente poich‚ la strada celeste serpeggia sfidando i Regni infernali deve fare una sosta, o attraversare lentamente quello spazio pericoloso, una preghiera sulle labbra, e il grande Nome. Se l'acuta punta di lancia del discernimento non sondasse tutto, egli potrebbe inciampare nella rete inestricabile della menzogna. Spesso deve voltarsi e guardare al di sopra della sua spalla 310) come chi senta sul collo il respiro d'un nemico; altrimenti, sorprendendolo da dietro, un colpo a tradimento potrebbe stenderlo e inchiodarlo all'empio suolo, trafitto alla schiena dalla picca aguzza del Male. CosŤ qualcuno poteva cadere sulla strada dell'Eterno, perdendo l'unica occasione dello spirito nel Tempo senza che alcuna notizia di lui giunga agli dei in attesa, segnato "perdente" nel registro delle anime, il suo nome simbolo d'una speranza fallita, ricordo della posizione d'una stella morta. 320) Erano salvi solo coloro che conservavano Dio nel loro cuore: loro armatura il coraggio, loro spada la fede, dovean marciare, la mano pronta a colpire, l'occhio pronto a esplorare, proiettando innanzi lo sguardo come un giavellotto, eroi e soldati dell'esercito della Luce. Anche cosŤ, passato l'orrendo pericolo, a malapena, liberati in un'aria pi— calma e pi— pura, essi osavano alla fine di nuovo respirare e sorridere. Di nuovo andavano sotto un sole reale. Bench‚ l'Inferno rivendicasse il dominio, lo spirito aveva ancora un potere. 330) Egli oltrepass• senza discutere questa terra di nessuno; le cime io inviavano in missione, l'Abisso lo desiderava: nessuno a sbarrargli la strada, nessuna voce a interdirgliela. Ch‚ rapido e facile Š il cammino che discende, ed ora il suo viso era rivolto alla Notte. Una pi— grande oscurit… l'aspettava, un regno peggiore, se pu• esserci un peggio dove tutto Š l'estremo del male; eppure, rispetto al mascherato, il senza-maschera, nudo, Š peggiore. LŤ, Dio e la Verit… e la Luce superna non eran mai stati, oppure non avean pi— potere. 340) Come, nella trance d'un momento profondo, si scivola oltre la frontiera mentale in un altro mondo, egli oltrepass• un confine la cui traccia segreta l'occhio non poteva scorgere, ma solo l'anima sentire. Giunse in un dominio corazzato e feroce e si vide errare come un'anima persa in mezzo ai muri anneriti e gli orridi tugun della Notte. Attorno a lui si ammassavano capanne grigie e squallide, adiacenti ai superbi palazzi del Potere pervertito, ambienti inumani e quartieri demoniaci. 350) Un orgoglio del male carezzava la propria desolazione; un ossessivo splendore di miseria pesava su quei funesti, lugubri sobborghi delle citt… della vita spettrale. LŤ la Vita esibiva all'anima spettatrice le profondit… fantasma del suo strano miracolo. Dea vigorosa e caduta, senza speranza, oscurata, deformata da qualche atroce sortilegio di Gorgone, come un'imperatrice prostituita in una bettola, nuda, spudorata, esultante levava il suo volto malvagio di bellezza e fascino perigliosi 360) e, attirando il panico verso un bacio fremente entro la magnificenza dei suoi seni fatali, allettava lo spirito a cadere nel loro abisso. Attraverso il campo visuale di lui essa moltiplicava,(I) come su un film scenico o un'illustrazione mobile, lo splendore implacabile dei suoi fasti da incubo. Sullo sfondo cupo d'un mondo senz'anima, in un livido chiaroscuro essa inscenava i suoi drammi della tristezza delle profondit… scritti sui nervi tormentati delle cose viventi: 370) epopee d'orrore e di turpe maest…, statue contorte vomitate e indurite nel fango della vita, una pletora di forme ripugnanti e di atti ripugnanti paralizzava la piet… nel petto indurito. In baracconi del peccato e ritrovi notturni del vizio, le raffinate infamie della concupiscenza del corpo e sordide immaginazioni incise nella carne, facevan della lussuria un'arte decorativa: abusando del dono della Natura, la sua abilit… pervertita immortalizzava il seme gettato della morte vivente, 380) in un calice di melma versava il vino bacchico, a un satiro offriva il tirso d'un dio. Impure, sadiche, storcendo la bocca, tetre invenzioni immonde, orribili e macabre, venivano teletrasmesse dai baratri della Notte. La sua abilit… ingegnosa nella mostruosit…, insofferente di ogni forma e atteggiamento naturali, sbadiglio di linee nude esagerate, conferiva alla caricatura una cruda realt…, e ostentazioni artistiche di strane forme distorte, 390) e maschere animalesche, oscene e terribili calpestavano i sensi lacerati facendo loro assumere pose di tormento. Adoratrice d'un male inesorabile, essa ingrandiva l'abiezione e sublimava la lordura; un potere dragonesco di energie rettili, le strane epifanie d'una Forza strisciante e grandiosit… di serpente acquattate nel fango attiravano l'adorazione verso un luccicore di limo. Tutta la Natura, staccata dal suo quadro e basamento, era contorta in un atteggiamento contro natura: 400) la repulsione stimolava il desiderio inerte; l'agonia era resa un piccante cibo della delizia, l'odio era incaricato del lavoro della lussuria e la tortura prendeva la forma d'un amplesso; un'angoscia rituale consacrava la morte; l'adorazione era offerta al Non-divino. Un'estetica nuova dell'arte dell'Inferno che allenava la mente ad amare ci• che l'anima ha in odio, imponeva ai nervi frementi la devozione e costringeva a vibrare il corpo restio. 410) Troppo dolce e troppo armoniosa per eccitare in questo regime che insozzava il nucleo dell'essere, la bellezza era bandita, il sentimento del cuore intorpidito nel sonno e al loro posto nutriti i brividi della sensazione; il mondo era sondato in cerca di sprazzi d'appello sensoriale. Qui il freddo intelletto materiale era il giudice ed aveva bisogno del pungolo, la scossa e la sferza sensuali perch‚ la sua dura aridit… e i suoi nervi intirizziti potessero sentire qualche passione, potere ed aspra punta di vita. Una filosofia nuova teorizzava i diritti del male, 420) si gloriava del brillante marciume della decadenza, o dava a una Forza di pitone la parola che persuade e armava di sapere la bestia primitiva. China a covare solo la vita e la Materia, la mente si mutava nell'immagine d'un animale rampante; entrava carponi nella fossa per scovare la verit… illuminando la sua ricerca coi bagliori del subcosciente. Da lŤ, ribollenti, si levavano, offuscando l'aria superiore, la sozzura e i segreti putrescenti dell'Abisso: tutto questo, essa lo battezzava fatto positivo e vita reale. 430) E questo costituiva adesso l'atmosfera fetida. Una passione di bestia selvaggia usciva furtiva dalla Notte segreta per spiare con occhi seducenti la preda: attorno a lui, come un fuoco di lingue crepitanti, (II) un'estasi bestiale pencolava e rideva; l'aria rigurgitava di desideri bruti e feroci; affollandosi in sciami mostruosi e pungenti, premevan con pernicioso ronzio contro la sua mente pensieri capaci d'avvelenare il soffio pi— celeste della Natura, forzando la riluttanza delle palpebre, assalivan la vista 440) atti che rivelavano il mistero dell'Inferno. Tutto ci• che trovavasi lŤ era di tale fatta. Una razza posseduta abitava quei luoghi. Una forza demoniaca in agguato nelle profondit… dell'uomo, che palpita, repressa dalla legge umana del cuore, impaurita dallo sguardo calmo e sovrano del Pensiero, pu•, in un incendio, in un terremoto dell'anima levarsi e, invocando la sua notte natale, rovesciar la ragione, occupare la vita e imprimere il suo zoccolo sul suolo vacillante della Natura: 450) questa era per essi il nucleo ardente del loro essere. Energia potente, dio mostruoso, dura verso i forti, implacabile verso i deboli, sul mondo aspro e impietoso ch'essa generava, sbarrava le palpebre di pietra della sua idea fissa. Il suo cuore era ebbro d'una brama atroce, nell'altrui sofferenza sentiva un fremito di delizia e ascoltava la musica grandiosa della morte e la rovina. Avere il potere, dominare, era l'unica virt—, l'unico bene: essa rivendicava il mondo intero come soggiorno del Male, 460) e proclamava l'odioso regno totalitario del suo partito il crudele destino di tutto ci• che respira. Tutto era formato e standardizzato su un unico piano sotto il peso soffocante di un'oscura dittatura. Per strada e in casa, ai consigli e ai tribunali egli incontrava degli esseri che sembravano uomini viventi - e si elevavano a parole sulle ali sublimi del pensiero ma davan ricetto a tutto ci• che Š subumano, vile e pi— basso dello strisciare del pi— infimo rettile. La ragione, destinata ad avvicinare gli dei 470) e sollevare alla scala celeste grazie al contatto della mente, non serviva che ad aumentare alla luce del suo raggio la bieca mostruosit… della loro innata natura Spesso, studiando un volto familiare incontrato con gioia a una svolta pericolosa, sperando di riconoscere uno sguardo di luce, la sua visione, avvertita dall'occhio interiore dello spirito, vi scopriva all'improvviso il marchio dell'Inferno, o, col senso interiore che non pu• ingannarsi, riconosceva sotto l'aspetto d'una forma leggiadra o virile 480) il demone, il goblin ed il ghoul. Regnava l'insolenza d'una forza gelida dal cuore di pietra, potente, obbedita, approvata dalla legge del Titano, la risata enorme d'una crudelt… gigantesca e i misfatti feroci e compiaciuti d'una violenza d'orco. In questo vasto, cinico covo di bestie pensanti, invano si cercava una traccia di piet… o d'amore; in nessun luogo era un tocco di dolcezza, solo la Forza e i suoi accoliti, avidit… ed odio: non un aiuto per la Sofferenza, nessuno per salvare, 490) nessuno osava resistere o dire una parola nobile. Armata dell'egida del Potere tirannico, firmando gli editti del suo governo terribile su cui apponeva il sigillo del sangue e della tortura, la Tenebra proclamava i suoi slogan al mondo. Un silenzio servile e con paraocchi faceva tacere la mente o si limitava a ripetere le lezioni apprese, mentre insignita di mitra, tenendo il bastone del buon pastore, la Falsit… insediava sui cuori impauriti e prostrati i culti e i credi che organizzano la morte vivente 500) e uccidono l'anima sull'altare d'una menzogna. Tutti erano ingannati o servivano il proprio inganno; in quest'atmosfera asfissiante, la Verit… non poteva vivere. LŤ, lo squallore credeva alla propria gioia e la paura e la debolezza abbracciavano le loro abiette profondit…; tutto ci• che Š basso e sordidamente pensato, vile, tutto ci• che Š squallido, povero e miserabile, respirava la sua aria naturale con una snerbata contentezza senza provare alcuna sete di liberazione divina: arrogante, deridendo gli stati pi— luminosi, 510) il popolo degli abissi disprezzava il sole. Un'autoarchia barricata escludeva la luce: fermo nella sua volont… d'essere il proprio grigio s‚, esso vantava la sua norma unica e il suo modello splendido: leniva la sua fame con sogni di predone; esibendo la croce della sua servit— come una corona, s'abbarbicava alla sua lugubre e rigida autonomia. Una gola di toro muggiva con la sua lingua d'ottone; il suo duro e impudente clamore, riempiendo lo Spazio e minacciando tutti quelli che osavano ascoltare la verit…, 520) reclamava il monopolio delle orecchie stordite; un'acquiescenza di sordi accordava il suo suffragio, e dogmi fanfaroni sbraitati nella notte mantenevan per l'anima caduta, un tempo creduta un dio, l'orgoglio del suo assoluto abissale. Scopritore solitario in questi regni minacciosi protetti contro il sole come citt… di termiti, oppresso tra la folla, il calpestio, il rumore e i lampi, passando da un'ombra a un'altra pi— intensa e pericolosa, egli lottava contro poteri che carpivano alla mente la sua luce 530) e cercava di staccarsene di dosso le influenze. Presto emerse in uno spazio oscuro e senza muri. Aveva ormai oltrepassato le popolate regioni; camminava fra le vaste rive della sera declinante. Attorno a lui cresceva un arido vuoto spirituale, un minacciante deserto, un sinistro isolamento che lasciava la mente disarmata contro un assalto invisibile, pagina bianca su cui chiunque volesse poteva scrivere messaggi assolutamente mostruosi senza controllo. Punto in movimento sulle strade in discesa della Tenebra 540) in mezzo a campi sterili, granai e capanne sparse e rari alberi storti e fantomatici, egli affront• un senso di morte e di vuoto cosciente. Ma una Vita ostile era ancora lŤ invisibile, il cui equilibrio mortale che resisteva alla luce e alla verit… rendea vivente una desolata breccia nella nullit…. UdŤ le orrende voci che negano; assalito da pensieri sciamanti come orde spettrali, preda dei fantasmi del buio dagli occhi sbarrati e d'un terrore che s'avvicinava con la sua bocca letale, 550) spinto da uno strano volere sempre pi— in basso, il cielo, al di sopra, un'intimazione di Giudizio Universale, egli lottava per proteggere lo spirito dalla disperazione, ma sentiva l'orrore della Notte crescente e l'Abisso levarsi a reclamare la sua anima. Cessarono allora le dimore e le forme delle creature: la solitudine l'avvolse nelle sue pieghe silenti. Tutto svanŤ d'un tratto come un pensiero espunto; il suo spirito divenne un golfo spalancato all'ascolto, vuoto della morta illusione d'un mondo: 560) nulla restava, neppure un volto cattivo. Era solo, con il grigio pitone della Notte. Un Niente denso e anonimo, cosciente, muto, che sembrava vivo ma senza corpo n‚ mente, agognava d'annullare tutti gli esseri per poter esistere eternamente nudo e solo. Come nelle fauci impalpabili d'una bestia amorfa, afferrato, strangolato da questa macchia avida e vischiosa, attratto verso una specie di bocca nera gigantesca, una gola trangugiante, un enorme ventre di rovina, 570) il suo essere disparve alla sua propria visione, tirato verso i baratri che avevan fame della sua caduta. Un vuoto informe opprimeva il suo cervello che dibattevasi, un'oscurit… macabra e fredda intirizziva la sua carne, il sussuto d'una grigia suggestione gli gelava il cuore; strappata dalla sua calda dimora da una forza di serpente e trascinata verso l'estinzione in una tetra vacuit…, la vita s'aggrappava al suo posto, vi si attaccava con respiro affannoso; il corpo di lui era lambito da una lingua tenebrosa L'esistenza, asfissiata, travagliava per sopravvivere; 580) la speranza periva strangolata nella sua anima vuota, fede e memoria abolite morivano e tutto ci• che aiuta lo spirito nella sua rotta. Lungo ogni nervo teso e doloroso strisciava, lasciando dietro a s‚ una traccia cocente e tremante, una paura senza nome e inesprimibile. Come il mare avanza verso una vittima legata e immobile, allarm• la sua mente per sempre muta l'avvicinarsi di un'implacabile eternit… di dolore inumano e intollerabile. 590) Questo doveva sopportare: la sua speranza del cielo alienata; doveva esistere sempre, senza la pace dell'estinzione, in un Tempo lento e sofferente e uno Spazio torturato un niente angosciato il suo stato senza fine. Una cavit… senza vita era ora il suo petto, e lŤ dove un tempo era il pensiero luminoso, restava solo, pallido spettro immoto, un'incapacit… d'aver fede e sperare e l'atroce convinzione di un'anima vinta, ancora immortale ma che ha perduto la sua divinit… 600) perduto il suo s‚, e Dio, e il contatto di mondi pi— felici. Ma lui resistette, fece tacere il vano terrore, sopport• le spire soffocanti dell'angoscia e del panico; torn• allora la pace e lo sguardo sovrano dell'anima. All'orrore assoluto rispose una calma Luce: immutabile, imperitura e non-nata, possente e muta la Divint… in lui si dest• e affront• il dolore e il pericolo del mondo. Egli domin• con uno sguardo le maree della Natura: col suo spirito nudo incontr• l'Inferno senza veli. NOTE SPECIALI I "di lui": del re Aswapati. II "attorno a lui": attorno al re Aswapati. Fine del Canto Settimo Varianti del Canto VII (I) Un'influenza fatale colse di soppiatto le creature: il suo contatto letale inseguiva lo spirito immortale, il dito freddo e intirizzito della morte si pos• sulla vita e sopraffatta dall'errore, dalla sofferenza e 'l dolore fu la volont…, innata nell'anima, di verit…, gioia e luce Una deformazione serpeggi•, che pretendevasi la tendenza vera e propria dell'essere, il giusto impulso della Natura, la torsione e la curva che il cosmo assume alla sua nascita, un'idiosincrasia dell'Assoluto Nascosta in ogni angolo di vita cosciente una Mente ostile e pervertitrice era all'opera corrompendo la Verit… con le sue stesse formule, attingendo la Conoscenza con la sfumatura del dubbio Niente si salvava dall'astuzia del suo tocco o era armato contro l'ironia del suo sorriso Intercettatrice degli ascolti dell'anima essa catturava gli oracoli degli dei occulti, cancellava gl'incrollabili editti gravati sulla roccia dal Tempo, eclissava i pali indicatori del pellegrinaggio della Vita, e sulla fondamenta della legge cosmica erigeva i piloni di bronzo del suo malgoverno (Cfr. vv. 35-S I ) * * In silenzio parlavano le voci inaudibili, mani che nessuno vedeva piantavano il seme fatale, nessuna forma appariva, ma un lavoro atroce era fatto Nel cuore, privato del diritto innato della veggenza, non poteva pi— leggersi ora il volere di Dio; un decreto d'acciaio scritto in ricurvi caratteri onciali imponeva una legge di peccato e di avverso destino (Cfr. vv. 71-75) * * Era uno spazio ove niente poteva esser vero; poich‚ tutto era altro da quello che pretendeva di essere e nessuno confessava a se stesso il proprio raggiro ma giustificava il suo torto come diritto innato; ciascuno s'abbarbicava alla propria menzogna come a verit… celeste, nascondendosi alla propria anima, alla Natura e a Dio: un vasto inganno era la legge delle cose Solo per quell'inganno potean vivere: nell'errore movevansi, respiravano e trovavan la loro forza Tutto ci• che attraeva aveva un fascino vano; ciascuno splendore iridato era una stupenda bugia: una bellezza irreale mostrava un volto d'incanto (Cfr. vv. 158-173) * * LŤ la Vita esibiva all'anima spettatrice le profondit… fantasma del suo strano miracolo Come un'imperatrice prostituita in una bettola, nuda, spudorata, esultante levava il suo volto malvagio di bellezza e fascino perigliosi e, attirando il panico verso un bacio fremente entro la magnificenza dei suoi seni fatali, allettava lo spirito a cadere nel loro abisso Una volta affondato, esso non chiedeva liberazione, prendeva una gioia violenta all'estasi dei propri dolori, trovava un gusto di libert… nella scelta di delicate catene e regnava, sovrano della propria decadenza Una pletora di scene assediava lo sguardo, trame di pensiero che si riproducevano nella vita e insegnavano alla natura ad essere quello ch'essa vedeva; perch‚ Š la mente a dare ai giorni la loro forma coi colori che assorbe dalle tinte del mondo e il pensiero decide il destino dell'anima Attraverso il campo visuale la Vita moltiplicava, come su un film scenico o un'illustrazione mobile, lo splendore implacabile dei suoi fasti da incubo e la sua visione incantata di gioie infernali: una gloria di cose abominabili Sullo sfondo cupo d'un mondo senz'anima, in un livido chiaroscuro essa inscenava i suoi drammi della tristezza delle profondit… scritti sui nervi angosciati delle cose viventi: le sue epopee d'orrore e di truci atti crudeli paralizzavano la piet… nel petto indurito, e lo spettacolo dell'anima degradata disseccava le fonti della simpatia naturale. Nei suoi baracconi del peccato e ritrovi notturni del vizio, le sue sordide immaginazioni incise nella carne, fotoincisioni firmate della sua infamia, rendevano pubblica la sporcizia nascosta dei reati della Natura, e scenari ripugnanti, odiosi e macabri e maschere animalesche, oscene e terribili venivano teletrasmessi dai baratri della Notte: caricature deformi del reale e capolavori artistici di strane forme distorte calpestavano i sensi lacerati facendo loro assumere forme tormentate Un'abilit… di mostruosit… ingegnose ingrandiva l'abiezione e sublimava la lordura (Cfr. vv. 353-393) * * (Un'altra versione di parte della precedente variante) Una volta preso, niente pi— poteva aiutarlo, consumato alla fiamma di atroci beatitudini Provava una gioia violenta all'estasi dei propri dolori, e regnava, sovrano della propria decadenza Una pletora di scene assediava il suo sguardo, attraverso il suo campo visuale la Vita moltiplicava ** come su un film scenico o un'illustrazione mobile lo splendore implacabile dei suoi fasti da incubo * e la sua visione incantata di gioie infernali: sullo sfondo cupo d'un mondo senz'anima in un livido chiaroscuro essa inscenava i suoi drammi della tristezza delle profondit… scritti sui nervi tormentati delle cose viventi; le sue epopee d'orrore e crudele maest… paralizzavano la piet… nel petto indurito, abituando alla carneficina come ad un pasto, alla tortura come a un piacevole incontro di pugilato, abolendo la protesta e il disgusto della mente, la rivolta della vita, l'antipatia del corpo "suoi": 'her' nel testo inglese. si riferisce qui alla "Vita". NOTA SPECIALI I nota a pie di pagina per le varianti del Canto VI. II suoi": 'its' nel testo inglese, si riferisce alla mente citata pi— sopra. "il suo": dello "spirito", che Š il soggetto dei versi precedenti. Canto Ottavo Il Mondo della Menzogna, la Madre del Male e Ť Figli della Tenebra Allora pot‚ scorgere il cuore segreto della Notte: il lavoro della sua totale incoscienza rivelava il terribile Inane senza limite. Era lŤ un'Infinit… vuota, senza spirito; una Natura che negava la Verit… eterna nella fatua libert… vanagloriosa del suo pensiero sperava d'abolire Dio e di regnare sola. Non c'era un Ospite sovrano, alcuna Luce testimone; essa voleva creare senz'aiuto il proprio mondo squallido. 10) I suoi larghi occhi ciechi spiarono gli atti demoniaci, le sue orecchie sorde udiron l'anti-verit… detta dalle sue labbra mute; la sua immaginazione smisurata e fuorviata prese vaste forme, la sua sensorialit… irriflessiva fremette di fiere presunzioni; generando un principio bruto di vita, male e dolore produssero un'anima mostruosa. Sorsero i Ribelli dei baratri informi, grandi Esseri titanici e poteri diabolici, ego vasti quanto il mondo tormentati dal desiderio, dal pensiero e la volont…, menti e vite immense senza uno spirito interiore: 20) architetti impazienti della casa dell'errore, capi dell'ignoranza e agitazione cosmiche e tutori della tristezza e la mortalit… incarnarono le fosche Idee dell'Abisso. Una sostanza spettrale entr• nella vacuit…, forme indistinte nacquero nel Vuoto privo di pensiero e i gorghi confluirono e crearono uno Spazio avverso nei cui neri recessi l'Essere immagin• l'Inferno. Gli occhi del Viaggiatore dei mondi, penetrando la triplice corazza del buio, identificarono la propria visione alla sua cieca fissit…: 30) abituati alla tenebra innaturale, videro l'irrealt… divenuta reale e cosciente. Un mondo violento, crudele e formidabile, antica matrice di giganteschi sogni funesti, avvolgevasi come una larva nell'oscurit… che lo protegge dalle punte di lancia degli astri del Cielo. Era la porta d'un falso Infinito, d'un'eternit… di disastrosi assoluti, d'una smisurata negazione delle cose spirituali. Tutti quelli una volta luminosi nella sfera dello spirito 40) si mutavano ora nel loro cupo contrario: l'essere crollava in un vuoto insostanziale, uno zero, tuttavia, genitore dei mondi; l'incoscienza, ingoiando la Mente cosmica, produceva un universo dal suo sonno letale; la felicit…, caduta in un coma nero, inanimata, si ripiegava su se stessa e sull'eterna gioia di Dio sotto un aspetto menzognero ed intenso d'afflizione e dolore, ancora penosamente inchiodata su una croce fissata nel suolo d'un mondo muto e insensibile 50) dove nascere era uno spasimo e morire un'agonia, per paura che tutto ridivenga troppo presto felicit…. Il pensiero, sacerdote della Perversit…, sedeva sul suo nero tripode di Serpente uno e trino leggendo controsenso la scrittura eterna, stregone che rovesciava il Quadro divino della vita. In corridoi d'ombra con occhi malvagi per lumi e voci fatali salmodianti dall'abside, in strane ed oscure basiliche infernali intonando la magia d'una Parola profana, 60) il sinistro e profondo Iniziato celebrava il rituale dei suoi Misteri. La sofferenza, lŤ, era il cibo quotidiano della Natura, allettante per il cuore e la carne angosciati, e la tortura la formula della delizia, il dolore parodiava l'estasi celeste. Li il Bene, giardiniere di Dio senza fede, innaffiava di virt— l'albero upas del mondo e, attento alla parola e all'atto esteriori, innestava i suoi ipocriti fiori sul male nativo del luogo. 70) Tutto ci• ch'Š elevato era al servizio del suo contrario inferiore: le forme di Dio alimentavano un culto demoniaco; il volto del Cielo diveniva una maschera e un'insidia dell'Inferno. LŤ, nel cuore del fenomeno vano, nel centro convulso di un'azione smisurata, egli vide una Forma illimitata e vaga assisa sulla Morte che inghiotte tutto ci• che nasce. Volto fisso, gelido, gli occhi crudeli ed immoti, il tridente terribile nella sua mano tenebrosa tesa, essa trafiggeva d'uno stesso destino tutte le creature. 80) Quando non esisteva altro che la Materia senz'anima e una cavit… senza spirito era il cuore del Tempo, per la prima volta la Vita tocca allora l'Abisso insensibile; risvegliando il Vuoto assoluto alla speranza e alla pena, il suo pallido raggio colpŤ la Notte insondata 120 in cui Dio si celava alla propria vista. In tutte le cose essa cerc• la loro mistica verit… addormentata, la parola inespressa che ispira le forme incoscienti; cerc• a tentoni nelle Sue profondit… una Legge invisibile, frug• nell'oscuro subcosciente alla ricerca della Sua mente (I) 90) e si sforz• di scoprire un cammino perch‚ lo spirito sia. Ma dalla Notte venne un'altra risposta. Un seme fu gettato in questa matrice inferiore, scorza muta e impenetrabile d'una verit… pervertita, cellula d'un infinito insenziente. Una nascita mostruosa prepar• la sua forma cosmica nell'embrione titanico della Natura: l'Ignoranza. Poi, in un'ora fatale e stupefacente, qualcosa che usciva dal sonno del bruto Incosciente, svogliatamente generata dal Vuoto silente, 100) lev• la sua testa inquietante contro le stelle; il suo vasto corpo di Maledizione coprendo d'ombra la terra, essa raggel• i cieli col suo viso di minaccia. Un Potere senza nome, un tenebroso Volere sorse, immenso e straniero al nostro universo. Nel Disegno inconcepibile che nessuno pu• misurare, un vasto Non-Essere si rivestŤ di forma, l'illimitata Nescienza delle profondit… incoscienti ricoprŤ di niente l'eternit…. Una Mente in cerca sostituŤ l'Anima che vede: 110) la vita divenne una morte gigantesca e affamata, la felicit… dello Spirito si tramut• in dolore cosmico. Assicurandosi la neutralit… con cui Dio si vela a se stesso, una potente opposizione conquista lo Spazio. Sovrana regnante sulla menzogna, la morte e l'afflizione, oppresse la terra con la sua fiera egemonia; disarmonizzando lo stile originale dell'architettura del destino terrestre, falsific• la Volont… cosmica primitiva e obblig• alla lotta e a vicissitudini terribili 120) il lungo, lento processo del Potere paziente. Impiantando l'errore nella sostanza delle cose, fece della Legge di totale saggezza un'Ignoranza; confuse il tatto infallibile dei sensi segreti della vita, costrinse al mutismo la guida intuitiva nel sonno della Materia, deforma l'istinto dell'insetto e della bestia, sfigura nell'uomo l'umanit…, frutto del pensiero. Un'ombra taglia il semplice Raggio: oscurata nella caverna del cuore fu la luce-di-Verit… che brucia senza testimone nella cripta dell'altare 130) in segreto dietro il velo immobile, compagna della Divinit… del santuario. CosŤ nacque la tremenda Energia antagonista che mima la forma possente della Madre eterna contraffacendone la luminosa infinit… con un profilo grigio e distorto nella Notte. Arrestando la passione dell'anima ascendente, essa impose alla vita un passo lento ed esitante; col suo peso che svia e ritarda, la sua mano preme sulla curva dell'evoluzione mistica: 140) la linea tortuosa della sua mente ingannatrice gli Dei non vedono, e l'uomo Š impotente; soffocando la scintilla divina nell'anima essa riconduce all'animalit… l'umana caduta Eppure, nella sua formidabile mente istintiva, sente l'Uno crescere nel cuore del Tempo e vede l'Immortale splendere attraverso la forma umana Allarmata per il suo impero e piena di paura e di rabbia s'aggira attorno a ogni luce che brilla nella tenebra e che proietta il suo raggio dalla tenda isolata dello Spirito, 150) sperando d'entrare con passo furtivo ed ardito e uccidere nella culla il Fanciullo divino. Incalcolabili la sua forza e il suo artificio; il suo contatto Š fascinazione e morte; essa uccide di delizia la sua vittima; del Bene stesso fa un uncino per trascinare all'Inferno. Per essa il mondo corre alla propria agonia Spesso il pellegrino sulla rotta dell'Eterno, mal rischiarata sotto le nubi dalla pallida luna della Mente, o errante, solitario, in sentieri traversi, 160) o perduto in deserti dove nessun cammino si vede, cade sopraffatto dal suo balzo leonino, prigioniero vinto sotto le sue zampe spaventose. Inebriato da un soffio bruciante e innamorato d'una bocca distruttrice, una volta compagno del Fuoco sacro, il mortale muore a Dio e alla Luce, un Avversario ne governa il cuore e il cervello, una Natura ostile alla Forza della Madre. L'essere della vita abbandona i suoi strumenti 170) ad agenti titanici e demoniaci ch'esagerano e decompongono la natura terrestre: un membro della quinta colonna incappucciato, Š allora la guida del pensiero; il suo sottile mormorio disfattista assassina la fede e, albergata nel petto o sussurrante dall'esterno, un'ispirazione menzognera, micidiale e oscura, sostituisce un nuovo ordine all'ordine divino. Un silenzio s'abbatte sulle altezze dello spirito, dal santuario velato il Dio si ritira, vuota e fredda Š la camera della Sposa; 180) il Nembo d'oro allora non si vede pi—, pi— non brucia il bianco raggio spirituale e per sempre tace la Voce segreta. Poi, dall'Angelo della Torre di Veglia, un nome vien radiato dal registro; una fiamma che cantava nel Cielo scompare, estinta e muta; in rovine finisce l'epopea di un'anima Tale Š la tragedia della morte interiore quando perduto Š l'elemento divino e restan solo una mente ed un corpo che vivon per morire. 190) Perch‚ lo Spirito autorizza interventi terribili ed esiston Poteri sottili ed enormi che si riparan sotto la copertura dell'Ignoranza. Frutto degli abissi, agenti della Forza dell'ombra, odiatori della luce, intolleranti della pace, scimmiottando per il pensiero l'Amico e la Guida luminosi e contrastando nel cuore la Volont… eterna, essi velano l'Armonista occulto che c'innalza Degli oracoli della sua saggezza fan le nostre catene; hanno sprangato le porte di Dio con le chiavi del credo 200) e chiuso fuori in nome della Legge la sua Grazia instancabile. Lungo tutti i percorsi della Natura si sono appostati e intercettano la carovane della Luce; ovunque agiscano gli Dei, essi intervengono. Un giogo pesa sul cuore confuso del mondo; uno schermo separa i suoi battiti dalla Felicit… superna, e le periferie chiuse della Mente brillante bloccano i fini passaggi del Fuoco celeste. Gli oscuri Avventurieri sembrano vincere sempre; riempion la Natura d'istituti del male, 210) trasformano in sconfitte le vittorie della Verit…, proclaman falsit… le leggi eterne, e con menzogne stregate truccano i dadi del Destino; hanno occupato i santuari del mondo, usurpato i suoi troni. Spregiando le sorti declinanti degli Dei, rivendicano la creazione come feudo da loro conquiso e si coronan Signori inesorabili del Tempo. Adepti dell'illusione e l'impostura, gli artigiani della caduta e 'l patimento della Natura hanno eretto i propri altari della Notte trionfante 220) nel tempio d'argilla della vita terrestre. Nei vuoti recinti del Fuoco sacro, di fronte al dossale, durante il rito mistico, volgendosi al velo indistinto che nessuno pu• penetrare, il prete mitrato intona il suo inno solenne invocando la loro tremenda presenza nel suo petto: attribuendo loro il Nome che incute timore, egli salmodia le sillabe del testo magico e fa appello all'atto della comunione invisibile, mentre fra l'incenso e il mormorio della preghiera 230) tutto il crudo dolore che strazia il mondo Š mescolato nel calice spumoso del cuore dell'uomo e loro versato come un vino sacramentale. Assumendo nomi divini, essi guidano e governano. Antagonisti del Supremo, sono usciti dal loro mondo di pensiero e potere senz'anima per servire mediante l'ostilit… il piano cosmico. La notte Š il loro rifugio, la loro base strategica. Per difendersi dalla spada di Fuoco, dall'Occhio luminoso, vivono dentro i bastioni dei loro massicci forti di tenebra, 240) calmi e al sicuro in un'intimit… senza sole: nessun raggio peregrino del Cielo pu• entrarvi. Corazzati, protetti dalle loro maschere letali, come in uno studio della Morte creatrice i figli giganti dell'Ombra si riuniscono e tramano il dramma della terra, loro tragico teatro. Tutti coloro che vorrebbero sollevare il mondo caduto devon passare sotto le volte pericolose del loro potere; ch‚ oscurare perfino i figli radiosi degli dei Š il loro privilegio e spaventoso diritto. 250) Nessuno pu• raggiungere il cielo senza attraversare l'inferno. Il viaggiatore dei mondi dovette osare anche questo. Guerriero nel conflitto del duello immemoriale, egli entra nella Notte muta e disperante sfidando le tenebre con l'anima sua luminosa. Allarmando coi suoi passi la tetra soglia, giunse in un regno feroce e dolente popolato d'anime che non avean mai gustato la felicit…; ignare come ciechi che mai han visto la luce, esse potevano equiparare il peggior male al bene supremo, 260) la virt— ai loro occhi era un volto del peccato, e il male e la miseria il loro stato naturale. Il codice penale d'un'amministrazione crudele che facea della pena e l'afflizione la legge generale, decretando l'universale assenza di gioia aveva trasformato la vita in stoico sacramento e la tortura in una festa quotidiana. Era approvata una legge per punire la letizia; riso e piacere eran banditi come peccati mortali: una mente che non si poneva domande passava per saggia contentezza, 270) e per pace l'apatia silenziosa d'un cuore ottuso. Non esisteva il sonno, il torpore era l'unico riposo, la morte veniva ma non dava n‚ tregua n‚ fine; l'anima continuava a vivere e soffriva sempre di pi—. Egli non cessava di sondare pi— a fondo questo regno di dolore; attorno a lui cresceva il terrore d'un mondo d'agonia seguita da un'agonia peggiore, e in quel terrore, una grande, perfida gioia lieta della propria e altrui disgrazia. LŤ il pensiero e la vita erano un lungo castigo, 280) il respiro un peso, e ogni speranza un flagello, il corpo un campo di tormento, una massa di malessere; il riposo era un'attesa fra due spasmi d'angoscia. Tale era la legge delle cose, che nessuno si sognava di cambiare: un cuore duro e cupo, una mente severa e incapace di sorriso rigettavan con nausea la dolcezza della felicit…; la tranquillit… era un tedio, una noia: solo mediante la sofferenza si colorava la vita; essa reclamava la spezia del dolore, il sale delle lacrime. Se si avesse potuto cessare di esistere, tutto sarebbe stato perfetto, 290) invece, solo sensazioni violente offrivan qualche sapore, un furore di gelosia che brucia il cuore r˘so, il morso del rancore, dell'odio e '1 desiderio ch'uccide, il sussurro ch'attira nell'abisso, e il colpo a tradimento gettavano chiazze vivaci sulla dolente monotonia delle ore. L'osservazione del dramma dell'infelicit…, il dibattersi delle creature sotto l'erpice del fato, lo sguardo tragico del dolore nella notte e l'orrore e lo spavento martellante del cuore erano, nella pesante coppa del Tempo, gl'ingredienti 300) graditi che aiutavano a gustarne l'amarezza. Di tale feroce sostanza era il lungo inferno della vita. Questi erano i fili dell'oscura tela di ragno in cui era presa l'anima, tremante e rapita; questa era la religione, questa la regola della Natura. In una funesta cappella d'iniquit…, per adorare un'immagine nera e spietata del Potere, si dovean traversare in ginocchio corti di pietra insensibili, un pavimento come lastricato di mala sorte. Ciascuna pietra era l'orlo affilato d'una forza crudele, 310) viscida del sangue rappreso di petti torturati; alberi disseccati e nodosi si rizzavan come moribondi irrigiditi in una posa d'agonia, e da ogni finestra sbirciava un prete di malaugurio salmodiando i Te Deum per una grazia somma: una strage, citt… rase al suolo, dimore umane distrutte, corpi bruciati e contorti, il massacro a colpi di granate. "I nostri nemici son caduti, caduti", essi cantavano, "tutti quelli che resistettero una volta al nostro volere son colpiti a morte; come siamo grandi, e Tu, come sei misericorde!" 320) CosŤ pensavano di raggiungere il trono impassibile di Dio e di comandarlo, Lui che tutti i loro atti combattevano, esaltando le loro imprese per toccare i suoi cieli, e di renderlo complice dei loro crimini. Non c'era posto, lŤ, per alcuna piet… compassionevole, regnava solo la forza inesorabile e la durezza inflessibile, un'immemoriale sovranit… di terrore e di tenebra: questa prendeva la forma d'un Dio oscurato riverito dal tormentato squallore da lui creato, che manteneva asservito un mondo miserabile, 330) e cuori inermi, inchiodati a una sventura incessante, adoravano i piedi che lŤ calpestavan nel fango. Era un mondo di tristezza e di odio, tristezza la cui unica gioia era l'odio, odio che si pasceva dell'altrui tristezza; un rictus amaro piegava la bocca sofferente; una tragica crudelt… vedeva la sua sinistra occasione. L'odio era l'arcangelo nero di questo regno; rosseggiava come un fosco gioiello nel cuore che brucia l'anima coi suoi raggi maligni, 340) e avvoltolavasi nel micidiale abisso del suo potere. Gli oggetti stessi parean trasudare queste passioni la mente dilagava nell'inanimato che rispondeva con la perfidia che riceveva, contro chi lŤ usava, usavano poteri maligni, ferivan senza mani e, stranamente, uccidevano all'istante, strumenti designati d'una sentenza invisibile. O divenivano essi stessi il muro d'una prigione fatale dove vegliano i condannati mentre scorrono lente le ore scandite dai rintocchi d'una campana lugubre. 350) Un ambiente malvagio rendea peggiori le anime cattive: tutte le cose, lŤ, eran coscienti, e tutte perverse. In questo regno infernale egli os• far pressione fin nel suo abisso pi— profondo e il suo nucleo pi— cupo, ne perturb• la base tenebrosa, ne os• contestare l'antica prerogativa e forza assoluta: si tuff• nella Notte per conosceme il cuore terribile, nell'Inferno cerc• la radice e la causa dell'Inferno. I suoi baratri angosciati gli si apriron nel petto; egli ascolt• i clamori della sua affollata sofferenza, 360) le pulsazioni del suo fatale isolamento. Al di sopra, era una gelida e sorda eternit…. In vaghi e tremendi passaggi della Fatalit… udŤ la voce del goblin che guida per uccidere, affront• gl'incantesimi del Segno demoniaco e sfid• l'agguato del Serpente antagonista. In regioni minacciose e torturate solitudini err• senza compagno per cammini desolati ove il Lupo rosso attende presso il fiume senza guado e le aquile nere della Morte gridano al precipizio, 370) incontr• i cani del male che dan la caccia al cuore degli uomini abbaiando attraverso le steppe del Destino, (II) sui campi di battaglia incalpestati dell'Abisso sferr• oscure lotte in profondit… mute e senz'occhi, sostenne gli assalti dell'Inferno e i colpi dei Titani e sopport• le atroci ferite interiori, lente a guarire. Prigioniero d'una magica Forza incappucciata, catturato e trascinato nella rete mortale della Menzogna e strangolato sovente dal cappio dell'angoscia, gettato nella palude macabra e inghiottente del dubbio, 380) o chiuso dentro fosse d'errore e disperazione, egli bevve i suoi sorsi di veleno fino all'ultima goccia.(III) In un mondo dove n‚ la speranza n‚ la gioia potean venire, soffri la prova del regno assoluto del male, ma conserv• intatta la verit… radiosa del suo spirito. Incapace di movimento o di forza, incarcerato e cieco nel rifiuto totale della Materia, inchiodato alla nera inerzia della nostra base, teneva come un tesoro fra le mani la sua anima vibrante. Il suo essere s'avventur• nel Vuoto indifferente, 390) abissi intolleranti ch'ignoravano il pensiero e la sensazione; il pensiero cess•, vennero meno i sensi, l'anima ancora vedeva e sapeva. Nelle frammentazioni atomiche dell'Infinito vicine ai taciti inizi del S‚ perduto, egli sentŤ la curiosa e minuscola futilit… della creazione delle cose materiali. O, soffocato nel buio cavernoso dell'Incosciente, sond• il cupo mistero senza fondo delle enormi e inani profondit… dove la vita in lotta sorse in un morto universo. 400) LŤ, nell'identit… completa che la mente ha perduto, percepŤ il senso ermetico del mondo insensibile e una muta saggezza nella Notte ignara. Entr• nel segreto abissale ove dal suo giaciglio, grigia e nuda, la tenebra scruta e si tenne sul pi— basso fondale del chiuso subcosciente in cui l'Essere dormiva inconscio dei suoi pensieri e costruiva il mondo senza sapere ci• che costruiva. LŤ, aspettando la sua ora, il futuro giace sconosciuto, lŤ Š il ricordo delle stelle svanite. 410) LŤ, nel sonno del Volere cosmico, egli vide la chiave segreta del cambiamento della Natura. Lo accompagnava una luce, una mano invisibile era posta sull'errore e il dolore finch‚ questo divenne un'estasi fremente, l'assalto di dolcezza d'un abbraccio. Vide nella Notte il velo ombroso dell'Eterno, conobbe la morte come un sottosuolo della casa della vita, nella distruzione sentŤ la creazione che affretta il suo passo, conobbe la perdita come il prezzo d'un guadagno celeste 420) e l'inferno come una scorciatoia verso le porte del cielo. Allora nella fabbrica occulta dell'Illusione e nella magica stamperia dell'Incosciente furono lacerati i formati della Notte primeva e fatti a pezzi gli stereotipi dell'Ignoranza. Viva, animata da un profondo respiro spirituale, la Natura cancella il suo rigido codice meccanico e gli articoli del contratto dell'anima vincolata, la Menzogna restituŤ alla Verit… la sua forma torturata. Annullate furono le tavole della legge del Dolore, 430) e al loro posto crebbero dei caratteri luminosi. Il dito invisibile dell'abile Scrivano tracci• la sua rapida calligrafia intuitiva; le forme terrestri furono rese i suoi documenti divini, la saggezza che la mente incarnata non potea rivelare cacci• l'incoscienza dal seno senza voce del mondo; trasfigurati furono gli schemi fissi del Pensiero ragionante. Destando la coscienza nelle cose inerti, egli appose sull'atomo indistinto e la massa muta la scrittura adamantina dell'Imperituro, 440) - iscrisse sul cuore offuscato delle cose cadute un peana del libero Infinito e il Nome, fondamento dell'Eternit…, e verg• sulle cellule risvegliate ed esultanti, negli ideogrammi dell'Ineffabile, la lirica dell'amore che attende lungo il Tempo e il volume mistico del Libro di Beatitudine e il messaggio del Fuoco sovracosciente. Allora la vita batt‚ pura nella forma corporea; il Raggio infernale si spense e non pot‚ pi— uccidere. 450) L'immensa facciata abrupta dell'Inferno si spacc• da parte a parte come se una costruzione magica si disfacesse, la Notte s'apri e scomparve come un abisso di sogno: nella breccia dell'essere scavata quale uno Spazio vuoto in cui essa avea occupato il posto di Dio assente, si rivers• un'Aurora vasta, intima e felice; guarite furon tutte le cose generate dal cuore lacerato del Tempo e la tristezza non pot‚ pi— vivere in seno alla Natura; la divisione cess• d'esistere, perch‚ c'era Dio. L'anima illumin• del suo raggio il corpo cosciente, 460) materia e spirito si fusero e divennero uno. NOTE SPECIALI I "Sue profondit…", "Sua mente": le profondit… e la mente di Dio. La maiuscola Š nostra II "steppe": 'veldts' nel testo inglese (i veld sono particolari regioni interne del Sud Africa). III "i suoi-sorsi di veleno": della magica Forza citata al v. 376. Fine del Canto Ottavo Canto Nono Il Paradiso degli Dei della Vita Attorno a lui rifulgeva un gran Giorno felice. Lucentezza di qualche estatico Infinito, esso conteneva nello splendore del suo riso dorato le regioni della letizia del cuore liberato, inebriato dal vino di Dio, immerso nella luce, perpetuamente divino. Favorito ed intimo degli Dei obbediente al divino comando di gioire, era il sovrano della propria delizia 10) e il signore dei regni della sua forza. Sicuro della beatitudine per cui tutte le forme furon create, non toccato dalla paura, dal dolore e gli urti del Destino, n‚ allarmato dal soffio del Tempo fugace o assediato dalla circostanza avversa, esso respirava nel benessere dolce d'una fiduciosa certezza, esente dalla nostra fragilit… corporea che invita la morte, lungi dalla nostra pericolosa zona di Volont… incespicante. Non aveva bisogno di tenere a freno i suoi battiti appassionati; vibrante del caldo abbraccio della soddisfazione dei sensi 20) e dell'impeto prodigioso e repentino, fiamma e grido della magnifica galoppata rossa degl'impulsi vitali, viveva in un ritmo incomparabile dell'ilarit… di Dio e riposava sul seno dell'amore universale. Libero da obblighi e impedimenti, lo Spirito della Gioia pasceva le sue luminose mandrie solari e i suoi greggi di luna lungo il lirico corso di ruscelli sereni nella fragranza di asfodeli non terrestri. Un silenzio di felicit… avvolgeva i cieli, una radiosit… spensierata sorridea dalle altezze; 30) un mormorio d'ebbrezza inarticolata tremava nei venti e sfiorava il suolo incantato; incessante nelle braccia dell'estasi, ripetendo la sua involontaria nota soave, un singulto di rapimento fluiva assieme alle ore. Avanzando sotto un arco di gloria e di pace, viaggiatore sopra l'altipiano e sulla cresta assorta, come chi veda nello specchio del Mago cosmico passare, rivelate per mi